Continua la rassegna 𝙇𝘼 𝙂𝙍𝘼𝙉𝘿𝙀 𝙊𝙉𝘿𝘼 - 𝙨𝙩𝙖𝙣𝙙 𝙪𝙥, 𝙩𝙚𝙖𝙩𝙧𝙤, 𝙥𝙤𝙚𝙨𝙞𝙖 diretta da Irene Lamponi 
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Penultimo appuntamento imperdibile >> Filippo Balestra in una conferenza spettacolo poesia… ascoltate un po’ 


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*** Free Entry ***
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Martedì 7 | h 21
Prenota 010 2472970
giovedì 2 settembre 2021
VIDEINO CARINO per la Grande Onda @Banano Tsunami con Irene Lamponi
venerdì 20 agosto 2021
Chercheur de Phrases a Marseille
sabato 7 agosto 2021
"Un Adesso Immenso" vince il concorso Franco Scataglini // Festival La Punta della Lingua (AN)
Meno male che ci sono altre parole oltre alle mie della videopoesia "Un Adesso Immenso", videopoesia che non sarebbe mai nata se non fosse che Alessio Bertallot ci si è messo con il cuore e Valentina Zannella con la tecnica affilata della sua regia. C'è tantissimo da ringraziare - e da essere felic - c'è il festival La Punta della Lingua, che propone tra le più belle e coinvolgenti e diversificate (brutto 'diversificate') programmazioni dei tanti festival d'italia che quest'anno ha indetto, il festival, il premio Franco Scataglini appoggiato dai cinematografi di Corto Dorico.
Ma non abbiamo tempo adesso per i ringraziamenti, c'è qualcosa che arriva dall'alto e ci rincorre, abbiamo da essere felic e andare avanti a vedere dove a finire l'imprevedibile, come al solito.
Quindi EVVIVA,
Oltre alle mie parole (queste leggère qui sopra) ci sono quelle di Chiara Portesine là sotto, leggère anch'esse ma con una logica di consapevolezza e senso di saper fare che ci ricorda in quanti modi si possono generare letterature.
La videopoesia 🏆Un adesso immenso🏆, per la regia di Valentina Zanella, i testi di Filippo Balestra e la direzione artistica di Alessio Bertallot, si è aggiudicata il Primo Premio Franco Scataglini - La poesia che si vede assegnato ieri sera all'Arena Cinema della Mole.
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| Chiara Portesine |
Di Chiara Portesine
giovedì 22 luglio 2021
Poetry Slam Finale Liguria in Libera Collina di Castello
Siamo arrivati alla finale regionale ligure della lunghissima stagione 2019/2021.
Ora non resta che scoprire chi rappresenterà la Liguria alle nazionali di Torino del prossimo settembre.
E dove lo facciamo?
Lo facciamo in uno dei posti più belli e preziosi di Genova: la Libera Collina di Castello!
Le regole della finale saranno le regole solite del poetry slam:
◆ Testi propri
◆ Tre minuti a testa
◆ No basi musicali, no costumi e/o oggetti di scena
◆ Giudice unico: il pubblico
➊ Chiara Araldi
➋ Irene Lamponi
➌ Flavia Neri
➍ Ugo Polli
➎ Gabriele Ratano
➏ Daniele 'Gnigne' Valenti
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Grafica bellissima di littlepoints...
mercoledì 23 giugno 2021
Banano Poetry Slam - 24 giugno (GE)
Non so se poi li ho messi tutti per bene gli slam che abbiamo fatto nel frattempo, c'è stata la pandemia, c'è stato il covid19 e c'è stato anche il virus corona, insomma, però questa locandina mi piace così tanto che la metto tutto bello spavaldo, poi vado a vedere se i vecchi slam li ho poi messi tutti, chissà...
domenica 20 giugno 2021
martedì 15 giugno 2021
domenica 6 giugno 2021
POESTATE / LUGANO 2021 / ZUGZWANG POESIA! (da Marko Miladinovic, Ticino Poetry Slam)
In questo clima vibrante succede anche il 25esimo del festival di poesia POESTATE.
Stasera Alice Rimbaud aka Lia Galli e Marko Miladinovic presentano il libretto delle edizioni Edizioni Bazarbookpress per il premio Poestate 2020.
Sempre sabato ci sarà anche un poetry (non) slam, con video di Fabrizio Venerandi (Genova), Fantomars Arte Accessibile (Bologna), Francesca Saladino (Caserta) , Giorgio Tregi Meroni (Milano), Zoe Aselli Pellegrini (Milano) Mattia Mush Villa (Venezia), in immancabile collaborazione con LIPS - Lega Italiana Poetry Slam.
e così moltissimi altri ospiti, che potrete seguire sul sito:
www.poestate.ch
Vostro
Ticino Poetry Slam
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fermo immagine da Οὖτις,
di Sergio Garau e Katharina Wenty
domenica 30 maggio 2021
E.N.B. // SCHIO (VI) @CasaCapra
lunedì 17 maggio 2021
ESISTERE NON BASTA // GENOVA @GdAC Lazzaro, Piazza San Matteo

giovedì 29 aprile 2021
Presa dal profilo fb di Serena Di Lecce
venerdì 9 aprile 2021
Uccellino Vs oseleto - Luigi Meneghello, JURA
[...] Un uccellino infatti non fa quel che fa un oseleto, il quale non fa quasi niente. L'uccellino è energico, fattivo: svolazza, loda Dio; si fa ritrarre nei libri di lettura, o in cartolina, e si può copiare a mano; sa sempre il punteggio della partita, e continua a ripeterlo, con la sua vocina astratta; quando viene la Primavera, lui l'annuncia; è utile alla società, anzi pare un po' il servitorello della Primavera, della Maestra...
Al confronto l'oseleto è un scalzacane. Non sa niente, non sa le poesie a memoria, non entra nei dettati, nei libri, nei pensierini... Non pare che abbia alcuna funzione, non interessa alle persone istruite. Eppure tutti sanno che ha una qualità che all'altro manca: è vivo. Perché l'uccellino, con tutto il suo lustro, ha l'occhio un po' vitreo. E' un aggeggino di smalto e d'oro; sta su un ramo a gemme d'oro, e di lì si dà da fare per stupire le dame e i signori di Bisanzio, o addirittura (dicono) per tenere svegli i soldati ubriachi.
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| Me lo ha regalato Luca Guzzetti dicendo che mi sarebbe piaciuto. Ha proprio ragione. |
martedì 9 marzo 2021
NecessAria: le voci dei poeti (di Alessio Bertallot)
Un esperimento sonoro di Alessio Bertallot,
(qui link)
Poesie di:
Francesca Gironi, Luigi Socci, Filippo Balestra, Monica Matticoli, Lello Voce, Gaia Ginevra Giorgi, Gabriele Frasca
Musiche:
La Monte Young - The Tortoise, His Dream and Journeys (1964)
Brian Eno - An Ending (Ascent)
Tim Hecker - Boreal Kiss Pt. 1
Alva Noto - Xerrox Voyage
Morton Feldman - Rothko Chapel 3
Richard Wagner, Hallé, Sir Mark Elder - Das Rheingold, WWV 86A, Scene 1: Prelude
sabato 6 marzo 2021
Nella Scuola L'Altro Giorno
Non so come si fa a raccontare tutto; non si puó raccontare tutto, si sa.
L'altro giorno comunque sono stato a fare una lezione di scrittura di qualcosa. Mi ci voleva proprio una bella lezione.
La cosa che ci tenevo a venire soprattutto a dire é che vorrei leggere solo le cose scritte a mano, buttarmi nelle calligrafie e capire le mani oltre alle parole. Qui sotto c'é la mano di Simone che era un ragazzo tutto vestito di nero e che ha detto 4 cose in 4 ore. Tutte cose piccole ordinate in fila un po' nascoste ma sempre interessanti.
Grazie Simone,
Ero ospite di Gianmaria, che fa Le Astronavi
Grazie Gianmaria
venerdì 5 marzo 2021
venerdì 5 febbraio 2021
Diario autosorpreso inaspettato non celebrativo 1
Non se l'aspettava nemmeno il diario stesso di essere riaperto in un giorno di luglio quando tra l'altro luglio era ben lontano, in un giorno di giugno quando pure giugno non c'entrava niente, se non per la g di gennaio e tutto va e tutto torna e questa caparbietà questo coraggio di buttarsi in pasto al nulla, ma comunque in pasto, questa sfrenatezza innata e benaccolta, che diventa nel frattempo tra l'altro febbraio, luglio.
Eravamo qui appunto per avvisare il mondo che ci stavamo nascondendo molto bene, vieni a vedere come mi sono nascosto bene, è qui che sono, vedi? qui nascosto, dicevamo, e il mondo andava avanti piuttosto indifferente ascoltandosi un rumore proveniente ma come scomparso come forse sotto le ascelle forse o chissà da dove questo rumore di pensiero di qualcuno.
Quindi ci siamo rivolti al naufragio: dicevamo vieni qui, naufragio, vieni pure qui che sembri interessante, e il naufragio si è unito poi a noi ma nel frattempo ci eravamo girati dall'altra parte come per sbandierare la nostra (inaffidabile, incoerente) incostanza.
Il prossimo elemento avrà a che fare la coda dell'occhio. La questione di vedere tutto ma soltanto con la coda dell'occhio.
venerdì 15 gennaio 2021
Cvetaeva: essere finita
sabato 28 novembre 2020
Festival Internacional de poesia Ignazio Galvan, décima edición, exslamacción
sabato 14 novembre 2020
Arsenio Bravuomo, preservativo usato su pisello moscio
giovedì 15 ottobre 2020
Marina Cvetaeva, sulla verità dei poeti
La verità dei poeti è la più invincibile, la più inafferrabile, la più indimostrabile e insieme convincente, una verità che vive in noi solo nell'istantaneo – e pesto – buio della percezione (che cosa è stato?) e che resta in noi come traccia di una luce o di una perdita (ma è veramente stato?). Una verità irresponsabile e priva di conseguenze, una verità che – Dio ci scampi! - non bisogna neanche cercare di inseguire, giacché anche per i poeti essa è senza ritorno. (La verità del poeta è un sentiero dove spesso le tracce vengono subito nascoste dal verde. Non lascerebbe tracce- e conseguenze – neanche lui, se potesse camminare dietro a se stesso). Egli non sa che dirà e spesso non sa neanche cosa dice. Non lo sa finché non lo dice e subito dopo averlo detto lo ha già dimenticato. Non è una tra le innumerevoli verità, ma uno degli aspetti di lei che si annullano a vicenda appena vengono confrontati.
Da (Il poeta e il tempo, Adelphi 1984, trad. Serena Vitale)
domenica 11 ottobre 2020
Usare il blog come fosse diario praticamente vero ma non proprio diario #108
Vengo qui come quasi blasfemo, come quasi a mani nude, come quasi direi semmai senza mani, in equilibrio vengo qui e mi invento:
meno male che c'è stata una sveglia e allora avevo il cuscino sulla testa e mi sembrava di essere come sotto a delle macerie di un mondo che non mi apparteneva, poi mi sono detto che invece mi apparteneva perché erano le macerie del mondo del sonno, e se appartengo a un qualche territorio, a qualche mondo, io sento di appartenere al mondo del sonno, è da lì che vengo, e sotto quelle materie ci sto comodo, come fossero macerie morbide sulle quali sdraiarsi con piacere.
Parlavo poi di inappartenza con Ilaria, inappartenenza come senso di estenuata rappresentazione del sé, che finalmente, le dicevo, grazie all'inappartenenza mi sento parte di qualcosa, e lei mi ha risposto immanenza, che si sente parte di qualcosa grazie all'immanenza, e l'ho invidiata.
Poi pensavo oggi al dimenticarsi, al non dimenticarsi, cercare di non dimenticarsi, dimenticarsi di te di me di sé.
sabato 22 agosto 2020
Lettera aperta ad A
Questo post è rivolto ad A, che mi dice Oh! che mi dice ma? e mi dice come mai adesso tutto è finito nel blog niente si muove più?
E allora dico: A, è importantissimo che tu venga a dirmi che avevi voglia di leggere ancora un pezzetto di blog, di queste cose che scrivevano che erano successe ma che non erano vere, è importantissimo che ci sia un senso di controrisposta, di vita altrove. Grazie.
Non so se hai notato che ultimamente qui sul bel blogger ho moltissimi commenti tutti relativi a delle scopate da fare in inglese, non ho voglia di approfondire né di cancellare i messaggi automatizzati.
Nel frattempo però oggi ad esempio mi sono svegliato con la fissa di scrivere un racconto che parlasse di una storia vera, basato su una storia vera, con episodi truci e veri che ci ricordassero quanto sono truci e vere le vite di chi vive, di chi legge che è vivo.
Basato su una storia vera, che più vera non si può (vera da uno a dieci dieci), che lasci trasparire anche la sofferenza di una verità che è verità dieci, da uno a dieci.
Poi già che ci sono ci metto anche la cosa che stavo pensando ieri, prima di concentrarmi sulla storia vera da riportare, pensavo alle stories de instagramm e al fatto che sono fatte per essere dimenticate, che non c'è da allarmarsi, e penso agli sforzi dell'umanità intera tutti questi sforzi in funzione della memoria, dello spavento del tempo che spazza, e abbiamo cominciato a scrivere, e poi a dipingere, pure le sculture ci siamo messi a fare, e le storie raccontate con la musica, tutto per non dimenticare e invece adesso abbiamo una tecnologia che ci permette di fermare un video che dura un giorno e ci permette poi di dimenticarlo, quel video, e allora penso che anche la scrittura in un certo senso, potremmo cominciare a scrivere per dimenticare, a scrivere il dimenticare, scrivere del dimenticare, scrivere sul dimenticare scrivere con il dimenticare.
Ciao A
venerdì 7 agosto 2020
The Balfabòns a Camogli - 7 agosto
Lettura incrociata dell'ormai trio classico dei Balfabòns: Balestra/Fabiani/Bonomi.
Mille grazie all'associazione Okinawa di Camogli che ci ha invitato e al Comune che ha supportato.
Abbiamo promesso di essere beautiful e forse siamo stati anche belli,
lunedì 20 luglio 2020
martedì 14 luglio 2020
Usare il blog come fosse diario praticamente vero #106
Poi invece per questo blog pensavo a: la dedizione che diventa accanimento ma anche la costanza che diventa testardaggine ma anche la regolarità che diventa prevedibilità.
Ecco, basta poco per mettere in mostra il lato sbagliato della bellezza. In effetti da qualche parte abbiamo anche letto che la bellezza è un affronto e che chi è fortunato si deve vergognare.
Oggi sono andato a cercare qualche pezzo di Deleuze, in La logica del senso, qualche pezzo che non riuscivo a capire, in modo da farmi ispirare per venire qui a sfogare e mettere per iscritto i miei limiti. Però non ho trovato niente di inspiegabile in Deleuze, mi sembrava chiaro preciso perfetto pulito come non era mai stato. Mi sono preoccupato.
Poi un mio amico mi ha spiegato che è scomparsa una stella molto grande, una stella molto grande che senza dire niente è scomparsa. Mi sono preoccupato anche lì però se sento in questo caso di non avere responsabilità eccessive.
Non so questo blog oggi com'è, mi si stanno rigirando le forze che vogliono trasformarsi in altre forze e direi che non c'è niente di male. Torno a leggere Deleuze sperando di non capire niente.
lunedì 13 luglio 2020
Usare il blog come fosse diario praticamente vero #105
Questo è un altro fulcro, una delle migliaia di idee base che ruotano intorno allo scrivere per vedere cosa si scriverebbe.
E, come trattato dell'abbandono delle responsabilità e ridimensionamento dell'alta considerazione nei confronti dell'arbitrio, trovo che possa essere intelligente e funzionale predisporsi a scegliere ciò che capita, ciò che troviamo lì vicino, nel primo giro del proprio intorno, invece che andare a cercare ciò che si vuole scegliere, o scegliere ciò che si sa già come va.
Allontanarsi da sé ma godere del proprio intorno, approfittare dell'estemporaneo per rigirarlo a proprio favore.
Come l'indossare vestiti che non rappresentano il proprio gusto estetico, parole scoperte per caso sotto un lavandino, usarle nella conversazione che il contesto ci porterà a fare.
E anche questa volta non so cosa volevo andare a dire mentre lo dicevo, ma lo sappiamo, come dice quello, sappiamo qual è la ragione del viaggio: la ragione del viaggio è scrivere per vedere cosa si scriverebbe.
sabato 11 luglio 2020
Usare il blog come fosse diario praticamente vero #104
Ieri pensavo che ogni istante che passa mi sembra una vita fa. Ogni ieri come fosse una vita fa. Lo ieri come una vita fa ma di un altro. Una vita composta di vita composta di vita che se ne va.
Mi sono guardato una conferenza di Ernesto Franco, dormivo e sono passate due ore e trenta a parlare della scrittura del saggio, come si fa il saggio, come si scrive il saggio, il saggio è arte? una certa ricerca estetica e stile di scrittura deve per forza allontanare dalla funzionalità del messaggio da portare? Poi è passato Adorno ed è passato Benjamin e si sentiva bene la conferenza e mi pare che a un certo punto dietro al muro dietro alla cattedra sia passata anche la sirena di un'ambulanza nel tempo di quella registrazione e chissà dov'è andata l'ambulanza e chissà dove sono andate ad esempio anche le parole
venerdì 10 luglio 2020
Usare il blog come fosse diario praticamente vero #103
Darsi delle priorità ad esempio procurarsi il senso dello sfinimento dato dall'esercizio della propria libertà.
Libertà ad esempio la si esercita anche chiudendo magari gli occhi per un attimo. Se c'è una buona consapevolezza, quella chiusura di occhi, quel battito di palpebre, quel movimento impercettibile da niente può essere esercizio della libertà.
Io esercito lo sfinimento stando rilassato stanco. Mi procuro un dolore pensandoci.
Trasformare gli oggetti, ad esempio, bisogna. Pensavo alle lenzuola e al fatto che spesso li scambio per paracadute. Per fortuna volo molto ma senza aereo.
mercoledì 8 luglio 2020
Usare il blog come fosse diario praticamente vero #102
E allora poi praticamente mi ha chiesto cose ne penso e io ho risposto che non lo so.
Poi sono stato a pensare un po' e mi sono accorto in quel momento che proprio non lo so, cosa ne penso, per andare ancora oltre e accorgermi che non so cosa penso.
Spesso, non so cosa penso.
Non so cosa penso, me ne accorgo dopo e mi sorprendo, è come se penzolassi dalle mie stesse labbra quando dico quello che penso. Poi, tra l'altro: quando penso non sto attento.
Sicuramente è la sindrome di qualcosa che non so cosa. Sindrome di qualcuno sul senso del pensiero.
Parlavamo dell'inutile e dicevamo che non serviva a niente e ci abbiamo pensato ancora un po' e ci siamo messi a riparlare dell'inutile e lo abbiamo trovato molto importante.
Parlavamo dell'inutile ed era molto importante
martedì 7 luglio 2020
Usare il blog come fosse diario praticamente vero #101
Come dentro a un grande contrattempo. Il tempo c'è, perché c'è ed è lì davanti che scorre
il tempoo esplode o si gonfia e si allarga ma insomma, il tempo, con gli orologi, si vede che c'è. C'è il tempo ma rimane come oscurato da un grande contrattempo che tende a non farsi riconoscere e si confonde con il tempo.
Svegliarsi in un contrattempo e farci anche la colazione dentro o lavarsi i piedi delle mani, volendo, o le mani dei piedi, esagero, o le unghie delle unghie delle mani dei piedi della mani, addirittura.
Vivere dentro un grande contrattempo o sentirsi parte di un ingombro, ma anche, vivere in un lungo inciampoErano queste le cose che pensavo oggi nella culla della mia autoindulgenza preferita.




























