mercoledì 24 aprile 2013

Scrittore e cane e niente # 2


Attendendo il ritorno dello scrittore, il cane decide di abbozzare a mente un potenziale racconto omnicomprensivo.
Sarebbe, non ancora in forma definitiva, la storia dello scrittore che decide di scrivere un racconto omnicomprensivo. 
Dentro al racconto dovrebbero starci autostrade interplanetarie e fili di lana che tendono al gomitolo; formicai grattacieli e formichieri esperti di edilizia; sigarette che si fumano da spente e lucertole annoiate che fumano sigarette accese.
Il cane intuisce che insieme a tutti i dettagli del mondo dentro al racconto dev’esserci lo scrittore con tutti i suoi dettagli.
Vista la presumibile ma incommensurabile mole di perniciosi particolari, il cane comprende di dover prender penna e cominciare a stilare un elenco dei possibili dettagli del racconto omnicomprensivo in corso d’opera. Il cane scrive molto. L’elenco tocca terra. Il cane continua a stilare. L’elenco si srotola alle zampe del cane diventando cuccia. Il cane decide di riposarcisi dentro. Il cane sogna ma non lo sa.

lunedì 22 aprile 2013

domenica 21 aprile 2013

Romanzo giallo che finisce subito

Finisce subito perché non l'hanno ammazzato; è soltanto caduto dalle scale.
Pensava fossero scale a chiocciola e invece erano scale normali.
L'investigatore si annoia e il romanzo finisce

venerdì 19 aprile 2013

Si scrive Pechakucha!

Venerdì, oggi, 19 aprile a la Claque
Ed è una cosa in cui in tanti parlano di una cosa!
Noi parliamo di Costola.

martedì 16 aprile 2013

SQUAME PARTY // Festival BE MY TOYS



SQUAME est partenaire du festival BE MY TOYS de PARIS !!

Festival avec Designers et Customers de Toys + Plasticiens + Ateliers + Concert + DJ-Set autour de l'univers des Toys et des Arts Urbain.

En occasion du Festival SQUAME organise une exposition d'illustration avec une trentaine invités internationaux : Il Pistrice, Yo Irene, MP5, Alberto Corradi, Hellofreaks, Eleonora Antonioni, Luché, Flavio Zampaloni, Laura Nomisake, Ironmould, Andrea Chronopoulos, Kichi, Studio Arturo, Rafäel Houée, Sheepo, Mëgaboy, Tarmasz, Grapheart, Elke Foltz, Marta Baroni, Federica De Ruvo, Alessandra De Cristofaro, Alessandro Ripane, Juliette Inigo, Marco About, Hopnn, Thomas Rouzière, Elena Rapa, TadhBoy, Endrju, Lucia Calfapietra, Giorgia Casetti...

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RDV le vendredi 19 Avril à 18h pour la soirée dédiée à SQUAME : Présentation du spécial THE TOYS ISSUE et des autres publications + Dj Set de L'Improbable Mix + Live Painting avec il Pistrice, Hellofreaks, Alberto Corradi, Zab Stu, Marta Baroni, Alessandra De Cristofaro, Michele Ironmould Fasano, Federica de Ruvo et autres artistes…

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Voûte SEMAEST
57 av. Daumesnil, PARIS XII

plus d'infos ici > www.bemytoys.com

découvrez SQUAME ici >www.squame.net

Vanuart Project - Genova


domenica 7 aprile 2013

Intervista a uno sconosciuto non del tutto riuscita

Si parlava da tempo di intervistare un grande scrittore famoso che tutti conoscono ma poi ci siamo detti, poverino, tutti lo conoscono, sarebbe forse meglio intervistare un egiziano a caso, o addirittura, sarebbe meglio intervistare uno sconosciuto.

Siamo andati quindi a intervistarlo, tutti normali, tutti tranquilli e tutto sarebbe andato bene se non fosse che lo sconosciuto, sordido, si è offeso. Aveva letto le poche righe qui sopra e questa cosa di essere considerato sconosciuto lo ha fatto arrabbiare.

"Conosci te stesso" ci ha urlato rimproverando e andandosene. Mentre se ne andava ha sputato per terra. Aveva i jeans stretti in fondo.
"Conosci te stesso" di nuovo ha urlato.
Ci è piaciuta questa frase e allora abbiamo deciso che l'intervista non era riuscita ma che potevamo comunque ritenerci soddisfatty.

giovedì 4 aprile 2013

Da Castello a Parigi senza passare dal via



ore 18.30
Spazio Santa Croce
presenta
Imprevisti e probabilità di un aperitivo à paris
Come nel Monopoli giocheremo a rincorrerci, tra un bicchiere di vino a Montparnasse e una foto davanti al Pompidou.

ore 21.00
Passaggi per il bosco 2013
presenta
Francesco Forlani
in
Parigi, senza passare dal via (Laterza/Contromano)
Uno dopo l'altro i venti arrondissement di Parigi si lasciano esplorare in una contaminazione di stili e di lingue che rendono la partita al Monopoli immaginata dall'autore qualcosa di simile a una battaglia, a una lotta d'amore.

---a seguire---

A P P A R E I L
di Jerome Walter Gueguen

GO BURNING ATACAMA GO
di Alberto Gemmi

LES CHAISES DE DIEU – TRAILER
un lungometraggio diretto da Jerome Walter Gueguen e scritto da Simone Olla
uscita prevista 2014

*

Spazio Santa Croce
Via Santa Croce, 47
Cagliari

martedì 2 aprile 2013

venerdì 29 marzo 2013

Banlieue 13 - Speciale Bocconi

Il nuovo numero di Banlieue comincia così:

lunedì 25 marzo 2013

Per una buona ricetta di cucina

Io sono arrivato all’ultimo:
c’erano delle fragole tagliate a spicchi,
e le ho messe sopra la torta.
Lei mi ha detto no,
le fragole vanno messe dopo,
allora le ho tolte,
alcune le ho tolte
mentre altre,
di nascosto,
le ho mangiate.

Quindi,
ha acceso il forno a 180 gradi
e ha infilato la torta dentro,
l’abbiamo guardata da fuori,
e ci siamo abbracciati,
avevamo preparato una torta buona,
simbolo del nostro amore,
ci siamo abbracciati forte,
come dire che eravamo stati bravi
e che eravamo belli.

Non so dov’è stato l’errore,
forse avremmo dovuto metterci a leggere il giornale
invece che abbracciarci,
magari dare una pulita a qualcuno di quei ripiani in cucina,
invece che abbracciarci,
avremmo dovuto ancor meglio
forse,
finire quel pezzetto di cruciverba
rimasto dalla sera prima,
invece che abbracciarci.

Avremmo dovuto,
non lo so,
bagnare i fiori,
lavare un piatto,
passare uno straccio,
spruzzare un po’ di quel multiuso da qualche parte,
invece,
ci siamo abbracciati.

Come adamo ed eva,
ma più vestiti
ci siamo abbracciati.
O forse no,
loro non c’entrano niente,
ma noi sì,
e ci siamo abbracciati forte,
e le ho preso il fianco
e mi ha preso il collo
e poi non so bene com’è andata
ma siamo corsi di là
e abbiamo fatto l’amore,
come adamo ed eva,
ma più nudi
o forse no.
Comunque,
alla fine eravamo sdraiati
e le accarezzavo i capelli
ed era bellissimo
però a un certo punto
mi ha guardato con gli occhi enormi,
occhi più grandi dei suoi occhi,
'la torta',
abbiamo detto insieme
e siamo corsi in cucina.

C’era un gran fumo,
la torta era bruciata,
e noi eravamo ancora nudi,
allora abbiamo preso le fragole
e siamo tornati a letto.

Per una buona ricetta di cucina
bisogna aspettare prima di far l’amore
o almeno
preparare delle fragole già tagliate
da portarsi a letto
dopo aver fatto l’amore.

mercoledì 20 marzo 2013

Nicola Lagioia sul lavoro come Boris Vian

C'è il precedente post pezzetto su "La schiuma dei giorni" di Boris Vian.
C'è anche questa interessante riflessione di Nicola Lagioia.
Ci piace accostarle anche se entrambe a loro modo datate: una datata sui libri e l'altra datata via internet. Facciamo la solita attualità relativa.

lunedì 18 marzo 2013

Douglas Adams da Roberto Mandracchia


"(...) Sul loro mondo, gli abitanti sono esseri umani come noi.  I leader invece sono lucertole. Il popolo odia le lucertole e le lucertole governano il popolo. 
- Strano - disse Arthur - mi pareva che avessi detto che la loro è una democrazia. 
- L'ho detto - disse Ford - perché in effetti è così. 
- Allora - disse Arthur augurandosi di non sembrare troppo idiota - perché il popolo non si libera delle lucertole?

- Non gli passa neanche per l'anticamera del cervello - disse Ford - Tutti quanti hanno il diritto di voto, quindi pensano che il governo che hanno eletto sia grosso modo il governo che volevano. 
- Intendi dire che di fatto votano per le lucertole? 
- Sì, certo - disse Ford, scrollando le spalle. 
- Ma... - disse Arthur, preparandosi di nuovo a fare una domanda importante - perché?
- Perché se non votassero per una lucertola - disse Ford - potrebbe essere eletta la lucertola sbagliata."
(Douglas Adams, "Addio, e grazie per tutto il pesce", trad. di Laura Serra)

domenica 17 marzo 2013

Racconto breve +

TITOLO:
L'uomo che non riusciva a respirare e a parlare contemporaneamente.

L'uomo che non riusciva a respirare e a parlare contemporaneamente preferiva comunque stare zitto.


sabato 9 marzo 2013

William

Questo pezzetto l'abbiam preso da uno di quei libri che sembrano introvabili ma introvabili non sono soprattutto alla Stazione Del Treno Di Genova Piazza Principe. Il libro (Sugarco Ed.) si chiama Sterminatore (il titolo è) e l'autore si chiama  William Burroughs (consiglio: per ricordarsi  per sempre come si scrive Burroughs, basta ricordarsi che bisogna prima scrivere Burro, dopo l'eterea 'h' vien da sola).

Comincia qui sotto (il titolo del racconto è L'AVVENTO DEL PURPUREO MIGLIORE ma credo che sia una traduzione mancata di qualcosa di più comunicativo):

4. La nostra polizia e il nostro sistema giudiziario: Che cosa succederebbe se tutte le leggi idiote, repressive, zeppe di Bibbia approvate da legislatori statali fradici di whisky fossero effettivamente applicate assieme a tutte le leggi federali e comunali? Se tutti gli uomini d'affari che hanno ritoccato anche di un solo dollaro le loro dichiarazioni sui redditi fossero pizzicati e schiaffati in galera? Se tutti i contravventori dei divieti sulla droga fossero pizzicati e schiaffati in galera? Se tutti i violatori di tutte le leggi che penalizzano atti sessuali fra adulti consenzienti in privato fossero pizzicati e schiaffati in galera? Quanta gente sarebbe in galera? Io credo che il numero di 30 milioni sarebbe una cifra molto bassa. E quanti poliziotti occorrerebbero per individuare e arrestare questi criminali? E quante guardie per tenerli in custodia? E quanti giudici funzionari addetti alla sorveglianza dei liberati su parola e personale giudiziario per processarli? Quanti soldi costerebbe tutto questo?
Pensate a 30 milioni di criminali in sterminati campi d'internamento tutti uniti a urlare con l'inflessibile autorità di un'unica immensa bocca "vogliamo palestre! Biblioteche! Piscine! vogliamo campi da golf! Circoli sportivi! Teatri"
E a ogni concessione urlano NON CI BASTA! DATECI DI PIù! ANCORA DI PIù!
"Oggi durante una riunione con il Presidente la delegazione degli internati ha chiesto come condizione essenziale preliminare a qualsiasi conversazione 'l'allontanamento immediato e incondizionato dei cosiddetti sorveglianti.' "
Al Senato il Senatore Bradly si è alzato e ha preso la parola per mettere in discussione l'opportunità di costituire quello che egli ha definito "uno stato separato di dubbia fedeltà nel cuore stesso della nostra nazione."
"Vogliamo carri armati! Aerei! Sommergibili!"
"Un'atmosfera sinistra aleggiava oggi sulla capitale quando le conversazioni di pace con la delegazione degli internati si è fermata a un punto morto."
"Vogliamo un programma spaziale! Vogliamo una bomba atomica."
"Il numero degli internati sta aumentando paurosamente... quaranta milioni... cinquanta milioni... sessanta milioni... L'America è un guscio sottile intorno a un nucleo pulsante di criminali insoddisfatti"

mercoledì 27 febbraio 2013

Wislawa Szymborska "Un tale che osservo da un po' di tempo"

Abbiamo appena rubato questa poesia
tradotta da 
Silvano De Fanti 
e ci dispiace non scrivere
che effettivamente l'abbiamo
proprio rubata dal libr
o qui sopra 
Non si presenta in frotta.
Non si raduna in folla.
Non partecipa in massa.
Non celebra con pompa.

Non cava dai polmoni
una voce corale.
Non dà fiato alle trombe,
né afferma in nome di.
Non c'è quando richiedono
risposte alle domande:
chi a favore? chi contro?
Nessun contrario, grazie.

Non c'è la sua testa
fra le teste assiepate
che spalla a spalla puntano
dritte alla meta, in gruppo,
coi volantini in tasca
e i prodotti del luppolo.

Non c'è dove l'inizio
è angelico e idilliaco
ma ben presto una schiera
si mischia all'altra, e allora
di chi siano quei fiori,
quei sassi e quegli evviva,
quei cori e quei bastoni.

Non menzionato.
Non spettacolare.
Lavora alla Raccolta dei rifiuti.
Ai primi albori,
sul campo dell'azione,
racatta, porta via, getta nel camion
gli oggetti conficcati nei tronchi mezzi morti
o calpestati nell'erba spossata.

Striscioni a brandelli,
bottiglie frantumate,
fantocci bruciacchiati,
ossi spolpati,
rosari, fischietti e preservativi.

Tra i cespugli ha trovato una gabbietta
per colombi. L'ha presa
e la tiene apposta
perché resti vuota.

lunedì 25 febbraio 2013

giovedì 14 febbraio 2013

FASSBINDER

"Dedicato a chi intravede
i propri bisogni e le proprie possibilità,
ma che tuttavia
interiorizza il sistema dominante
e attraverso le sue azioni
contribuisce a consolidarlo e a perpetuarlo"

RAINER WERNER FASSBINDER

prefazione al film "Effi Briest"

che non è questo:
 

mercoledì 13 febbraio 2013

Baronciani

Photo: Ci sono arrivate le prime copie di Baronciani Raccolta 1992-2012. Il libro è bellissimo, uno dei nostri progetti più audaci finora. Lo potrete vedere in anteprima a BilBolBul (http://www.bilbolbul.net/2013/it/dettMostre.php?var=19) dal 21 febbraio. Che è già ordinabile in fumetteria lo sapete, vero? (Preview sul nostro sito qui: http://www.baopublishing.it/view.php?section=comicbooks&id=127)

Baronciani Raccolta 1992-2012
BAO Publishing
click

venerdì 8 febbraio 2013

Neocristianesimo a sfondo disattivistico e copulatorio


La vita agra di Luciano Bianciardi. 
Traduzione di Luciano Bianciardi. 

   No, Tacconi, ora so che non basta sganasciare la dirigenza politico-economico-social-divertentistica italiana. La rivoluzione deve cominciare da ben più lontano, deve cominciare in interiore homine.
   Occorre che la gente impari a non muoversi, a non collaborare, a non produrre, a non farsi nascere bisogni nuovi, e anzi a rinunziare a quelli che ha.
   La rinunzia sarà graduale, iniziando coi meccanismi, che saranno aboliti tutti, dai più complicati ai più semplici, dal calcolatore elettronico allo schiaccianoci.
   Tutto ciò che ruota, articola, scivola, incastra, ingrana e sollecita sarà abbandonato.
   Poi eviteremo tutte le materie sintetiche, iniziando dalla cosiddetta plastica.
   Quindi sarà la volta dei metalli, dalle leghe pesanti e leggere giù giù fino al semplice ferro.
   Né scamperà la carta. Eliminata carta e metallo non sarà più possibile la moneta, e con essa l’economia di mercato, per fare posto a un’economia di tipo nuovo,non del baratto, ma del donativo. Ciascuno sarà ben lieto di donare al suo prossimo tutto quello che ha e cioè – considerando le cose dal punto di vista degli economisti d’oggi – quasi niente. Ma ricchissimo sarà il dono quotidiano di tutti a tutti nella valutazione nostra, nuova.
   Saranno scomparse le attività quartarie e anzitutto i grafici, i PRM, e i demodossologi.
   Spariranno quindi le attività terziarie, e poi anche le secondarie.
   Le attività del tipo primario – coltivazione della terra – andranno man mano restringendosi, perché camperemo principalmente di frutti spontanei.
   È ovvio che a questo si arriverà per gradi, e non senza arresti o inciampi.
   Agli inizi formeremo appena delle comunità, isolette sparute in mezzo allo sciaguattare dell’attivismo, e gli attivisti ci guarderanno con sufficienza e dispregio.
   Per parte nostra, metteremo alla porta con ferma dolcezza i rappresentanti di commercio, gli assicuratori e i preti.
   Avremo eletto per nostra dimora le zone meno abitate, cioè quelle che hanno clima migliore.
   A poco a poco vedremo al nostra isola crescere, collegarsi con altre isole fino a formare una fascia di territorio ininterrotto.
   E un giorno saranno gli altri, gli attivisti, a ridursi in isola; poche decine di longobardi febbrilii aggrappati a rotelle e volani con gli occhi iniettati di sangue. Forse non riusciremo mai a vincerli alla nostra causa, e resteranno lì a correre in circolo, a firmarsi l’un con l’altro cambiali, a esigerne il pagamento. Ridotti così in pochi, man mano che i meno saldi muoiono d’infarto, formeranno un cerchio sempre più angusto e rapido, fino a scomparire da sé.
   E noi lì staremo a guardare dall’esterno, sorridendo.
   Il lavoro si sarà per noi ridotto quasi a zero, vivendo dei frutti spontanei della terra e di pochissima coltivazione.
   Saremo vegetariani, e ciascuno avrà gli arredi essenziali al vivere comodo, e cioè un letto.
   Il problema del tempo libero non si porrà più, essendo la vita intera una continua distesa di tempo libero.
   Scomparsi i metalli, gli uomini avranno barbe fluenti.
   Scomparse le diete dimagranti e i pregiudizi pseudoestetici, le donne saranno finalmente grasse.
   Scomparsa la carta, non avremo né moneta né giornali né libri.
   Perciò, trasmettendosi le notizie di bocca in bocca, noi non sentiremo né le false né le superflue.
   Senza libri, la letteratura dovrà tramandarsi per tradizione orale, e la tradizione orale non potrà non scegliere i soli capolavori.
   Vedremo automobili ferme per via, senza più carburante, e le abbandoneremo ai giochi dei bambini, ai quali però nessuno dovrà dire che cosa erano, a che cosa servivano quelle cose un tempo.
   Ovunque cresceranno vigorose erbe e piante, in breve l’asfalto si tingerà tutto di verde con immediato miglioramento del clima.
   Anche le zone umide e nebbiose diventeranno abitabili.
   Gli animali domestici passeggeranno liberi e robusti in mezzo a noi, galline, dromedari, pipistrelli pecore eccetera.
   Cessato ogni rumore metalmeccanico, suonerà dovunque la voce dell’uomo e della bestia.
   Liberi da ogni altra cura, noi ci dedicheremo al bel canto, ai lunghi e pacati conversali, alle rappresentazioni mimiche e comiche improvvisate. Ciascuno diventerà maestro in queste arti.
   Non essendovi mezzi meccanici di locomozione, ci sposteremo a dorso d’asino o a piedi, e questo favorirà l’irrobustimento dei corpi, con immediati vantaggi fisici ed estetici.
   Grandi, barbuti, eloquenti, gli uomini coltiveranno nobili passioni quali l’amicizia e l’amore.
   Non esistendo la famiglia, i rapporti sessuali saranno liberi, indiscriminati, ininterrotti e frequenti, anzi continui.
   Le donne spesso fecondate ingrasseranno ancora, e i bambini da loro nati saranno figli di tutti e profumeranno la terra.
   Noi li vedremo venire su forti e chiari, e li educheremo alle arti canore e vocali, alla conversazione, all’amicizia, all’amore e all’intercorso sessuale, non appena siano in età a ciò idonea. Andateci piano, ragazzi, che tanto ce n’è per tutti.

lunedì 4 febbraio 2013

Inutile #52

Non facciamo in tempo a dire qualcosa che quelli di inutile ti sfornano un altro numero con il cancelletto:
in questo caso è il #52

giovedì 24 gennaio 2013

Prospektiva #55 Grande Reading o Lettura



Prospektiva #55 | STRAPPI | (tipo) un release party
Venerdì 25 Gennaio 2013
@Razmataz al Pigneto
dalle 20

Laceranti letture a voce alta da Prospektiva #55, tutto intitolato agli STRAPPI.
Storie di strappi muscolari, in motorino o alla regola.
Con un sorprendente approfondimento sulla pesca a strappo.

[contiene racconti e ragionamenti inediti di Gianfranco Franchi, Francesca Santucci, Francesca Ferro, Gianni Tetti, Luciano Funetta, Gea Polonio, Alfonso Prota & Stefano Frateiacci, Gianni Solla, Vanni Santoni, Chiara Apicella, Mauro Maraschi, Jaime Andrés de Castro, Gioacchino Lonobile, Arturo Robertazzi, Matteo Salimbeni, Antonello Grassi, Federico Di Vita. E due-racconti-due inediti di Yuri Herrera, tradotti da Eugenio Santangelo.
Graphics & Layout di Cosimo Lorenzo Pancini per studiokmzero.]

Incolla i pezzi: il già-non-più-direttore-editoriale Fabrizio Gabrielli
Intervengono molti dei contributorz.

èsserci

lunedì 21 gennaio 2013

Scrittore e cane e niente # 1

C'è uno scrittore che incontra un cane e comincia a parlare con il cane.
Il cane si gratta e annuisce, lo scrittore continua a parlare finché arriva al punto in cui rivela il punto a cui voleva arrivare.
Lo scrittore tendeva ad avere diversi punti a cui arrivare.
Questa volta il punto è questo e lo dice tirando fuori dalla tasca una penna da tenere in mano:
ho scritto un racconto
lo scrittore dice al cane che ha scritto un racconto.
Il racconto, spiega lo scrittore, è tratto da un racconto che è tratto da un racconto che è tratto da un racconto che è tratto da un racconto che è tratto da un racconto.
Lo scrittore agita la penna e tira fuori un pezzo di carta.
Il pezzo di carta è un foglio di carta piegato e sopra c'è scritto il racconto.
Il cane smette di grattarsi e prima che lo scrittore cominci a leggere gli chiede se secondo lui fosse possibile scrivere un racconto tratto da niente.
Lo scrittore ha la penna in mano. Prima agitava la penna, adesso la penna è ferma.
Un racconto tratto da niente? Si interroga lo scrittore mentre il cane agita la coda.
Non posso risponderti adesso; adesso devo tornare a casa.
Lo scrittore torna a casa a leggere alcuni libri sul niente.
Il cane rimane lì senza nemmeno aver sentito il racconto che lo scrittore aveva scritto.

giovedì 17 gennaio 2013

Il Genio e la Suora da Daniele Sufaisbuc

Quando ero piccolo la suora diceva che ero un genio e mi mandava nelle altre classi a leggere i temi, così alla fine i bambini di tutta la scuola mi odiavano, e pure le altre suore. Poi ho deciso che quando la suora mi diceva che ero un genio se lo diceva da sola, perché ci vuole un genio per riconoscerne un altro. Quindi ora quando qualcuno mi dice: "genio!", io penso sempre che si sta autoesaltando indirettamente e/o è una suora.

Lo Sporco (TO)

 
Ecco Lo Sporco, rivista di Torino. Là sopra la foto di copertina che ritrae parte della redazione mentre fa giochi di testa su muri. Qui sotto l'editoriale della rivista, addirittura firmato Fabio Volo:

Ciao, sono Fabio Volo. Ho comprato la prima pagina di Sporco per dire a tutti i miei detrattori una semplice cosa: io lo so bene che non ho alcun talento particolare. E non rimproveratemi le mie incapacità continuamente, perché il punto non è questo. Il punto è che io ormai sono una persona che funziona, mi sono ritagliato il mio spazio con i miei occhi a mezz’asta perché alle persone servono i personaggi e i fumetti.
Alla gente piacciono i miei film che sono tutti uguali e parlano di persone che a un certo punto decidono di cambiare la loro vita ed essere meno banali. Lo so benissimo che invece le mie storie restano banali e non funzionano, ma questo è quello che prevede il mio personaggio. Chi ne capisce di queste cose mi ha detto che NON DEVO USCIRE DALLE RIGHE. Vedete, funziona così: io vendo i miei problemi da personaggio pubblico come universali, così diventano anche i vostri problemi. E così mi credete un genio che vi capisce. Grazie Sporco che mi aiuti a uscire da questa gabbia con la tua bassa tiratura, perché chi ne capisce di queste cose dice che NON DOVREI MAI USCIRE DALLE RIGHE. Ma ogni tanto sento il bisogno di sfogarmi.

martedì 15 gennaio 2013

Intervista a Leopardi

- Buongiorno Leopardi, posso darti del tu?
- No.
- Del lei?
- Se ne vada.
- Ok, scusi.

lunedì 7 gennaio 2013

Buoni propositi da Fabrizio Venerandi da Facebook



- cosa faremo nel 2013?
- dici dei buoni propositi?
- buoni o terribili. Anche tremendi.
- potremmo leggere di più
- già leggiamo tanto
- leggere cose inaspettate
- tipo?
- oroscopi. Interiora di animali. Fondi di mare.
- interiora di animali allora. Così poi li cuciniamo.
- coi fondi di mare anche si potevano fare cose.
- tipo?
- concerti sottomarini. Esplosioni di sirene e conchiglie.
- allora vada per interiora e fondi di mare. Ma non possiamo solo leggere.
- no, dobbiamo fare dell'altro.
- hai qualche altra idea?
- ferire.
- già lo facciamo.
- ferire meglio, più in profondità.
- con meno perdita di sangue.
- con meno o nessuna perdita di sangue.
- solo il taglio, puro, semplice.
- naturale.
- potremmo farci un taglio nella faccia, tra gli occhi e la gola.
- orizzontale.
- esatto. E poi aprirlo e metterci a parlare ininterottamente.
- e perché non cantare?
- e sia. Anche cantare. In fondo la voce che abbiamo non è male.
- è bellissima.
- è normale.
- animale.
- e sia anche questo, ho scritto tutto. Ora lo appendo su un muro per ricordarlo.
- aggiungi anche: scrivere sul muro, direttamente.
- ah
- così non dovremo aver paura di perdere il foglio.
- un anno è lungo, succedono un sacco di cose.
- i fogli possono finire dappertutto.
- trascrivo tutto sul muro.
- aggiungi anche: rinforzare l'intonaco.
- con cosa scrivo?
- qualcosa di forte: con buona volontà.
- e determinazione.
- ma non troppa. Che non ci sciupi la delusione.
- sto scrivendo.
- non male il rumore che fai, che ne dici?
- è una faticaccia, amore.
- amore.


Boris Vian sul Lavoro

Da
L'écume des jours

Capitolo 25       
"Perché ci disprezzano tanto?" domando Chloé. "Non mi sembra che lavorare sia poi così bello..."
"A loro hanno raccontato così" disse Colin. "In generale si dice che lavorare sia la cosa migliore. Di fatto però non lo pensa nessuno. Si fa così un po' per abitudine, e un po' proprio per non pensarci troppo".
"In ogni caso, è stupido fare un lavoro che potrebbe essere fatto solo dalle macchine".
"Le macchine bisogna costruirle" disse Colin. "Chi lo farà?"
"Ah, certo" disse Chloé. "Per fare un uovo, ci vuole una gallina, una volta che abbiamo la gallina, possiamo avere un sacco di uova. Dunque: la cosa migliore è cominciare dalla gallina".
"Bisognerebbe però sapere" disse Colin "chi è che impedisce di fare altre macchine. Si vuole che manchi il tempo. La gente perde tutto il suo tempo a vivere, e così non gliene resta più per lavorare".
"A me sembra il contrario" disse Chloé.
"No" disse Colin.
"Se la gente avesse il tempo per costruire delle macchine, poi non avrebbe più bisogno di far niente. Quello che voglio dire, insomma, è che si lavora per vivere invece di lavorare per costruire delle macchine che permetterebbero di vivere senza lavorare"
"Complicato" giudicò Chloé.
"No" disse Colin. "È semplicissimo. È chiaro che tutto questo dovrebbe avvenire progressivamente. Ma si perde tanto di quel tempo a fare delle cose che dopo un po' si logorano..."
"Ma non credi che preferirebbero starsene a casa e abbracciare le loro mogli e andare in piscina e a divertirsi?"
"No" disse Colin. "Perché non ci pensano".
"Ma ti sembra che sia colpa loro se pensano che lavorare è giusto?"
"No" disse Colin "non è colpa loro. "Tutto dipende dal fatto che gli hanno detto: 'Il lavoro è sacro, è bello, è buono, è la cosa più importante, e solo chi lavora ha tutti i diritti'. Però poi si fa il possibile per farli lavorare continuamente, così che loro non hanno il tempo di far valere i propri diritti".
"Allora vuoi dire che sono scemi?" disse Chloé.
"Sì, sono scemi" disse Colin. "È per questo che sono d'accordo con quelli che gli raccontano che lavorare è il massimo. Questo li libera dal problema di pensare di cercare di migliorare e di non lavorare più".
"Parliamo d'altro" disse Chloé. "Questi argomenti mi distruggono. "Dimmi sei ti piacciono i miei capelli..."
"Te l'ho già detto..."
La mise a sedere sulle proprie ginocchia. Sentiva di nuovo una felicità senza incrinature.
"Ti ho già detto che ti amo tanto, sia all'ingrosso che al dettaglio".
"E allora, prova ad andare al dettaglio" disse Chloé, e si lasciò cadere fra le braccia di Colin, con l'indolenza di una serpe.

venerdì 4 gennaio 2013

Giuseppe Genna da Antonin Artaud da Facebook


Antonin Artaud: "Ci sono degli idoli di abbrutimento che servono al gergo di propaganda. La propaganda è la prostituzione dell'azione e per me e per la gioventù, gli intellettuali che fanno letteratura di propaganda sono cadaveri perduti per la forza della loro propria azione."