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martedì 2 settembre 2025

Sergio Garau alle Ortiche (GE), con Risolza, Miraggi


▸ Alle Ortiche apre tutti i mercoledì, giovedì e venerdì dalle 17 a mezzanotte. Ti aspettiamo per rilassarti nel pratone, birrette e aperitivo
▸ L’ingresso Alle Ortiche e la partecipazione alla presentazione è gratuito e riservato all* soc* di Alle Ortiche APS, tessera 2025 - 2026 in cassa o online al link in bio al costo di 10€

L'ho già scritto da tre parti, Garau è il mio padrino pazzo di poetry slam internazionale (nel senso che nel 2013 o 14 eravamo in Sardegna e mi ha invitato a partecipare a Torino).
Ci tenevo proprio a questa presentazione che infatti è stata ben più di una presentazione.
Abbiamo adesso questo cruccio noi cosiddetti poeti performativi - ai quali scappano i libri - dobbiamo fare delle presentazioni? o ci facciamo scappare delle cose da dire anche al di là della performance? e la performance, poi, ma cosa vuol dire?
E poi le Ortiche, che posto, gli voglio bene, con intercessione poi di Disorder Drama, è stato bello anche questo piccolo organizzare, Genova meno male che continua a serbare, e nel bene e nel male e nel

martedì 10 settembre 2024

L'altro giorno Mondo Magico a Chiappera con i Bib(h)icanti

Volevo raccontarvi di quella volta in cui con il Laboratorio Defunto Bib(H)icante siamo stati  a Chiappera, che è un paesino magico frazione del comune di Acceglio, che è una paesino che non ho visto ma che è nell'alta Val Maira, che consiglio a tutti di andare a vedere, provincia di Cuneo, in Piemonte, a pochi passi dalla Francia, Europa..
e in tutta calma insieme ai membri onorari quali il mio caro amico poeta Sergio Garau e con anche Mara Roberto (performer danzatrice) ci siamo unite al Laboratorio Defunto Bib(H)icante, che di solito comprende Donald Datti, Gianluca Seimandi, Fabrizio Venerandi e Paola Malaspina.
Loro da anni fanno esperimenti di lettura poetica corale, e si può, in questa formazione plurima, giocare con il posizionamento delle voci, una regia, un allocarsi per circondare il pubblico.
Molto interessante debbo dir.
In questo caso i nostri interventi (performance?) andavano a intervallare i tanti interventi di relatori, sociologi antropologi (mi viene almeno da menzionare Giovanni Kezich e Marius Manda) poi storie di montagna raccontate da gente di montagna, superstizioni, miti leggende e una sorta di esoterismo che viene fuori naturale, mi viene da dire, in ambienti come quelli, di paesi che sono l'ultimo confine tra l'uomo e la natura, in questo caso montagne schiaccianti, e tu sei lì sotto e le guardi e pensi due cose:
- le montagne sono onde
- come può la montagna più alta del mondo essere più alta del mondo?

lunedì 6 giugno 2022

Il Fuorisalone al Mercato Centrale Milano (Balestra|Garau|Savogin+MarcoNereoRotelli/AlessioBertallot)

Ultimamente mi piace ragionare su questa idea di capire cento volte la stessa cosa, e ritornare sempre sulla stessa cosa e capirla un'altra volta in maniera diversa questa cosa e alla fine dice, quest'idea, dice Capire un fiore: quante volte possiamo capire un fiore?
Non lo so, forse nemmeno una.
Comunque stiamo andando a Milano a dare voce alle installazioni di Marco Nereo Rotelli, in Mercato Centrale Milano, ed è una caso che proprio Flower Words si chiama questa installazione (flower, vi rivelo, è una parola inglese che in italiano significa fiore, e io mi sorprendo con piccolo sorriso piuttosto contento)(Words è un'altra parola inglese che da anni indago e non so bene cosa significhi).
COMUNQUE, venite stasera, è proprio all'interno della stazione Centrale di Milano, saremo dalle 19:30 con i magici Simone Savo e Sergio Garau a dirne alcune delle nostre mescolate alle musiche spaziali di Alessio Bertallot.
L'idea è quella di stare bene
Anche quest’anno il Mercato Centrale Milano fa parte del programma Fuorisalone, stavolta con un’installazione luminosa a neon dell’artista veneziano Marco Nereo Rotelli, che sarà allestita all’interno dei due dehors di via Sammartini.

Flower Words, questo il nome del progetto, è un’installazione composta da 14 scritte neon blu, installate su teche di plexiglass. I versi poetici sono tutti ispirati ai concetti di spazio e tempo – tema del Fuorisalone 2022 -, per i quali Marco Nereo Rotelli ha a sua volta tratto ispirazione dal lavoro di alcuni poeti contemporanei. L’artista ha selezionato una serie di pensieri che invitano ognuno di noi ad essere più consapevole, ad essere comunità, ma anche a considerare gli effetti indiretti delle proprie azioni e a comprendere meglio l’importanza dell’architettura.

La presentazione di Flower Words

Lunedì 6 giugno alle 19:30 nel dehors grande del Mercato, si terrà “Flower Words. Ruggire le parole”, l’evento di presentazione per scoprire l’installazione insieme all’artista. Marco Nereo Rotelli sfrutterà lo spazio in cui si terrà l’evento come elemento poetico, immaginando un luogo transitorio in cui le parole dei suoi neon luminosi hanno la possibilità di ruggire, risaltando l’importanza di rimettere la nostra parola al centro e farla valere. “Ruggire le parole” è un nome che si ispira alla concezione che Baudelaire ha della poesia e sottolinea la parola che esce di getto, diretta e senza filtri e che si fa anche suono, musica, rumore e ruggito.

Durante l’evento si terrà la performance poetica di Filippo Balestra, Sergio Garau e Simone Savogin – protagonisti della scena poetry slam italiana – accompagnata dalle musiche selezionate da Alessio Bertallot.

L’appuntamento del 6 giugno vedrà coinvolto anche l’estro dell’artigiano del Cocktail Bar Flavio Angiolillo che, lasciandosi ispirare dai concetti di spazio e tempo, ha creato un cocktail poetico che sarà possibile scoprire e assaggiare in occasione dell’evento – e che sarà inoltre disponibile al Cocktail Bar fino al 12 giugno. Cronotopo, questo il nome del miscelato, si ispira al tema del Fuorisalone. È stato creato giocando su sapori, colori e percezioni derivate dalla concezione filosofica dello spazio come senso esterno e del tempo come senso interno, rappresentando queste due variabili anche attraverso la mutazione cromatica del drink durante la preparazione.

mercoledì 1 giugno 2022

Ciao Giugno su Facebook

Caro giugno, ecco cosa faremo insieme, per ora:
il 3, venerdì, partecipo a uno slam a Spezia, organizzato da quei miti dei Mitilanti, è il Senti Che Muscoli SP! - Albatros Edition - Serata 2 e lo slam lo si fa a bordo di una battello, l'Albatros, grazie alla collaborazione con Navigazione Golfo dei Poeti.
il 5 comunione della mia piccola supernipotina
il 6 insieme a Sergio Garau e Simone Savo, saremo al Mercato Centrale Milano, per Fuorisalone.it, ospiti di una performance di Marco Nereo Rotelli, sotto l'arcata musicale di Alessio Bertallot e cocktail incredibili di Flavio Angiolillo
il 9, con Andrea Fabiani e Genova Slam, andiamo a fare uno slam targato Genova Slam, in Piazza Matteotti qui a Ge, Doc.Ale Poetry Slam.
il 12 inauguriamo una rassegna di poesia bellissima grazie a Fermento Camogli e Ochin Okinawa, la rassegna la apro io che sono proprio di lì e sono quindi il boss della poesia performativa di Camogli, credo non ci siano dubbi (dubbi ci sono su che cos'è "poesia performativa", forse ne parliamo anche durante il reading)
il 18 andiamo con Paolo Agrati e Gianmarco Tricarico a dire delle poesie per festeggiare il (primo) compleanno della nuovissima e bellissima libreria Alaska Libreria, in Alta Milano.
il 20 vado a dire le mie poesie normali sopra a Diano Marina, quasi Imperia, in quel luogo d'incanto che è Il Ballo di Gorleri, in quell'occasione ci sarà anche un open mic coordinato da Cinque Righe.
il 23, al Banano Tsunami, facciamo cominciare il nostro torneo estivo di poetry slam pazzesca, lì al Banano che è stato tutto pure rinnovato e c'è più spazio ancora e si sta benisss
Poi ci sono cose ancora incerte (date a me non ancora chiare) tipo:
un open mic con Irene Lamponi sotto l'egida di Sestiere del MOLO
una proiezione dei miei amici di Caucaso Factory qui a Ge credo alla DISFOR Dipartimento di Scienze della Formazione - Genova
Alessandro Burbank e Alfonso Maria Petrosino che voglio andare a sentire, ospiti del festival di poesia qui di Ge Parole Spalancate
Marco Giovenale che voglio andare a sentire, ospite della rassegna organizzata dai sempiterni Poet. -, in collaborazione con falsoDemetrio Libreria
Credo di aver raggiunto il mio personale record di tag, e magari ne sto scordando alcune, di sicuro ne sto scordando alcune, volevo anche poi fare un discorso su un controllore gentilissimo che ho incontrato l'altro giorno in treno ma mi sembra troppo in tutti i sensi mettermi adesso a fare un discorso su quel controllore lì.
EVVIVA

domenica 6 giugno 2021

POESTATE / LUGANO 2021 / ZUGZWANG POESIA! (da Marko Miladinovic, Ticino Poetry Slam)

In questo clima vibrante succede anche il 25esimo del festival di poesia POESTATE

Stasera Alice Rimbaud aka Lia Galli e Marko Miladinovic presentano il libretto delle edizioni Edizioni Bazarbookpress per il premio Poestate 2020. 

Domani tre cortometraggi di poesia con ZUGZWANG POESIA! (rassegna di poesia contemporanea orale e prestante) con il "più grande poeta e performer vivente" nonché "premio Nobel della poesia" Stefanovirgilioenea Raspini (appena uscito per quelli di Argo Libri con "Crepa Poeta!" e la grande poetessa Rosaria Lo Russo a curarne l’edizione); il poeta e oratore poliglotta
che ha letto in più stati del mondo Sergio Garau presenta il film "Οὖτις" insieme alla co-regia della poetessa austriaca Katharina Wenty  Segue improvvisazione poetica di Filippo Balestra, poeta genovese con "Parlare al futuro" che dal livello parassitario del linguaggio in cui bene o male ci troviamo di base tutti, erompe nella mistica e creazione di mondi.  

Sempre sabato ci sarà anche un poetry (non) slam, con video di Fabrizio Venerandi (Genova), Fantomars Arte Accessibile  (Bologna), Francesca Saladino (Caserta) , Giorgio Tregi Meroni (Milano), Zoe Aselli Pellegrini (Milano) Mattia Mush Villa  (Venezia), in immancabile collaborazione con LIPS - Lega Italiana Poetry Slam. 

e così moltissimi altri ospiti, che potrete seguire sul sito: 

www.poestate.ch

Vostro 

Ticino Poetry Slam

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fermo immagine da Οὖτις, 

di Sergio Garau e Katharina Wenty

sabato 28 novembre 2020

Festival Internacional de poesia Ignazio Galvan, décima edición, exslamacción

In collegamento con un altro mondo e un altro tempo, in diretta con il centro del mondo, il Messico, con Sergio Garau, Eugenia Giancaspro (Antigone), Katharina Wenty e Pierluigi Mancia.
Ospiti on streaming del Festival Internacional de poesia Ignazio Galvan.
Grazie per l'invito a Jorge Contreras Herrera e Luis Manuel Pimentel di ablucionistas.com

mercoledì 31 ottobre 2018

Rosaria Lo Russo - Sergio Garau su Poetry Slam

Non me ne vogliano troppo i miei giovani amici "poeti" performer, definizione autocertificata ma declinata ormai quasi esclusivamente come slammer, ma ho formulato, dopo lunghe riflessioni, un giudizio profondamente negativo sulla giovane e meno giovane scena, affollatissima, dei poetry slam. Mi chiedevo cosa fosse in realtà. E l'ho analizzato semplicemente. E' un fenomeno di massa, di piccola massa ma pur sempre di massa, che si svolge in locali dove lo scopo principale è la vendita di bevande, più o meno alcooliche. Dunque deduco che la cosiddetta "poesia performativa" che si pratica nei locali di sera e che aggrega moltissime persone giovani sia le seguenti cose: una forma di aggregazione giovanile alla moda, una forma di intrattenimento più semplice e alla portata di tutti rispetto alla musica (che va saputa fare mentre tutti sono buoni a aprire bocca e dare fiato), e soprattutto, una forma di intrattenimento consumistico: Intrattenimento, perché vive il tempo che dura, pochi minuti (nei open mic purtroppo di più), perché è volto a divertire senza conseguenze etiche, estetiche eccetera. Consumistico: si offre poesia performativa, sic!, insieme a bevande e cibarie. Non si tratta dello spettacolo della poesia. Non è spettacolo: è intrattenimento che obbliga a consumazione. Non è poesia: è una forma fluida, banalissima, dal linguaggio piatto, che non dice nulla che già non si sappia, che è finta protesta, finti sentimenti ecologici, una finzione banalissima, più banale di una canzonetta di Sanremo, tarata su schemi consunti e abusati di ritmo rappeggiante. Una noia mortale, cari ragazzi. Giovane poesia? Tentativi? No!!! I giovani poeti performer autocelebrantesi hanno una sicumera e una altezzosità da grandi autori, anzi, da depositari di verità gnomiche. Autori di che? Sui libri non regge un solo loro verso, e per fortuna questi "artisti orali" non hanno bisogno di libri, gli bastano le serate nei locali. INTRATTENIMENTO CONSUMISTICO.
Intrattenimento consumistico, non arte, nemmeno un po'.
A questo da ora in poi mi opporrò sempre di più, perché inquina. E' oramai una forma di inquinamento, quindi da combattere.

Sergio Garau ha condiviso un post.
18 h
---scrivo questo lenzuolo in risposta al post di Rosaria Rosi Lo Russo sul poetry slam, a cui rimando ---
Cara Rosaria, non sarò per niente breve: è diverso tempo che sto abbozzando risposte a questa tua, con alterni risultati. Cerco di capire: il problema è lo slam in sé? Ovvero la gara specifica con le sue 3 regolette? O la gara in generale applicata alla poesia? Il movimento di umani che ci sta dietro dall'inizio, o in questo ultimo periodo? Sono gli slam fatti nei locali con mescita, mentre gli slam fatti nei teatri e nei festival vanno, se non bene, meglio? Sono gli slam in cui il microfono non si nega a nessuno o quelli con una selezione? Cambia se la selezione la fa Azzurra D'Agostino o Socci o tu o Lello etc? Si tratta di intrattenimento consumistico ogni qual volta c'è uno slam? Sempre così effimero e caduco? Al contrario dei libri? Invece di premere play, riprodurre, il solito discorso sulla enorme quantità di libri che nemmeno toccano uno scaffale e precipitano tra maceri e garage, spesso di minoica giustezza e senza che nessuno se ne sia accorto, né ne abbia letto mezza sillaba, cambio nastro e dico che non ho mai pubblicato un libro di poesia. Ci sono degli editori e degli amici che mi insultano da qualche anno, giustamente, perché non gli mando il materiale da stampare, rilegare e vendere nel mondo dell'editoria - e anche qui evito di avviare un discorso sull'intrattenimento consumistico dei libri in genere o dei libri di poesia (dammi due parole: Francesco Sole). La mia però scarsa propensione al pubblicare un primo libro non è solo inerzia, sindrome di Peter Pan verso l'ombra dell'inchiostro o di Stoccolma verso il palco, la mia è anche e soprattutto una questione di rispetto verso il libro: so che alcuni miei testi sulla pagina andrebbero tradotti, o riscritti, o buttati. Ho pubblicato invece poesie su carta in antologie o riviste, perché è altra cosa rispetto all' "opera". Allo stesso modo è più facile e più di buon senso, che un "amateur" si butti in uno slam, prima di preparare un suo reading o spettacolo poetico crossmediale di un'ora. L'amatorialità, ovvio, c'è in ogni arte: dalla scultura alla fotografia, dall'hockey su prato al porno. E come nel porno o nell'hockey su prato, anche nello slam non ci sono solo "amateur", e lo sai dato che ne hai organizzato uno in Piazza della Passera per un paio d'anni: era peraltro uno slam abbastanza duro, con pubblico vario, dalle ammiratrici del Luzi della prima ora impellicciate in prima fila, ai gonfi di rosso e di lampredotto e mutilati dal calcio storico vocianti sullo sfondo: una bella sfida, e un bel successo, tenerli tutti per due ore con la poesia. E se Simonelli agli slam non vince chi se ne frega: quand'è l'ultima volta che Simonelli a Firenze ha eseguito le sue poesie davanti a più di 2-300 persone come quella volta? In questi ultimi anni lo slam ha incrementato la sua presenza in molti contesti, alti e bassi, sbronzi e sobri, da Palazzo Grassi alla Spilleria di Gorgonzola, passando per quasi tutti i festival di poesia (e dell'asparago rosa) e palchi più importanti. Abbiamo ampliato il nostro spettro (-Bu!). Ci sono quelli per cui è una moda, e quelli per cui è un modo per non suicidarsi. Tornando al paragone con l'antologia: lo slam è un mezzo, una piccola parte della poesia orale, performativa, per intenderci. Ci sono antologie di poesia che ho letto e che mi hanno lasciato un segno, e altre che son rimaste ben ben incellofanate, così ci sono slam che mi restano impressi per anni e ancora ricordo, e altri completamente anonimi e volatilizzati, o indelebili in quanto orribili. Secondo me si può usare la parola poesia anche per lo slam senza troppi problemi: poesia a volte buona, a volte no, a volte d'intrattenimento, a volte no, a volte inadatta al palco e alla voce, a volte sì. Se poi proprio vogliamo essere più precisi per tenere tutto sotto lo stesso ombrello, a me piaceva un concetto che avevo trovato leggendo di poesia digitale dieci anni fà: "Sprachkunst", arte della lingua, concetto ovviamente impossibile a imporsi, ma in grado di comprendere fenomeni che l'accademia e la critica stentavano a studiare o incasellare.
Ora, permettimi di chiederti: in base a cosa si è concretizzata codesta tua analisi e relativo giudizio? Te lo chiedo non solo per mandare subito la slam police a manganellare questi slam che ultimamente ti hanno definitivamente convinto a bruciare e spargere il sale, ma anche perché il fenomeno è molto diverso da città a città, da regione a regione, da scena a scena, così come diverse e rapide sono le sue evoluzioni qui e là, anche solo restando in Italia. Lo slam è un movimento di aggregazione giovanile? Sarebbe per lo più auspicabile, ma non è solo questo. Ci sono slam (o scene) con un pubblico in età scolare, con per lo più ventenni, o trenta-quarantenni, o anche pensionati, o slam decisamente intergenerazionali. Talvolta c'è una correlazione tra l'età dell'organizzatore/mc e quella del pubblico. Nell'ultimo paio di anni mi pare ci sia stato in Italia un abbassamento dell'età media, e questo lo trovo un segnale positivo per il movimento e per la poesia in genere. Il primo problema della poesia, infatti, in Italia e non solo, continua, a mio avviso, a essere il pregiudizio di essere arte morta e mortalmente noiosa, buona solo per le autopsie scolastiche dell'obbligo, pregiudizio che si forma nelle scuole medie e superiori - alle elementari c'è ancora speranza. Lo slam dice al 14enne che la poesia può essere anche quella che scrive e ascolta lui, che la sua comunità di pari può decidere se rappresentarvisi, riconoscervisi. Può essere un modo di avvicinare alla lettura di poeti, contemporanei o del passato. La poesia di intrattenimento consumistico (libresca, digitale o orale che sia), abbatte il Mostro della Noia Mortifera Poetica, ma, sorpresa sorpresa, ne prende il posto e diventa il secondo Mostro: il Mostro dell'Intrattenimento Consumistico. Ecco, lo slam io non lo colloco come ponte tra il primo mostro (la noia) e il secondo mostro (l'intrattenimento), ma come ponte tra il secondo mostro (l'intrattenimento), e la tanto agognata poesia, l'Oggetto di Valore di questa nostra narrazione. Se in uno slam c'è chi non sa che si trova sul palco e boccheggia dal suo libro per la prima volta credendo che lo Spirito Santo propaghi le sue parole, se c'è Pippo Franco che prova le sue ultime battute in vita, ma se c'è anche una bella poesia, scritta ed eseguita al meglio, ecco, se ci sono cinquanta, cento, mille persone che hanno ascoltato quella poesia, per me è un successo. E ovviamente stiamo parlando di ricezione della poesia, non di vittoria della garetta. Si tratta di una strada praticabile anche per chi si interroga sul rapporto tra il pubblico e la poesia, come Balestrini in una sua nota, poesia. Nella mia esperienza la gara resta un valido stratagemma, un trucco. L'entraîneur che con la poesia ha poco o nulla a che spartire e che si trova in uno slam, lo vedo come parte del trucco, come un'esca per catturare il pubblico verso la poesia che lo seguirà sul palco di lì a poco: quasi un alleato. A volte nello stesso poeta o nella stessa poesia (non dico Sprachkuenstler o Sprachkunstwerk per semplicità), possono convivere questi due momenti. Jekyll e Hyde, Tyler Durden, John Malkovich.
Nel complesso delle centinaia di slam che ho visto in questi anni in Italia e all'estero, il bilancio è (siero) positivo, se non nell'inserto economia & finanza, almeno alla pagina società & cultura. La qualità media mi pare, pur se ondivaga, si stia alzando, soprattutto nell'esecuzione dal vivo, ma anche nella scrittura. Poi, certo, ci sono anche slam che fanno schifo, in parte o in tutto. Quando mi son capitati non mi è dispiaciuto del tutto, perché comunque Cassavetes me lo rivedrei e perché ho anche importato in Italia l'AntiSlam, la gara per la peggiore poesia: un momento di liberazione dai mipiace e di catarsi (addosso) come pochi. Certo negli slam ci son poesie o poeti che meglio si prestano, altre e altri meno; lo stesso brano in uno slam può essere valorizzato, mentre in un altro slam penalizzato. A volte la cornice giocosa aiuta, a volte no. C'è varietà, e non nel senso televisivo, nei modi di condurre, nei generi di poesia proposta. Non credo si possa parlare di "genere" slam: forse ci sono alcuni tratti comuni tra alcuni poeti che partecipano agli slam, ma per lo più son molto diversi, e anche tra i testi proposti dallo stesso autore ci possono essere grandi differenze. La critica accademica o letteraria, almeno per come l'ho lasciata qualche tempo fa, è piuttosto malmessa quando si tratta di analizzare brani di spoken word o spoken music, poesia orale, performativa, poesia, Sprachkunst: mancano le Sprachkunstgattungen. Ogni mattina mi alzo e penso: -mancano le Sprachkunstgattungen.
-Cos'è la poesia?- è una bella domanda che personalmente mi diverte lanciare in pasto a un centinaio di persone una sera. La gara con giudizio popolare fa porre in discussione la poesia in prima persona all'ascoltatore, secondo me meglio che nella cornice dell'assegnazione di un premio di poesia. Cerimonia alla quale l'ascoltatore acconsentirebbe un ascolto prono, distratto e bradipico, caso mai si fosse sognato di andarvi, cosa che capita piuttosto di rado (caduto della poesia per mano del Mostro di primo livello: La Noia Mortale). Personalmente mi ha fatto piacere che a uno slam qualcuno abbia detto: -ma questa non è poesia!- L'ho sempre preso come un bel complimento, grazie. Mi è successo di sentirlo a uno slam sia nel 2002 nel Museo di Caraglio per BIG Torino (e non Museu do Caralho BIG), che e nel 2017 a Ragusa.
Un altro punto: nello slam, a volte, non si respira gratuità o vacuità. Non gratuità o vacuità artistica, come accennavo sopra, ma neppure gratuità o vacuità sociale. C'è che quell'alcolista (alcolista vero e in atto, indesiderato nei bar del suo paese), quella sera non aveva bevuto perché voleva eseguire le sue poesie al meglio allo slam, davanti alla sua comunità (di alcolisti in potenza): voleva guadagnarsi un ruolo diverso: essere poeta, o almeno trovare qualcuno che lo ascoltasse per davvero, e qualcuno da ascoltare per davvero. E chi ha storto il naso quando l'applauso più forte di tutta la giornata di concerti era per l'alcolista, nonostante la qualità della sua proposta artistica non fosse, probabilmente, la migliore del giorno, quel qualcuno che ha storto il naso non ha capito che cosa c'era in ballo: la vita di "La Morte" - così lo chiamano. Bisogna poi andare allo Slam da Onça nella periferia Sussuarana di Salvador de Bahia per respirare in tutto e per tutto il senso di esistere comune grazie e attraverso la parola e la voce. A volte la protesta, anche lì, è quasi solo grido nero, a volte è poesia nera - ma in nessun caso mi verrebbe di scoraggiarli, o, tanto meno, di combatterli o avversarli. Prendere la parola è più facile che nella musica perché lo strumento è la tua voce ed è alla portata di tutti - e questo è un bene in quelle comunidade (favela), dove, grazie anche alla rete dello slam, si trova un modo di guerrilla, di dissentire e protestare contro un potere sempre più fascista, razzista, omofobo e così via. Un modo semplicemente di esistere e agire in società per quello che si è. -cosa faremo ora? -poesia, quegli stronzi non sopportano la poesia.- pubblica no amiche e amici brasiliani della scena dello slam dopo le elezioni. E che si faceva allo Slam da Onça tra una manche e l'altra? Si presentava un libro di un poeta che non partecipa agli slam, che parla del suo libro e non esegue nemmeno una poesia. Sono tantissimi i poeti che promuovono i loro libri, e i libri di altri, attraverso il circuito dello slam e dei sarau (diciamo open mic, meglio lesebuehne, ma non è lo stesso). Non c'è questo dualismo slam/libro: la strada può essere verso un Gesamtsprachkuenstler che spazia dal codex medievale al codice informatico, passando per lumièrismi e marconismi. 
Tornando al discorso sociale, affatto gratuito o vacuo, vedo il movimento dello slam portare avanti istanze progressiste basilari, lotte come quella della parità dei diritti - in Messico e in Brasile ci sono gli Slam das Minas, come da noi Daniela Rossi aveva avviato il Pink Poetry Slam. Ora a Città del Messico ho partecipato a un incontro che si chiamava "Circulo de Hombres" che, ben lungi dal gentlmen's club londinese ottocentesco, metteva in discussione, guidato da uno psicologo, meccanismi e identità: un'iniziativa pubblica partita dalla scena slam, e stiamo parlando di Messico, non di Svezia. Come ha scritto Roberta Estrela D'Alva, che ha portato lo slam in Brasile, qualche giorno fà: "se ti piace lo slam e voti Bolsonaro, o non hai capito quello che è lo slam, o non hai capito quello che è Bolsonaro". E scorrere le pagine in rete degli amici poeti, slammer, sprachkuenstler, brasiliani che facevano propaganda sul palco con Haddad mi dava l'impressione che la poesia, quella poesia, non era davvero del tutto inoffensiva, ma in grado di muovere le masse - milioni di visualizzazioni sul tubo e migliaia di persone in piazza, per una giusta causa e non per farsi il solletico a vicenda. Mi chiedo se incontrarsi alle Giubbe Rosse sbiancate negli anni '30, mettendo tutto sui rispettivi piatti, valga di più o di meno che incontrarsi nell'anfiteatro della periferia di Salvador de Bahia oggi. Ma non c'è gara o dualismo neanche qui: chissà che chi si avvicina alla poesia con i centinaia slam e sarau che ci sono ogni mese a Salvador, non arrivi un giorno a leggersi: "Eros e Priapo". Mi ricordo a Parigi nel 2007 un ragazzetto che in poco tempo era passato dal rap, allo slam, al desiderare di leggersi Artaud, etc.

Lo slam è un organismo mutevole che può assumere e ospitare ogni tipo di poesia o di Sprachkunst, e sta anche ai "poeti performer" più riconosciuti, come te Rosaria, non abbandonare (o quantomeno non avversare) questo fronte, specie se davvero senti che della poesia che ti è più cara negli slam se ne respiri meno di prima. Non credo ci sia uno solo tra i partecipanti allo slam che non ambisca a migliorare la sua scrittura e la sua capacità di stare sul palco, o anche solo la sua competenza, e servono esperti e pluralità di voci, stili e poetiche. Comunque, anche se proprio te ne fossi rotta, non te ne vogliamo, ti vogliamo bene, e possiamo restare amici.

mercoledì 28 febbraio 2018

ZUGZWANG POESIA!

Il 4 marzo alle ore 11.00 tra le mura della preziosa Tipografia Elvetica di Capolago (Piazza Duttweiler), oggi Casa d'Arte Miler, cinque tra i migliori poeti della poesia italiana contemporeanea si incontreranno per letture e dibattito. A cura di Marko Miladinovic.


I poeti sono Filippo Balestra da Genova, Alessandro Burbank da Venezia, Sergio Garau da Torino, Francesca Gironi e Luigi Socci da Ancona.


SEGUE APERITIVO.
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Zugzwang ‹zùukzvaṅ› s. m., ted. [propr. «costrizione a muovere», comp. di Zug «mossa» e Zwang «costrizione»]. – Nel gioco degli scacchi, termine internazionale usato per indicare il fatto di dover muovere quando ciò costituisca uno svantaggio per il giocatore, in quanto ogni mossa di cui dispone altera la sua posizione in favore dell’avversario. TRECCANI

martedì 2 gennaio 2018

Sardegna Poetry Slam (Pippo Balestra + Littlepoints...)

Tra il 2 e l'8 gennaio siamo stati con littlepoints... a fare un tour de poesia e illustrazione incrociata. Ospiti del poderoso staff di Poetry Slam Sardegna in particolare Mr Sergio Garau and Mr Giovanni Salis.
Giorni intensissimi di movimenti in tutta quella Sardegna plurimillenaria.
A gennaio in Sardegna a leggere poesie in giro con la littlpoints e tutta la marmagliata sarda. Ultimamente uso moltissimo la parola "bellezza" e mai come in questo caso mi pare sia giusto farlo.  Ecco la grande consacrazione alla bellezza:

il 3 siamo a oristano all'arrubbiu art gallery
il 4 a sassari al the hor
il 5 a bosa alla casa del popolo
il 6 ad alghero al respublica
il 7 in uno spettacolo segreto per pochi
l'8 a porto torres al margutta

baci e abbracci

sabato 11 novembre 2017

Fuorirotta Poetry Slam (Treviglio)

 Si inizia domenica 12 novembre con
Arci Fuorirotta Poetry Slam -Mc Sergio Garau -Ospite Luigi Socci
si inizia sempre con un bell'aperitivo e subito dopo la gara
slammer:
Marco Jeff Faiella
Alessandro Ardigò
Michele Igino Sordo
Marko Miladinovic
Filippo Balestra
Caccia Adriano
Vale Dica
organizzato in collaborazione con
LIPS - Lega Italiana Poetry Slam
Poetry Slam Lombardia
tenetevi pronti per l'ALL STAR SLAM
11 febbraio 2018 - round #1
18 marzo 2018 - round #2
22 aprile 2018 - FINALISSIMA

venerdì 31 marzo 2017

POETI PIRATI | Sergio Garau

Exopotamia, in collaborazione con Pirata Studio, ospita una rassegna con i più interessanti poeti appartenenti alla piratesca scena della poetry slam.

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4 appuntamenti di poesia orale
ossia
poesia letta ad alta voce
ma anche
poesia performativa
cioè
poesia letta ad alta voce e usando il corpo tutto
comunque
poesia poetica
poesia poetica?
poesia poetica
cioè?

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:: 15 marzo Andrea Fabiani con "La mia vita qualunque" (Già andata in scena)
:: 22 marzo Filippo Balestra con "poesie normali" (Già andata in scena)


:: 29 marzo Sergio Garau con "I O Game Over"
:: 5 aprile Andrea Bonomi con "Sequestri di persona finiti bene"

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terzo appuntamento con SERGIO GARAU


::: SINOSSI
lo spettacolo che ha girato tra i festival più prestigiosi di teatro e poesia del mondo riscuotendo sempre uno scoppiettante successo, dalla Comédie Française al Fringe di Edimburgo, dal Festival di Poesia dell'Avana all'Ordsprak di Uppsala passando per i locali più caldi delle isole mediterranee e d'oltremanica e tropicali e di Rio de Janeiro e Salvador de Bahia e Buenos Aires.

"geniale" Alberto Masala, ottimo poeta (festa della letteratura e delle arti, Sardegna, 2009)

"complimenti" Nanni Balestrini, ottimo poeta (settimana letteraria di Torino, 2004)

"you rocked" Saul Williams, poeta rock star (Absolute Poetry Festival, Monfalcone, 2010)

"ti consigliamo un reading di Sergio Garau" Wired, rivista (maggio 2011).

"se si facesse un videogioco con i poeti slam come personaggi tu saresti quello che si muove e tira i colpi velocissimamente" Dani Orviz, pluricampione europeo e spagnolo di poetry slam (Slam d'Europe 2012)

"brilliant" Harry Baker, campione del mondo di poetry slam (in più occasioni)

"his multilingual pieces challenge preconceptions of what spoken word can be and leave audiences wondering what just happened" Apple and Snakes, più importante organizzazione di spoken word nel Regno Unito (Hit the Ode, 2011)

"yeah! that's how I was expecting an italian slam poet shoudl be! much much better than Giacomo Sandron" Jan Jilek, ottimo poeta di Praga (Poetry Slam Internazionale di Madrid, 2014)

"non mi è piaciuto" un italiano gran lettore di poesia (H.O.R.I.N.A.L., Barcellona, 2009)

"PUT! IN! PULL! OUT! SERGIO! PUT! IN! PULL! OUT!" Zurab Rtveliashvili, poeta georgiano rifugiato in Svezia sul palco dell'Ordsprak Festival di Uppsala, 2011

"lei è pazzo" sparajurij, ottimo laboratorio (riunione nello spazio, 2001

venerdì 24 marzo 2017

POETI PIRATI | Filippo Balestra

Exopotamia, in collaborazione con Pirata Studio, ospita una rassegna con i più interessanti poeti appartenenti alla piratesca scena della poetry slam.

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4 appuntamenti di poesia orale
ossia
poesia letta ad alta voce
ma anche
poesia performativa
cioè
poesia letta ad alta voce e usando il corpo tutto
comunque
poesia poetica
poesia poetica?
poesia poetica
cioè?

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:: 15 marzo Andrea Fabiani con "La mia vita qualunque" (Già andata in scena)

:: 22 marzo Filippo Balestra con "poesie normali"
:: 29 marzo Sergio Garau con "I O Game Over"
:: 5 aprile Andrea Bonomi con "Sequestri di persona finiti bene"

venerdì 1 luglio 2016

TICINO POETRY SLAM

7 poeti performer

5 giurati estratti a sorte dal pubblico

1 superospite
1 condottiero serale
1 stacchiere musicale originale
1 notaro
0 niet


Regolamento:

3 minuti circa per poeta/performer
voce/corpo e testi propri
pubblico elegge un vincitore

Conduce Marko Miladinovic
Stacchiere musicale originale Flavio Calaon. 
Con i poeti e performer Francesca Gironi, Alfonso Maria Petrosino, Filippo Balestra, Davide Scartydoc Passoni, Rodolfo Cerè, Tommaso Giacopini, Sergio Garau.
Superospite Dome Bulfaro, presenta “Guida Liquida al Poetry Slam” Agenzia X edizioni. Lo accompagna all'oboe Matteo Fòrla.

In collaborazione con POESTATE, festival di poesia curato da Armida Demarta e Wor(l)ds Festival - LongLake.

martedì 3 maggio 2016

Sono contentissimo (Altrove Poetry Slam)

Sono contentissimo.
Questa domenica passata 1° maggio c'è stata una di quelle serate belle di poetry slam al Altrove - Teatro della Maddalena.
E io non lo so, mi viene da sciogliermi, però dopo tutti gli slam organizzati in giro per la Liguria, ci siamo riincontrati e abbiamo fatto la gara, perché a un certo punto la gara s'ha da fare.
E sono contentissimo perché l'ho pure vinta, con un Andrea Fabiani di secondo posto millimetrico/decimale, e Davide Da P terzo classificato super ingegnoso.
Sono contentissimo anche perché quest'anno con Fabiani e Pierro - che sono anche Mitilanti - ne abbiamo organizzate delle belle e ad aprile ci siamo girati e ci siamo accorti che avevamo tirato su un campionato regionale. Continueremo a farle, di queste cose qui, che son cose lievi e complesse e difficili e belle.
E poi volevo anche dire che l'altra sera alla fine sul palco ho fatto un discorso importante sulla bellezza delle cose e l'importanza delle cose belle ma che poi alla fine non sapevo bene cosa volevo andare a dire, e come, e poi ho pensato che forse insomma era giusto così, che spesso preferisco non capirci niente nemmeno io di quello che dico...
Ringrazio quindi tutti, a nome di tutto me stesso più che posso, ringrazio la super preziosa Little Points che ci fa le locandine più belle del mondo, ringrazio il pubblico curioso che viene a vedere una cosa che magari non sa bene cos'è, il pubblico che ci sballa coi poetry slam e ne vuole vedere un altro domani, il pubblico votante e non, il pubblico pagante e non, i ragazzi dell'Altrove che ci aiutano a fare questa cosa, a tirare giù tendoni e corde e cime e luci teatrali e proiettori e addirittura la gestione pazzesca di un power point, c'avevamo, quest'anno, un grande nuovo power point per questo stesso, sempre il solito, sempre lui, 2016.
Evviva!

giovedì 17 marzo 2016

Ticino Poetry Slam

TICINO POETRY SLAM
Avanspettacolo di poesia orale e prestante con vincitore
a cura di Marko Miladinovic

domenica 10 maggio 2015

Baretti Reading

A Torino, in Via Baretti (San Salvario), facciamo questo che è un reading dai balconi di Via Baretti... è un evento organizzato dall'associazione Viva Baretti (qui pag FB).
Ho appiccicato qui tutte le cosette che son riuscito ad trovare in giro e inoltre sono molto contento...
A ben vederci lì!
 
Ore 20:00 letture di Alessandra Racca e Paolo Agrati
Ore 20:40 letture di Sergio Garau e Filippo Balestra
Ore 21:20 letture di Arsenio Bravuomo e Giacomo Sandron
EHI: se cliccate QUI andate a vedere l'evento facebook, se avete facebook...