
martedì 9 giugno 2026
Ugo Cornia - Sulla felicità a oltranza

lunedì 8 giugno 2026
Ugo Cornia - Sulla felicità a oltranza

lunedì 19 febbraio 2024
Gianni Celati me lo sposerei - il transito mite delle parole, Quodlibet 2022 - pag 152
Non faccio altro che sottolinearla, caro Gianni, questa raccolta di interviste e riflessioni sparpagliate. Avrei voluto dormire con te Caro Gianni e fare colazione e chiacchierare poi passeggiando per quelle strade lì che percorrevi in silenzio (ti sarei venuto dietro pian piano e anch'io sarei stato in silenzio per rispetto dei tuoi pensieri che chissà cosa pensavi)
(Studente): Dato che lei dà tanta importanza alla musicalità, che cosa ne pensa della poesia?
La poesia ha in sé il ritmo, ma tutto il linguaggio è ritmo e musicalità: il fatto che le poesie abbiano dei versi è solo un'invenzione di scrittura. Una volta le poesie avevano delle rime, adesso le rime non si usano più, però non cambia niente. La poesia fa parte della nostra voce, ha in sé la capacità di sentire la voce, quindi la poesia è dappertutto, tra la gente che parla, tra gli uomini che parlano. Oggi, nella nostra epoca, la maggior parte degli uomini si chiedono se i poeti siano dei cretini: chi è un poeta di fronte alle persone famose della politica e dell'industria? Questi sono dei grandi personaggi, un poeta non è nessuno. In questa società tendenzialmente fascista, in cui cioè è esaltata solo la forza, il poeta è ritenuto un pazzo, un originale o comunque qualcuno che non si capisce che cosa faccia. Io credo che invece questa sia la cosa più difficile... sapete, poesia è un termine greco che vuol dire semplicemente ''fare con le parole''; quindi penso che i poeti siano le persone più disgraziate di questo tempo e le più infelici perché sono le persone meno capite, E sarà difficile che voi vediate un poeta alla televisione: un poeta non può parlare alla televisione.
martedì 30 maggio 2023
Credevo abitasse a... Hampstead - da Tradimenti, di Harold Pinter
Stavo appunto pensando che a volte mi piace, certe volte, sempre, mi piace sempre, leggere dei pezzi di letteratura che parlano di letteratura, e che mettono in mezzo la letteratura, e ci sia quel filo di metaletterarietà che a me non so perché piace così tanto, così tanto che mi dico Forse questa mia ossessione per la scrittura arriva solo dal fatto che mi piacciono queste storie di scrittori, ecco, mi dico, ecco, mentre ero lì che infatti sottolineavo un passaggio di Pinter, Harold, da "Tradimenti", che metto qui sotto adesso:
Entra Emma
JERRY: Ho preso il tè con Casey.
EMMA: Dove?
JERRY: Qui all'angolo.
EMMA: Credevo che abitasse a... Hampstead o da quelle parti.
ROBERT: Non sei aggiornata.
EMMA: Ah no?
JERRY: Ha lasciato Susannah. Vive da solo, proprio qui all'angolo.
EMMA: Oh!
ROBERT: Sta scrivendo un romanzo su un uomo che lascia la moglie e tre bambini e se ne va a vivere da solo dalla parte opposta di Londra per scrivere un romanzo su un uomo che lascia la moglie e tre bambini...
EMMA: spero sia meglio dell'ultimo
ROBERT: Dell'ultimo? Ah, l'ultimo. Ma non era quello su un uomo che viveva in una grande casa a Hampstead, con la moglie e tre bambini e sta scrivendo un romanzo su...
e già che ci sono metto qui sotto rubato da facebook un commento che forse non c'entra niente - ma in quel momento per me c'entrava molto, e comunque, in generale, le cose che non c'entrano inente sono quelle più azzeccate da stare a guardare - è un commento di Simonetti, Gianluigi, scritto su post di Policastro, Gilda, il 25 maggio se non sbaglio (sì, il 25 maggio)
credo bisognerebbe distinguere fra "storie" e "letteratura" (e fra narrativa e narrativa letteraria). Entrambe le cose hanno sempre destato interesse, ma è contemporanea la passione generica per le storie (nel senso merceologico, euforico e spesso anche pedagogico dello storytelling) e simmetricamente l'associazione tra storie e letteratura. Come se tutta la letteratura fosse narrativa. Mentre non tutte le storie sono letteratura, e non tutta la letteratura è fatta di storie.
(è la prima volta che pubblico un commento preso da fb, wow)
domenica 14 maggio 2023
Il divertimento come bisogno metafisico - Bohumil Hrabal - Ho servito il re d'Inghilterra
E poi tornavo a casa con la spesa, per tutto il viaggio riflettevo, per tutto il viaggio mi divertivo a raccontarmi di nuovo tutto ciò che avevo detto e fatto e chiesto quel giorno, se l'avevo detto e fatto in maniera giusta, e io consideravo giusto quello che mi divertiva, non che mi divertisse come i bambini o gli alcolizzati, ma come mi aveva insegnato il professore di letteratura francese, il divertimento come bisogno metafisico, che quando una persona si diverte con qualcosa, ecco, quello è l'essenziale, stupidi che non siete altro, progenie malvagia, idiota e scellerata! diceva insultandoci in quel modo per farci arrivare dove voleva lui, per far sì che divertimento per noi fosse la poesia, le cose e gli avvenimenti belli, perché la bellezza, lei ha sempre impatto e una portata che tendono al trascendente, vale a dire all'infinito e all'eterno.
sabato 13 maggio 2023
L'altro giorno poi a Firenze / post dopo slam con copincolla del post facebook prima dello slam ma che mi piace perché c'è Bohumil Hrabal
Ieri ero alle poste e il lavoratore allo sportello mi ha chiesto cosa stessi leggendo e se lo è segnato su un foglietto e così, che bello, siamo fuoriusciti dalla zona da lavoratore di lui funzionario funzionale che doveva servire me e io richiedente autorizzato che chiedevo servizi terziari a lui, e adesso chissà se lo leggerà, per me sì, comunque in un attimo ci siamo scambiati un minimo della nostra umanità.
Poi oggi dallo stesso libro/romanzo leggo questo passo che è un po' un classico di tante letterature e forse pensieri anche banali soprattutto nella verità inaccettabile della frase iniziale:
"All'albergo Tichota capii anche che quelli che si erano inventati che il lavoro nobilita l'uomo erano gli stessi che stavano qui tutta la notte a mangiare e a bere con delle belle signorine sulle ginocchia [...] e ogni volta, in mezzo a quell'allegria, all'improvviso uno chiedeva all'altro se non avesse bisogno di un vagone di maiali ungheresi, o magari due, o di un treno intero. E poi quell'altro a sua volta, guardando il nostro domestico che tagliava la legna, bisogna infatti dire che quei ricchi avevano spesso la sensazione che quel domestico fosse la persona più felice su questa terra, per cui guardavano trasognati quel lavoro che elogiavano senza però mai farlo, e se avessero dovuto farlo, allora sarebbero stati infelici e sarebbe stata la fine della loro felicità, e così, all'improvviso, quell'altro chiedeva, io ad Amburgo avrei una nave di pelli di vacca del Congo, sapresti mica cosa farne?"
Questo per dire che la letteratura ti viene incontro anche quando non sai bene cosa stai cercando, e domani, a Firenze, grazie ai Ripescati Dalla Piena, insieme a una folta bellezza di poete from tutt'italia, sarò ospite del Working Class Poetry Slam, e si parlerà del diritto al lavoro e di quella sfumatura neanche troppo lieve che fa mutare il lavoro in sfruttamento, e parleremo anche forse del sorvolare di certe dirigenze, di come certi movimenti di capitali, certe movimentazioni, non sembrano tenere conto delle persone che coinvolgono, e invece alcune volte sono costrette a tenere conto, ad esempio grazie alla forza e la coscienza (di classe) di un'occupazione di fabbrica come quella del Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze.
A domani, al Circolo Arci Progresso Firenze
martedì 28 marzo 2023
Anche parlarne male - Paolo Nori - Daniele Benati - Baltica 9 - Laterza
Dopo a un certo punto uno di voi, quello che sta guidando, dirà che lui a guidare pensa, e che la cosa che ha pensato che Sergej Esenin, il poeta russo, era bellissimo, famosissimo, fiondava a destra e a sinistra con le donne più belle e più famose della sua generazione, a meno di quarant'anni si è suicidato
Leopardi, dirà quello che guida, era brutto, gobbo, non ha mai visto una passera neanche pitturata, di suicidarsi non ci ha pensato neanche lontanamente, dirà uno di voi quello che sta guidando per via che lui a guidare pensa.
Ma a te Leopardi non piace? gli chiederà un altro di voi sorpreso da questa critica a Leopardi No no, dirà quello che guida, mi piace, però mi piace anche parlarne male.
giovedì 15 ottobre 2020
Marina Cvetaeva, sulla verità dei poeti
La verità dei poeti è la più invincibile, la più inafferrabile, la più indimostrabile e insieme convincente, una verità che vive in noi solo nell'istantaneo – e pesto – buio della percezione (che cosa è stato?) e che resta in noi come traccia di una luce o di una perdita (ma è veramente stato?). Una verità irresponsabile e priva di conseguenze, una verità che – Dio ci scampi! - non bisogna neanche cercare di inseguire, giacché anche per i poeti essa è senza ritorno. (La verità del poeta è un sentiero dove spesso le tracce vengono subito nascoste dal verde. Non lascerebbe tracce- e conseguenze – neanche lui, se potesse camminare dietro a se stesso). Egli non sa che dirà e spesso non sa neanche cosa dice. Non lo sa finché non lo dice e subito dopo averlo detto lo ha già dimenticato. Non è una tra le innumerevoli verità, ma uno degli aspetti di lei che si annullano a vicenda appena vengono confrontati.
Da (Il poeta e il tempo, Adelphi 1984, trad. Serena Vitale)
venerdì 20 marzo 2020
Paolo Nori - La banda del formaggio - Come faccio a descrivere Paride?
Solo che, magari a qualcuno sembra una cosa anche facile, dire chi era Paride, a chi non lo conosceva.
Per me Paride, cioè a me vien da dire che Paride era Paride, e descrivere Paride, non so, gli ultimi quindici anni io l'avevo visto tutti i giorni, Paride, e descrivere Paride, adesso non voglio esagerare, ma facciamo un paragone, è come se qualcuno che non l'avesse mai vista mi avesse chiesto di descrivergli l'acqua, allora io comincerei a dirgli che l'acqua è inodore, e incolore, e che è un liquido, e che essendo un liquido prende la forma dei recipienti dove lo metti, e magari tirerei fuori il principio dei vasi comunicanti, che va bene, son tutte cose che son vere, ma è l'acqua quella lì?
No, quella lì non è l'acqua.
L'acqua è l'acqua.
L'acqua è la pioggia, è una piscina, è una pozzanghera, è la rugiada, è la vasca da bagno, è la doccia, è il fango, è quello che faccio bollire per fare la pasta, è la saliva che ho in bocca, non è l'inodore, l'insapore, il principio dei vasi comunicanti, l'acqua è quando ti lavi la faccia, quando tiri giù l'acqua dopo aver pisciato, tutte le mattine da quando sei piccolo, l'acqua son tutte le fontane da dove hai bevuto, l'acqua è il fiume Reno che vedi tutti i giorni da quando abiti qui, quella lì, è l'acqua, altro che il principio dei vasi comunicanti, e Paride è Paride, come faccio a descrivere Paride?
venerdì 1 febbraio 2019
Thomas Bernhard - Camminare (cosiddetto cosiddetto)
lunedì 7 maggio 2018
Sergej Dovlatov - Compromesso (Lida gli sorrise)
Era lì che fumava Valentin Cmutov, un fallito cronico. Cmutov era un attore. La natura gli aveva fatto un dono, una bella voce bassa dal timbro straordinario. Faceva lo speaker. Sei mesi prima gli era successa una cosa tragica. Cmutov doveva aprire al mattino presto una trasmissione che andava in onda in diretta. Doveva pronunciare solo qualche parola: <
giovedì 8 giugno 2017
Roberto Arlt - Le belve
- E i miei libri?... Come mai il fuoco non rispetta i miei libri?
I suoi libri... mentre l'universo si stava fondendo nel nulla.
Roberto Arlt, da Le belve Savelli Editori, traduzione di Angiolina Zucconi
lunedì 13 febbraio 2017
Domenico Starnone - Labilità - Feltrinelli
Pesante silenzio.
"Non lo sapevo."
"Dice anche, esplicitamente, che lo scrittore è un imbroglione."
Silenzio lunghissimo.
"Il bambino non imbrogliava" disse infine come se avesse male alla bocca e parlare lo facesse soffrire.
"In che senso scusa?"
"Ogni volta che gridava al lupo al lupo, il lupo c'era."
"La storia non dice così."
"Dice così."
Silenzio imbarazzato, sia mio che suo
"Non c'è imbroglio , dunque, nella letteratura?" gli chiesi.
"Mai"
mercoledì 31 agosto 2016
Daniele Zito - La solitudine di un riporto - Il questore
martedì 29 marzo 2016
La vita è originale - Svevo - Coscienza di Zeno
lunedì 11 gennaio 2016
Versante Ripido
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| lei mi ha fatto spaventare |
Distinti saluti
Filippo Balestra
martedì 6 ottobre 2015
Guida pratica al sabotaggio dell'esistenza - Roberto Mandracchia
lunedì 1 giugno 2015
Tiziano Scarpa: esercizi spirituali (ad uso di poeti giovini e vetusti)
Esercizio n.2: per un mese intratterrai unicamente rapporti economici e relazioni misurabili in denaro.
Esercizio n.3: per un mese ti asterrai dall'incappare nell'alfabeto in tutte le sue manifestazioni (es: etichette di acque minerali, striscioni trainati da aerei, codici di mine subacquee).
Esercizio n.4: per un mese condividerai con altri esseri umani ogni tuo atto escrementizio.
Esercizio n.5: per un mese ti esprimerai solamente in endecasillabi.
Esercizio n.6: per un mese vivrai a sbafo e mangerai a ufo.
Esercizio n.7: per un mese costruirai la tua tomba.
Esercizio n.8: per un mese ti comporterai in maniera assolutamente normale.
Esercizio n.9: per un mese avrai rapporti sessuali esclusivamente con esseri umani a te legati da vincoli di parentela.
Esercizio n.10: per un mese leggerai solamente quotidiani sportivi.
Esercizio n.11: per un mese eviterai di usare un arto o un organo del tuo corpo, oppure ti ammalerai di proposito
Esercizio n.12: per un mese comunicherai solo attraverso telefono, fax, lettera, citofono, modem, telegrafo, videocamera, ricetrasmittente.
lunedì 18 maggio 2015
Malattia incurabile e attaccaticcia - Don Chisciotte
mercoledì 13 maggio 2015
Alberto Forni - Seguirà buffet
Casa editrice Sperati
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