
A parte la parola poeta, che la parola poeta porta con sé una brutta impressione, spesso, soprattutto se collegato così > articolo, parola "poeta", nome/cognome - Es: il poeta Filippo Balestra - si sente quasi subito che porta con sé una brutta impressione, lo stesso capita per l'artista, collegato a un nome/cognome, l'artista Antonio Farinetti, "l'artista", in questo caso, porta con sé una brutta impressione, ed è una brutta impressione spesso collegata all'idea di "bella iniziativa", quando qualcuno ti invita a una bella iniziativa sarebbe di solito da dire no grazie prego no grazie prego ciao.
E invece sarà bellissimo e sono contentissimo di essere in una delle classi in cui Venerandi si fa professore. Un po' sono felice perché avrò modo di chiacchierare con Venerandi e avrò modo di vedere Venerandi chiacchierare con i suoi students, e un po' sono felice di non sapere cosa diremo, in che modo non diremo quella cosa che ancora non sappiamo qual è ma già adesso sappiamo che la diremo, quella cosa lì, e sappiamo che non è detto che sarà una cosa giustissima da dire, ci saranno delle sbavature, soprattutto errori (non madornali) imperfezioni, ci saranno anche delle interruzioni frasi lasciate a metà e saremo convinti di aver detto tutto quello che c'era da dire e ci accorgeremo subito dopo che avremmo dovuto dire anche ben altro, ovviamente, soprattutto ben altro, qualche volta addirittura ci accorgeremo che avremmo dovuto dire tutt altro, è sempre questo il discorso, il idscorso è quello del tutt'altro.
Anche se in realtà come al solito ultimamente stavo pensando a un bosco dove andare dire fare baciare
ciao :)
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martedì 17 ottobre 2023
Alla scuola a dire cose con Venerandi e parlare delle cose da dire
sabato 6 marzo 2021
Nella Scuola L'Altro Giorno
Non so come si fa a raccontare tutto; non si puó raccontare tutto, si sa.
L'altro giorno comunque sono stato a fare una lezione di scrittura di qualcosa. Mi ci voleva proprio una bella lezione.
La cosa che ci tenevo a venire soprattutto a dire é che vorrei leggere solo le cose scritte a mano, buttarmi nelle calligrafie e capire le mani oltre alle parole. Qui sotto c'é la mano di Simone che era un ragazzo tutto vestito di nero e che ha detto 4 cose in 4 ore. Tutte cose piccole ordinate in fila un po' nascoste ma sempre interessanti.
Grazie Simone,
Ero ospite di Gianmaria, che fa Le Astronavi
Grazie Gianmaria
mercoledì 6 febbraio 2019
Certi tipi di Laboratori nelle scuole
Adesso è la seconda volta che mi capita di andare in una scuola a fare l'insegnante di alcune cose e devo dire che mi pare venga bene.
Sono laboratori, sono workshop, sono giochi, sono esperimenti.
Sono laboratori, sono workshop, sono giochi, sono esperimenti.
Parliamo di parola e di come la parola possa evocare e descrivere e costruire e inventare mondi. Parliamo di come la parola possa aiutarci a riconoscerci e riconoscere le proprie emozioni negli altri. Parliamo di empatia, immedesimazione e ascolto. Parliamo di come anche le parole semplici possano farsi portatrici di profondi significati. Giochiamo con la poetry slam leggendo ad alta voce e responsabilizzandoci nell'ascoltare e dunque valutare un compagno di classe.
Alla fine la parola che più viene nominata, durante questi laboratori, è la parola "parola".
Alla fine la parola che più viene nominata, durante questi laboratori, è la parola "parola".
E poi di solito mi piace leggere questa poesia di Alessandra Racca che, guarda caso, parla proprio di "parola" e si intitola: A me piacciono le parole
A me piacciono le parole
Delle parole mi piace tutto:
la buccia e la polpa
il dolce e l’amaro
mangiare parole altrui
cucinare con parole mie:
mi piace gustare parole-frutto.
Delle parole mi piace che son pezzettini
unirle in costruzioni
piccole, medie, grandi o leggere
mischiarle, creare case, città,
aeroplani di parole:
mi piace giocare con parole-mattoncini.
Delle parole mi piace il rumore
mi piace quando gridano forte
o sussurrano piano,
con le parole puoi addormentare o svegliare
con le parole puoi suonare
le parole respirano:
mi piacciono le parole
perché vanno a ritmo con il cuore.
Delle parole mi piace che possono dire
le storie di come siamo e di come siamo stati,
di come potremmo essere e di come non saremo mai,
creare mondi, fantasmi, misteri ed eroi:
mi piacciono le parole che sanno raccontare.
Delle parole mi piaci tu:
quando mi racconti e ti dici,
delle parole mi piaccio io:
quando dico il mondo a modo mio,
mi piace la compagnia di ogni nostra parola
che non mi fa sentire sola.
venerdì 23 novembre 2018
Una lezione nella scuola superiore
Un professore illuminato dalla poetry slam mi ha chiesto di fare una lezione di un paio d'ore nella sua classe. Io spaventato ho pensato di far soprattutto vedere molti video, preso dalla paura del non sapere magari improvvisamente cos'avere da dire. E invece ho detto molto, tralasciando un bel po' il multimediale e usando soprattutto le parole. Lo rifarei adesso, lo rifarei tra pochi secondi perché forse qualcosa ho insegnato ma è anche vero, si sa, che insegnando s'impara molto.
Ecco quindi un piccolo referto, un piccolo risultato di ciò che è stato, una lezione sulla poesia orale, sullo sbracciare quando ci si muove, sul parlare in pubblico e superare le paure o almeno, guardare le paure e starci vicino, come qualcosa che ci rende umani perlomeno.
Ecco quindi un piccolo referto, un piccolo risultato di ciò che è stato, una lezione sulla poesia orale, sullo sbracciare quando ci si muove, sul parlare in pubblico e superare le paure o almeno, guardare le paure e starci vicino, come qualcosa che ci rende umani perlomeno.
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| Alcuni sorridenti haiku scritti nella precedente lezione e letti ad alta voce dagli studenti. |
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