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domenica 18 marzo 2012
martedì 12 ottobre 2010
Triste storia di Sandra: la copertina.

Finalmente la copertina di Triste storia di Sandra, presto in vendita nelle migliori librerie a soli 23 Euro, con una prefazione dell'autore che possiamo anticipare in queste righe:
"Per me è un bel libro"
L'Autore (anche se molisano)
venerdì 10 settembre 2010
Il tempo materiale di Vasta

A volte accendo la televisione. Di pomeriggio fanno dei film. Don Camillo e Peppone, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. L'Italia capisce solo le maschere, i personaggi a una dimensione. Vieni avanti cretino. La paura del Sarchiapone. Appena un personaggio si fa più complesso diventa subito sospetto. Un giorno resto a guardare Tina Pica in Pane, amore e fantasia. Fa Caramella. Mi piace quando grida. Grida sempre. E borbotta e rimprovera. Moralizza. Penso abbia capito che una certa italianità è fatta in questo modo e vale la pena interpretarla. Una repubblica fondata sulla reprimenda. La voce che si ingrossa, la laboriosa fabbricazione del ruggito: poi il ruggito viene fuori, ci soffi sopra e ti accorgi che era schiuma.
In questi mesi, dopo la morte di Moro, il canone politico nazionale sta riorganizzando il suo impianto. Leone era già da anni irreale ed è saltato. La complessione fisica gelatinosa, la vocina adatta al belato, la mano che conficca scaramantica le corna per terra a scongiurare studenti e colera: non reggeva più. Al belato andava sostituito qualcosa di più consistente, di più aspro. Pertini è sempre Italia ma ha un'altra intonazione. Più adeguata ai tempi. Salda, severa, con quella parte di stordimento senile che rende tanto umani. E poi il passato partigiano, l'antifascismo, la fuga dal carcere politico; l'identità socialista, ma di un socialismo delle origini. Insomma, il simbolo giusto al momento giusto, il paese che rincolla i pezzi, la salvaguardia dell'unità nazionale guadagnata a strepiti e preamboli.
Tina pica, dunque, è perfetta. È Sandro Pertini donna. La stessa voce, lo stesso temperamento rude e sanguign

o. Quando però mi avvicino alo schermo e la annuso, avvolta nel suo sciallino traforato, sento un odore di incenso vecchio che arriva prima alle narici e poi alla gola. La sacrestia. Il turibolo. L'atmosfera tabernacolare. È un odore che nonostante l'assuefazione – è l'odore di Palermo e dell'Italia – ancora mi sconvolge. È anacronistico. Mi spalanca davanti neri interni piccolo-borghesi, rurali, vischiosi, un'estensione delle cartoline che passano all'Intervallo. Una massa di scialli, di centrini, gli ornamenti di vetro opaco, gli specchi d'armadio chiazzati. I bicchieri di cucina sui quali, come in un incubo traslucido, si riconoscono i sedimenti di saliva, strato su strato.
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martedì 1 giugno 2010
La nuova Hannah
Sulla scia del vecchio post riguardante la divulgazione di saggi importanti che sembrano perdere rilevanza nonostante la loro eterna attualità, aggiungiamo oggi al nostro elenco "La banalità del male" di Hannah Arendt. Constatando con piacere la palindromicità del nome Hannah, ci proponiamo, in quanto Casa Editrice Gigante, di rinnovare la veste grafica delle copertina per diffondere il libro e avvicinare così il pubblico televisivo.

Nel caso non si capisse, la versione rossa con bimbi grigi è quella di Feltrinelli, quell'altra con fotografia artistica e con baffi è la versione del nostro importante grafico vagamente laureato in gnoseologia ontologica.
mercoledì 13 gennaio 2010
Furore
Un pezzettino da Furore del mitico John Steinbeck (nella bellissima edizione Bompiani del 1970).
Qui c'è Tom che parla con sua madre.
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Tom recitò: "Non costruire case troppo grandiose se non vuoi vederle crollare."
"Ho ben paura che è così, infatti. La Bibbia vero?"
"Credo, ma non ricordo bene. Faccio confusioni, da quando ho letto un libro intitolato Le conquiste di Barbara Worth."
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domenica 18 ottobre 2009
Foucault oggi.
La Casa Editrice Gigante ha buoni intenti divulgatori. Ad esempio si chiede come mai "Sorvegliare e punire" di Michel Foucault non sia un best seller mondiale in italia. Dopo attente analisi di mercato, eseguite da un gatto laureato in Poliestere, siamo giunti alla conclusione che effettivamente il problema consista nella copertina: vi sembra che Feltrinelli invogli a comprare questo libro?

Sicuramente no, con quei grigi tizi tutti in fila.
Per questo, visti i tempi beceri, CasaEditriceGigante ha deciso di ristampare questo grande saggio ma in una nuova veste grafica accattivante, che saprà attirare l'attenzione di tutti e che definitivamente invogli all'acquisto.
Qui di seguito la nuova copertina creata da uno dei nostri migliori grafici:


Sicuramente no, con quei grigi tizi tutti in fila.
Per questo, visti i tempi beceri, CasaEditriceGigante ha deciso di ristampare questo grande saggio ma in una nuova veste grafica accattivante, che saprà attirare l'attenzione di tutti e che definitivamente invogli all'acquisto.
Qui di seguito la nuova copertina creata da uno dei nostri migliori grafici:

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