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venerdì 12 giugno 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #78

Essere qui solo per essere, essere come ambizione, essere per la presunzione di volere un posto dove essere - ogni cosa a suo posto ma il posto non è mai lo stesso.
Fare sempre tutto all'ultimo ma l'ultimo non arriva mai, bisognerebbe in effetti elaborare studiare indagare l'idea di ultimo e farla corrispondere a qualcosa che sia vicina all'imminente, altrimenti finisce che la lista delle cose da fare continua a essere minima se paragonata alla lista delle cose da non fare mai, ogni giorno, sempre con rigore e con un certo senso del dovere.
E poi pensavo al diritto allo studio, e al diritto al tutto.
Ho pensato dunque al titolo: ecco il titolo -ho pensato- ecco il titolo: il diritto al tutto.
Poi dopo ho pensato al diritto al titolo poi al titolo di studio e al suo diritto, dunque al titolo di studio e al diritto al titolo di studio e, di nuovo, il diritto al tutto.
Marta sosteneva giustamente tempo fa l'importanza del riconoscere il diritto all'infelicità.
Ieri poi leggevo Osamu Dazai che dice 'gli infelici sono sensibili all'infelicità altrui'. Ha ragione.
Il diritto all'infelicità e il diritto al tutto. Per oggi va bene così

domenica 7 giugno 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #76

Alla riunione del quartiere della Maddalena si è parlato di criticità e mi è venuto in mente che la verità è tutt'una criticità.
Nell'iperbole minima del mio pensiero mi viene in mente che la verità, nella sua completezza, è come se fosse tutta fatta di criticità. Mi viene inoltre in mente, sinceramente, che la verità, per essere onesti, è meglio non dirla, soprattutto in un blog di pubblico dominio ma nemmeno in un diario privatissimo in forma di quaderno che può leggere soltanto colui che scrive (anche perché il colui che scrive sembra essere spesso un chicchessia).
Vivere in una grande omissione.
La verità potrebbe stare nel rinunciare a scrivere poesia - o poesie- per scrivere, se si può, piccole cose belle da inviare per mail a poche persone.
La verità è sempre da un'altra parte ed è spesso in un posto fin troppo palese, non interessante.
La verità è quasi bianca, diceva uno anni fa, e più che sul biancore preferisco concentrarmi sull'idea incerta di quasi: tutta la vita quasi, quasi tutta la vita.

Poi, per riprendermi dal Bernhard di Gelo, sto leggendo, suggeritomi da M.Maraschi, Osamu Dazai. Lo sto un bel po' sottolineando, mi piace ad esempio quando dice: "Ero riuscito a evitare che mi si rispettasse"