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mercoledì 3 luglio 2013

Céline dice che siamo più sfortunati della merda

Quando ci si sofferma per esempio sul modo in cui vengono formate e dette le parole, quasi non resistono le nostre frasi al disastro del loro arredo di bave. È più complicato e più penoso della defecazione il nostro sforzo meccanico di conversare. Questa corolla di carne tumefatta, la bocca, che va in convulsione se soffia, se aspira, e si dimena, che spinge ogni genere di suoni vischiosi attraverso la barriera puzzolente della carie dentaria, che punizione! Ecco lì quel che ci scongiurano di trasformare in ideale. È difficile. Poiché non siamo un sacco di trippe tiepide e corrotte faremo sempre una gran fatica con i sentimenti. Innamorarsi è niente, è restare insieme che è difficile. La porcheria, quella, non cerca di durare o di crescere. Qui, su 'sto punto siamo molto più sfortunati della merda, questa ostinazione a perseverare nel nostro stato costituisce un'incredibile tortura.
Louis Ferdinand Céline visto da Tullio Pericoli

venerdì 11 marzo 2011

Un pezzo di Nuvola di Smog (quella di Italo Calvino)

Rifeci una terza volta l'articolo. Andava bene, finalmente. Solo sul finale ("Ci troviamo dunque di fronte a un problema terribile per il destino della società. Lo risolveremo?") trovò da ridire.
- Non sarà troppo dubitativo? - chiese - Non toglierà fiducia?
La cosa più semplice era togliere l'interrogativo: "Lo risolveremo". Così, senza esclamativi: una calma sicurezza.
- Però non sembrerà troppo pacifico? Una cosa di ordinaria amministrazione?
Si convenne di ripetere la frase due volte. Una con l'interrogativo e l'altra senza. "Lo risolveremo? Lo risolveremo".
Ma non era un rimandare la soluzione a un futuro indeterminato? Provammo a mettere tutto al presente. "Lo risolviamo? Lo risolviamo". Ma non suonava bene.
Si sa come succede con uno scritto; si comincia a cambiare una virgola, e bisogna cambiare una parola, poi la costruzione di una frase, e poi va tutto al'aria. Discutemmo mezz'ora. Proposi di mettere domanda e risposta con tempi diversi: "Lo risolveremo? Lo stiamo risolvendo". Il presidente fu entusiasta e da quel giorno la sua fiducia nelle mie doti non venne mai meno.

Italo Calvino visto da Tullio Pericoli, 1987