lunedì 18 maggio 2015

Malattia incurabile e attaccaticcia - Don Chisciotte

- Questi - disse il curato - non devono mica essere di imprese cavalleresche, bensì di poesia [...] non meritano di essere bruciati come gli altri, perché non fanno né faranno il male che hanno fatto quelli di cose cavalleresche; e son libri di buon senso, senza pregiudizio del prossimo.
- Ah, signore! - disse la nipote. - Ben potete mandarli a bruciare come gli altri, perché non ci vorrebbe molto che, una volta guarito il mio signore zio dalla malattia cavalleresca, con la lettura di questi gli venisse il ghiribizzo di farsi pastore e di andarsene per i boschi e per i prati cantando e suonando e, peggio ancora, di farsi poeta, che, come dicono, è malattia incurabile e attaccaticcia.
Edizione Sansoni - Firenze 1923/1927 traduzione Alfredo Giannini

mercoledì 13 maggio 2015

Alberto Forni - Seguirà buffet

Casa editrice Sperati

(tratto dal romanzo Seguirà buffet di Alberto Forni)
LINK per comprare il romanzo su amazon

Gianni Sperati era arrivato all’editoria per motivi del tutto casuali.
Un amico, divenuto assessore alla cultura di un piccolo Comune, gli aveva chiesto una mano per organizzare un concorso letterario. Concorso letterario che prevedeva il pagamento delle consuete “spese di segreteria”, inizialmente fissate in lire diecimila e che Sperati tuttavia, come primo atto della nascente collaborazione, era riuscito a far portare a venticinque perché “Ci sono pure le targhe da pagare”.
Alla fine, con grande sorpresa di Sperati, dell’amico assessore e della giunta tutta, i partecipanti al 1º Concorso Poeti Moderni furono oltre trecento e quattro rapidi conti spinsero il futuro editore a guardare con occhio diverso il mondo dell’arte, con particolare riferimento alla letteratura (da quel momento in avanti “Letteratura”), che lui aveva sempre considerato come un sottoprodotto figlio di privilegi, sfighe e amenità varie da non prendere neanche in considerazione. Almeno da un punto di vista professionale.
Qualche mese più tardi, caduta la giunta, Sperati prese in mano le sorti del Concorso Poeti Moderni, e iniziò a stringere accordi per iniziative simili con vari Comuni limitrofi. Le occasioni d’altra parte non mancavano: c’era sempre un evento da ricordare, un santo da festeggiare, una sagra da far conoscere. E se pure non ci fosse stato un motivo evidente, bastava un po’ di fantasia per partorire nuovi progetti. La Poesia d’altronde era occasione prima e immobile e bastando a se stessa non aveva bisogno di futili pretesti. E così, se non cadevano i cent’anni della liberazione di qualcosa da qualcuno, si potevano sempre celebrare la mamma, i nonni o gli inossidabili legami famigliari. Se non venivano in soccorso Sant’Eustorgio o Sant’Ignazio, era comunque possibile riscoprire il valore dell’artigianato attraverso concorsi come Poesie in ceramica o Legnopoesia. E se la stagione delle sagre era di là da venire, perché non cimentarsi su temi arcaici e sempre sentiti come le stagioni? Fossero quelle dell’anno solare o della vita tutta?

Dopo i concorsi – che nell’anno di maggior successo diedero vita a un fitto calendario scandito da una ventina di appuntamenti – arrivò in maniera naturale l’idea della casa editrice. D’altra parte erano stati proprio i poeti a volerla: “Va bene il premio, ma vorrei far arrivare le mie poesie alla gente”, “Invece della targa sarebbe preferibile una pubblicazione, anche piccola, magari con un contributo”.
Per quanto Sperati riflettesse da tempo sul fatto di compiere un ulteriore passo nel mondo della Letteratura, gli era sempre mancato lo stimolo risolutivo. La parola “contributo”, che suonava dolce e innocua, eppure si rivelava allo stesso tempo foriera di varie e concrete declinazioni, ebbe il merito di diventare la chiave di volta della casa editrice Sperati, che tanto aveva vissuto prima della nascita nella mente del suo futuro fondatore.

Se i concorsi erano stati una scoperta, la casa editrice fu una rivelazione.
Perché se tutto sommato era comprensibile che alcune persone fossero disposte a partecipare a premi di poesia sperando nella gloria letteraria – con lo stesso approccio, va detto, con cui speravano nei numeri del Lotto, in certuni almeno – il fatto che la maggior parte di loro inseguisse anche la pubblicazione “a ogni costo” era un fenomeno che lasciava sconcertati.
Agli aspiranti poeti niente importava se non vedere il proprio nome sulla copertina di un libro; niente aveva più valore di arrivare a stringere in mano il frutto delle proprie fatiche.
Per questo, tutto si concentrava ed esauriva nella tensione di arrivare a quel risultato: il resto non aveva importanza, per il resto c’era sempre una risposta, almeno una. Avevano pagato per pubblicare? Anche Moravia l’aveva fatto. Il testo era pieno di refusi? Era frutto della spontaneità. Il libro non sarebbe stato distribuito nelle librerie? Un libraio che tenesse qualche copia l’avrebbero trovato di sicuro. Nessuno l’avrebbe recensito? Colleghi e famigliari ne avrebbero parlato per mesi.
Per quanto Gianni Sperati non ci avesse mai creduto fino in fondo – era troppo intelligente per farlo – in alcuni momenti aveva l’impressione di assolvere a una funzione sociale. Sicuramente non vendeva sogni come qualcuno, nel corso del tempo, l’aveva rimproverato, anzi, era grazie a lui se questi sogni potevano arrivare a compimento, come in una moderna fiaba. È vero, c’era il contributo, ma in fondo era solo un piccolo contributo. E il libro magari non avrebbe fatto la sua apparizione nelle librerie e sui giornali ufficiali, ma avrebbe comunque avuto una sua vita. Grazie a qualche libraio amico, qualche presentazione ci sarebbe stata. E grazie a qualche rivista amica di qualche casa editrice amica, qualche recensione (positiva) ci sarebbe stata. C’era forse bisogno di un’investitura ufficiale per fare di un libro, un vero libro? In fondo quanta spazzatura pubblicavano le case editrici “serie”? Quanta qualità invece si poteva trovare in editori come lui, simili a lui, che tiravano avanti a dispetto di tutto? Alla fine, non sarebbe arrivato il giorno in cui la Storia avrebbe riconosciuto il ruolo fondamentale di case editrici come la sua? Probabilmente no, perché erano tutte cazzate e Gianni Sperati lo sapeva, anche se ogni tanto si illudeva di crederci. Almeno per qualche minuto.

domenica 10 maggio 2015

Baretti Reading

A Torino, in Via Baretti (San Salvario), facciamo questo che è un reading dai balconi di Via Baretti... è un evento organizzato dall'associazione Viva Baretti (qui pag FB).
Ho appiccicato qui tutte le cosette che son riuscito ad trovare in giro e inoltre sono molto contento...
A ben vederci lì!
 
Ore 20:00 letture di Alessandra Racca e Paolo Agrati
Ore 20:40 letture di Sergio Garau e Filippo Balestra
Ore 21:20 letture di Arsenio Bravuomo e Giacomo Sandron
EHI: se cliccate QUI andate a vedere l'evento facebook, se avete facebook...

venerdì 8 maggio 2015

Roland Barthes - Il prestigio dell'è accaduto

   Il prestigio dell'è accaduto ha un'importanza e un'ampiezza veramente storiche. Tutta la nostra civiltà ha una propensione per l'effetto di reale che è attestato dallo sviluppo di generi specifici quali il romanzo realista, il diario intimo, la letteratura di testimonianza, il fatto di cronaca, il museo storico, l'esposizione di oggetti antichi e soprattutto il massiccio sviluppo della fotografia, il cui solo tratto pertinente (rispetto al disegno) consiste appunto nel significare che l'evento rappresentato è realmente accaduto. Secolarizzata, la reliquia conserva di sacro soltanto ciò che è legato all'enigma di quel che è stato, non è più, eppure si offre alla lettura come segno presente di cosa morta. Per contro, la profanazione delle reliquie è in realtà distruzione del reale stesso, secondo l'intuizione per cui il reale non è mai altro che un senso, revocabile quando la storia lo esige e richiede un vero e proprio sovvertimento dei fondamenti stessi della civiltà.

Roland Barthes, 1967 dall'articolo "Il discorso della storia" in Il brusio della lingua


giovedì 7 maggio 2015

C.A.C.C.A. (littlepoints...+PippoBalestra)


Questo è un raccontino più illustrazione che il nostro grandissimo Filippo Balestra (che sono io) insieme a quell'immensa littlepoints... (che è lei) abbiamo fatto insieme per la fanzine di Parma -ma non solo- C.A.C.C.A. (Cose A Caso Con Attenzione) link pagina fb
Son bravi molto, qui vi faccio vedere la nostra pagina com'è venuta fuori
e qui invece potete vedere proprio il link a C.A.C.C.A.
https://issuu.com/coseacasoconattenzione/docs/cacca5_web
fateci caso
fateci attenzione
ciao

martedì 5 maggio 2015

Una poesia. Anzi un post - Vincenzo Costantino

Dai.
Scriviamo una poesia.
Anzi un post.
Meglio una nota.
Argomenti del giorno?
Troppi.
Provo allora a mettere su un caffè.
Arriva la sera.
Argomenti della sera?
Uguali.
Facciamo che scrivo stanotte.
Argomento della notte?
Faccio l'amore.
Scrivo domani.
Argomenti di domani?
Ieri hanno scritto cazzate..
Allora scrivo a caso
anzi
a istinto.
vcc

sabato 2 maggio 2015

Kinodromo / Dreaming Callas Maria – A night of cinematic literature

Kinodromo inizia il mese di maggio con una serata dedicata alla letteratura cinematografica, ai grandi eventi, alla ricerca e alla sperimentazione in collaborazione con Caucaso

In occasione della pubblicazione di "Sognando Maria Callas", romanzo di Alessandro F. Ansuini, Caucaso presenta una selezione di film internazionali sul tema dell’invasione del grande evento.

Finale a sorpresa con un introvabile film italiano del ’68 sonorizzato dal vivo da Zende Music.

19.30 | PopCorn_Hour - Dj set Segreto by Leo Pardi. Introduzione a cura di Davide Turrini

21.00 | Inizio proiezioni:

- THE CONTRACT di Mike Welles – 6′ sub ita
- FIGHTING THE DRAGON di Falko Seidel – 9′
- WIR LIEBEN OLYMPIA di Caucaso – 8′
- DREAMING CALLAS MARIA – Reading performativo, 20′
- ZENDE MUSIC PRESENTA: PAROLA D’ORDINE IMBROGLIARE di Sergio Abbaticola e Franco Magliari – ITALIA 1968, 20′

Info programma: QUI

giovedì 30 aprile 2015

Ticino Poetry Slam per Chiasso Letteraria

Il Poetry Slam è considerato il fenomeno portante dell’oralità nella poesia contemporanea. In questa edizione del Ticino Poetry Slam, curata da Marko Miladinovic, saranno otto i poeti, tra Italia e Svizzera, che si confronteranno fra loro. Tra i poeti confermati Paolo Agrati, il duo Eell Shous, Sergio Garau, Filippo Balestra, Giacomo Sandron, Rodolfo Cerè, Paolo Gianinazzi. Ospite eccezionale sarà la poetessa Laura Wihlborg, campionessa nazionale svedese di poetry slam.

mercoledì 29 aprile 2015

Davide Predosin - Alcuni stupefacenti casi tra cui un gufo rotto

La frase

È auspicabile estrapolare la frase senza virgole, come sfilandosi la colonna vertebrale o asportando a mani nude, e in un colpo solo, un organo a scelta.
Della frase in genere emerge al massimo un artiglio, un corno o un aculeo; propaggini che, afferrate con decisione e con la dovuta prontezza di riflessi, permettono di sfilare integra e intera la frase per tutta la sua lunghezza.

Mi piace prelevare e maneggiare la frase così catturata, come se si trattasse di un viscido parassita oblungo che ancora caldo si dimena e lotta per tornare dentro, mentre lo tengo affascinato per la coda.
Ed è anche, quando la bestiaccia si rassegna, come se riprendessi contatto con me stesso, saggiando la consistenza dei miei tessuti più intimi, viscidi e vivi.
Gorilla Sapiens Edizioni

giovedì 23 aprile 2015

La schiaffaja letteraria - La Balena Bianca @vedotigri (MI)

6 sfidanti, 3 eliminatorie, 1 finale tutti contro tutti.
Un pomeriggio di pugilato letterario (sui generis) senza esclusione di colpi.

Sul ring della Stecca 3.0, ogni sfidante avrà quattro minuti a disposizione (né uno in più né uno in meno) per convincervi che il libro scelto merita tempo e attenzione, che è il più figo di tutti e che non potete perdervelo per niente al mondo.

Insomma, chi l'ha detto che i classici vanno bene soltanto per essere letti al liceo? 

Conduzione, arbitraggio e follie varie a cura di Alessio De Santa.
Ecco l'elenco (in rigoroso ordine alfabetico) dei nostri indomiti sfidanti:
- Jacopo Cirillo
- Andrea Coccia
- Carolina Crespi
- Matilde Quarti
- Giacomo Raccis
- Filippo Vizzotto
Qui titoli dei libri e gli autori che verranno portati sul ring:
- Osvaldo Soriano, Fútbol
- George Bernard Shaw, Pigmalione
- Jorge Louis Borges, Finzioni
- Kurt Vonnegut, Mattatoio n.5
- Primo Levi, La chiave a stella
- Ignazio Silone, Fontamara

mercoledì 22 aprile 2015

Giacomo Sandron - Adoro leggere



se c'è una cosa che ho capito di me è che adoro leggere, da sempre.
da sempre penso alla lettura come a una vera e propria attività fisica.
se leggere servisse a stabilizzare i livelli di colesterolo, regolare la pressione, tonificare i muscoli, sarei uno degli uomini più in forma del pianeta.
sono cresciuto in una casa piena di libri e a mia volta non perdo occasione per accumularne.
le case senza libri mi mettono a disagio, chi non legge libri un po' mi spaventa.
quando ho bisogno di rilassarmi entro in una libreria.
sto bene in mezzo ai libri, mi rasserenano, non credo che potrei mai farne a meno.
sono in grado di trascorrere ore a girovagare tra gli scaffali sfogliando piccoli parallelepipedi di carta, e di solito accade un'altra cosa che adoro: perdo il senso della realtà.
mi faccio dei trip pazzeschi.
sono forse i momenti in cui ho meno coscienza di me stesso.
potrebbero farmi fare qualsiasi cosa, tipo firmare un mutuo o un nuovo contratto per la fornitura di energia elettrica e gas.
se quelli di Mercato Libero lo sapessero, verrebbero a cercarmi lì invece di citofonare a casa.

martedì 21 aprile 2015

Altre dieci regole per essere scrittore dadaista

1) Abbandonare il sarcasmo
2) Abbandonare il sarcasmo
3) Abbandonare il sarcasmo

Senza andare oltre, sembrerebbe che le prime tre regole di questo decalogo siano tutte riconducibili alla prima regola: abbandonare il sarcasmo.
Potremmo accettare un'eventuale critica e conseguente modifica del decalogo ai fini della cancellazione dei punti 2 e 3, potremmo, sì, a patto che il punto 1 lo si legga tre volte.
Perché il sarcasmo è pericoloso, provoca infarti e strabismo di venere.
Un mio amico ha calcolato che 100 grammi di sarcasmo equivalgono a 1 chilo di sigarette e 24 occhi storti.
Le altre sette regole del decalogo non ci interessano.
Sono solo regole.

domenica 19 aprile 2015

paranoia chronica

   "Loro vedono, signori, [...] che meschini semplicioni, che inetti e ottusi borghesi siamo noi in confronto a questo geniale paranoico. Noi ce ne stiamo seduti, lui è posseduto: noi sulle esperienze degli altri, lui dalla propria esperienza. Vaga in totale solitudine, come la Terra, nel proprio universo. Lui ha il diritto d'aver paura. Impiega più acume lui per rischiare e difendere la sua strada di quanto non facciamo noi tutti assieme con la nostra. Lui crede alle illusioni dei suoi sensi, noi diffidiamo dei nostri sensi sani. I pochi credenti fra di noi si aggrappano ad esperienze che altri, migliaia di anni or sono, hanno fatto al posto loro. Noi abbiamo bisogno di visioni, di rivelazioni, di voci - fulminei accostamenti alle cose e agli uomini - e se non le troviamo in noi stessi le andiamo a cercare nella tradizione. Diventiamo credenti per povertà spirituale. Coloro che sono ancora più poveri rinunciano anche a questo. E lui? Lui è insieme Allah, profeta e musulmano. Un miracolo cessa forse d'essere tale per il solo fatto che noi gli applichiamo l'etichetta di paranoia chronica? Noi ce ne stiamo seduti sulla nostra ottusa intelligenza come gli strozzini sul loro denaro. L'intelligenza come la concepiamo noi è un malinteso. Se esiste una vita di pura spiritualità è la vita che conduce questo pazzo!"
[da Auto da fé di Elias Canetti (Adelphi), traduzione di Luciano e Bianca Zagari]

giovedì 16 aprile 2015

Atti Impuri Poetry Slam - 17 Aprile 2015


Ed eccoci arrivati alla (quasi) fine.
L’ultima serata eliminatoria è vicina:

Venerdì 17 Aprile, come sempre alla Casa del Quartiere di San Salvario di Torino, si sfideranno non 6 bensì 8 poeti. Eccoli, in tutto il loro splendore:

Elisa Alicudi – Torino
Filippo Balestra – Genova
Cecilia De Angelis - Novi Ligure
Maria Lo Conti – Catania
Jacopo Galimberti – Parìs
Paolo Gentiluomo – Genova/Milano
Pierluigi Manchia – Ozieri
Giovanni Schiavone – Torino

Mc: Alessandra Racca e Giacomo Sandron

martedì 14 aprile 2015

Caro Jean

L'altro giorno su facebook ho trovato questo.

Già allora la polizia aveva i suoi archivi per definire e incasellare le persone.
Poete, ANARCHISTE, homosexuel à Paris... Caro Jean, che stima!
Poi mi è venuto da pensare che oggi la polizia, oltre ai suoi cari vecchi archivi, può comodamente consultare facebook. 
Come faccio io!
Molto più facile così...

giovedì 26 marzo 2015

Sognando Maria Callas ||| Booktrailer

Se volete sentire, ascoltare, leggere, vedere ma soprattutto sentire un po' d'arte... qui ce n'è:

giovedì 19 marzo 2015

LIBERA OCCUPAZIONE POETICA - Torino - Unione Culturale Franco Antonicelli


Programma
17.30-18.30
Inaugurazione della mostra Descrizione del mondo 
Si tratta di un’installazione collettiva di oggetti-reperti (pagine di libri, fotografie, fogli scritti e disegnati a mano, registrazioni audio) del modo “analogico” di descrivere il mondo. Ogni descrizione del mondo è sempre, contemporaneamente, una sua complicazione, un’estensione materiale, una stratificazione ulteriore. A questa impresa contribuiscono poeti e artisti da tutta Italia. La mostra, inaugurata attraverso letture e performance, durerà fino all’estate e sarà aperta al pubblico. Si prevede l'invio di opere da parte di Mariasole Ariot, Nanni Balestrini, Dario Bellini, Carlo Bordini, Alessandro Broggi, Lorenzo Casali, Alessandra Cava, Gianluca Codeghini, Elisa Davoglio, Carlo Dell'Acqua, Marco Giovenale, Mariangela Guatteri, Andrea Inglese, Giulio Lacchini, Antonio Loreto,Giulio Marzaioli, Francesca Matteoni, Simona Menicocci, Manuel Micaletto, Renata Morresi, Bruno Muzzolini, Vincenzo Ostuni, Mattia Paganelli, Vittorio Passaro, Enrico Passetti, Chiara Pergola, Andrea Raos, Stefano Piva, Gabriella Presutto, Nicola Ponzio, Andrea Raos, Jennifer Scappettone, Gianluca Stazi, Fabio Teti.

18.30-19.30
Estranei al mondo: a cosa servono i poeti?
Discussione con Paolo Costa (filosofo), Italo Testa (poeta e filosofo), Andrea Inglese (poeta).
Introduce Enrico Donaggio.

20.00-21.00
Banchetto poetico 
Lettura di manifesti, versi, inni al piacere del cibo e della convivialità. Si prevede la partecipazione di Gabriella Giordano & Livio Borriello, Cocina Clandestina e Don Pasta, Enrico Remmert e Luca Ragagnin, Francesco Forlani, Pino Tripodi & Giorgio Mascitelli.

21.30
Manifesti per il XXI secolo
La poesia al potere, chiaroveggente e profetica, con la più grande libertà, in versi come in prosa, attraverso un sonetto o una performance, con il supporto di materiale video e sonoro o il proprio strumento di fonazione naturale. Si prevede la partecipazione di Massimo Rizzante, Biagio Cepollaro, Beppe Sebaste, Paolo Gentiluomo, Francesca Genti, Enzo Campi, Nina Silia, Emanuele Buganza, Marco Giovenale, Beniamino Servino, Raffaele Cutillo.

22.30-23.30
Lettere al Principe 
La poesia e il potere, missive a chi, nelle istituzioni e nei governi di questo mondo, in quanto eletti o esperti, dittatori o capi spirituali, in modo legittimo o illegittimo, governa, detta legge, determina i nostri destini, si fa portavoce della parola altrui. Si prevede la partecipazione di Elisa Alicudi, Filippo Balestra, Arsenio Bravuomo, Sergio Garau, Marko Miladinovic, Alexandra Petrova, Alessandra Racca, Giacomo Sandron, Luigi Socci, Sparajurij

00.00
Notte cinematografica 
a cura del Centro Culturale La Camera Verde – Roma

martedì 17 marzo 2015

Al Kitchen a Genova con Bobby Soul - martedì 17 marzo

Questo è un post che metto dopo, è un Funky Tuesday, di quelli organizzati da Bobby Soul.
Molto bello sul serio. Molto bello.
Metto giusto una foto (ci sono Bobby Soul, Fabio Ricchebono, Lorenzo Guacciolo ed io).
Questo post mi serve a non dimenticarmi delle date e delle cose belle.

sabato 14 marzo 2015

10 regole per essere scrittore dadaista

Perché lo scrittore possa essere scrittore dadaista ci vogliono almeno delle motivazioni che portino lo scrittore stesso a non essere dadaista.
Per essere sicuri di non essere dadaisti bisogna almeno non sapere cos'è "dadaismo".
E se esiste.
Poi,
mettere ripercussioni, togliere conseguenze, aggiungere pinzimonio.
Il pinzimonio è qualcosa di fondamentale anche al di là dell'essere umano o meno scrittore dadaista.
Ma adesso basta parlare di pinzimonio, ne abbiamo le tasche piene, di pinzimonio (o del pinzimonio?)
Ciononostante.
1)
Alcuni tra i migliori scrittori dadaisti hanno cominciato proprio dall'ABC non sapendo che era impossibile.
Al contrario, alcuni tra i migliori scrittori dadaisti hanno cominciato dalle cose possibili con le quali cominciare (quindi, non, assolutamente, l'ABC) e ha funzionato anche nel loro caso.
Si potrebbe quindi dedurre che l'importante è cominciare.
Ma non è così.
Cominciare sarebbe troppo facile e allo stesso tempo sarebbe troppo.
Inoltre.
Alcuni facinorosi sostengono che si possa essere scrittori dadaisti a qualsiasi ora del giorno ma tutti sanno benissimo che alle 17:32 (diciassette e trentadue) non si può.
Per il resto tutto bene.
Saluti a casa.

giovedì 12 marzo 2015

Alessandro Ansuini - Sognando Maria Callas

Alessandro Ansuini è mio amico.
Ci siamo un bel po' frequentati a Bologna.
Questo è il suo romanzo, "Sognando Maria Callas", è appena uscito per Meridiano Zero.
Non l'ho ancora letto, questa è solo una segnalazione.
"Bologna. Giorni d'oggi. Enea appartiene a un gruppo di giovani che, attraverso la loro casa di produzione indipendente, progetta di realizzare un lungometraggio in bianco e nero assieme a una vecchia icona pop caduta nel dimenticatoio. Nel succedersi di riunioni con sedicenti mecenati, feste e serate surreali, il protagonista attraversa la città in una deriva urbana che si snoda tanto nei 26 capitoli che compongono il romanzo quanto nelle 77 note a cui varie frasi ed espressioni rimandano, fino al sorprendente disvelamento finale, dove nell'ultima pagina scopriamo una prospettiva che ci vede costretti a rivalutare da capo, con stupore e incredulità, l'intera vicenda narrata."


martedì 10 marzo 2015

Andrea Fabiani - Via dal baccano

E poi vieni
giù in motorino
via dal baccano
della festa
del Gran Baccano
e sfrecciando in giù getti
la sigaretta che ti ha fumato
il vento nel bosco
e come
per ogni altra scelta
della tua vita ti chiedi
se ne verrà un incendio
o niente.

lunedì 9 marzo 2015

#self issue#02



Rivista digitale di racconti provenienti dall'universo del self-publishing

Vittoria Baruffaldi - Le mamme del mare di giugno
Francesca Rimondi - Mamma, ma quindi tu sei una milf!
Maria Cristina Comparato - Gujermo,'r divo
Daniele Gabrieli - Legno
Milo Busanelli - Quando la vasca era piena

info QUI

venerdì 6 marzo 2015

Cadillac si redige da sola!

Uno neanche se ne accorge che subito poi dopo guarda un po' cosa va a succedere:

Un rotten dog di Paolo Cattaneo

Eravamo lì, su facebook, e vediamo questo post di questo cane marcio.
L'ha fatta Paolo Cattaneo ed è una sola vignetta del fumetto in uscita per Canicola.
Insomma, questo cane è da far vedere, mi pare:
Ah, nel post c'erano anche scritte queste cose:

giovedì 5 marzo 2015

Stasera piccola al La Trampa de poesie normali

ehi raga...
vi dispiace se vi chiamo raga?
se vi chiamo regaz?
a me piace dire raga ma anche dire regaz...
dovrei dire "ehi voi"?
mi sembra che dicendo "ehi voi" si escluda perentoriamente il noi.
forse è "perentoriamente" che non dovrei dire...
ma quel che volevo dire,
regaz,
è che stasera suono al la Trampa, a Genova.
Non è vero che suono.
Leggo.
Farò un mio intermezzo paroliero in mezzo al Flamenco in vista di una futura esagerata serata de poesie normali al la Trampa.
Leggerò sicuramente alcune delle poesie normali.
Venite.
Era questo il messaggio:
Venite
Stasera
Ciao
Firmato
Filippo Balestra nato a Genova il 27/12/1982
Like ·  · 

giovedì 26 febbraio 2015

Non è questo il post molto importante

Avevo insomma in mente questo nuovo post molto importante, non questo, un altro, e mi son detto bene, lo scrivo e lo pubblico subito, in modo che la linea editoriale della casa editrice gigante possa essere una linea Salda, una linea Forte, Stabile, Resistente agli agenti letterari esterni.
Quel post lì, quello molto importante, portava anche alla luce alcuni dati molto rilevanti, cose che possono far traballare interi sistemi di industria internazionale, un post talmente rivoluzionario, quel post lì, che quasi quasi viene da tremare ancor prima di averlo scritto, con tutte le valanghe di conseguenze che si verrebbero poi a creare, ammassate e inarrestabili, le conseguenze, una sopra all'altra e ancora una e ancora un'altra.
Certo però che per un post del genere bisogna preparare il terreno, non lo si può gettare in mezzo alla rete così. Bisogna prima avvisare gli uffici stampa, tutti, poi mettere in allerta qualcuno, va bene anche un passante, un architetto, l'importante è diffondere un po' d'ansia subito, prima ancora della pubblicazione del post molto importante.
Insomma, ci sono talmente tante cose da fare, prima di poter pubblicare quel post molto importante, bisogna pensare a strategie lungimiranti, piani almeno quinquennali che insomma, per ora non l'ho mica scritto quel post lì, per ora ho scritto questo ma, no, non è questo il post molto importante.

lunedì 9 febbraio 2015

Interviste molto impossibili

Siamo andati da un pezzo di legno:
perché? gli abbiamo chiesto
come mai? com'è successo?
niente.

C'erano poi dei bulloni: subito domande incalzanti:
Quando è cominciato? Quali sono le sue considerazioni?
niente.

Poi con una pietra:
Da quanti anni? Quali sono i motivi, le cause, le ripercussioni?
niente.

Tazza da colazione:
siamo sicuri che sia giusto così?
dobbiamo continuare in questa maniera?
niente.

Straccio da pavimento:
Cosa ne pensa della condizione attuale?
Quali saranno le conseguenze?
niente.

Tornati a casa soddisfatti.
Avevamo dell'ottimo materiale.
pietra

venerdì 6 febbraio 2015

Giacomo Sandron - Dovrebbero darmelo uno stipendio

Dovrebbero darmelo uno stipendio
mensile
per stare
fermo
fuori da un bar
in piedi o seduto
a bere bicchieri di vino
bianco o nero a seconda
di come gira il vento
del gusto del momento.
Attaccare bottoni alla gente che passa
dirci delle cose che chissà
di quelle che si dimenticano
fatti due respiri,
dare due pacche sulle spalle
a chi si appoggia al bancone
come se avesse una pietra
legata in ta ‘l collo
far finta de creder che mi son mejo,
vardar e femene, come le se move,
pensare all’amore con tutte
dedicare ad ognuna ad ogni passo che fanno
una vita intera che non ci sarà.
Sì, mi dovrebbero pagare
per stare
fermo nascosto al di là di un bicchiere
a far finta davvero a far finta
che non esista il resto
che mai esisterà
ma me solo e il pensiero
che questa vita la possa esser
leggeraleggeraleggeraleggeraleggera
come ‘sto ventisel
che me caressa.
Illustrazione di Irene Valente
In questi giorni, il 6, 7, 8 febbraio, Sandron è in giro per il Friuli a presentare la sua recentissima raccolta "cossa vustu che te diga" edita da Samuele Editore.
Trieste, Pordenone, Gorizia.
Metto qui il manifestino:

giovedì 5 febbraio 2015

mercoledì 28 gennaio 2015