venerdì 30 settembre 2011

Anticipazione di Banlieue 10


Lo squallore della morale (lettera della redazione - anticipazione di Banlieue 10)


In quest’anno che si sta per spegnere si è fatto un gran parlare attorno alla questione dell’etica della politica, e dell’etica pubblica dunque.

Centinaia, se non migliaia, di cittadini e cittadine indignati dalla condotta immorale del nostro presidente; la stampa ossessionata dal caso Marrazzo prima, dagli scandali vacanzieri di tangenti e malapolitica poi (Penati e Milanese in testa).

Tutti a lagnarsi perché il potere è marcio, perché così proprio non ci si può comportare, perché solo in Italia (vedi il paladino Fabri Fibra)...

Non sono, non siamo d’accordo. Noi di Banlieue non ci aggreghiamo al codazzo della pubblica indignazione. Perché poi? Perché qualcuno va a puttane: e cosa esisterebbero a fare altrimenti?

Lo scandalo vero è che ancora oggi, a fronte di migliaia di anni di umanità e cultura, ci si indigni.

L’indignazione è per gli stupidi e per gli invidiosi. I primi non possono conoscere cosa sia vivere e dunque protestano, i secondi (ancor più sfortunati) sanno la teoria ma non possono la pratica. L'indignazione è per gli inadeguati.
Lo scandalo sta nel fatto che ancora oggi la maggioranza di noi insegua una morale imposta, un’etica pubblica e privata volgare che ha come unico fine castrarci, tenerci accucciati come cani da salotto.
Non che esistano una morale o un’etica giuste o buone di per sé, ogni tipo di condotta auspicabile, è odiosa e primitiva.

Vivere significa osare, non osservare le regole, ignorare il rispetto per il prossimo.
Il mesto popolino invidia il tiranno che tira di bamba e gioca al dottore con fighe strapagate, che copre d'oro minorenni in cambio dei loro corpi ancora un po' acerbi. Ma è solo invidia appunto. La vecchia storia della volpe e dell’uva.
Comportarsi seguendo un’etica privata è squallido e penoso.
Pretendere d’imporre un’etica pubblica è violento. È terrorismo contro la vita.
Il sogno di ogni disabile fisico in carrozzella è quello di far sentire in colpa tutti gli altri in grado di camminare e ballare, è quello d’imporre una regola comune (un’etica appunto) generata dalla propria impotenza che costringa tutti a vergognarsi per un semplice salsa e merengue.
Io dico: balliamo, balliamo in faccia agli handicappati censori della vita.
Chi non può permettersi di pagare dieci ragazze per dormirci assieme nel lettone, chi non ha il coraggio di farsi trapiantare i capelli, chi non ha le palle di riempirsi di coca e poi farsi sodomizzare da un brasiliano senza permesso di soggiorno, vivere l'ebbrezza di guidare a 100 all'ora contromano con una troia sul sedile posteriore o evadere abilmente onerosi balzelli... che crepi soffocato dalla sua invidia.
Noi la casa di Batman a venti minuti in macchina da Porta Venezia l’abbiamo sempre sognata, ma di fronte all’eventualità di una vita che non ce lo permette, non ci lamentiamo, non lanciamo j’accuse tristi e incomprensibili, non manifestiamo a suon di bonghi e di clavette; ci accontentiamo di un costumino da Robin.
Tutto sta nell’ingegnarsi ad accrescere a dismisura il valore di quel metaforico costumino da spalla omosessuale latente che ci ritroviamo indosso.
L’amore per il prossimo non significa sognare di plasmarlo a nostra immagine e somiglianza. Questo significherebbe imporre le nostre deficienze e i nostri limiti d’immaginazione a qualcun altro, a un bimbo magari, significherebbe non permettergli di sognare il potere, di aspirare ad una vita perfetta, da raggiungere senza alcuno sforzo, solo col coraggio di seguire sé stessi e il proprio istinto sadico.
Ci fanno schifo quei vecchi bavosi che scrivono sui giornali come ci si dovrebbe comportare, loro che non possono permettersi molto di più che cagarsi addosso e ammorbarci coi ricordi della guerra. Ci riferiamo ad Eugenio Scalfari, così, per fare un nome. Ci fanno schifo anche tutti quei cosiddetti cittadini civili, che di giorno sono costretti a spalare la merda e la notte sognano di diventare supereroi della società civile, e scrivono lunghe lettere di indignazione per questa Italia in mano ai corrotti e ai prepotenti.
E ci fanno tristezza invece, quei giovani belli e fragili, che inseguono inconsapevoli l’imbruttimento dei loro animi ardimentosi, che fuggono dalla bellezza dei propri corpi, cercando un assoluto che già possiedono in realtà, rinunciando al potere, agli abusi e ad ogni tipo di soddisfazione che potrebbero ottenere dal compimento pieno di loro stessi.
Essi sfuggono al loro naturale e sano desiderio di potere.

Sapiens: che crede di sapere, ma non sa.
Questo è un uomo debole, destinato al fallimento o alla frustrazione. Ci auguriamo che finisca. O sia finito, da altri. Noi di Banlieue continuiamo ad operarci per il superamento dell'uomo che si autolimita con l'etica.
Quando gli abusi di potere, la corruzione e l’accesso alla felicità definitiva per mezzo del denaro e dell'abuso senza sensi di colpa saranno guardati non con meschino sdegno, ma con la gioia del fanciullo di fronte all’esempio del maestro virtuoso, in quel momento potremo dire ECCE HOMO.

mercoledì 28 settembre 2011

GUASTAFEST

Domani saremo qui con Costolà:


Voilà

Sputarsi alle caviglie


La testa del direttore editoriale stava sul tappetino del mouse.
Era caduta lì per la delusione.
Ecco cos'era: la testa sul tappetino del mouse.
Il direttore la raccolse e se la portò appresso per usarla negli uffici a forma di gabbia:
- Smettetela, disse entrando
Tutti smisero. Continuò:
- Credo di essere piuttosto triste, entro domani voglio vedere al posto di questo ufficio un lago con tramonto da contemplare.
- Ma Direttore, intervenne il ghost writer, lei preferisce il mare al lago.
- Non posso certo pretendere che domani mi facciate un mare qui, al settimo piano.
- Grazie direttore.

Il direttore se ne andò affranto.
I dipendenti solerti cominciarono a sputarsi alle caviglie.

mercoledì 21 settembre 2011

Do It Yourself: Costola al Buridda

Buongiorno,
siamo lieti di annunciare che nel prossimo fine settimana avrete l'immancabile possibilità di pagare un Costola (e di avere quindi un Costola in cambio) all'incontro D.I.Y organizzato al L.S.O.A. Buridda di Genova.

Qui il manifesto delle due giornate, ci sono tante cose:


E qui il grande resoconto video della scorsa edizione, è un bel video e ci sono delle belle facce (!):

sabato 17 settembre 2011

giovedì 8 settembre 2011

Costola a Mestre (Venetian industries Festival)

è difficile barcamenarsi. è difficile pure usare la parola barcamenarsi senza che qualcuno ti guardi con gli occhi di chi, barcamenarsi?, è difficile fumare le sigarette senza le sigarette, è difficile essere in due posti contemporaneamente ma, nonostante tutto, questa sarà la cosa più facile perchè inutile e Follelfo vanno qui  a Mestre. (Tra l'altro Domenica 11 sempre a Parco San Giuliano suonerà IOSONOUNCANE, contiamo di andarci)

Mestre: se ci clicchi ci vai

mentre Costola e qualche Banlieue forse a Milano, anche se i milanesi non lo sanno.

Ass. Cult. Van-ghè, Milano se ci clicchi ci vai
~~~~
~~~~
ATTENZIONE:
Quello sopra è il post preparato un paio di giorni fa e non avevam voglia di cancellarlo e ci piaceva dettagliarlo: abbiamo infatti poi saputo che i Van-ghè libersalone ci chiedevano dei soldi per il giusto autofinanziamento|indipendenza totale e noi che non ci avevamo pensato, all'eventualità di pagar, gli abbiam detto cortesemente no. Non sappiamo se ci dispiace ma di sicur siam contenti che

 Costola va a Mestre in rosso

mercoledì 7 settembre 2011

MASSIMILIANO CHIAMENTI

Da:
di & con daniele


prologo
====
tradimento


questa poesia la scrivo in segreto
mentre sei a cena da mamma
e firmo pure un contratto per la pubblicazione
che tu disapproveresti
ma ho fretta di pubblicare
43 anni vissuti così - bello mio - il futuro sembra
un soffio
e non ti tradisco con un altro ragazzo
perché tu sei il più bello e il pîù profondo del
mondo
una fonte inesauribile
di amore e bellezza
ma ti tradisco con queste parole
che spedisco dal tuo letto
al mio amico mirko fuggitivo per la svizzera
e al pio nuovo editore
che raccoglie di me
le prime ceneri del nostro amore
come la cenere che si mette sotto la coca basata
perché la scrittura è solo detrito
e la mia vita a tutto tondo sei tu
scriverò per te
"quello che non fue mai detto di alcuno"
nel mio prossimo libro
che poi è ormai questo qui
possano gli dei tenerti accanto a me
in ogni vita in ogni tempo in ogni luogo
in ogni regno di esistenza
dove tu mi sarai principe e consorte

domenica 4 settembre 2011

In coda al parrucchiere per cani


Eleonora

l'ho conosciuta in coda al parrucchiere per cani
11:34:09

sono entrato ho chiesto chi era l'ultimo ed era lei
11:35:05
siccome il parrucchiere era in ferie abbiamo passato una settimana lì in sala d'attesa
11:35:17
dopo aver finito di leggere gente ci annoiavamo
allora ci siamo fidanzati
11:35:39
il parrucchiere è tornato dalla ferie e ha portato nuove riviste
11:35:51
le leggeva sua moglie sotto l'ombrellone
11:36:19
avevano preso due lettini sulla spiaggia al lido di cremona
che c'era la promozione pagavi il lettino come la sdraio


11:38:46
bene
12:10:57
sono dovuto partire per la groenlandia
e lei è rimasta sola, piccina,
nella sala d'attesa
12:11:11
ha finito anche tutte le riviste nuove
12:11:32
ma è riuscita a far lavare il cane
ora sono felici

venerdì 2 settembre 2011

Chump and Clump

Per rilassarsi ecco un po' di cartoni animati, anche se non si dice più.


Chump And Clump from Talking Animals on Vimeo.

giovedì 1 settembre 2011

Anno luce di G.Genna


Seguimmo certe rotte in diagonale, noi umani, diretti alla fondazione della città. Ci stringeva il petto un mal d'Africa tenue e sofisticato, il sintomo della raffinatezza del passato. Cerchiammo lo spazio di fondazione, compimmo i dovuti sacrifici. La veccia cresceva nei campi incolti, da cui apprendemmo le arti magiche della seminagione, della raccolta, spinti dalle correnti elettriche dei nostri metabolismi, ricavando tempi lenti per le fioriture, in armonia con i cicli lunari, con il magnetismo delle lontane maree. Sottomettendoci ai duchi, erigendo le signorie e i memorabili vassallaggi, attraversando pestilenze decennali, che sfiguravano temporaneamente la nostra specie, fino alle scoperte che i minerali combusti e raffinati potevano indurre la materia a lottare contro se stessa, a frizionare scaglie di energia, a sfamarci, per porre termine allo spettro della penuria, per sedare il sisma dei nostri metabolismi. Elaborammo virtù, individuammo i vizi. Trascinammo una storia colossale. Erigemmo ciminiere, le convertimmo in archeologia industriale. Giungemmo esausti a un tempo privo apparentemente di senso, pronti ad auscultare i battiti della fame, quella violenza impostaci dai nostri metabolismi, che tante volte ci aveva trascinato oltre gli ostacoli. Abbiamo raffinato fino all'immaterialità i nostri metabolismi, congiungendoli con l'occulta supersottile sostanza dello spazio neutro. Mediante queste tecniche di magia noi sogniamo di abbandonare il pianeta, di erigere colonnati dorici sul suolo rosso del prossimo pianeta che abiteremo. Raffineremo le tecniche a punti impensabili, partendo dalla natura fossile di questi guardrail incrostati, partendo dalla mente prensile, dai lobi cerebrali opponibili di quest'uomo infossato a mezzobusto nella sua auto, che si dirige ombroso e letale verso il suo destino, in forma di regicida.

martedì 30 agosto 2011

Bozze

Un'altra cosa che potrebbe essere bella all'improvviso. Stiamo riavvolgendo l'internet. Se cliccate l'immagine sotto si va direttamente al sito ma anche cliccando sulla parola sito. Ecco. Buone vacanze anche a settembre e anche mercoledì prossimo eventualmente.

sabato 27 agosto 2011

Passaggi per il bosco

Appuntamento importante a Cagliari in questi giorni ma anche in giro. Fino a Domenica, oggi è sabato.

la foto si clicca. domani è domenica. in Sardegna ci son stati incendi terribili.

venerdì 22 luglio 2011

Dubbi

Forse è vero, sì, che Casa Editrice Gigante è andata in ferie nel porto di Ventimiglia e di La Spezia, a protrarsi al mare alla ricerca di verbi sfollati come protrarsi soprattutto al mare.
La costruzione romanzesca è arrivata ad un punto per cui la ricerca filolinguistica è talmente estenuante che si è guardata alla specchio e si è detta, sono talmente estenuante.
Ma la verità è questa: 


giovedì 30 giugno 2011

Laboratorio Probabile Bellamy

Segnaliamo e consigliamo questo laboratorio di scrittura cinematografica very very interessante:
Clicca maggiori informazioni per maggiori informazioni (è il sito Laboratorio Probabile Bellamy)

domenica 26 giugno 2011

MilanoRomaTrani in fuga con le autoproduzioni

Al B.I.R.R.A. ospitato dal Bartleby di gli animi erano accesi. Con entusiasmo abbiamo visto innanzi a noi l'imminente unione in un sito/blog che potesse fare da volano per le attività di autoproduzione editoriale in Italia. Tutti d'accordo, ci sentiamo via mail e stabiliamo per benino come organizzarci. Ok.

Per paura poi della gestione dei contenuti e dell'effetto "grande calderone", quella cosa per cui si trovano in una pagina migliaia di link a siti e blog con caratteristiche disparate e senza un vero e proprio trait d'union, abbiamo deciso di dover prima di tutto avere un manifesto che stabilisca i criteri di affiliazione delle varie riviste presenti. Per diversi motivi (tra i quali il rischio chiusura del Bartleby) ci si è fermati su questo punto.

Qui la faccenda si fa delicata perché il lavoro che avrebbe dovuto essere fatto con estrema accuratezza e dopo scambi di mail e pareri e contropareri e dibattiti e opinioni e punti di vista da parte dei rappresentanti delle riviste coinvolte, è stato concluso nel giro di poco da enpi di MilanoRomaTrani, che ha deciso di pubblicare il tutto su questa pagina senza portare riferimento al BIRRA:


è una bella pagina che la redazione di Casa Editrice Gigante avrebbe voluto vedere molto tempo fa e che però è stata fatta al di fuori del blog del BIRRA. La nostra speranza è che una volta avviata e consolidata la sua funzionalità, la pagina possa poi trasferirsi al blog ufficiale, dove per ora l'agire e il prendere decisioni è un po' rallentato dalla presenza di molte voci. (It's the Democrazia, Baby).

Al di là di questo, l'intento principe sta tutto in questa frase che copincolliamo direttamente dall'introduzione della lista di riviste che compare su MRT:

N.B.: se pensi che dovresti far parte di questa lista, contattaci.

giovedì 23 giugno 2011

Zammù anche tu


venerdì 24 giugno, a partire dalle 21.30, si terrà l'ultimo evento stagionale di casa lettrice malicuvata in bologna. Il nostro Filippo Balestra, uno dei più influenti e attivi rappresentanti di Casa Editrice Gigante, interverrà leggendo sia cose che cose da Costola, la grande Costola.
Intanto a questo link di Casa Lettrice Malicuvata si può leggere un racconto del suddetto influente e attivissimo con illustrazione di Robbe.
Quel che questa sera sera succederà a:
zammù libreria
via saragozza 32/a                                
bologna


narrazioni musicate
a cura di casa lettrice malicuvata

narrazioni musicate
a cura di casa lettrice malicuvata

[21.30 - 22.00]
luca martini, le mani in faccia (voras edizioni) - brani

carla sermasi - poesie

luca zirondoli - racconti

giuseppe boy - poesie


[22.00 - 22.30]
filippo balestra - racconti

simone rossi, cose nuove - brani

matteo camporesi - racconti

milvia comastri - racconti

alberto masala - poesie


[22.30 - 23.00]
massimo vitali - l'amore non si dice (fernandel) - brani

elena carletti - poesie

marco manicardi - racconti

michela savio - racconti

giancarlo sissa - poesie


[23.00 - 23.30]
filippo balestra - poesie

primavera contu - racconti

roberta sireno - poesie

collettivo fra le righe


[23.30 - 24.00]
filippo balestra - poesie

yashanti - racconti

giuseppe boy - poesie

alfio génitron, antiguida - brani

sabato 11 giugno 2011

IF THE BOMB FALLS

Domani al Buridda, noi portiamo Costola, poi ci saranno altre cose interessanti tipo le carpe che ti saltano in barca tantissimo (scusate, abbiamo visto un video ma non vogliamo mettere un link al corriere della sera).
Ci saranno le cose interessanti.

venerdì 10 giugno 2011

Banlieue | Il Sito

Grandi novità pari ad un vero e proprio terremoto nel panorama mondiale dei siti internet.
Finalmente, dopo un periodo di tentennamenti e di raffinazione della linea etica/politica/grafica/morale/salutare/editoriale ma soprattutto in risposta allo spietato attacco inferto da una spregevole accolita di avvocati con conseguente oscuramento del suo blog/diario personale, Katia, la mitica direttrice de Le Gran Jeu Edizioni, torna a imporsi online e fottendosene del digital divide apre il nuovo sito di Banlieue, la rivista letteraria che consacra l'aberrante che ci circonda:


Ci sono i pdf scaricabili, le cartoline e le foto delle merde misteriosamente trovate nei parchi milanesi e che furono motivo d'indignazione sul noto social network facebook.

mercoledì 8 giugno 2011

Collana dei concorsi yes!


Casa Editrice Gigante, da sempre attenta agli autori sinergici, da sempre attenta al valore della scrittura, da sempre attenta alla scrittura remunerativa, allo stagismo co.co.pro ha delegato a chi di dovere l’istituzione della collana dei concorsi.


All’appropinquarsi del solstizio d’estate, la notte di sangiovanni, i sogni delle notti in cui solo fiorisce la mandragola, i sabba, la fine della scuola, la comparsa nei cieli notturni del triangolo estivo e tutti questi altri eventi forieri d’ispirazione letteraria, Casaeditricegigante è pronta a raccogliere in un prezioso volumetto rilegato a regola d’arte tutti i flussi, gli intrecci e le produzioni bellettristiche che sfiorandovi sarete in grado di cogliere e buttare giù, su un foglio, sotto forma di un fitto alternarsi di lettere e spazi bianchi.
Sogno d’un concorso di mezza estate, il tema è libero: le zanzare, i referendum, i folletti, la natura matrigna, le colpe dell’uomo, la leggenda del contrabbassista cieco o qualunque altra cosa.
Sogno d’un concorso di mezza estate, elaborato libero: racconto, saggio, reportage fotografico, muretto a secco, disegno acrilico, proiezioni ortogonali, riso&asparagi o qualunque altra cosa.
Sogno d’un concorso di mezza estate, il numero di elaborati è libero: uno, dodici, trecentoquarantatrè, diciassette, due, pigreco, ottocento, ventitrè, sei o qualunque altra cosa.
Sogno d’un concorso di mezza estate, il contributo per elaborato è libero: dieci euro, venti euro, cento euro, mille euro, cinque fiorini, quarantadue euro, un euro o qualunque altra cifra.

I contributi versati verranno valutati accuratamente da una giuria mista ed anonima.
Gli elaborati non verranno visionati dai giurati per garantire l’obiettività di giudizio.
I contributi non verranno restituiti.

Il concorso scade il 24 giugno, i contributi possono essere inviati ancora per mesi, anni però

lunedì 6 giugno 2011

Böll si lamenta.

CIò CHE AGLI AUTORI MANCA È L'ORGOGLIO (frammenti di discorso pronunciato da Böll per il venticinquesimo anniversario della Verwertungsgesellschaft Wort 8 dicembre 1983)

   "è comunque ancora un mistero come mai una società completamente orientata al possesso, invasata dal possesso, non statalizzi, dopo un termine ultimo, proprio il possesso intellettuale (di questo si dovrebbe parlare nel corso di un giusto accordo con i discendenti) ma lo getti nella fauci di una società che fa incetta di possesso. Può persino darsi che questa perversione della situazione giuridica abbia condotto a dei pensieri sublimi. Il sublime pensiero che in presenza di simili valori non si possa ragionare di cose così volgari come il denaro. Può darsi. Vorrei solo osservare che non opera nessuna forza sublime che fa piovere francobolli dal cielo e non si dà ancora il caso che il ministro dell'Interno paghi la mia bolletta del telefono, anche se magari origlia al ricevitore mentre, durante le mie cospirazioni telefoniche, ordino dell'altra dinamite. È davvero singolare che, invece, i diritti d'autore vengano espropriati liberamente ai successori legali dopo settant'anni. Ripeto quel che ho detto in altre occasioni: il diritto è la componente più preziosa e importante, la conquista più importante della nostra civiltà. Uguaglianza davanti alla legge e libertà sono strettamente collegate. Le altre componenti della nostra civiltà, letteratura, musica, arte, non hanno bisogno di essere garantite dalla legge nella loro libertà, se la procurano da sé, esplorano ininterrottamente i loro confini mosse da un innato desiderio di libertà. Il diritto è la conquista più grande della nostra civiltà."

Poi parla un po' del Verwertungsgesellschaft Wort: "Società per l'utilizzo della parola" (previo copiaincolla aggiungiamo noi)
e continua:

Anche Böll voleva più soldi
   "nei quattordici anni precedenti non siamo riusciti, e di questo non possiamo incolpare nessun altro se non noi stessi, a dare al pubblico un'immagine del nostro lavoro, a precisare, chiarire che cosa significhi scrivere anche solo una pagina di prosa che uno possa rileggere dopo cinque o dieci anni senza arrossire. Non parlo di valori eterni, parlo di prosa in lingua tedesca, si tratta di lavoro, bello sì, anche se faticoso. E il riconoscimento di questo lavoro è diminuito invece che aumentare. Nulla contro il bacio della musa, è dolce, rende il nostro spirito alato. Ma questa donnetta è ostinata ed esigente. Non ci arriva certo in camera o sulla scrivania svolazzando. Si avvicina per lo più solo dopo che ci si è mezzi ammazzati di fatica a prepararle la strada. Una gran furbacchiona che sa che baci a buon mercato non danno molto."

Tratto da Visto di transito, Edizioni Studio Tesi - collana EST

giovedì 2 giugno 2011

In ascensore

Casa Editrice Gigante si è dovuta spostare in ascensore. Andatelo a chiedere al direttore, perché?, lui ti dice che non ne può più di sentirsi continuamente accusato di inamovibilità dalla sua posizione di potere. Andate a chiederglielo, lui ti dice che da oggi si fa carriera, in ascensore, si può salire di livello molto rapidamente e scendere di livello molto rapidamente. Abbiamo quindi portato tutti i nostri computer piccolini in ascensore, le sedie e le scrivanie le lasciamo fuori, poi quando arriviamo al piano c'è il direttore, fuori pure lui, come le sedie e le scrivanie, che dice, allora? come vanno le cose? c'è sana competizione fra di voi? e la nuova segretaria? avete visto che Bomba Sexy? tenetemi la porta aperta. Il ghost writer si mette lì e col dito sul tasto tiene la porta aperta. Il direttore entra un attimo, ci stringiamo per far spazio, siamo in 11 dentro, come una squadra di calcio, però in un ascensore piccolo. Ci dice, mi raccomando, non m'interessa la letteratura, voglio un romanzo che descriva per benino le strade di almeno una città; se sono due città, una dev'essere città Europea, non Parigi però, meglio Stoccolma. Poi preme un tasto a caso e prima che chiudano le porte ritorna al piano con la segretaria Bomba Sexy, l'ascensore parte e sentiamo lui che dice, hai sentito che odore là dentro? sono 11, come una squadra di calcio.

mercoledì 1 giugno 2011

Bukowski sulla letteratura o sulla scrittura o sulla poesia, e sull'umanità intiera (in galera).


Christmas poem to a man in jail
hello Bill Abbott:
I appreciate your passing around my books in
jail there, my poems and stories.
if I can lighten the load for some of those guys with
my books, fine.
but literature, you know, is difficult for the
average man to assimilate (and for the unaverage man too);
I don't like most poetry, for example,
so I write mine the way I like to read it.
poetry does seem to be getting better, more
human,
the clearing up of the language has something to
do with it (w. c. williams came along and asked
everybody to clear up the language)
then
I came along.
but writing's one thing, life's
another, we
seem to have improved the writing a bit
but life (ours and theirs)
doesn't seem to be improving very
much.
maybe if we write well enough
and live a little better
life will improve a bit
just out of shame.
maybe the artist haven't been powerful
enough,
maybe the politicians, the generals, the judges, the
priests, the police, the pimps, the businessmen have been too
strong? I don't
like that thought
but when I look at our pale and precious artists,
past and present, it does seem
possible.
(people don't like it when I talk this way.
Chinaski, get off it, they say,
you're not that great.
but
hell, I'm not talking about being
great.)
what I'm saying is
that art hasn't improved life like it
should, maybe because it has been too
private? and despite the fact that the old poets
and the new poets and myself
all seem to have had the same or similar troubles
with:
women
government
God
love
hate
penury
slavery
insomnia
transportation
weather
wives, and so
forth.
you write me now

that the man in the cell next to yours
didn't like my punctuation
the placement of my commas (especially)
and also the way I digress
in order to say something precisely.
ah, he doesn't realize the intent

which is
                to loosen up, humanize, relax
and still make as real as possible
the word on the page. the word should be like
butter or avocados or
steak or hot biscuits, or onion rings or
whatever is really
needed. it should be almost
as if you could pick up the words and
eat them.
(there is some wise-ass somewhere
out there
who will say
if he ever reads this:
"Chinaski, if I want dinner I'll go out and
order it!")
however
an artist can wander and still maintain
essential form. Dostoevsky did it. he
usually told 3 or 4 stories on the side
while telling the one in the
center (in his novels, that is).
Bach taught us how to lay one melody down on
top of another and another melody on top of
that and
Mahler wandered more than anybody I know
and I find great meaning
in his so-called formlessness.
don't let the form-and-rule boys
like that guy in the cell next to you
put one over on you. just
hand him a copy of Time or Newsweek
and he'll be
happy.
but I'm not defending my work (to you or to him)
I'm defending my right to do it in the way
that makes me feel best.
I always figure if a writer is bored with his work
the reader is going to be
bored too.
and I don't believe in
perfection, I believe in keeping the
bowels loose
so I've got to agree with my critics
when they say I write a lot of shit.
you're doing 19 and 1/2 years
I've been writing about 40.
we all go on with our things.
we all go on with our lives.
we all write badly at times
or live badly at times.
we all have bad days
and nights.
I ought to send the guy in the cell next to yours
The Collected Works of Robert Browning for Christmas,
that'd give him the form he's looking for
but I need the money for the track,
Santa Anita is opening on the
26th, so give him a copy of Newsweek
(the dead have no future, no past, no present,
they just worry about commas)
and have I placed the commas here
properly,
Abbott?

          ,
        , , ,
      , , , , ,
    , , , , , , ,
  , , , , , , , , ,
, , , , , , , , , , ,
        , , ,
        , , ,

lunedì 30 maggio 2011

Work in progress







ti sto per scrivere una mail diversificata nel tempo
Yesterday at 7:09pm ·  ·  · See Friendship

  • Paolo Cattaneo likes this.

    • Paolo Cattaneo menomale. homi sapiens?
      Yesterday at 7:09pm · 

    • Filippo Balestra ci si lavora sto studiando un libro che parla delle mongolfiere nel paleolitico
      Yesterday at 7:10pm · 

    • Paolo Cattaneo sai che hanno scperto che in realtà navigavano molto prima di quato si credesse? gli uomini dico.
      Yesterday at 7:11pm · 

    • Paolo Cattaneo molto-molto prima, tipo che tu credi che era il 100 ed invece era il 10000
      Yesterday at 7:11pm · 

    • Filippo Balestra tipo quei bastardi dei vichinghi che si vogliono prendere il primato delle americhe?
      Yesterday at 7:11pm · 

    • Paolo Cattaneo tipo, però molto prima, tipo del tantissimo avanti cristissimo.
      Yesterday at 7:13pm · 

    • Paolo Cattaneo avantissimo cristo.
      Yesterday at 7:13pm · 

    • Filippo Balestra beh ma allora era facile che i continenti non avevano ancora litigato ed erano tutti belli attaccati a chiacchierare di sport
      Yesterday at 7:14pm · 

    • Filippo Balestra cmq c'è gente che dice che un tempo andavano in giro con le tavole da surf e stavano fuori per un bel po' di giorni, cmq vivano i fenici
      Yesterday at 7:15pm ·  ·  1 person

    • Paolo Cattaneo sisi, ma io ti parlo della preistoria capito? tipo che avevano le barche di pietra tutta scalfita dalle pietrate che servivano per fare diventare una pietra un'altra cosa di pietra.
      Yesterday at 7:18pm · 

    • Filippo Balestra sticazzi, questa non me l'aspettavo sul serio... dovresti un giorno portarmi sui fondali degli oceani che meglio conosci... ci sono le forchette e le pipe della sirenetta
      Yesterday at 7:20pm ·  ·  1 person

    • Paolo Cattaneo ci sono anche i cylum del pleistocene
      Yesterday at 7:21pm · 

    • Filippo Balestra ho fatto una cosa sul blog della casa editrice gigante ma non so se ne sn sicuro
      Yesterday at 7:24pm · 

    • Filippo Balestra vai a vedere
      Yesterday at 7:24pm · 

    • Paolo Cattaneo e chisséi? Houdinì ?
      Yesterday at 7:27pm ·