lunedì 25 maggio 2026
Stormi di galline
Fabrizio Venerandi
"Papà - mi chiede secondogenito - come si chiama in italiano uno sciame di galline?".
Così i dialoghi con i miei figli, sembra di stare in una sit-com dal vivo o in un pezzo di Ionesco. "Uno sciame di galline?"chiedo. Lui ha il cellulare in mano, mi guarda, guarda il cellulare. "In inglese c'è un termine, ma non so come funzioni in italiano". Ci penso. "Non funziona, in italiano. Non c'è un termine per definire un gruppo di galline". Secondogenito mi guarda, non dice niente, cerca su Google. "Qua - spiega dopo un po'- internet dice stormo". Lo guardo. "Stormo di galline?" faccio io con viso inespressivo. "Così dice internet" fa lui. "Ma internet chi?" chiedo io.
'Internet' in questo caso sono quasi tutti siti di vendita online. "Sono tradotti in automatico" spiego a secondogenito. "Non esiste l'espressione stormo di galline, o almeno io non l'ho mai sentita. E io ne ho sentite tante" concludo. Secondogenito sorride e mi mostra il cellulare. "Padre, quello a cui stai assistendo è la lingua italiana che si evolve" dice sornione. Se mille siti parlano di stormi di galline prima o poi avremo le galline in stormi.
"A proposito - continua secondogenito - sai come si chiama un gruppo di corvi in inglese?". "Lo ignoro" rispondo. Secondogenito fa un sorriso mellifluo, solenne: "murder" dice con un certo compiacimento lessicale. "Murder" ripeto io rapito.
A questo punto entra in scena anche terzogenita. "E sapete - fa lei - come si chiama un gruppo di furetti?". "Furetti?" chiedo io e lei annnuisce. Guardo secondogenito che alza le spalle. Questa volta è terzogenita che sorridendo lascia andare il suo vocabolo segreto: "business". Secondogenito corre a cercare sul cellulare. Legge, sorride. "È vero" conferma. Continua a leggere e poi mette via il cellulare e inizia a guardarci sardonico.
In pratica, spiega, i gruppi di animali in inglese vennero inizialmente chiamati con un aggettivo che richiamasse le loro caratteristiche. Murder per i corvi. Pride per i leoni.
"Un attimo - lo interrompo - vuoi dire che in inglese si dice "a pride of leons" per dire un branco di leoni?". Secondogenito annuisce. "Cristo santo" faccio io. "Sono dei pazzi".
"E business per i furetti? Allora vuol dire che i furetti sono bravi in affari?" chiede terzogenita divertita. Secondogenito fa no-no con la testa. "È stato un errore di trascrizione. In origine doveva essere "busyness". Indaffarati. Sai come sono i furetti" spiega.
"Certo - rispondo io - è che tendo a dimenticarlo".
domenica 3 marzo 2024
CHE LE POESIE VADANO DA SOLE - "Felicità rivoluzione", Carlo Molinaro
CHE LE POESIE VADANO DA SOLE
Ieri, 2 marzo 2024, alla manifestazione in piazza Castello contro un massacro di affamati in Palestina, si è avvicinato un ragazzo:
- Tu sei Carlo, vero?
- Eh... sì.
- Non ci conosciamo, ma ieri al Kontiki abbiamo letto una tua poesia, all'incontro di Fridays for Future, una bellissima che mi piace tantissimo, "Felicità rivoluzione".
- Ah, bene...
- Niente, ti ho visto e volevo dirtelo.
Sono contento, è bello che le poesie vadano da sole in luoghi belli, è particolarmente bello per me che vivo molto in un mio mondo in disparte, non sono presenzialista né promotore né spingitore e non vorrei mai esserlo.
Ricordavo vagamente, molto vagamente, quella poesia, non ricordavo dove, come, quando l'avessi scritta, né veramente che cosa ci fosse scritto, avevo solo una vaga sensazione che esistesse. Ricordo pochissimo le mie cose.
Stamattina ho provato a cercarla e non è stato facile. Alla fine è saltata fuori, è nel libro "Una città" del 2010 (libro esaurito e l'editore si è estinto). Bene. Qualcuno ce l'aveva ieri al Kontiki, e l'ha letta. Il Kontiki è un bel circolo (via Cigliano 7, Torino) che ha preso il posto di un precedente bel circolo estinto (Il molo di Lilith) e ospita spesso iniziative ecologiste.
Eccola, fotografata dal libro.
giovedì 26 ottobre 2023
Natascia Decaro parla bene del Diario Involontario
Io questo libriccino ce l'ho tutto gualcito, perché quando l'ho incontrato indossavo sempre un impermeabile con una tasca che sembrava fatta apposta per accoglierlo. E anche questo mi sembra degno di citazione: che si tratta di un'opera tascabile, quindi simpatica, fruibile insomma
Silvia Penso parla bene del Diario Involontario
È un libro intelligentissimo. Fa ridere e pensare. Dentro ci sono le cose quotidiane e della vita in generale ma viste secondo un altro punto, ti soffermi dove non siamo soliti riflettere. Piaciuto tanto anche a me
I libri belli dovrebbero girare di più.
Emanuela Cocco parla bene del Diario Involontario

#leggere #contemporanei #diario #parole #scrivere
venerdì 15 settembre 2023
Post Facebook about Esiste La Ricerca e Finali Nazionali LIPS Rimini 2023
L'incontro dell'altro fine settimana nella Milano de ESISTE LA RICERCA, tutto di ragionamento supercerebrale ma anche emozionale nel avvicinarsi a un'idea di risposta, a sentir parlare di scrittura di ricerca e cosa voglia significare, e continuavo a non dire niente e a pensare che trovare il punto della situazione sarebbe stato un fallimento, la cosa avrebbe perso senso, la ricerca svanita, e invece esiste, eccome se esiste, finché non la si definisce, direi, la ricerca esiste.
Poi questo fine settimana passato c'erano le finali POETRY SLAM: FINALI NAZIONALI LIPS - RIMINI 2023 | Sfide e spettacoli di poesia performativa, una roba molto pericolosa a livello di cuore, un'emotività assoluta espansa straripante, genti nuove e genti già conosciute da rivedere e abbracciare, conoscere nuovi stili e proposte di scrittura e di ritmo, sconvolgente l'energia che si è creata a Rimini nello scorso fine settimana.
E aggiungo che queste due cose, la scrittura di ricerca e la poetry slam, che a prima vista sembrerebbero due pratiche lontane per il diverso tipo di clamore che generano, e il diverso rapporto che hanno con l'idea di "spettacolo", nonostante queste differenze mi concentrerei, appunto, su ciò che hanno in comune che per me è il non attenersi, lo spostarsi, andare oltre, fare un passo avanti (e da tutte le parti), ma appunto ribadisco soprattutto mi piace questa idea del non attenersi, concetto che non mi è chiaro ma caro.
E basta.
Che emozion
lunedì 5 giugno 2023
Io novecento ti ho dato tutto! - poesia rubata a Gioia Salvatori
Un inconscio incapace di farci i capelli
e che sa solo farci le scarpe
Io novecento ti ho dato tutto!
E tu a me neanche un attimo di pace!
Avere un dentro non conviene a nessuno
Solo agli armadi come posto per gli scheletri
Solo agli scheletri come posto per il cuore
Solo al cuore come posto per il sesso
Solo al sesso sempre posto
Che lo pratichi
Anche oggi abbiamo composto il mondo.
Arrivederci
martedì 30 maggio 2023
Credevo abitasse a... Hampstead - da Tradimenti, di Harold Pinter
Stavo appunto pensando che a volte mi piace, certe volte, sempre, mi piace sempre, leggere dei pezzi di letteratura che parlano di letteratura, e che mettono in mezzo la letteratura, e ci sia quel filo di metaletterarietà che a me non so perché piace così tanto, così tanto che mi dico Forse questa mia ossessione per la scrittura arriva solo dal fatto che mi piacciono queste storie di scrittori, ecco, mi dico, ecco, mentre ero lì che infatti sottolineavo un passaggio di Pinter, Harold, da "Tradimenti", che metto qui sotto adesso:
Entra Emma
JERRY: Ho preso il tè con Casey.
EMMA: Dove?
JERRY: Qui all'angolo.
EMMA: Credevo che abitasse a... Hampstead o da quelle parti.
ROBERT: Non sei aggiornata.
EMMA: Ah no?
JERRY: Ha lasciato Susannah. Vive da solo, proprio qui all'angolo.
EMMA: Oh!
ROBERT: Sta scrivendo un romanzo su un uomo che lascia la moglie e tre bambini e se ne va a vivere da solo dalla parte opposta di Londra per scrivere un romanzo su un uomo che lascia la moglie e tre bambini...
EMMA: spero sia meglio dell'ultimo
ROBERT: Dell'ultimo? Ah, l'ultimo. Ma non era quello su un uomo che viveva in una grande casa a Hampstead, con la moglie e tre bambini e sta scrivendo un romanzo su...
e già che ci sono metto qui sotto rubato da facebook un commento che forse non c'entra niente - ma in quel momento per me c'entrava molto, e comunque, in generale, le cose che non c'entrano inente sono quelle più azzeccate da stare a guardare - è un commento di Simonetti, Gianluigi, scritto su post di Policastro, Gilda, il 25 maggio se non sbaglio (sì, il 25 maggio)
credo bisognerebbe distinguere fra "storie" e "letteratura" (e fra narrativa e narrativa letteraria). Entrambe le cose hanno sempre destato interesse, ma è contemporanea la passione generica per le storie (nel senso merceologico, euforico e spesso anche pedagogico dello storytelling) e simmetricamente l'associazione tra storie e letteratura. Come se tutta la letteratura fosse narrativa. Mentre non tutte le storie sono letteratura, e non tutta la letteratura è fatta di storie.
(è la prima volta che pubblico un commento preso da fb, wow)
domenica 7 maggio 2023
Roberto Bolaño - Non scrivere racconti uno alla volta - Michele Orti Manara
È meglio scrivere almeno tre o cinque racconti alla volta. Se uno ha energia, anche nove o quindici alla volta.
Attenzione: la tentazione di scrivere due racconti alla volta è pericolosa proprio quanto quella di scriverne uno alla volta. E poi, cosa ancora più importante, si rischia di creare un gioco di specchi tra innamorati, una immagine doppia che produce malinconia».
Roberto Bolaño
lunedì 1 maggio 2023
Andrea Bonomi, primo maggio
Fare e disfare è tutto un lavorare / Ecco quello che so fare. Cercare un lavoro, accettare una proposta di lavoro, cambiare città per lavoro, trasferirsi all’estero per lavoro, lavoro per chi conosce l’inglese, lavoro in Svizzera, lavoro in Germania, lavoro sulle navi, lavoro in Australia, italiani in Asia per lavoro, mondo del lavoro, lavoro digitale, lavoro flessibile, lavoro a progetto, lavoro determinato, lavoro indeterminato, lavoro dei sogni, lavoro d’oro, lavoro del momento, amore lavoro soldi salute, lavoro continuo e intenso, uscire tardi da lavoro, scopare al lavoro, pensare solo al lavoro, portarsi il lavoro a casa, sognare di dormire al lavoro, lavoro stressante, lavoro no stop, ansia per il lavoro, consumo di alcolici al lavoro, odiare il proprio lavoro, congedarsi dai propri colleghi di lavoro, fuggire dal lavoro, annunci di lavoro, cambiare lavoro, nuovo lavoro, buon lavoro!
domenica 19 marzo 2023
Dicevo, a Trento ma non solo - (un altro mio post facebook riepilogativo)
Mi vengono da capire molte cose considerata la bellezza di pensiero di Adriano Cataldo e Gloria Riggio, unita alle forze della libreria due punti e del Café de la Paix Circolo Arci, e mi viene anche da dire mi trasferisco a Trento ben sapendo che alla fine poi non lo faccio, che domani a Genova con Alberto Nocerino di Genova Voci leggiamo poesie di pace alla Biblioteca Universitaria di Genova. (BUG).
Poi sabato non vedo l'ora facciamo il nostro slam di Genova Slam LaClaque Poetry Slam - Round 3 e domenica a Pisa rifaccio di slancio la CONFERENZA SULLA CONFERENZA__Filippo Balestra__@Cantiere San Bernardo ..
Ho scritto un post classicamente troppo lungo con tutte ste tag tutte ste date anche mi sembra che probabilmente dovrei cambiare stile di vita e anche stile di post dovrei cambiare lo so e volevo scrivere qui altre cose che poi ovviamente non ho scritto me ne dispiaccio molto ciao spero tutto bene nel frattempo dalle vostre altre parti ciao
lunedì 12 settembre 2022
IL POST FB SUL DIARIO INVOLONTARIO
Oggi vengo qui a forze raccolte per annunciare che il libro c'è, si vede, è il Diario Involontario di Filippo Balestra - io - che arrivo dunque a quota tre pubblicazioni ufficiali e delle quali sono contentissimo perché mi rendo conto che c'è un percorso, un'idea in evoluzione di ciò che per me è la scrittura.
L'altro giorno un'amica mi ha chiesto di cosa parla dunque il Diario Involontario, io non avevo pensato a questa eventuale domanda però ad oggi potrei dire che il libro parla di tutto ma anche, e soprattutto, di tutt'altro - e della differenza che c'è tra il tutto e il tutt'altro.
Spero possa piacere infinitamente a chi vorrà azzardarsi a leggerlo, io ne ho adesso tra le mani una copia e mi pare sia una pubblicazione con un certo qual senso, nonostante il suo essere un esperimento basato su un esperimento.
Ringrazio dunque Emanuele Kraushaar per il coraggio editoriale, Michele Zaffarano per la consulenza e per le dritte compositive e in generale ringrazio Tic come ideale di casa editrice che si/ci porta in territori estremi e scoscesi del linguaggio.
Di puro e vero sentimento d'amore ringrazio Stella Littlepoints Venturo che sa starmi accanto ma anche dietro e davanti, e Alfonso Maria Petrosino fratello di dubbio e arrovellamento letterario.
(in copertina illustrazione autoricorsiva lineare di Reg Mastice)
sabato 14 novembre 2020
Arsenio Bravuomo, preservativo usato su pisello moscio
lunedì 5 novembre 2018
Un post di Alessandro Burbank
Alessandro Burbank
- La poesia non vende
- I libri di poesia non devono vendere
- Le riviste letterarie non esistono
- Gli ultimi poeti sono morti quest'anno
- Il libro è l'unico medium possibile
- L'editoria è in crisi
- L'editoria di poesia è morta
- Le poesie non si capiscono
- Le poesie sono troppo semplici
- Le poesie sono destinate ad un'elite
- Quest'anno vanno le donne
- Quest'anno vanno gli immigrati
- Quest'anno tocca a quello o a questo
- Il pubblico di poesia non c'è
- Il pubblico di poesia è irraggiungibile
- Se tutti parlano, bisogna tacere
- La figura del poeta è dominio del marketing
- Facebook di fatto ci toglie i diritti sulle poesie
- La figura del critico è uguale a quella del poeta
- Il poeta deve essere un intellettuale riconosciuto
- La poesia è destinata alla carta
- La poesia è soltanto orale
- Solo se pubblichi ti invitato ai festival
- Solo se hai un critico di riferimento vali
- E' giusto ribadire che i poeti sono vivi
- La performance di poesia non è poesia
- La performance è un mondo a parte
- La poesia non è arte
- Nelle scuole arrivano fino a Montale
- E' giusto avere pregiudizi sull'autopromozione
- Chi si autopromuove è un egomane
- Chi si autopromuove non è un vero poeta
- Chi legge le poesie in pubblico non è un vero poeta
- Chi legge le poesie in pubblico deve farlo in silenzio
- Si leggono le poesie in pubblico ma senza fronzoli
- Bisogna rispettare la metrica
- Senza metrica non c'è oralità
- Non è poesia ma forse è rap
- Se è rap, anche per un secondo non è poesia
- Potevi fare il cantautore o il song-writer
- Potevi fare la rock star
- Potevi fare l'artista visivo
- Potevi fare l'animatore nei villaggi
- Non esiste la poesia poesia
- Non è sicuro che esista la poesia in prosa
- Non è sicuro che esista la poesia nel canto
- Non è sicuro che esista la poesia a teatro
- I giornali non sanno cos'è il Poetry Slam
- Il Poetry Slam non è poesia
- Il Poetry Slam è poesia
- Il Poetry Slam è morto
- Il Poetry Slam è Americano
- Questa non è poesia
- Quella non è poesia
- Questo o quello non è un poeta
- Quelli scrivono poesie che non legge nessuno
- Quelli scrivono poesie che leggono in pochi
- Quelli che scrivono poesie che leggono tutti, no
- Noi ad esempio abbiamo ragione
- Ieri ero con loro, oggi abbiamo ragione noi
- Domani vado da quelli che domani avranno ragione
- Non è necessario parlare di divulgazione
- Nessuno deve sapere la poesia
- Tutti devono sapere di Dante
- Nessuno dovrebbe sapere di te, che Dante non sei
- La poesia è superiore alle altre arti
- Il bello è proprio questo
- Il brutto è proprio questo
- Il buono e il cattivo tempo
mercoledì 31 ottobre 2018
Rosaria Lo Russo - Sergio Garau su Poetry Slam


