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mercoledì 6 marzo 2024

Gli appunti di oggi per stasera (minimi e non condivisibili)

Un'operazione evoluzione che deriva sempre dal concetto di 
CONVERSAZIONE COME SPORT ESTREMO
per poi dunque spostarsi muoversi verso una nuova direzione e cioè
LO SPORT ESTREMO DEL PENSIERO, praticarlo
quindi vivere sui bordi, sui limiti esterni estremi del pensiero
(CONOSCO I MIEI LIMITI MA NON SO COSA C'è DENTRO)

PRATICARE IL FUORIPISTA DEL PENSIERO CERCARE IL FUORIPISTA
quindi DISCESA LIBERA
quindi CADUTA LIBERA
quindi SFRACELLARSI e RICOMPORSI
SFRACELLARSI e RICOMPORSI
si diventa altro rimanendo // SEMPRE DIVERSI
TENERE A SE STESSI SENZA ATTENERSI
COERENTI, Sì, MA DOPO

VERTICALITà
(estenuarsi, perdere le forze, scrivere con le vertigini mentre si sta per svenire)
buttare via tutto
buttarsi a capofitto in quel che non si sa che si sta per scrivere/dire
MA
ORIZZONTALITà, 
(per lo spazio del pensiero che si indaga)(pensiero unidirezionale ma che proviene e va tutte le parti)

giovedì 1 dicembre 2022

Futuro alle Spalle, a Palazzo Ducale con Luisa Stagi e Alessandro Cavalli (intervento fatto da appunti presi in certo modo in un altro momento)

Trovare un argomento per cui trovare un pretesto per cui parlare di quell'argomento e indagarlo, l'argomento, e approfondirlo, e girarci attorno per definirlo circumnavigandolo mentre nel frattempo si sta parlando d'altro. L'argomento per me fondamentale, ultimamente, mi pare il parlare d'altro, in una forma inconsapevole di certezza mi sembra di poterlo dire ad alta voce, senza aver portato a compimento, come al solito, la teoria che giustifichi questi dati di fatto, sento di poter proclamare in qualche modo beffardo e incompleto, strutturalmente incompleto, sento di poter dichiarare che il segreto sta nel parlare d'altro, o forse è soltanto il mio personale segreto, la mia via di fuga per dare un tempo e un senso alle cose da fare e gestire la mia impressione del mondo.
Aver avuto l'occasione l'altro giorno di poter leggere ad alta voce gli appunti - soltanto lievemente rielaborati - presi durante le precedenti tre conferenze in palazzo ducale, questo senso delle cose sbagliate e improvvisate, questo senso del bello che è più bello quando non lo si fa apposta, mi porta a pensare che questa sia la direzione, ribadendo che non c'è da arrivare da nessuna parte ma che la direzione da qualche parte la si dovrà pur prendere...
E quindi dico qui scrivendolo GRAZIE, a Luisa Stagi