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sabato 20 luglio 2024

EX OTAGO - Grande concerto proprio qui a Genova

L'altro giorno insieme a Pietro Raimondi, che non conoscevo, eravamo i poeti che aprivano la grande festa concerto degli Ex Otago.
Gli Ex Otago sono un gruppo musicale praticamente famoso, sono genovesi amanti di Genova, che parlano molto della loro genovesità, e con la loro genovesità, una genovesità di Marassi, quartiere di Genov, con la loro genovesità sono arrivati a parlare a tante persone in italiano con delle canzoni molto belle.
Mi è piaciuto molto poter assistere al concerto degli Ex Otago così da vicino, anzi da dentro, molto bello, sicuramente.
Insieme a noi poeti c'erano altri gruppi musicali a suonare prima degli Ex Otago, ad esempio un gruppo che m'è piaciuto e si chiamano I miei migliori complimenti.
Poi c'era anche un ragazzo di Cesena, molto simpatico, e con il quale abbiamo amici in comune (la Rachele Pavolucci e Gnigne), anche lui musicista cantautore con grande voce e forza, si chiama Sandri.
Pietro Raimondi anche lui fa della musica e vi metto il link giustamente anche a lui

lunedì 19 febbraio 2024

Gianni Celati me lo sposerei - il transito mite delle parole, Quodlibet 2022 - pag 152

 Non faccio altro che sottolinearla, caro Gianni, questa raccolta di interviste e riflessioni sparpagliate. Avrei voluto dormire con te Caro Gianni e fare colazione e chiacchierare poi passeggiando per quelle strade lì che percorrevi in silenzio (ti sarei venuto dietro pian piano e anch'io sarei stato in silenzio per rispetto dei tuoi pensieri che chissà cosa pensavi)

Pag 152, 1989, intervista a scuole aperte, San Casciano in val di Pesa
(Studente): Dato che lei dà tanta importanza alla musicalità, che cosa ne pensa della poesia?
La scuola vi insegna normalmente a distinguere la poesia dalla prosa: io non credo che vi siano differenze tra poesia e prosa; ci sono differenze solo quando si tratta di prosa brutta.
La poesia ha in sé il ritmo, ma tutto il linguaggio è ritmo e musicalità: il fatto che le poesie abbiano dei versi è solo un'invenzione di scrittura. Una volta le poesie avevano delle rime, adesso le rime non si usano più, però non cambia niente. La poesia fa parte della nostra voce, ha in sé la capacità di sentire la voce, quindi la poesia è dappertutto, tra la gente che parla, tra gli uomini che parlano. Oggi, nella nostra epoca, la maggior parte degli uomini si chiedono se i poeti siano dei cretini: chi è un poeta di fronte alle persone famose della politica e dell'industria? Questi sono dei grandi personaggi, un poeta non è nessuno. In questa società tendenzialmente fascista, in cui cioè è esaltata solo la forza, il poeta è ritenuto un pazzo, un originale o comunque qualcuno che non si capisce che cosa faccia. Io credo che invece questa sia la cosa più difficile... sapete, poesia è un termine greco che vuol dire semplicemente ''fare con le parole''; quindi penso che i poeti siano le persone più disgraziate di questo tempo e le più infelici perché sono le persone meno capite, E sarà difficile che voi vediate un poeta alla televisione: un poeta non può parlare alla televisione.

giovedì 28 settembre 2023

Adesso vi faccio vedere una cosa, la poesia visiva di Luigi Socci

Ci pensavo l'altro giorno che la poesia mia messa qui sotto "Vi faccio vedere una cosa che scompare" è probabilmente legata di intenzione alla poesia visiva di Luigi Socci ben conosciuta, qui sulla rivista inutile avevamo per benino il testo con l'audio sotto, da ascoltare sicuramente.

Che bello

lunedì 5 giugno 2023

Io novecento ti ho dato tutto! - poesia rubata a Gioia Salvatori

Gioia Salvatori

Un inconscio incapace di farci i capelli
e che sa solo farci le scarpe
Io novecento ti ho dato tutto!
E tu a me neanche un attimo di pace!
Avere un dentro non conviene a nessuno
Solo agli armadi come posto per gli scheletri
Solo agli scheletri come posto per il cuore
Solo al cuore come posto per il sesso
Solo al sesso sempre posto
Che lo pratichi
 
Anche oggi abbiamo composto il mondo.
Arrivederci

giovedì 1 dicembre 2022

Futuro alle Spalle, a Palazzo Ducale con Luisa Stagi e Alessandro Cavalli (intervento fatto da appunti presi in certo modo in un altro momento)

Trovare un argomento per cui trovare un pretesto per cui parlare di quell'argomento e indagarlo, l'argomento, e approfondirlo, e girarci attorno per definirlo circumnavigandolo mentre nel frattempo si sta parlando d'altro. L'argomento per me fondamentale, ultimamente, mi pare il parlare d'altro, in una forma inconsapevole di certezza mi sembra di poterlo dire ad alta voce, senza aver portato a compimento, come al solito, la teoria che giustifichi questi dati di fatto, sento di poter proclamare in qualche modo beffardo e incompleto, strutturalmente incompleto, sento di poter dichiarare che il segreto sta nel parlare d'altro, o forse è soltanto il mio personale segreto, la mia via di fuga per dare un tempo e un senso alle cose da fare e gestire la mia impressione del mondo.
Aver avuto l'occasione l'altro giorno di poter leggere ad alta voce gli appunti - soltanto lievemente rielaborati - presi durante le precedenti tre conferenze in palazzo ducale, questo senso delle cose sbagliate e improvvisate, questo senso del bello che è più bello quando non lo si fa apposta, mi porta a pensare che questa sia la direzione, ribadendo che non c'è da arrivare da nessuna parte ma che la direzione da qualche parte la si dovrà pur prendere...
E quindi dico qui scrivendolo GRAZIE, a Luisa Stagi

martedì 27 settembre 2022

In Book Pride Genova - MOLTITUDINI DI POESIE

Mi piace perché Genova Slam e poets. - (nelle vesti di Sara Sorrentino e Simone Biundo) rappresentano due modi diversi, forse, di fare e vivere poesia. Di certo un'occasione come una chiacchierata al BookPride potrebbe essere un buon modo per mescolare le carte e sovrapporre i propri punti di vista venendosi incontro e scontrandosi e capendo chissà poi cosa, dopo, dopo che si è parlato un po'.
Non vedo l'ora di sentire quel che diremo.

giovedì 25 agosto 2022

Tre cose Tra poco // Genova - La Spezia - Camogli

Allora eravamo qui per parlare del fine settimana che ci piace se mettiamo il giovedì all'interno del fine settimana:
e infatti:
domani giovedì 25 a Genova finalmente ci spariamo il torneo estivo del Banano Poetry Slam - Round 3 che abbiamo dovuto rimandare causa cataclisma. Gli slam al Banano Tsunami stanno venendo benissimo, placidi e furenti
poi sabato 27 a La Spezia, sulla già storica nave Albatros facciamo la Poetry Slam - Finale Liguria 2022!, dove los poetas che hanno vinto negli slam di questa stagione si incontrano e si sfidano per una grande festa ligure insieme ai Mitilanti
infine il 28 agosto a Camogli c'è UN MARE SOPRA #7 - Luca Cancian, la rassegna ospitata da Fermento Camogli grazie a Ochin Okinawa, dove Luca Cancian, poeta che ho osato definire venetoromagnolo, ce ne leggerà delle sue e sono molto curioso perché Cancian l'ho sentito - e amato - solo agli slam e mi hanno detto che il suo integral reading è bellissimo.
Insomma vi invito everywhere che insieme si vede meglio che c'è da godere

venerdì 10 giugno 2022

Un Mare Sopra - Camogli - comincio io


Facciamo una rassegna di poesia, ne abbiamo organizzate diverse di rassegne ma mai a Camogli, ne parlavamo da un po' e alla fine la faremo veramente, in via della repubblica, volanti come sempre, abbraccianti più che si può, con la serietà che ci contraddistingue.

UN MARE SOPRA, si chiama, comincio io

sabato 6 marzo 2021

Nella Scuola L'Altro Giorno

Non so come si fa a raccontare tutto; non si puó raccontare tutto, si sa.
L'altro giorno comunque sono stato a fare una lezione di scrittura di qualcosa. Mi ci voleva proprio una bella lezione.
La cosa che ci tenevo a venire soprattutto a dire é che vorrei leggere solo le cose scritte a mano, buttarmi nelle calligrafie e capire le mani oltre alle parole. Qui sotto c'é la mano di Simone che era un ragazzo tutto vestito di nero e che ha detto 4 cose in 4 ore. Tutte cose piccole ordinate in fila un po' nascoste ma sempre interessanti.
Grazie Simone,
Ero ospite di Gianmaria, che fa Le Astronavi
Grazie Gianmaria


sabato 14 novembre 2020

Arsenio Bravuomo, preservativo usato su pisello moscio

 Arsenio Bravuomo

preservativo usato su pisello moscio
la coda alla posta si dipana sott’ai portici
ricca di personaggi da film di sorrentino
drogati spaesati sconsolati persi
e la tensione si taglia a fette
quando uno entra con la prenotazione poverino
e li guardo e son contento
ti amo nel frattempo
lavoro la mattina tra gente approssimativa
a risolvere problemi semplici
a ripetere gesti meccanici
robe che mi cambiano l’umore
che mi fan diventare nero e senz’amore
siamo quel che siamo
nel frattempo ti amo
la rabbia della gente ignorante la si può no ignorare
la folla manipolata da quattro cialtroni gridoni
cavalcata da opportunisti scemi
con la vista d’un cieco stupido ma di successo
li guardiamo inorriditi sul divano strafatto
combattuti se combattere o arrenderci all’evidenza
lo sento
ti amo nel frattempo
dobbiamo uscire e ti devi cambiare
e ci metti la solità eternità
quante eternità ho vissuto
tante che mi sento un’immortale
e c’è sempre qualcosa rimasto da fare
da truccare, da metter nella borsa, da non scordare
e io che t’attendo
ti amo nel frattempo
si fa l’amore stancamente avvinghiati alle nostre voglie
distorte e mischiate a minestroni e certi cavoli
penetrati di affetto rigido e malattie ataviche
come certe estati di nostra conoscenza
con le ginocchia incrostate e bianche maniche
ti amo nel frattempo
ma se ci pensi c’è pieno di gente gentile
che ti tiene la porta che ti apre il portone
ti dà una mano ti accompagna al treno
è che noi di tutti i semafori che incontriamo
ci ricordiamo solo quelli rossi
il contrattempo
ti amo nel frattempo
sei la sveglia del mattino
sei l’urlo dispotico della sera
sei il cuscino a cui bramo e mi inchino
sei la spina dorsale a cui mi aggrappo
sei l’ubriachezza di baci e di vino
sei li mio tempo vissuto giorno per giorno
sei la linfa che mi scorre dentro
il tempo va
trascorre borioso e noioso
ne prendo gli interstizi
ti guardo sempre di sottecchi
mi curo i vizi e nel contempo
ti amo nel frattempo

venerdì 7 agosto 2020

The Balfabòns a Camogli - 7 agosto

 Lettura incrociata dell'ormai trio classico dei Balfabòns: Balestra/Fabiani/Bonomi.
Mille grazie all'associazione Okinawa di Camogli che ci ha invitato e al Comune che ha supportato.
Abbiamo promesso di essere beautiful e forse siamo stati anche belli, 

mercoledì 6 febbraio 2019

Certi tipi di Laboratori nelle scuole

Adesso è la seconda volta che mi capita di andare in una scuola a fare l'insegnante di alcune cose e devo dire che mi pare venga bene.
Sono laboratori, sono workshop, sono giochi, sono esperimenti.
Parliamo di parola e di come la parola possa evocare e descrivere e costruire e inventare mondi. Parliamo di come la parola possa aiutarci a riconoscerci e riconoscere le proprie emozioni negli altri. Parliamo di empatia, immedesimazione e ascolto. Parliamo di come anche le parole semplici possano farsi portatrici di profondi significati. Giochiamo con la poetry slam leggendo ad alta voce e responsabilizzandoci nell'ascoltare e dunque valutare un compagno di classe.
Alla fine la parola che più viene nominata, durante questi laboratori, è la parola "parola".
E poi di solito mi piace leggere questa poesia di Alessandra Racca che, guarda caso, parla proprio di "parola" e si intitola: A me piacciono le parole

A me piacciono le parole

Delle parole mi piace tutto:
la buccia e la polpa
il dolce e l’amaro
mangiare parole altrui
cucinare con parole mie:
mi piace gustare parole-frutto.

Delle parole mi piace che son pezzettini
unirle in costruzioni
piccole, medie, grandi o leggere
mischiarle, creare case, città, 
aeroplani di parole:
mi piace giocare con parole-mattoncini.

Delle parole mi piace il rumore
mi piace quando gridano forte
o sussurrano piano,
con le parole puoi addormentare o svegliare
con le parole puoi suonare
le parole respirano:
mi piacciono le parole 
perché vanno a ritmo con il cuore.

Delle parole mi piace che possono dire
le storie di come siamo e di come siamo stati,
di come potremmo essere e di come non saremo mai,
creare mondi, fantasmi, misteri ed eroi:
mi piacciono le parole che sanno raccontare.

Delle parole mi piaci tu:
quando mi racconti e ti dici,
delle parole mi piaccio io:
quando dico il mondo a modo mio,
mi piace la compagnia di ogni nostra parola
che non mi fa sentire sola.

lunedì 5 novembre 2018

Un post di Alessandro Burbank

Alessandro Burbank
Per farvi capire amici e amiche che io scrivo le poesie mentre chi forma il mondo della letteratura, tra accademici e studiosi e promotori di poesia, sostiene che:
- La poesia non esiste
- La poesia non vende
- I libri di poesia non devono vendere
- Le riviste letterarie non esistono
- Gli ultimi poeti sono morti quest'anno
- Il libro è l'unico medium possibile
- L'editoria è in crisi
- L'editoria di poesia è morta
- Le poesie non si capiscono
- Le poesie sono troppo semplici
- Le poesie sono destinate ad un'elite
- Quest'anno vanno le donne
- Quest'anno vanno gli immigrati
- Quest'anno tocca a quello o a questo
- Il pubblico di poesia non c'è
- Il pubblico di poesia è irraggiungibile
- Se tutti parlano, bisogna tacere
- La figura del poeta è dominio del marketing
- Facebook di fatto ci toglie i diritti sulle poesie
- La figura del critico è uguale a quella del poeta
- Il poeta deve essere un intellettuale riconosciuto
- La poesia è destinata alla carta
- La poesia è soltanto orale
- Solo se pubblichi ti invitato ai festival
- Solo se hai un critico di riferimento vali
- E' giusto ribadire che i poeti sono vivi
- La performance di poesia non è poesia
- La performance è un mondo a parte
- La poesia non è arte
- Nelle scuole arrivano fino a Montale
- E' giusto avere pregiudizi sull'autopromozione
- Chi si autopromuove è un egomane
- Chi si autopromuove non è un vero poeta
- Chi legge le poesie in pubblico non è un vero poeta
- Chi legge le poesie in pubblico deve farlo in silenzio
- Si leggono le poesie in pubblico ma senza fronzoli
- Bisogna rispettare la metrica
- Senza metrica non c'è oralità
- Non è poesia ma forse è rap
- Se è rap, anche per un secondo non è poesia
- Potevi fare il cantautore o il song-writer
- Potevi fare la rock star
- Potevi fare l'artista visivo
- Potevi fare l'animatore nei villaggi
- Non esiste la poesia poesia
- Non è sicuro che esista la poesia in prosa
- Non è sicuro che esista la poesia nel canto
- Non è sicuro che esista la poesia a teatro
- I giornali non sanno cos'è il Poetry Slam
- Il Poetry Slam non è poesia
- Il Poetry Slam è poesia
- Il Poetry Slam è morto
- Il Poetry Slam è Americano
- Questa non è poesia
- Quella non è poesia
- Questo o quello non è un poeta
- Quelli scrivono poesie che non legge nessuno
- Quelli scrivono poesie che leggono in pochi
- Quelli che scrivono poesie che leggono tutti, no
- Noi ad esempio abbiamo ragione
- Ieri ero con loro, oggi abbiamo ragione noi
- Domani vado da quelli che domani avranno ragione
- Non è necessario parlare di divulgazione
- Nessuno deve sapere la poesia
- Tutti devono sapere di Dante
- Nessuno dovrebbe sapere di te, che Dante non sei
- La poesia è superiore alle altre arti
- Il bello è proprio questo
- Il brutto è proprio questo
- Il buono e il cattivo tempo

lunedì 8 ottobre 2018

Andrea Bitonto - Qui c'è la nascita

IMMAGINE DA CLICCARE CHE ALTRIMENTI NON SI VEDE NIENTE DIAMINE!!!

giovedì 4 ottobre 2018

Cortili in versi - Rogoredo

Da venerdì 28 settembre a domenica 7 ottobre nei cortili, nei giardini, nei negozi e per le vie del quartiere milanese di Rogoredo si terrà la quinta edizione di CORTILI IN-VERSI, festival di poesia, musica e arti. Il progetto è nato nel 2014 per dare vita al quartiere con degli interventi poetici in luoghi non “abituali”, cortili condominiali, giardini, supermercati e strade. 
Il programma di Cortili In Versi 2018 prevede, oltre i luoghi ormai “storici”, nuovi cortili ed un inedito percorso poetico lungo i vialetti dei giardini di via Rogoredo.
CORTILI IN-VERSI è una manifestazione ideata e realizzata dall’associazione verdeFestival, gruppo di realtà locali che da qualche anno realizza iniziative culturali volte alla valorizzazione del territorio.

lunedì 28 maggio 2018

Gianmarco Tricarico - Per rimboccarti le coperte

per rimboccarti le coperte
per rimboccarti le coperte
mi son slogato il polso
mi è caduto sul fegato
il cuore
ha fatto un tonfo sordo
tosse fredda la tua
scrivo spesso
cose tristi
parlo di malattie
di cosucce curabili
di febbriciattole passeggere
perché lì posso giocare
giocare a pensare
alla morte rimbambita
al tuo corpicino senza vita
allo strazio
senza luce
alla campagna mia appassita
per rimboccarti le coperte
son diventato forte
perché è cosa da niente
la morte
basta non fare corrente
basta non lasciare aperte
due porte

sabato 21 aprile 2018

Mi hanno rotto le poesie - Clara Vajthó

Mi hanno rotto le poesie
le loro rime, le mie
l'appagamento
del verso riuscito
il godimento
per l'apprezzamento
critica, discussioni, teorie
quelle degli altri, le mie
quello che metto in campo
lo desidero e lo temo
ho scritto poco
vorrei aver scritto meno