dal facebook di
Fabrizio Venerandi
"Papà - mi chiede secondogenito - come si chiama in italiano uno sciame di galline?".
Così i dialoghi con i miei figli, sembra di stare in una sit-com dal vivo o in un pezzo di Ionesco. "Uno sciame di galline?"chiedo. Lui ha il cellulare in mano, mi guarda, guarda il cellulare. "In inglese c'è un termine, ma non so come funzioni in italiano". Ci penso. "Non funziona, in italiano. Non c'è un termine per definire un gruppo di galline". Secondogenito mi guarda, non dice niente, cerca su Google. "Qua - spiega dopo un po'- internet dice stormo". Lo guardo. "Stormo di galline?" faccio io con viso inespressivo. "Così dice internet" fa lui. "Ma internet chi?" chiedo io.
'Internet' in questo caso sono quasi tutti siti di vendita online. "Sono tradotti in automatico" spiego a secondogenito. "Non esiste l'espressione stormo di galline, o almeno io non l'ho mai sentita. E io ne ho sentite tante" concludo. Secondogenito sorride e mi mostra il cellulare. "Padre, quello a cui stai assistendo è la lingua italiana che si evolve" dice sornione. Se mille siti parlano di stormi di galline prima o poi avremo le galline in stormi.
"A proposito - continua secondogenito - sai come si chiama un gruppo di corvi in inglese?". "Lo ignoro" rispondo. Secondogenito fa un sorriso mellifluo, solenne: "murder" dice con un certo compiacimento lessicale. "Murder" ripeto io rapito.
A questo punto entra in scena anche terzogenita. "E sapete - fa lei - come si chiama un gruppo di furetti?". "Furetti?" chiedo io e lei annnuisce. Guardo secondogenito che alza le spalle. Questa volta è terzogenita che sorridendo lascia andare il suo vocabolo segreto: "business". Secondogenito corre a cercare sul cellulare. Legge, sorride. "È vero" conferma. Continua a leggere e poi mette via il cellulare e inizia a guardarci sardonico.
In pratica, spiega, i gruppi di animali in inglese vennero inizialmente chiamati con un aggettivo che richiamasse le loro caratteristiche. Murder per i corvi. Pride per i leoni.
"Un attimo - lo interrompo - vuoi dire che in inglese si dice "a pride of leons" per dire un branco di leoni?". Secondogenito annuisce. "Cristo santo" faccio io. "Sono dei pazzi".
"E business per i furetti? Allora vuol dire che i furetti sono bravi in affari?" chiede terzogenita divertita. Secondogenito fa no-no con la testa. "È stato un errore di trascrizione. In origine doveva essere "busyness". Indaffarati. Sai come sono i furetti" spiega.
"Certo - rispondo io - è che tendo a dimenticarlo".
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lunedì 25 maggio 2026
martedì 17 novembre 2009
Una Lezione di Ionesco

Professore: Proseguiamo signorina
Allieva: Sì professore
Professore: ... In virtù della quale, in quindici minuti, lei potrà acquistare le nozioni fondamentali della filologia linguistica e comparata delle lingue neospagnole.
Allieva: Oh sì professore (e batte le mani)
Professore (con autorità): Silenzio. Chi ha mai visto.
Allieva: Scusi, professore (lentamente rimette le mani sul tavolo)
Professore: Silenzio. (Si alza passeggia per la stanza, le mani dietro la schiena; di tanto in tanto si ferma in mezzo alla stanza o accanto all'allieva e accompagna le parole con un gesto della mano; egli conciona senza troppo accalorarsi)
L'allieva lo segue con gli occhi ed incontra, a tratti, una certa difficoltà a seguirlo, in quanto essa deve voltare molto la testa; una o due volte, non di più, essa si volta completamente.
Bisogna dunque sapere, signorina che lo spagnolo è la lingua madre da cui sono nate tutte le lingue neospagnole, fra cui lo spagnolo, il latino, l'italiano, il francese, il portoghese, il rumeno, il sardo o sardanapalo, lo spagnolo e il neospagnolo, e anche, per certi aspetti, il turco stesso, benchè più vicino al greco, fatto d'altronde perfettamente logico, in quanto la Turchia è vicina ala Grecia e la Grecia è più prossima alla Turchia di quanto non lo siamo noi due: questa non è altro che la dimostrazione di una legge linguistica molto importante, secondo la quale. geografia e filologia sono sorelle gemelle. Può prendere appunti signorina.

Allieva (con voce spenta): Sì, professore.
Professore: Ciò che distingue le lingue neospagnole tra loro e i loro idiomi dagli altri gruppi linguistici, come i gruppi di lingue austriache e neoaustriache o asburgiche, come pure dai gruppi esperantista, elvetico, monegasco, svizzero, andorrano, oppure ancora i gruppi di lingue diplomatiche e tecniche, ciò che le distingue, dico, è la loro rassomiglianza impressionante, la quale fa sì che a mala pena possano essere distinte l'una dall'altra, parlo delle lingue neospagnole tra loro, le quali ad ogni modo si può pervenire a distinguere mercè i loro caratteri distintivi, prova assolutamente irrefutabile della strada della straordinaria rassomiglianza che rende incontestabile la loro origine comune, e che, al contempo, le differenzia profondamente, in virtù di quei tratti distintivi di cui ho parlato.
Allieva: Oooh. Sì professore.
Professore: Non indugiamo però sui concetti generali...
Allieva (dispiaciuta e sedotta): Oh, professore.
Professore: Queste cose han l'aria d'interessarla. Tanto meglio, tanto meglio.
Allieva: Oh, sì professore
Professore: Non si preoccupi, Signorina. Ci ritorneremo più tardi. A meno che non ci si torni mai più. Chi potrebbe dirlo?
Allieva: Oh, sì professore
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