domenica 14 aprile 2024

questa la leggo ad alta voce un giorno

 mi son detto che potrei un giorno cominciare a leggerle ad alta voce queste estemporanee, davanti a un pubblico ridotto, come al solito, con quell'intimità che si crea poi a un certo punto davanti a questo pubblico ridotto e gli direi innanzitutto che non era pensata questa per essere letta ad alta voce davanti a un pubblico anche se ridotto, questa era estemporanea veramente, dirò, ovviamente, estemporanea, quasi non pensata, pensata mentre si stava facendo altro, tra un pensiero e l'altra l'ho scritta ma non l'ho pensata, praticamente lo giuro, non l'ho pensata veramente, estemporanea davanti a questo folto pubblico di persone che finalmente riconosceranno l'importanza di questa spontaneità estemporanea dell'opera d'arte che fuoriesce senza pudore ne moralità alcuna è proprio scevra, un'opera d'arte scevra - poi sono andato a vedere in che senso scevra, sul dizionario, sono andato a vedere cosa volesse dire scevra, e dice esente, e mi veniva da andare a vedere in che senso esente, e mi son detto mi fermo qui 

il pubblico dell'altro giorno al Minimo, Buridda

mercoledì 10 aprile 2024

CONFERENZA SULLA CONFERENZA A ROMA, SPAZIO OFF DI TIC, TRASTEVERE, SAN COSIMATO PIAZZA

12 aprile alle ore 20,
Non aggiungo altro, per ora, ma poi dopo aggiungo, ah se aggiungo, aggiungo sempre, poi, dopo, di solito, e sono sicuro che anche questa volta, dopo, aggiungo, ah se aggiungo, poi, dopo, aggiungo, aggiungo eccome, dopo

lunedì 8 aprile 2024

una nuova immodestia per favore ti prego ma poco

buttarsi giù da queste scale a chiocciola che non sono spigolose ma possono fare male anche rotondamente, sicuramente,
il senso delle cose da dire al mondo l'altro giorno è un senso perduto, non so più cosa volevo dire, e il dire e il non dire coesistono soprattutto nel momento in cui si dice, però volevo parlare anche di immodestia, del saperla coltivare questa immodestia, non è questo il caso di continuare il post di questo blog che stava andando così bene finché poi è arrivata l'immodestia, non è questo il caso, piuttosto vediamo un pochino di tornare dove eravamo prima, che era un posto interessante di cui non ricordo più niente, la lotta è ogni giorno più faticosa, le energie del focalizzarsi si riducono a niente, tutto è polverizzato, stiamo cominciando a pensare di aver capito qualcosa, ogni gionro di più stiamo cominciando a pensare di accontentarci e fermarci lì di fronte alla cosa capita, di essere quasi quasi sicuri sicuri, ma sicuri di cosa? 

venerdì 5 aprile 2024

sempre tra parentesi (una grande coincidenza)

 sempre tra parentesi, dicevo, tra una parentesi e l'altra, di frangente in frangente sempre tra parentesi, e non è questione di quadra tonda graffa, o graffa quadra tonda, o, no, è semplicemente una questione di vivere tra parentesi, sempre tra una parentesi e l'altra e non si capisce dove finisce una parentesi e dove finisce l'altra parentesi e anche dove iniziano non si capisce, soprattutto dove iniziano non si capisce le parentesi e si parla quindi dunque sempre anche tanto della grande coincidenza, una grandissima coincidenza che ci fa incontrare, tra una parentesi e l'altra, e ce ne andiamo in giro portandoci ognuno la sua, ogni tanto una parentesi combacia con quella di un'altra persona lì vicina, e diciamo che è una coincidenza, e ci vienne da sospettare che sia una grande coincidenza, e non ci accorgiamo invec eche è una grandissima coincidenza sovrastante una coincidenza costante attenzione non fatta da tante coincidenze ma da una sola che però è molto molto grande

martedì 2 aprile 2024

MINIMO (nuovamente) Buridda - Genova

 C'è stato un periodo che al vecchio Buridda si faceva il Minimo e poi c'è stato un periodo che al nuovo Buridda si faceva il Minimo e il Minimo era uno spettacolo di arti varie, soprattutto circensi, ma con le circensi spalancanti arti poteva succedere di tutto compresa il manifestarsi di un poeta - diventato poi dopo Il poeta del minimo - che diceva alcune delle sue poesie come fosse veramente poeta, e al poeta piaceva moltissimo leggere le sue poesie, che erano poi poesie normali, ed era anche molto bello insomma sentire la grande sovrareazione del pubblico, una grande risposta fatta di respiro silenzio attesa risata e in questo caso era un respiro fatto da centinaia di persone, che al minimo ci si va sempre in tantissss
Anche questo 6 aprile andrò a leggere alcune delle mie cose, sempre le stesse, sempre diverse, sempre con più paura di prima, sempre che di più non vedo l'ora

C'era una volta tanto tempo fa uno spettacolo di arti varie che si chiamava MINIMO. Si svolgeva dentro un grande laboratorio sociale occupato e autogestito. C'erano musica, fuoco, teatro, magia, circo, danza e stile. Tutto era fatto il meglio possibile con il minimo indispensabile, non mancava proprio niente. Era davvero uno spettacolo da favola.

giovedì 28 marzo 2024

una cosa che riguarda una cosa che riguarda l'inesorabile

 non so in che occasione, per fortuna, non m'interessa la memoria a tal punto da volermi ricordare in che occasione, l'altro giorno, un'occasione che non ricordo quale, ma insomma l'altro giorno in una qualche occasione m'è venuta fuori la parola "inesorabile" e sis ente il fuoco che avanza da questa parola viene fuori tutto ciò che non può fare altro che fuoriuscire o anche entrare dentro come una lama anch'essa inesorabile e non ricordo adesso in che occasione m'è scappata questa parola, relativa a cosa, in che momento l'ho detta, ma sonon sicuro adesso che è soprattutto all'inesorabile che dovremmo pensare più spesso, viverci dentro, svegliarsi e l'inesorabile è già lì, appena poco fuori al respiro del nostro naso, e lo salutiamo, grazie inesorabile, prego, prima tu

sabato 23 marzo 2024

RADIO AUT, Pavia, EDITORIA FEROCE



💥 FIERA DEL LIBRO ED EDITORIA INDIPENDENTE
Sab 23.03 - H.15:00-23:00
Dom 24.03 - H.12:00-20:00
📌 Ecco il programma della due giorni:

| Sabato |

• 15:30 Inaugurazione della mostra "Preporno: erotismo queer tra fine XIX secolo e il 1969" con @wom_edizioni

• 17:00 Laboratorio di Graphic Journalism con @beccogiallo [max 10 persone: prenotazioni su WhatsApp al 0382 172 7973]

• 18:30 Laboratorio a partire dal libro "Tecnologie conviviali" di Carlo Milani, edito da @eleuthera_libriliberi

• 20:00 Presentazione di "La Boheme", uno studio sulla figura umana e la sua iconografia, edito da @cavie_project

• 21:30 Presentazione del libro "Ucraina" di @nonmipiaci, edito da @meltemieditore

| Domenica |

• 13:00 PRANZO POPOLARE

• 15:00 Presentazione e lettura ad alta voce per bambinə, con @spaziogiocopv, del libro "Una damigella NON in pericolo!" di Bethan Stevens, tradotto da Laura Fontanella ed edito da @settenove_ed

• 16:30 Presentazione del progetto @cronacheribelli

• 18:00 Poetry Slam

📚 Case editrici:

@beccogiallo
@blonkeditore
@erisedizioni
@eleuthera_libriliberi
@wom_edizioni
• Stella*nera
@quaderni_di_paola
@cronacheribelli
@zeroincondotta_edizioni
@cavie_project
@inchiostro.unipv
@birdmen.magazine

🎨 Illustratorə:

@wagyu_kun
@_sereno.variabile

La Claque Poetry Slam 3°rounds

Luca Bernardini
Camilla Cenni
Giampaolo Marcolin
Bruna Pedemonte
Marco Serra
Tommaso Virga

DUE LOCANDINE DEL READUEING

 Cosa ci siamo permessi di fare, con Miladinovic, tutto dato per scontato, anche l'implausibile
sono rimasti dei segni per terra,
qui metto solo le terrificanti locandine da me disegnate

giovedì 14 marzo 2024

La realtà, Christophe Tarkos da Anacronismo, Tic Edizioni, trad. Michele Zaffarano

 La realtà non inventa niente, sono io che invento tutto, sono io che mi devo inventare tutto, lei non sa fare niente, sono io che devo fare tutto per lei, lei è moscia, faccio tutto io, mi devo far carico io di lei, di quello che sa fare, lei non fa niente, non sa fare niente, si lascia andare, sono obbligato io a farla riemergere, a riprenderla, a riempirla, a rimetterla in piedi, a inventare, a scoprire le sue leggi, a creare le sue leggi di sana pianta, lei non è nemmeno capace di mettere la sua firma sulla più insignificante delle sue leggi, non è capace di crearsi da sola il più insignificante aspetto, il più insignificante rilievo, il minimo suono, sono obbligato io di articolarla tutta, lei è completamente inarticolata, moscia, invertebrata, scivolosa, stupida, non ha inventiva, sono obbligato io a fare collegamenti, lei non collega, rimane ebete, e moscia, e stupida, mette il segno, ma non sa mettere il segno, sono obbligato io a mettere il segno su tutto, lei non produce niente, scivola, non si mette a parlare, non sa parlare di niente, mi metto io a parlare di tutto, mi metto io a ripetere, a formare, a costruire, a dire, a modulare, a farla piegare, lei non si piega, non inventa, non ha inventiva, non è estranea, non sa cosa sia l'estraneità, tocca dirle tutto, mi metto io a dirle tutto, io a fare tutto, a farla riemergere, a riempirla, a ripeterla, la realtà non sa da che parte andare.

lunedì 11 marzo 2024

READUEING Balestra/Miladinovic (19/03 Lugano, 20/03 Milano, 21/03 Genova)

Sono felicissimo di fare insieme a Marko Miladinovic (che ha appena pubblicato, dopo lunga gestazione, il suo Libro Massimo di Poesia per Agenzia X)
sono felicissimo di fare un piccolo tour de READUEING,
il READUEING (parola che forse sappiamo come si pronuncia forse non sappiamo come si pronuncia e nemmeno cosa voglia dire, tra l'altro, sappiamo, anche se due o tre idee ce le avremmo pure, tra il ridurre e il rifare, dicevo, dicevamo, il READUEING, chiusa parentesi,) è qualcosa di non soltanto estemporaneo, nato al Circolo Gagarin di Busto Arsizio, voluto e rievoluto dalla BUG di Genova, grazie ad Alberto Nocerino, lo riproporremo un po' rielaborato e abbastanza consolidato in questi tre giorni futuri scritti su nel titolo del post ma anche qui 

- 19 marzo Spazio L'ove, Lugano
- 20 marzo Corte dei Miracoli, Milano
- 21 marzo Spazio Lomellini, Genova, feat Tommaso Rolando

Perché vengo qui a scriverlo? Per portarci avanti con i tempi, e mettere questa locandina senza data e senza luoghi, che è anche in parte una nostra potenziale e inesauribile scaletta, in parte è una locandina, volendo, in parte probabilmente ne dovremo fare un'altra, ma non è detto, a me questa piace molto, con foto fatta mentre pensavamo ad altro, sui gradini de San Lorenzo, qui a Genova, ciao

giovedì 7 marzo 2024

Al TIQU di ieri (e l'appartenenza e l'inappartenenza)

Mi veniva da fare un grande discorso sull'appartenenza, sul sentirsi di Genova, e in particolare della Maddalena, ma anche sul sentirmi di Camogli, e in particolare della Pissorella, e di come sembri incredibile il fatto che spesso ci si possa proiettare altrove, ad esempio nelle parole, parole senza segno ma giusto un filino di senso di cosa che viene fuori da dire, e mi piace anche così, senza bandiere, nella più totale inappartenenza in uno spazio bianco non semantico.
Esagero, volevo soltanto mettere le foto dell'altro giorno e dire di come a un certo punto mi sono sentito veramente DI un posto,
Grazie all'associazione AMA, della Maddalena, e al Teatro TIQU, sempre per questa doppia presentazione che con Carlo Martello (FF), è diventata anche tripla e quadrupla ben oltre al Diario Involontario e al Troppo, s'è parlato anche di tutto e di tutt'altro, giustamente, pure, metto le foto fatte da Luisa Stagi, per non perderle, 


mercoledì 6 marzo 2024

Gli appunti di oggi per stasera (minimi e non condivisibili)

Un'operazione evoluzione che deriva sempre dal concetto di 
CONVERSAZIONE COME SPORT ESTREMO
per poi dunque spostarsi muoversi verso una nuova direzione e cioè
LO SPORT ESTREMO DEL PENSIERO, praticarlo
quindi vivere sui bordi, sui limiti esterni estremi del pensiero
(CONOSCO I MIEI LIMITI MA NON SO COSA C'è DENTRO)

PRATICARE IL FUORIPISTA DEL PENSIERO CERCARE IL FUORIPISTA
quindi DISCESA LIBERA
quindi CADUTA LIBERA
quindi SFRACELLARSI e RICOMPORSI
SFRACELLARSI e RICOMPORSI
si diventa altro rimanendo // SEMPRE DIVERSI
TENERE A SE STESSI SENZA ATTENERSI
COERENTI, Sì, MA DOPO

VERTICALITà
(estenuarsi, perdere le forze, scrivere con le vertigini mentre si sta per svenire)
buttare via tutto
buttarsi a capofitto in quel che non si sa che si sta per scrivere/dire
MA
ORIZZONTALITà, 
(per lo spazio del pensiero che si indaga)(pensiero unidirezionale ma che proviene e va tutte le parti)

lunedì 4 marzo 2024

DOPPIA PRESENTAZIONE AL TEATRO TiQu della Maddalena qui in Genova

✦ Mercoledì 6 marzo, Ore 19.30

Doppia presentazione dei libri
DIARIO INVOLONTARIO + TROPPO
Per l’occasione l’autore sarà presente in dialogo con Carlo Martello della rivista letteraria Malgrado le mosche
✦ Evento gratuito
A cura di Associazione AMA – Abitanti della Maddalena in collaborazione con TIQU Teatro Internazionale di Quartiere e Sarabanda Circumnavigando
👉 TUTTE LE INFO > https://shorturl.at/agELO


un capolavoro dietro l'altro

 ieri non mi veniva in mente mi ero dimenticato la parola che si contrappone laterale a coraggio ed era, la parola, me l'ha ricordata Andrea, era incoscienza, ecco, e questo è perché stiamo sempre costantemente dimenticando tutto, ovvio, tutto stiamo dimenticando e ci capita di ricordare solo quel che ci viene in mente.
Le emozioni invece affiorano e le opere d'arte, pensavo, scaturiscono, e i capolavori vengono fuori come respiri, un capolavoro dietro l'altro soltanto respirando, pensavo, eccola lì l'arte che si manifesta ecco un capolavoro eccone un altro, un capolavoro dietro l'altro, girando l'angolo ecco un altro capolavoro, dietro a ogni passo anche senza camminare, soltanto respirando vengono fuori capolavori dalle nostre mani dai nostri occhi mentre guardiamo il fuori vengono fuori capolavori

domenica 3 marzo 2024

CHE LE POESIE VADANO DA SOLE - "Felicità rivoluzione", Carlo Molinaro

Carlo Molinaro

CHE LE POESIE VADANO DA SOLE
Ieri, 2 marzo 2024, alla manifestazione in piazza Castello contro un massacro di affamati in Palestina, si è avvicinato un ragazzo:
- Tu sei Carlo, vero?
- Eh... sì.
- Non ci conosciamo, ma ieri al Kontiki abbiamo letto una tua poesia, all'incontro di Fridays for Future, una bellissima che mi piace tantissimo, "Felicità rivoluzione".
- Ah, bene...
- Niente, ti ho visto e volevo dirtelo.
Sono contento, è bello che le poesie vadano da sole in luoghi belli, è particolarmente bello per me che vivo molto in un mio mondo in disparte, non sono presenzialista né promotore né spingitore e non vorrei mai esserlo.
Ricordavo vagamente, molto vagamente, quella poesia, non ricordavo dove, come, quando l'avessi scritta, né veramente che cosa ci fosse scritto, avevo solo una vaga sensazione che esistesse. Ricordo pochissimo le mie cose.
Stamattina ho provato a cercarla e non è stato facile. Alla fine è saltata fuori, è nel libro "Una città" del 2010 (libro esaurito e l'editore si è estinto). Bene. Qualcuno ce l'aveva ieri al Kontiki, e l'ha letta. Il Kontiki è un bel circolo (via Cigliano 7, Torino) che ha preso il posto di un precedente bel circolo estinto (Il molo di Lilith) e ospita spesso iniziative ecologiste.

Carlo Molinaro

Eccola, fotografata dal libro.

venerdì 1 marzo 2024

sono onde le montagne d'altronde

 L'abbiamo detto anche ieri sera, le montagne sono onde, il tema delle montagne è un tema ricorrente, non lo era mai stato prima, sono venuto qui a scrivere altre cose, non queste, ma le montagne sono sempre un tema ricorrente, sono onde le montagne, d'altronde, anche la parola d'altronde sembra fatta apposta per questa frase, non credo sia mai stata usata in modo più giusto azzeccato sensato acccorto accorato, la parola d'altronde, le montagne sono onde e ci stanno a spiegare che ha molto senso mettersi lì a guardarle e capire che ci siamo inventati di tutto, soprattutto le montagne se ti metti lì tra la notte e il giorno in silenzio le puoi vedere respirare, diventano grandi e diventano piccole e si spostano e se ne vanno e ti distrai un attimo e non ci sono più montagne non c'è più nessuno ma dove sono andati, ti dici,

giovedì 29 febbraio 2024

dentro a un tramonto (fino alla sufficienza)

 caduto dentro a un tramonto - ne potevamo fare a meno, ci siamo detti -, potevamo fare a meno di questo tramonto e di caderci dentro avremmo potuto, avremmoo potuto fare a meno del tramonto e del caderci dentro e avremmo potuto anche volendo fare a meno di tutto, ma qualcosa poi ci serve sempre, un paio discarpe, un discorso importante e un sorriso ben assestato, anche malvagio, c'è bisogno di tutto più che mai, ecco la verità, diceva Vogliamo tutto e aveva ragione, no, non aveva ragione non c'è niente di peggio di avere ragione, diceva,
(poi diceva che il tramonto, comunque, è costante e presente si sposta sempre poco più in là da qualche parte delmondo/il tramonto dice che poi scompare ma non è vero che poi scompare)
ecco che abbiamo di poco appena superato la sufficienza della cosa che volevamo dire, volevamo dire che adesso torniamo a dormire

mercoledì 28 febbraio 2024

in imbarazzo col pensiero - le montagne non stanno mai ferme

 tutto progredisce così lentamente che è come se non progredisse per niente, le montagne, guardale bene, non sono ferme, le montagne guardale bene che sono onde, si vede che sono onde le montagne, tutto progredisce e si muove, e l'altro giorno pensavo al pensiero, e stavo pensando che se non ci pensi, al pensiero, stai comunque pensando, se invece ci pensi, al pensiero, allora lo vedi e vedi che il pensiero ti vede,. se lo pensi il pensiero ti guarda e dice che lo metti in imbarazzo, ecco, un buon esercizio potrebbe essere questo:
stare in buona confidenza con il proprio pensiero, guardarlo muoversi nel proprio teschio (vuoto) - cranio (spazioso) - senza creare imbarazzo reciproco silenzio guardare il pensiero dirgli fai pure e lui ti dice fai pure e entrambi vi dite fai pure e così entrambi fate pure fate pure entrambi

lunedì 26 febbraio 2024

TROPPO - Tipografia Helvetica

Io alle nuove generazioni vorrei dire che non sanno non possono immaginare com'era il mondo prima del copincolla. Copincollo questo che è un post facebook di vera pubblica presentazione del libro Troppo, edito da Tipografia Helvetica, casa editrice che porta avanti ragionamenti ben ben anomali, a cominciare da questo Troppo, che non si capisce come usarlo, se come parola o se come titolo di un libro. Sul post facebook, per contegno, ho scritto che sono contento, per contegno, qui scrivo che sono felicissimo, sempre sapendo che rimarrà tra noi lievi lettori e lettrici di questo blog semisegreto
HO PUBBLICATO UN ALTRO LIBRO (GIALLO),
non lo avevo ancora dichiarato ufficialmente ma prima o poi bisognava dirla questa cosa - gli dedicherò anche un post instagram.
Edito dalla silentemente ribelle e senza pagina facebook Tipografia Helvetica, sita in Capolago, a sud del Lago di Lugano (andate vi prego a vedere la storia della tipografia), il titolo è "Troppo" ed è - in prosa - l'espansione estenuantemente ridondante sfiancante vorticosa e dunque inaccettabile della mia poesia Troppi Shampoo.
È un libro forse illeggibile ma anche forse quasi quasi divertente nel suo tentare, per 75 pagine, un'analisi del troppo sempre attorno al troppo e soprattutto attorno alla parola "troppo", come fosse un'indagine che vuole arrivare alla sorgente del male ossia dell'ipercapitalismo che ci schiaccia attanagliandoci.
Si parla di maiali (400 maiali) e della Vodafone, ma soprattutto si parla del troppo in tutto e per tutto.
Nella linea della mia personale scrittura - dai racconti pazzi alle poesie normali, con la guida su Genova fino al Diario Involontario - mi sembra che tutto prenda una piega di coerenza inaspettata, una coerenza che non ho veramente ricercato io ma che mi si manifesta davanti e rende all'improvviso tutto abbastanza sensato.
Quindi sono contento.
Costa 15 euro, questo ultimo libro, che forse son tanti soldi, per me chi li può spendere e vuole comprarlo fa bene a comprarlo e anche le librerie potrebbero azzardarsi a ordinarlo, non ne sono state stampate moltissime copie, in questo senso è un libro già raro, oltre a essere assurdo, ma chissà che nel leggerlo venga fuori qualcosa, perlomeno un ragionamento, un altro, sul linguaggio.
Ecco, speriamo vada bene

mercoledì 21 febbraio 2024

scrivere due racconti contemporaneamente e questo pure qui

 è la cosa migliore da fare, nel momento in cui oltre a tutto il resto si stanno scrivendo due racconti contemporaneamente, la cosa migliore da fare è mettersi all'improvviso qui a dire fare scaricare tutto quel che passa dalla mente e vedere dove va a finire la mente la cosa che viene fuori cosa diventa e poi molto importante rendersi conto il prima possibile che è meglio tornare di là come se fosse un vero lavoro,  per poi dirsi che è tutto un vero lavoro, anche il perdere tempo in un certo modo ecco che diventa un vero lavoro a seconda di come la si gira a seconda di come la si pone a seconda del modo in cui si guarda fuori dalla finestra e si aspetta che qualcuno venga a disturbarti così hai l'ottima scusa per sottosotto pensare ma non vedi che sto lavorando?! e continuare a fare tutt'altro sempre tutt'altro

lunedì 19 febbraio 2024

Gianni Celati me lo sposerei - il transito mite delle parole, Quodlibet 2022 - pag 152

 Non faccio altro che sottolinearla, caro Gianni, questa raccolta di interviste e riflessioni sparpagliate. Avrei voluto dormire con te Caro Gianni e fare colazione e chiacchierare poi passeggiando per quelle strade lì che percorrevi in silenzio (ti sarei venuto dietro pian piano e anch'io sarei stato in silenzio per rispetto dei tuoi pensieri che chissà cosa pensavi)

Pag 152, 1989, intervista a scuole aperte, San Casciano in val di Pesa
(Studente): Dato che lei dà tanta importanza alla musicalità, che cosa ne pensa della poesia?
La scuola vi insegna normalmente a distinguere la poesia dalla prosa: io non credo che vi siano differenze tra poesia e prosa; ci sono differenze solo quando si tratta di prosa brutta.
La poesia ha in sé il ritmo, ma tutto il linguaggio è ritmo e musicalità: il fatto che le poesie abbiano dei versi è solo un'invenzione di scrittura. Una volta le poesie avevano delle rime, adesso le rime non si usano più, però non cambia niente. La poesia fa parte della nostra voce, ha in sé la capacità di sentire la voce, quindi la poesia è dappertutto, tra la gente che parla, tra gli uomini che parlano. Oggi, nella nostra epoca, la maggior parte degli uomini si chiedono se i poeti siano dei cretini: chi è un poeta di fronte alle persone famose della politica e dell'industria? Questi sono dei grandi personaggi, un poeta non è nessuno. In questa società tendenzialmente fascista, in cui cioè è esaltata solo la forza, il poeta è ritenuto un pazzo, un originale o comunque qualcuno che non si capisce che cosa faccia. Io credo che invece questa sia la cosa più difficile... sapete, poesia è un termine greco che vuol dire semplicemente ''fare con le parole''; quindi penso che i poeti siano le persone più disgraziate di questo tempo e le più infelici perché sono le persone meno capite, E sarà difficile che voi vediate un poeta alla televisione: un poeta non può parlare alla televisione.

venerdì 16 febbraio 2024

La Claque Poetry Slam (in Sala Trionfo) 17 febbraio

Non ce la faccio a tornare adesso a scrivere le mie scempiaggini volanti, quelle che piacciono a me e a volte piacciono anche ad altre persone, non ce la faccio perché devo scrivere delle scempiaggini un pochino più elaborate un pochino più sotto controllo non si puù scrivere sempre e soltantro così in forma di flusso smodato irraggiungibile nel suo fuoriuscire costantem,ente raggiunto e subito dopo irraggiungibile ecco è così che la vedo questa cosa della scriuttura che faccio quando la faccio così, una specie di rincorsa e movimento verso la distanza e lo spazio che creo innanzi a me che si genera allontanandosi da me e io ci vado dietro a vedere cosa voleva dire.

QUESTO SABATO AL TEATRO DELLA TOSSE SALA TRIONFO 

mercoledì 14 febbraio 2024

cosa mi sono dimenticato

 stamattina mi sono messo cinque minuti al sole a pensare e m'è venuta in mente uan cosa da dire molto importante che però probabilmente ho dimenticato.
la cosa sicura che so, e che non è quella che mi è venuta in mente quando ero al sole, è che devo fare la promozione impellente di un mio nuovo personalissimo libro appena uscito e mi sembro il gatto col topo che gioco e gioco e finché gioco mi diverto fino a che però il topo lo troviamo morto a un certo punto e ci viene da chiederci chi era il gatto chi era il topo questa metafora in che senso.
Povero gatto, povero topo, povero libro, è appena uscito e faccio di tutto per non parlarne, adessso poi prima o poi faccio un vero post in cui dimostro la sua esistenza, scrivo per bene come fare a trovarlo, però per ora mi piace venire qui a scrivere di nascosto quel che ho dimetnicato stamattina che mi son fermato cinque minuti al sole e la cosa mi è bastata per illuminarmi per sentirmi dentro una voce che dice ecco che cosa devi venire a scrivere oggi sul tuo blog semisegreto che si sa che c'è ma che non si sa perché.
 

martedì 13 febbraio 2024

Su Vogue con le poesie normali (d'amori)

Sì, esatto!
(mi piace quando dice Regala una poesia, non una rosa)
esatto
il mio merito è che la super amica Giorgia Genocchio è nella redazione di Vogue e l'altro giorno mi ha detto che era proprio il caso di inserire una delle mie poesie d'amore tra le altre d'amore che avrebbero pubblicato di lì a pochi giorni.
E così è stato, su Vogue Italia, oggi, c'è la mia Ti lascio una poesia sul desktop. Tra Shakespeare Cavalli Raboni Szymborska Catullo Pavese e altr più o meno brav, c'è anche un più o meno brav Balestra.
Sì, esatto!

(è un articolo uscito per il giorno romantico di San Valentino, noi lo accettiamo con gioia, che chi crede nel calendario possa passare un giorno migliore speciale d'amore)

martedì 6 febbraio 2024

L'Inquieto alla Librido || con Martin Hofer, Carlo Martello e Filippo Balestra che sono io

10 Febbraio in Piazza dei Truogoli di S.Brigida ore 18 alla Librido mitica caffé librerì
Prima scrivevo molto poco in ogni situazione e avevo la convinzione che tutto rimanesse che la brutta figura del futuro fosse imminente e la si stesse sempre di più caricando di peso questa immane brutta e futura figura e invece anche adesso guarda qua quanto sto scrivendo per un evento che avrebbe ben altro da dire, è la pubblicazione del finalmente cartaceo numero, dopo dieci anni di cose, è un evento epocale nel piccolo delle riviste letterarie, che ci sono e sono vive e sottilmente intervengono cambiano e agiscono sulle derive estetiche degli andamenti impercettibili dei gusti letterari le riviste sono quella cellula nervosa che hanno scoperto da poco sulla punta delle radici delle piante, che ci dicono che anche le piante hanno un'intelligenza una sensibilità, e le riviste letterarie si posizionano lì, nell'avanguardia del corpo in movimento del grande albero della letteratura, sotterane rivista attaccata all'avanguardia della punta estrema della radice decide lei, la rivista, lì sulla punta segreta non vista, decide lei da che parte andare a cercare nuove fonti nuove energie acqua sali minerali eventi tragici trame, forme stili, fosforo e magnesio e punteggiature grammatiche, non so bene adesso sto un po' esagerando non sono botanico, come dicevo ieri a ilaria, ma le radici vanno avanti e l'albero si staglia, ecco, mentre le radici si sporcano le mani sottoterra a perlustrare gli accadimenti del futuro vediamo l'albero che si staglia lassù ed è la storia della letteratura, niente da dire contro l'albero, ci vuole anche l'albero, all'albero gli vogliamo bene ci mancherebbe, ma anche le radici con quella celluletta nervosa, che forse non so se sono delle cellule o possiamo chiamarlo pezzetto di sistema nervoso di qualcosa:
con 
Martin Hofer - direttamente da Inquieto Rivista
Carlo Martello - direttamente da Malgrado le Mosche Rivista
e l'aggiunta di
Filippo Balestra - dall'impero del personale sconvolgimento mica male

Volevo scrivere altre cose relative alla storia dell'inquieto, di come la casa editrice gigante fosse un tempo vera parte attiva dell'ambiente delle riviste lettararie, ma mi è venuto fuori quel discorso del sistema nervoso delle piante e adesso me lo tengo, scusate

qui link al censimento recente fatto da Marco Giovenale sulle riviste letterarie italiane attuali online e non
https://slowforward.net/2023/08/14/alcune-riviste-letterarie-online-link-utili/

venerdì 2 febbraio 2024

Ticino Poetry Slam (10 anni di) Teatro Foce, Lugano

Il mestiere delle parole non si dovrebbe certo fermare davanti all'espressione "non ci sono parole" eppure a volte bisognerebbe accettare questa illimitatezza contrapposta alla limitatezza degli strumenti a disposizione per stare a dire descrivere le cose le grandezze le forme le bellezze (una fotografia del sole per quanto si sforzi non scalda uguale).
E allora metto qui intanto le grafiche, il lavoro di dieci anni del Ticino Poetry Slam, in particolare di Marko Miladinovic, con il quale abbiamo già sperimentato situazioni abbastanza controverse di gioco poetico e con il quale sperimenteremo ancora, ve lo dico già dal 19 al 24 marzo saremo tra Lugano Milano Genova e pure la mia sacrosanta Camogli, a portare le nostre proposte di follie parascientifiche/parapoetiche non da poco

Non so se mi spiego (lo giuro) (sto preparando lo zaino)

 Anche se non si direbbe sto preparando lo zaino per andare a Lugano a trovare Marko Miladinovic e la potenza tutta del Ticino Poetry Slam di quest'anno, che quest'anno fa 10 anni, e noi lo festeggiamo in diversi modi senza mai attenerci a ciò che andrebbe fatto a ciò che andrebbe detto noi ci spostiamo al di là del giusto e del giustappunto, come se nulla fosse, con leggerezza, poi dopo ci accorgiamo, se vogliamo, che quel nulla non era mica poco, forse, e ci viene da ridere o chissà.
Sabato mattina faccio le mie cose dell'esistere non basta, che sarà una scrittura più o meno come questa che sto scrivendo adesso, poi il giorno dopo giochiamo alla poetry slam con grandi esponenti della suddetta disciplina che noi amiamo indisciplinata, e insomma
Sto insomma adesso preparando lo zaino e non posso adesso mettere le locandine belle, che a me piacciono sempre, le grafichette, le metterò forse in un altro post, un post in cui non starò preparando lo zaino, un posto in cui sto soltanto preparando un post da pubblicare come questod i adesso che schiaccio il tasto e parte e ci vediamo tra pooc a Lugano mi raccomando

lunedì 29 gennaio 2024

innanzitutto velleità in che senso

 Ci dicono della velleità, belle le velleità, e allora noi accogliamo l'idea di velleità come se fosse tutto normale e poi diciamo aspetta una ttimo aspetta una ttimo velleità in che senso? e tutto si blocca lì congelato come sopruso silenzioso quasi da far finta di niente ormai avvenuto il sopruso è avvenuto e possiamo andare avanti a testa anche alta ma non solo non soltanto alta sta questa nostra testa.
Ogni tanto molto spesso mi piace andare a rileggere quel che ho scritto, grande lettore di me stesso, sono, con tutte le mie velleitrà, appunto, e mi piace vedere che soprattutto per leggere quel che ho scritto devo prima avere scritto, e allora mi procuro altre cose da leggere scritte da me stesso e sono ad esempio quelle che sto scrivendo adesso, e va bene così, leggo a mente mentre scrivo quel che scrivo ed ecco che mi accorgo che mentre leggo a mente quel che scrivo mentre scrivo mi accorgo che anche scrivo a mente altre cose che non scrivo ma soltanto le penso perché nel frattempo sto scrivendo altro, sto scrivendo quel che sto scrivendo, non posso scrivere contemporaneamente due cose diverse, forse - mi viene anche in mente quel periodo storico in cui mi capitava di pensare molte parole nello stesso momento, che non stavo benissimo, se ci penso, - mentre a mente mi tengo per dopo delle cose che mi sono passate lì per lì e mi dico che divertente anche scrivere a mente che è quasi come leggere che è quasi anche come pensare ma è anche soprattutto quasi qualcosa di diverso sia dal leggere che anche diverso dal pensare veramente, e così eccomi qui che da una parte scrivo ma dall'altra parte soprattutto mi procuro son qui che mi procuro

sabato 27 gennaio 2024

LA CLAQUE POETRY SLAM primo appuntamento pazzoooo 27 gennaio

Quanto ci piace farlo quando viene bene, è venuto bene anche stavolta nonostante ci fosse la finale dei mondiali di calcio italia brasile poi conclusasi in pareggio sconcertante inaspettato. Un po' zero a zero un po' quattro a quattro. Un po' per l'italia e un po' per il brasile (di Pelé)
Ma parte questo, ecco le bellezze in gara:
Gabriel Arcy
Alfonso Maria Petrosino
Danna
Antonio Amadeus Pinnetti
Ilaria Novara
Pino Sgromo

 

sabato 20 gennaio 2024

Con GRAZIANO GRAZIANI, Librìdo, Alice ner paese dell'anvedi


 Molto felice per questa incontro lettura presentazione, sarà tra l'informale e l'informalissimo, sicuramente, partendo da una casa editrice che ci accomuna, la Tic Edizioni, e una sua, di Graziano Graziani, precedente pubblicazione (Planimetria sentimentale del disastro) che ha inaugurato la collana Amleto, la stessa collana del mio Diario Involontario, mi ci sento già a mio agio, come già in passato era stato in passato, sarà interessante parlare di lingua e dialetto e italiano più o meno corretto, (questa intervista di Felice Cimatti a Giorgio Agamben l'ho sentita dieci volte, su poesia, dialetto e senso del resto del mondo) ma qui si parla di una trasposizione in romanesco o romanaccio di un'opera meravigliosa, l'Alice di Carrol, che è anche un'opera di ingegno logico matematico, oltre che ricerca dell'assurdo e del non senso, e insomma, non avrei mai accostato la forma viscerale e grezza del dialetto a una costruzione così attenta come l'Alice nel paese delle meraviglie (che meraviglie qui viene tradotto in "anvedi", e parlerei per ore solo di questo "anvedi") e invece Graziani l'ha fatto, generando, in me, meraviglia.
Meraviglia, anvedi, stupore, queste sono veramente le cose di cui forse parleremo, poi saranno chiacchiericci e letture, soprattutto, da questo libro appena uscito per la cara Tic Edizioni.
GRAZIANO GRAZIANI è nato a Roma, è uno dei conduttori di Fahrenheit su Rai Radio 3. Ha realizzato documentari video e podcast e collaborato come autore per Rai 5.
Ha scritto Esperia (Gaffi, 2008), I sonetti del Corvaccio (La camera verde, 2011) e gli inventari letterari Atlante delle micronazioni (Quodlibet, 2015) e Catalogo delle religioni nuovissime (Quodlibet, 2018). Il suo primo romanzo è Taccuino delle piccole occupazioni (Tunué, 2020), A Venezia da Brodskij a Bolano (Giulio Perrone Editore 2021) mentre con Tic Edizioni ha pubblicato Planimetria sentimentale del disastro (2021) e Alice ner paese dell'anvedi (2023).

venerdì 19 gennaio 2024

Diario Involontario // PADOVA // 25 gennaio // presentazione alla Libreria Zabarella, con Paolo Zardi, pazzesco anche questo

 Allora,
sono felicissimo anche per questo, sempre a Padova, il giorno dopo della Conferenza sulla conferenza, alla Libreria Zabarella, che è da sempre per me uno di quei posti librerie che tutti dicono super selezione di ottima editoria, con Paolo Zardi (qui il link al suo blog, Grafemi).

Allora,
Con Paolo Zardi (qui il link alla sua pagina dal sito di Neo Edizioni) ci siamo conosciuti anni fa, io facevo le riviste letterarie, lui pubblicava i suoi primi racconti per Neo Edizioni, racconti che sono poi diventati un classico colonna portante di tutto quel genere che sembra poco preso d'interesse nel panorama editoriale italiano, e invece meritano molta attenzione, i racconti, e Paolo Zardi è sicuramente tra i migliori attuali viventi raccontisti italiani (che a me la parola raccontista piace molto, c'è da dire che Zardi ha scritto anche dei romanzi probabilmente molto belli pure quelli, conoscendo la sua penna).
Mi soffermo ora a parlare un attimo di Zardi semplicemente perché mi erano venuti in mente degli aggettivi che possano in qualche modo rendere conto, inquadrare la scrittura di Zardi, che considero: truce elegante, ma anche cinico sensibilissimo, mi rendo conto che sono probabilmente degli ossimori, come aggettivi, ma a me piacciono molto gli ossimori, a parte ghiaccio bollente e silenzio assordante, mi piacciono molto gli ossimori perché paradossi linguistici, molto mi piace infatti anche l'antifrasi, ma questo è un altro discorso.
Volevo dire che sono felicissimo che ci sia Paolo Zardi a parlare del Diario Involontario, chissà cosa ne penserà, chissà cosa ci verrà in mente di dire insieme, sono curiosissimo e felicissimo.
Adesso comodamente copincollo alcune parole da un'introduzione a un mio racconto pazzo scritto per il suo blog, ero onorato di quella pubblicazione che mi ha fatto tra l'altro molto bene

Ho conosciuto Filippo  “Pippo” Balestra a Torino, durante l’ultimo Salone del Libro, alle Officine Corsare: entrambi eravamo stati invitati a uno story slam (mi pare si dicesse così), una sfida, cioè, di racconti. Ciascuno dei partecipanti – otto in tutto, tra i quali anche Giacomo Sandron, vincitore del contest, Daniele Pasquini e Flavia Ganzenua – doveva salire su un palco e da là aveva cinque minuti per raccontare la sua storia. Ricordo bene lo stile un po’ surrealista di Balestra, che ritrovo anche in questo racconto. Non credo sia semplice esplorare l’assurdo mantenendo una struttura narrativa solida; a mio parere, però, Balestra ci riesce.


CONFERENZA SULLA CONFERENZA al Circolo Nadir, Padova, coi Rimescolate, pazzesco

Una cosa molto interessante è che in questa serata ci sarà prima un open mic a tema Fuori tema
📝 OPEN MIC FUORI TEMA + CONFERENZA SULLA CONFERENZA 📝open mic a tema fuori tema + spettacolo di sperimentazione di e con Filippo Balestra @pippodovesei

⏱ Mercoledì 24 gennaio, ore 21.00
📍 Circolo Nadir, Piazza Gasparotto (Padova) @circolonadir
☄️ Contributo 5€
🔥 Inviateci le vostre candidature alla mail rimescolate@gmail.com !

Cominciamo così la nuova stagione di open mic e spettacoli al circolo Nadir! Ad aspettarci ci sarà una delle serate più sperimentali e magiche che si possano immaginare! Con noi una delle voci più paradossali e sghembe della poesia performativa italiana, Filippo Balestra, con il suo spettacolo sperimentale della Conferenza Sulla Conferenza. Dato il particolare calibro di questo spettacolo, abbiamo osato sperimentare anche con l'open mic. Come uscire dal quadrato se non con un open mic a tema... fuori tema? Sì. è proprio questo il tema. Adesso che lo sapete sono cavoli vostri. Ma non vediamo l'ora di sentire cosa diavolo verrà fuori! Come sempre se avete piacere di partecipare all'open mic basta mandarci una mail :)

Qualche parolina in più sulla conferenza:
Un estenuante atto di sperimentazione linguistica e poetica in cui l'argomento principale è la mancanza d'argomento, o si parla piuttosto della conferenza stessa, che è la conferenza sulla conferenza nel momento in cui la si sta tenendo. Non si parla dellE conferenzE, si parla dellA conferenzA, di quella conferenza lì che si sta tenendo in quel momento lì, appunto, e nel parlare sempre della stessa cosa ci sorprenderemo nel constatare che la stessa cosa la si può capire cento volte, ci troveremo a ragionare attorno al concetto di "conversazione come sport estremo", e allenarci per riconoscere le frasi fatte, e a queste prepararci a contrapporre le frasi da fare e da rifare e da rifare ancora sempre nuove.

martedì 16 gennaio 2024

GRANDE SLAM, a Parma, 18 gennaio con gente incommensurabile

 Volevo venire qui a parlare dell'idea di miniera d'oro, e del fatto d'aver trovato una miniera d'oro dentro a una miniera d'oro, e parlare di un quaderno che ho perso, e che mi dispiace molto, ma prima di tutto vengo a parlare di una cosa semplicemente molto bella, e cioè che vado a Parma con la troupe di SLAM Factory, e cioè, direi, Paolo Agrati e Ciccio Rigoli, dentro a una chiesa sconsacrata che mi dicono bellissima, e ci sono i biglietti per chi li vuole comprare, qui, e ho già visto che saremo un parterre di poets di bellezza alta, o perlomeno bella, e adesso metto qui la locandina e poi dopo metto i nomi

Luca Cancian
Filippo Balestra
Eleonora Davoli
Giampaolo Marcolin
||
VV
e poi? non ho capito, altr poet ma adesso vado a chiedere a chi di dov'eri

venerdì 12 gennaio 2024

Con l'idea del Sublime ma anche oltre poi dopo

 Ero venuto qui con l'idea del sublime sublime in che senso mi son chiesto subito dopo ho pensato al famosoviandante sul mare di nebbia tedesco sulle montagne ma non era non volevo dire questo.
Sono qui per fare il riassunto delle cose che ho scriutto oggi e ho pensato al subliem solo per un attimo poi ho pensato al fatto che mi faccio delle idee ogni tanto sulle cose come d esempio il sublime mi faccio delle idee ma mi accorgo poi che l'idea è soltanbto una ed è sempre la stessa idea che ogni volta torna io elaboro aggiungo un pezzo ma l'idea che mi faccio è sempre la stessa e mi piace va bene così ogni volta l'idea si espande si trasforma ed è sempre al stessa aggiungo un pezzo un patchwork dicono mosaico affastellato di idea sempre lei che cambia con delle variazioni addosso attorno all'idea che


L'altra cosa che mi è venuta in mente è che dobbiamo anche fare teoria dell'arte, ma che sia una bella teroai, con un certo senso estetico, una bella teoria dell'arte, magari che non spieghi niente ma che ci trasporti in certti posti che sia arte la stessa teoria dell'arte che sia arte anch'essa è questo quel che dovremmo fare pensavo quasi adesso poco fa stavo pensando e ci penserò ovviamente ancora sopra dopo anche adesso

giovedì 11 gennaio 2024

A parte gli esperimenti / contraddizione - conseguenze - paradossi

 Oggi si è parlato di contraddizione, che si vive nella contraddizione, ed è enorme, e siamo circondati dalla contradizione che è anche interiore, contraddizione fuori e dentro, da tutte le parti, e
poi delle conseguenze abbiamo parlato, che siamo circondati dalle conseguenze fuori e dentro non facciamo altro che fare parte di un grande flusso costante inarrestabile di conseguenze tutte una dietro l'altra, e le conseguenze delle cosneguenze e le conseguenze delle conseguenze delle conseguenze etc
POi del paradosso si è parlato, che siamo circondati dal paradosso, ma non solo dal paradosso siamo circondati, siamo anche circondati dalle conseguenze del paradosso e dalle conseguenzed della contraddizione insita nel paradosso che cio circonda e ce lo abbiamo dentro e fuori, il paradosso, insieme alla contraddizione, e insieme alle conseguenze tuytte che avvolgono il paradosso e la contraddizione e le portano chissà dove ...

Insieme a tutte queste parole avremmo dovuto fare delle fotografie per dimostrare che quelle parole le stavamo facendo, ma non abbiamo avuto tempo di fare le fotografie perché stavamo facendo le parole

Con noi, tra di noi, c'era un contrabbasso piuttosto grosso

mercoledì 10 gennaio 2024

messaggi in codice - indecifrabile a me stesso - e il protagonista cosa fa

 Le cose che ho scritto oggi le riassumo qui adesso con quello sguardo di quella distanza soddisfatta del ciò che è stato fatto, quel senso di compiutezza che quasi quasi ti vergogni e ci tieni a ricordare che non hai compiuto un bel niente, oltre a tenere vivo il ciclo delle parole, oltre ad avaer fatto girare ancora una volta il motore la macchina delle cose da dire che vengono fuori, le cose delle parole che affiorano da quel buio indistinto che si sa benissimo da dove viene ma adesso mi viene in mente mi rendo conto che io sono qui a riasssumere le cose che ho scritto oggi le riassumo facendole diventare più lunghei di quando oggi semplicemente scrivevo che non faccio altro che scrivere messagggi in codice di un codice che che non capisco, indecifrabile a me stesso, di un libro che è un romanzo che non scrivo ormai da molti anni, in cui c'è un protagonista che non ci interessa e un antagonista che manca, ci manca mlto l'antagonista, e invece il protagonista c'è ma non ci interessa, di questo romanzo, non sappiamo com'è vestito cosa pensa il protagonista, sapiamo che il protagonista c'è, non sappiamo cosa deve fare il protagonista, forse da qualche parte c'è una trama un plot però non ci interessa saperlo, ci viene da pensare che il protagonista potrebbe tranquillamente accontentarsi di essere protagonista, e invece poi guarda un pochino il protagonista poverino vuole sempre fare qualcosa, ha di queste ambizioni qui che lo portano a fare qualcosa, ma essere protagonista dovrebbe bastare, e invece