mercoledì 27 febbraio 2013

Wislawa Szymborska "Un tale che osservo da un po' di tempo"

Abbiamo appena rubato questa poesia
e ci dispiace non scrivere
che effettivamente l'abbiamo
proprio rubata dal libr
o qui sopra 
Non si presenta in frotta.
Non si raduna in folla.
Non partecipa in massa.
Non celebra con pompa.

Non cava dai polmoni
una voce corale.
Non dà fiato alle trombe,
né afferma in nome di.
Non c'è quando richiedono
risposte alle domande:
chi a favore? chi contro?
Nessun contrario, grazie.

Non c'è la sua testa
fra le teste assiepate
che spalla a spalla puntano
dritte alla meta, in gruppo,
coi volantini in tasca
e i prodotti del luppolo.

Non c'è dove l'inizio
è angelico e idilliaco
ma ben presto una schiera
si mischia all'altra, e allora
di chi siano quei fiori,
quei sassi e quegli evviva,
quei cori e quei bastoni.

Non menzionato.
Non spettacolare.
Lavora alla Raccolta dei rifiuti.
Ai primi albori,
sul campo dell'azione,
racatta, porta via, getta nel camion
gli oggetti conficcati nei tronchi mezzi morti
o calpestati nell'erba spossata.

Striscioni a brandelli,
bottiglie frantumate,
fantocci bruciacchiati,
ossi spolpati,
rosari, fischietti e preservativi.

Tra i cespugli ha trovato una gabbietta
per colombi. L'ha presa
e la tiene apposta
perché resti vuota.

lunedì 25 febbraio 2013

giovedì 14 febbraio 2013

FASSBINDER

"Dedicato a chi intravede
i propri bisogni e le proprie possibilità,
ma che tuttavia
interiorizza il sistema dominante
e attraverso le sue azioni
contribuisce a consolidarlo e a perpetuarlo"

RAINER WERNER FASSBINDER

prefazione al film "Effi Briest"

che non è questo:
 

mercoledì 13 febbraio 2013

Baronciani

Photo: Ci sono arrivate le prime copie di Baronciani Raccolta 1992-2012. Il libro è bellissimo, uno dei nostri progetti più audaci finora. Lo potrete vedere in anteprima a BilBolBul (http://www.bilbolbul.net/2013/it/dettMostre.php?var=19) dal 21 febbraio. Che è già ordinabile in fumetteria lo sapete, vero? (Preview sul nostro sito qui: http://www.baopublishing.it/view.php?section=comicbooks&id=127)

Baronciani Raccolta 1992-2012
BAO Publishing
click

venerdì 8 febbraio 2013

Neocristianesimo a sfondo disattivistico e copulatorio


La vita agra di Luciano Bianciardi. 
Traduzione di Luciano Bianciardi. 

   No, Tacconi, ora so che non basta sganasciare la dirigenza politico-economico-social-divertentistica italiana. La rivoluzione deve cominciare da ben più lontano, deve cominciare in interiore homine.
   Occorre che la gente impari a non muoversi, a non collaborare, a non produrre, a non farsi nascere bisogni nuovi, e anzi a rinunziare a quelli che ha.
   La rinunzia sarà graduale, iniziando coi meccanismi, che saranno aboliti tutti, dai più complicati ai più semplici, dal calcolatore elettronico allo schiaccianoci.
   Tutto ciò che ruota, articola, scivola, incastra, ingrana e sollecita sarà abbandonato.
   Poi eviteremo tutte le materie sintetiche, iniziando dalla cosiddetta plastica.
   Quindi sarà la volta dei metalli, dalle leghe pesanti e leggere giù giù fino al semplice ferro.
   Né scamperà la carta. Eliminata carta e metallo non sarà più possibile la moneta, e con essa l’economia di mercato, per fare posto a un’economia di tipo nuovo,non del baratto, ma del donativo. Ciascuno sarà ben lieto di donare al suo prossimo tutto quello che ha e cioè – considerando le cose dal punto di vista degli economisti d’oggi – quasi niente. Ma ricchissimo sarà il dono quotidiano di tutti a tutti nella valutazione nostra, nuova.
   Saranno scomparse le attività quartarie e anzitutto i grafici, i PRM, e i demodossologi.
   Spariranno quindi le attività terziarie, e poi anche le secondarie.
   Le attività del tipo primario – coltivazione della terra – andranno man mano restringendosi, perché camperemo principalmente di frutti spontanei.
   È ovvio che a questo si arriverà per gradi, e non senza arresti o inciampi.
   Agli inizi formeremo appena delle comunità, isolette sparute in mezzo allo sciaguattare dell’attivismo, e gli attivisti ci guarderanno con sufficienza e dispregio.
   Per parte nostra, metteremo alla porta con ferma dolcezza i rappresentanti di commercio, gli assicuratori e i preti.
   Avremo eletto per nostra dimora le zone meno abitate, cioè quelle che hanno clima migliore.
   A poco a poco vedremo al nostra isola crescere, collegarsi con altre isole fino a formare una fascia di territorio ininterrotto.
   E un giorno saranno gli altri, gli attivisti, a ridursi in isola; poche decine di longobardi febbrilii aggrappati a rotelle e volani con gli occhi iniettati di sangue. Forse non riusciremo mai a vincerli alla nostra causa, e resteranno lì a correre in circolo, a firmarsi l’un con l’altro cambiali, a esigerne il pagamento. Ridotti così in pochi, man mano che i meno saldi muoiono d’infarto, formeranno un cerchio sempre più angusto e rapido, fino a scomparire da sé.
   E noi lì staremo a guardare dall’esterno, sorridendo.
   Il lavoro si sarà per noi ridotto quasi a zero, vivendo dei frutti spontanei della terra e di pochissima coltivazione.
   Saremo vegetariani, e ciascuno avrà gli arredi essenziali al vivere comodo, e cioè un letto.
   Il problema del tempo libero non si porrà più, essendo la vita intera una continua distesa di tempo libero.
   Scomparsi i metalli, gli uomini avranno barbe fluenti.
   Scomparse le diete dimagranti e i pregiudizi pseudoestetici, le donne saranno finalmente grasse.
   Scomparsa la carta, non avremo né moneta né giornali né libri.
   Perciò, trasmettendosi le notizie di bocca in bocca, noi non sentiremo né le false né le superflue.
   Senza libri, la letteratura dovrà tramandarsi per tradizione orale, e la tradizione orale non potrà non sciegliere i soli capolavori.
   Vedremo automobili ferme per via, senza più carburante, e le abbandoneremo ai giochi dei bambini, ai quali però nessuno dovrà dire che cosa erano, a che cosa servivano quelle cose un tempo.
   Ovunque cresceranno vigorose erbe e piante, in breve l’asfalto si tingerà tutto di verde con immediato miglioramento del clima.
   Anche le zone umide e nebbiose diventeranno abitabili.
   Gli animali domestici passeggeranno liberi e robusti in mezzo a noi, galline, dromedari, pipistrelli pecore eccetera.
   Cessato ogni rumore metalmeccanico, suonerà dovunque la voce dell’uomo e della bestia.
   Liberi da ogni altra cura, noi ci dedicheremo al bel canto, ai lunghi e pacati conversali, alle rappresentazioni mimiche e comiche improvvisate. Ciascuno diventerà maestro in queste arti.
   Non essendovi mezzi meccanici di locomozione, ci sposteremo a dorso d’asino o a piedi, e questo favorirà l’irrobustimento dei corpi, con immediati vantaggi fisici ed estetici.
   Grandi, barbuti, eloquenti, gli uomini coltiveranno nobili passioni quali l’amicizia e l’amore.
   Non esistendo la famiglia, i rapporti sessuali saranno liberi, indiscriminati, ininterrotti e frequenti, anzi continui.
   Le donne spesso fecondate ingrasseranno ancora, e i bambini da loro nati saranno figli di tutti e profumeranno la terra.
   Noi li vedremo venire su forti e chiari, e li educheremo alle arti canore e vocali, alla conversazione, all’amicizia, all’amore e all’intercorso sessuale, non appena siano in età a ciò idonea. Andateci piano, ragazzi, che tanto ce n’è per tutti.

lunedì 4 febbraio 2013

Inutile #52

Non facciamo in tempo a dire qualcosa che quelli di inutile ti sfornano un altro numero con il cancelletto:
in questo caso è il #52