La realtà non inventa niente, sono io che invento tutto, sono io che mi devo inventare tutto, lei non sa fare niente, sono io che devo fare tutto per lei, lei è moscia, faccio tutto io, mi devo far carico io di lei, di quello che sa fare, lei non fa niente, non sa fare niente, si lascia andare, sono obbligato io a farla riemergere, a riprenderla, a riempirla, a rimetterla in piedi, a inventare, a scoprire le sue leggi, a creare le sue leggi di sana pianta, lei non è nemmeno capace di mettere la sua firma sulla più insignificante delle sue leggi, non è capace di crearsi da sola il più insignificante aspetto, il più insignificante rilievo, il minimo suono, sono obbligato io di articolarla tutta, lei è completamente inarticolata, moscia, invertebrata, scivolosa, stupida, non ha inventiva, sono obbligato io a fare collegamenti, lei non collega, rimane ebete, e moscia, e stupida, mette il segno, ma non sa mettere il segno, sono obbligato io a mettere il segno su tutto, lei non produce niente, scivola, non si mette a parlare, non sa parlare di niente, mi metto io a parlare di tutto, mi metto io a ripetere, a formare, a costruire, a dire, a modulare, a farla piegare, lei non si piega, non inventa, non ha inventiva, non è estranea, non sa cosa sia l'estraneità, tocca dirle tutto, mi metto io a dirle tutto, io a fare tutto, a farla riemergere, a riempirla, a ripeterla, la realtà non sa da che parte andare.
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giovedì 14 marzo 2024
lunedì 12 settembre 2022
IL POST FB SUL DIARIO INVOLONTARIO
Post facebook del 5 settembre che copio e incollo qui, più avanti poi scriverò alcune cose riguardanti il diario involontario, cose che in qualche modo giustifichino l'idea di base del diario involontario e la sua pazza pubblicazione, io amo il diario involontario, credo sia importante da avere, per chiunque al mondo, ma credo che possa anche essere piccolo esempio di metodo di una cosa che ho capito sulla scrittura, una cosa che ho capito e sulla quale mi sono con gioia accanito.
POST DEL 5 SETTEMBRE
Oggi vengo qui a forze raccolte per annunciare che il libro c'è, si vede, è il Diario Involontario di Filippo Balestra - io - che arrivo dunque a quota tre pubblicazioni ufficiali e delle quali sono contentissimo perché mi rendo conto che c'è un percorso, un'idea in evoluzione di ciò che per me è la scrittura.
L'altro giorno un'amica mi ha chiesto di cosa parla dunque il Diario Involontario, io non avevo pensato a questa eventuale domanda però ad oggi potrei dire che il libro parla di tutto ma anche, e soprattutto, di tutt'altro - e della differenza che c'è tra il tutto e il tutt'altro.
Spero possa piacere infinitamente a chi vorrà azzardarsi a leggerlo, io ne ho adesso tra le mani una copia e mi pare sia una pubblicazione con un certo qual senso, nonostante il suo essere un esperimento basato su un esperimento.
Ringrazio dunque Emanuele Kraushaar per il coraggio editoriale, Michele Zaffarano per la consulenza e per le dritte compositive e in generale ringrazio Tic come ideale di casa editrice che si/ci porta in territori estremi e scoscesi del linguaggio.
Di puro e vero sentimento d'amore ringrazio Stella Littlepoints Venturo che sa starmi accanto ma anche dietro e davanti, e Alfonso Maria Petrosino fratello di dubbio e arrovellamento letterario.
(in copertina illustrazione autoricorsiva lineare di Reg Mastice)
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