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sabato 14 marzo 2020

Usare il blog come fosse un diario praticamente vero #6

Una cosa da prerisveglio: stavo lì a sonnecchiare e mi sono messo a indagare i sogni di prima e m'è venuto in mente di aver detto, durante un sogno, di aver detto proprio con convinzione: bisogna leggere con le unghie e scrivere con le ossa. L'ho detto e ho avuto l'impressione di aver soddisfatto il mio interlocutore, di avergli dato un senso di poeta che parla, mentre io mi accorgevo di truffare

Da giorni dovevo farmi la barba ma cercavo una conferenza giusta da mettermi lì mentre mi facevo la barba per massimizzare il tempo perduto di me che mi faccio la barba senza prendere informazioni ricevere stili di pensiero pepite d'oro di conoscenza da accumulare. E doveva essere una conferenza da non troppi minuti, non da 50 minut, quanto ci si mette a farsi la barba? non lo so è da molto che non me la facevo e poi oggi l'ho fatta.
Ero lì che cercavo la conferenza giusta da mettere per farmi la barba e una di Francesca Rigotti sull'essere vecchia oggi e la creatività, una di Telmo Piovani sull'essere maschio oggi e  sull'evoluzionismo, poi Barbero con le sue storie ma anche ovviamente in giro sparpagliato agamben che parla di Musil mentre parla benjamin che parla di Baudelaire e insomma ero lì e la barba stava crescendo indefitivamente e mi son detto: oh, mi taglio la barba senza ascoltare niente e mi godo me che penso e chissà cosa penso. Mi è piaciuto molto godermi me che penso mentre penso e infatti dopo sono venuto a scrivere questo sul mio diario di oggi che direi che per oggi per essere diario va bene così.

venerdì 27 luglio 2018

Dio fa il mondo e intanto pensa che potrebbe benissimo farlo diverso

In Austria il patriottismo era una materia tutta speciale. I bambini tedeschi imparavano semplicemente a disprezzare le guerre dei bambini austriaci, e s'insegnava loro che i bambini francesi sono pronipoti di libertini smidollati e scappano come lepri appena vedono un soldato tedesco della territoriale che sia fornito di una gran barba. E scambiando le parti, con qualche oopportuno mutamento, s'insegnavano le stesse cose ai bambini francesi, russi e inglesi, che si gloriavano anch'essi di numerose vittorie. Ora si sa che i bambini sono fanfaroni, amano a giocare a guardie e ladri, e son sempre pronti, ove per avventura ne faccian parte, a considerare la famiglia X che sta in via Y come la più importante del mondo. Perciò è molto facile inculcare loro il patriottismo. In Austria però la faccenda era un po' più intricata. Gli austriaci infatti avevano vinto, è vero, tutte le guerre della loro storia, ma dopo queste guerre avevano dovuto quasi sempre cedere dei territori. Ciò induce a riflettere, e Ulrich scrisse nel componimento sull'amor di patria che un vero patriota non deve ma giudicare la sua patria migliore di tutte; anzi, balenandogli un'idea che gli era parsa particolarmente bella, quantunque fosse piuttosto abbagliato dallo scintillio che consapevole del suo contenuto, aveva aggiunto a quella frase sospetta quest'altra: che probabilmente anche Dio preferisce parlare del mondo da lui creato servendosi del congiuntivo potenziale (hic dixerit quispiam...) perché Dio fa il mondo e intanto pensa che potrebbe benissimo farlo diverso. Di questa frase era molto orgoglioso, ma forse non s'era espresso con sufficiente chiarezza, perché ne era nato un putiferio e per poco non l'avevano espulso dalla scuola, anche se poi non avevano preso alcun provvedimento non sapendo decidere se quell'affermazione temeraria fosse da considerarsi un'offesa alla patria oppure a Dio. Da L'uomo senza qualità, di Robert Musil, traduzione di Anita Rho