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giovedì 18 giugno 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #84

Senza che niente esista e senza fare esistere niente.
"Leggere è complicità nel processo creativo" dice la Cvetaeva riportata da Brodskij. Mentre leggo sono attivo e scrivo e mentre scrivo leggo anche, e sono vivo con l'autore che ha scritto e ricevo il tutto e filtro e elaboro attraverso il sistema dei miei piaceri, delle mie etiche ed estetiche incrociate, passeggio sulle mie credenze e le inclino e le scopro e le rinnovo a seconda delle credenze che mi trovo innanzi.
Dicevo "scrivere per vedere cosa scriverei" ma Brodksij sa quel che pensa e così, quando parla della Cvetaeva che fa dei monologhi rivolti a nessuno, o a sé stessa, è in quel momento che ci accorgiamo che il parlante equivale all'ascoltatore e Brodskij scrive: così, attraverso l'autoaudizione, il linguaggio acquista l'autocognizione.
Non so bene cosa dire a riguardo se non che posso continuare a scrivere per vedere cosa scriverei, che era la chiave poi di questo al di qua qua-
Stavo poi pensando all'interrompere, la questione dell'interrompere uno che sta parlando un grande tema della contemporaneità in cui tutti stanno sempre parlando e qualcuno non si permette di interrompere nessuno

martedì 16 giugno 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #82

Sto superando me stesso. Anche adesso sto superando me stesso. É da quando son nato che supero me stesso. Mi succede spesso di girarmi a un certo punto indietro e vedo me stesso, lí, affannato sudato tutto prostrato e sconfitto, vedo me stesso nel momento esatto in cui si fa superare da me stesso. Per non parlare dell'allievo che supera il maestro. Tutto un superarsi un inseguirsi. Che fatica. Mi piaceva quella storia del tizio che sta seduto lungo il fiume e visto che non ha nemici non fa niente e visto che sa cosa pensare non si annoia, no, di certo, ovviamente, e guarda il fiume e basta e passa di lí uno e gli chiede se sta aspettando il cadavere di un nemico e quello seduto gli dice sí, per accontentarlo.
E l'allievo supera il maestro e il maestro dovrebbe insegnare soprattutto a cosa fare per non superare.
Oggi leggevo da Brodskij, che citava la Cvetaeva, libro suggeritomi da Alfonso suggeritogli a sua volta da un altro grande amico, leggevo: "leggere é complicitá nel processo creativo".
Mi trovo felicemente d'accordo con questo punto di vista sulla lettura e nel mio entusiasmo non saprei chi ringraziare, se Brodksij o se la Cvetaeva o se Alfonso e se quell'amico di Alfonso. O se la casa editrice Adelphi (per il suo Brodskij 190) o Gutenberg che ha inventato la stampa o chissá chi altro dovrei ringraziare qua e lá nella storia dell'umanitá.
E allora faccio come quel signore che per non fare la figura del maleducato non salutava nessuno.