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martedì 2 giugno 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #74

I propri vicoli interiori, ognuno con i suoi.
L'esperimento della disciplina da tutte le parti, rincorrere un obiettivo che si sposta a seconda della direzione verso cui si corre, che è poi l'idea di utopia che è poi vero che l'utopia migliore comporta forse mi sa l'attenersi a una qualche disciplina
Anche l'idea di una via di fuga sta diventando eccessiva. Più che una via di fuga o piano di evacuazione ci vorrebbe un percorso una strada una direzione.
Ho finito di leggere Gelo, di Bernhard, sono contento, mi stava appesantendo come una roccia che non ti cade mai addosso ma che minaccia lì sopra. Incombe.
Mi viene in mente che ciò che incombe omette la morte, non so se ne sono sicuro.
Sno qui per decretare una fine ma non ne vedo una, il diario va di pari passo con la vita, vorrei decretare per ora la fine del diario ma è come se mi fossi affezionato.
Ieri mi sono messo ad assaggiare gli invisibili di Nanni Balestrini, e le prose brevi di Beckett, poi un saggio di Rolf Dobelli, sull'eccesso di notizie. Non so cosa continuerò a leggere ma la devo smettere con le vie di fuga e magari scrivere dell'altro

lunedì 24 febbraio 2014

Una cosa a cui tengo così tanto che alla fine non riesco a dire bene

Ecco, praticamente credo molto importante comunicare a questo punto che abbiamo messo online il Costola numero 1. C'era solo il Costola numero 0.
Potrebbe sembrare qualcosa di non così importante ma sappiamo che anche l'umanità è relativa.
Però volevo fare un'annunciazione così ben fatta che per ora non metto il link.
Voglio fare un'annunciazione così ben fatta che alla fine non la faccio.
Leggevo un pezzetto di Beckett che forse non c'entra niente ma che adesso metto qui:

"non c'è nulla da esprimere, nulla con cui esprimere, nulla da cui esprimere, nessun potere di esprimere, nessun desiderio di esprimere, insieme all'obbligo di esprimere"

in corsivo pure.
Ciao
Filippo