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sabato 8 gennaio 2011

Stavamo andando a fare un capodanno

La Casa Editrice Gigante non festeggia niente per questioni di etica e morale e altre cose di cui non si vuole interessare tantomeno il capodanno. Però una questione lecita salta fuori al di fuori delle cose di tutti là fuori:

Lui guida nel 1999

Lei fa l'artistico e glielo dice: approfitterò di questo vetro appannato per disegnarti un topolino di Walt Disney sul finestrino.
Rapidamente traccia una faccia che non gli si può dire niente, è Topolino. Lo si riconosce fino.
L' altro nel posto di dietro dice che Allora io disegno ken shiro, anzi no, non lo dice.
E lo fa: due tratti, forse tre, ma c'eran le sette stelle, gli addominali e si vedeva anco la tuta strappata.

E tra una portiera e l'altra l'esplicito silenzio conosceva le sorti di una gara già finita, mai cominciata, o almeno insomma, non si erano mica organizzati per fare una cosa di quelle che poi se ne parla sui giornali per dichiarare qualcosa.

domenica 11 luglio 2010

Cioè BLU


BIG BANG BIG BOOM - the new wall-painted animation by BLU from blu on Vimeo.
È bello che BLU continui a fare le sue cose in modo da permettere ai blog in rete di sentirsi togliere il peso di mettere un post.
A proposito di peso, è incredibile quanto i fogli di carta messi tutti uno sopra l'altro e incollati poi da un lato per farne un libro riescano ad aumentare esponenzialmente il loro peso (la somma delle parti (fogli) supera di molto il peso del tutto (libro), e ancor di più se i libri sono molti). Ed è inoltre incredibile constatare quanto il nuovo portatile ultraleggero di ultimissima generazione dell'anno scorso sia effettivamente ultrapesante in confronto al momento dell'acquisto. La legge di Moore è in qualche modo applicabile al peso del portatile in un costante aumento con il livello di obsolescenza? Forse che tra un anno questo computer peserà 8 chili e in aereo potrò portare solo questo e due calze?
E, ultima questione: com'è possibile che in inverno il trasfomatore del computer passi totalmente inosservato mentre in estate la sua presenza ricordi pienamente quella di un calorifero acceso fortissimo?
Evito di inoltrarmi in controproducenti constatazioni riguardanti il sudore del touchpad.
Scusate

venerdì 16 aprile 2010

La spia russa Katova.

Manoscritto usato n° 4235623

La spia russa Katova è addestrata a scorticare in generale. Ha vissuto in diverse parti del mondo ma nessuno ce l'ha mai vista. Conosce perfettamente tutte le lingue che ti vengono in mente con relativi dialetti inflessioni e difetti di pronuncia.
Affermata psicologa, è nota soprattutto per il metodo che prende il suo nome.
METODO KATOVA.
Diverse sedute in cui i partecipanti, solitamente maschi adulti muscolosi, stanno a petto nudo a tirarsi pugni forti random su braccia e spalle di chi capita. Per circa un'oretta.
Questo metodo viene frequentemente adottato nei corsi di team building di poliziotti e manifestanti, calciatori e tifosi.
Interessante?

O è più interessante sapere che la Katova al momento è impegnata ad aprire un vaso di marmellata ma non ci riesce?



In foto: l'obiettivo finale della spia russa Katova

lunedì 29 marzo 2010

Il problema del libero pensatore in evoluzione

Il libero pensatore aveva appena chiuso la porta di casa per andare al lavoro quando sentì il suo telefono (fisso) squillare. Troppo tempo per riinfilare le chiavi nella toppa arrivare al telefono e sentirlo smettere di squillare.

Il libero pensatore seduto sul divano si trovò ad evolvere in qualcosa di nuovo: fino a quel giorno non aveva MAI impostato i minuti della sveglia ad orari multipli di 5, tipo 7:30, 10:45 o 8:05. Questo per non adeguarsi all'imposizione di tempi standard.
La telefonata non ricevuta rivelava al libero pensatore che la sua decisione riguardante le sveglie era diventata una legge interna scolpita nella sua coscienza.
E lui non voleva avere leggi, benchèmeno leggi interne autostabilite. Questo salto intellettivo lo portò a decidere di fissare a random, ogni tanto, la sveglia a orari multipli di 5.
Per il resto tutto a posto.

lunedì 8 marzo 2010

vortice

improvvisamente un vortice si apri' proprio nel bel mezzo dell'ufficio del giovanissimo direttore inutile e al contempo irresponsabile. Le sigarette erano diventate un pretesto, le metropolitane una direzione, l'amore una paura da analizzare.. sapere che il corpo rigenera fino all'ultima cellula nel giro di 7 anni spaventa e fa fare i calcoli e fa pensare a quel che si vuol fare da grandi immaginando e o tenendo inoltre in cosiderazione la possibilità di esserlo già, grandi, o più che altro, adulti. no dai, semiadulti.
Comunque il vortice, si diceva? non fa altro che far passare aria da un orecchio all'altro dando la sensazione di rinfrescare la mente del vecchio direttore responsabile di cui sopra.