come nascono le cose? così,
a questo giro vado a Lucca, ne sono contentissimo perché ho frequentato molto SPAM, a Porcari (LU) ma poco Lucca, ed è la prima volta che faccio qualcosa veramente a Lucca, quindi mi sento molto felice e anche con una specie di responsabilità morale che non è vera, nessuna responsabilità, nessuna morale, qualche dubbio esistenziale ma pochi, superati anche quelli, esisto, lo so che esisto, non è che ci si possa fare granché, porto la mia cosa, il mio piccolo, l'intenzione, con una voglia di testimonianza dentro, di accadimenti e geopolitica molto laterale, ma siamo qui, dicevo, metto la locandina, fuori ci sono le rondini, il mondo nonostante tutto è anche sorridente, le rondini sono insettivore, è brutto da dirsi, care rondini, insettivore
venerdì 29 maggio 2026
TROPPO A LUCCA
mercoledì 14 gennaio 2026
TROPPO alla Luna'STorta
Qualcuno lo sa che c'è stato un periodo in cui avevo la pretesa di farmi venire in mente una cosa intelligente al giorno, sempre, sempre pensando mentre leggevo, a volte scrivendo, a volte scrivevo e a volte pensavo, a volte pensavo scrivendo, a volte mentre leggevo pensavo e pensavo "questa me la segno", ed era come scrivere ma a mente, scrivevo a mente mentre leggevo, a volte scrivevo a mente mentre scrivevo dell'altro, a volte pensavo soltanto, o leggevo soltanto, ed ero convinto che sarebbe venuta fuori una cosa intelligente.
Una cosa intelligente al giorno. Non credo di esserci riuscito, non me lo ricordo, non è più quel periodo lì.
Ma questo sabato saremo a Torino, vengono anche Stella e Olivia, e andiamo alla Luna's ché io leggo la mia cosa ossessiva che è il Troppo - che folle idea è stata quella di Milo Miler di farmici credere. E così ci ho poi creduto, pazzesco. Grazie, Milo (ma grazie tantissimo a Ailaria e Uzzi, che hanno questo coraggio di far partire esperimenti rischiosi all'interno del loro incredibile e bellissimo spazio)
giovedì 7 marzo 2024
Al TIQU di ieri (e l'appartenenza e l'inappartenenza)
Mi veniva da fare un grande discorso sull'appartenenza, sul sentirsi di Genova, e in particolare della Maddalena, ma anche sul sentirmi di Camogli, e in particolare della Pissorella, e di come sembri incredibile il fatto che spesso ci si possa proiettare altrove, ad esempio nelle parole, parole senza segno ma giusto un filino di senso di cosa che viene fuori da dire, e mi piace anche così, senza bandiere, nella più totale inappartenenza in uno spazio bianco non semantico.
Esagero, volevo soltanto mettere le foto dell'altro giorno e dire di come a un certo punto mi sono sentito veramente DI un posto,
Grazie all'associazione AMA, della Maddalena, e al Teatro TIQU, sempre per questa doppia presentazione che con Carlo Martello (FF), è diventata anche tripla e quadrupla ben oltre al Diario Involontario e al Troppo, s'è parlato anche di tutto e di tutt'altro, giustamente, pure, metto le foto fatte da Luisa Stagi, per non perderle,
mercoledì 6 marzo 2024
Gli appunti di oggi per stasera (minimi e non condivisibili)
Un'operazione evoluzione che deriva sempre dal concetto di
CONVERSAZIONE COME SPORT ESTREMO
per poi dunque spostarsi muoversi verso una nuova direzione e cioè
LO SPORT ESTREMO DEL PENSIERO, praticarlo
quindi vivere sui bordi, sui limiti esterni estremi del pensiero
(CONOSCO I MIEI LIMITI MA NON SO COSA C'è DENTRO)
PRATICARE IL FUORIPISTA DEL PENSIERO CERCARE IL FUORIPISTA
quindi DISCESA LIBERA
quindi CADUTA LIBERA
quindi SFRACELLARSI e RICOMPORSI
SFRACELLARSI e RICOMPORSI
si diventa altro rimanendo // SEMPRE DIVERSI
TENERE A SE STESSI SENZA ATTENERSI
COERENTI, Sì, MA DOPO
VERTICALITà
(estenuarsi, perdere le forze, scrivere con le vertigini mentre si sta per svenire)
buttare via tutto
buttarsi a capofitto in quel che non si sa che si sta per scrivere/dire
MA
ORIZZONTALITà,
(per lo spazio del pensiero che si indaga)(pensiero unidirezionale ma che proviene e va tutte le parti)
lunedì 4 marzo 2024
DOPPIA PRESENTAZIONE AL TEATRO TiQu della Maddalena qui in Genova
lunedì 26 febbraio 2024
TROPPO - Tipografia Helvetica
non lo avevo ancora dichiarato ufficialmente ma prima o poi bisognava dirla questa cosa - gli dedicherò anche un post instagram.
Edito dalla silentemente ribelle e senza pagina facebook Tipografia Helvetica, sita in Capolago, a sud del Lago di Lugano (andate vi prego a vedere la storia della tipografia), il titolo è "Troppo" ed è - in prosa - l'espansione estenuantemente ridondante sfiancante vorticosa e dunque inaccettabile della mia poesia Troppi Shampoo.
È un libro forse illeggibile ma anche forse quasi quasi divertente nel suo tentare, per 75 pagine, un'analisi del troppo sempre attorno al troppo e soprattutto attorno alla parola "troppo", come fosse un'indagine che vuole arrivare alla sorgente del male ossia dell'ipercapitalismo che ci schiaccia attanagliandoci.
Si parla di maiali (400 maiali) e della Vodafone, ma soprattutto si parla del troppo in tutto e per tutto.
Nella linea della mia personale scrittura - dai racconti pazzi alle poesie normali, con la guida su Genova fino al Diario Involontario - mi sembra che tutto prenda una piega di coerenza inaspettata, una coerenza che non ho veramente ricercato io ma che mi si manifesta davanti e rende all'improvviso tutto abbastanza sensato.
Quindi sono contento.
Costa 15 euro, questo ultimo libro, che forse son tanti soldi, per me chi li può spendere e vuole comprarlo fa bene a comprarlo e anche le librerie potrebbero azzardarsi a ordinarlo, non ne sono state stampate moltissime copie, in questo senso è un libro già raro, oltre a essere assurdo, ma chissà che nel leggerlo venga fuori qualcosa, perlomeno un ragionamento, un altro, sul linguaggio.
Ecco, speriamo vada bene
mercoledì 14 febbraio 2024
cosa mi sono dimenticato
stamattina mi sono messo cinque minuti al sole a pensare e m'è venuta in mente uan cosa da dire molto importante che però probabilmente ho dimenticato.
la cosa sicura che so, e che non è quella che mi è venuta in mente quando ero al sole, è che devo fare la promozione impellente di un mio nuovo personalissimo libro appena uscito e mi sembro il gatto col topo che gioco e gioco e finché gioco mi diverto fino a che però il topo lo troviamo morto a un certo punto e ci viene da chiederci chi era il gatto chi era il topo questa metafora in che senso.
Povero gatto, povero topo, povero libro, è appena uscito e faccio di tutto per non parlarne, adessso poi prima o poi faccio un vero post in cui dimostro la sua esistenza, scrivo per bene come fare a trovarlo, però per ora mi piace venire qui a scrivere di nascosto quel che ho dimetnicato stamattina che mi son fermato cinque minuti al sole e la cosa mi è bastata per illuminarmi per sentirmi dentro una voce che dice ecco che cosa devi venire a scrivere oggi sul tuo blog semisegreto che si sa che c'è ma che non si sa perché.







