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martedì 7 febbraio 2012

Enrico Marià + Port Royal @ la claque (GE)


Avevamo postato qua e alcune poesie di Enrico Marià.
Anche dei Port Royal avevamo postato qualche video.
Normale quindi intuire che consigliamo vivamente e caldamente di andare a vedere cosa succederà a la claque il 10 febbraio. Giurin giuretta.

martedì 8 novembre 2011

Enrico Marià

Una poesia di Enrico Marià dal suo ultimo "Fino a qui" Ed. Puntoacapo

*

La parte difficile non è scegliere,
ma convivere con le proprie scelte;
al supermercato Stefano
stringendo una latta di carne in scatola,
che viene da qualche paese lontano,
con una rabbia che ormai è rassegnazione,
mi dice che il barattolo che impugna
ha fatto più strada di quanto lui mai farà;
gli schiavi, quasi sempre, mettono al mondo altri schiavi
e per molti la vita rimane solo un rumore di fondo.
Sulla massicciata che separa dai binari,
dopo aver diviso il pranzo,
fumando e guardando i treni
inseguendoli con la mente e lo sguardo
Stefano ha tirato fuori dalla giacca un trapano a batterie.
La sua intenzione stanotte
è quella di scassinare qualche auto
e svuotare un paio di parchimetri,
io non ho la forza per fermarlo,
perché non so che cazzo dirgli
e perché forse in fondo ho soltanto voglia di andare con lui;
i giorni di guerra superano quelli di pace
e vorrei che il dolore fosse sempre innocente
per non esserne schiacciato
qui dove si nasce morti
cercando di conquistare la vita

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sabato 23 ottobre 2010

Precipita con me - Enrico Marià

Enrico Marià, da "Precipita con me"

28 ottobre

Sul treno a seguire il Genoa in trasferta,
mentre gli altri dormono,
tiro fuori dallo zaino un libro che ho preso in prestito in biblioteca,
di solito non riesco mai a finirne uno
perché dopo un po' di pagine
mi chiedo cosa cazzo credo di trovarci
tra quelle parole che sfiorano appena la vita;
prima di metterlo via
guardo la foto che uso per tenere il segno
è un'immagine dei miei nipoti
scattata mentre stanno buttando le braccia al collo di mia sorella,
io odio le famiglie
perché ci sono da sempre, ma non hanno mai evitato niente,
non hanno impedito l'infelicità, le guerre, che tutto andasse a rotoli
e odio anche la mia,
ma non sopporto chi ne parla male ad alta voce
perché nei loro confronti, in fondo, mi sento in debito;
uscito dallo scompartimento
in bagno
apro i rubinetti lasciando scorrere l'acqua
come faceva mia madre
quando voleva che nessuno la sentisse piangere
e scagliato via da me stesso
come la città che mi lascio alle spalle dal finestrino
nel dolore che non riesco a soffocare
la mia incapacità di vivere non è altro che la mia incapacità di morire.