giovedì 30 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #47

E allora la giornata funziona così che al mattino presto s'ha tutta la giornata davanti con il tempo e si può prendere tempo a guardare quel che è successo nel mondo e a mezzogiorno emmezzo ti accorgi che nel mondo è successa troppa roba non puoi starci dietro, al mondo, il mondo è troppo per me e per la maggiorparte delle persone anche, il mondo è troppo per quasi tutti, e alle due e trenta dico basta con il mondo cerchiamo di concentrarci su noi stessi e mi do questo plurale sospetto e mi dico anch'io contengo moltitudini e c'è questa jam session di tante voci interiori e dico ok, facciamone parlare una, ok voci, decidiamo adesso chi ha la precedenza, voci, una alla volta per favore cominciamo adesso da chi ha ad esmepio da dire quella cosa intelligente del giorno, ci sarà tra tutte le voci una che ha da dire la cosa intelligente del giorno, e Socci dice Pagliarani dice, Siamo in troppi a farmi schifo, e non riusciamo così a raccapezzarci nemmeno qui ma ce la facciamo, sì, ci raccapezziamo, qualcosa capiamo sempre ed è una forma di fallimento anche questa e oscilliamo tra una cosa intelligente al giorno e un fallimento al giorno

mercoledì 29 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #46

Mi trovo a scrivere una cosa di là che poi mi appunto e riporto dall'altra parte per poi finalmente finire da un'altra parte ancora. Come se copiassi sempre la mia stessa idea arrivata da chissà dove ieri pensavo a un ormai come misura di tempo, quanto può durare un ormai?
'Ormai è troppo presto' mi piace anche come misura del paradosso e pensavo poi all'idea di frattempo: tra un frattempo e l'altro e all'improvviso tra un frattanto.
Dal risveglio ci metto due orette a trovare la concentrazione e poi quando la trovo mi viene da fare qualcosa di diverso, oggi ho avuto la possibilità di ascoltare una radio spagnola che parlava incessantemente sparata ad altissimo volume da qualche finestra qui vicino di qualche palazzo e mi vengono in mente tantissime cose anche di me bambino, caso strano, tutto indissolubilment elegato a tutto, tutto indissolubile e mi viene in mente adesso il peso di un abisso addosso. (me lo segno qui, poi lo copio di là e finirà al di là di quel là lì)

martedì 28 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #45

Oggi s'era stabilito di non aver niente da dire né da scrivere e quindi passare di qua e riferire tutto al diario in forma di scrittura lieve, come se nessuno se ne potesse accorgere. Una lettera al minuto, una lettera alfabetica al minuto e scrivere il diario mentre si fa di tutto, un distratto e centellinato comporre fatto di scampoli pezzetti avanzati di dettagli lievi. Scrivere senza impegno, essere bravi senza impegno, esistere senza impegno, questo è l'argomento del giorno o la barba
per non avere peli sulla lingua ho deciso di farmi la barba, non c'entra ma mi accorgo che con la barba mi nascondo, mi nascondo quando mi tocco la barba, se ho la barba im tocco costantemente la barba ed è come se avessi addosso una maschera di qualcosa non di ferro non di pietra ma di pelo mascherato, come un percorso comodo per la mia mano che titilla e stuzzica e solletica e si appiglia, fa finta di niente e di nulla ma è lì a dimostrarsi nascondendosi, viene lì a dire esisto ma non fateci caso, e se ne va, poi ritorna e dice esisto ma non fateci caso, e se ne va, poi ritorna, si appiglia, e nonostaten la mano con questo suo antipatico protagonismo travestito da umiltà, tra la mano e la barba sappiamo cos'è meglio tagliare

lunedì 27 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #44

Dare del lei a un bambino è il titolo di qualcosa che non so.
Dando del lei a un bambino mi sono sentito uomo è la continuazione di quella cosa che non so.
Mi sono svegliato che ero all'angolo dei miei peisneri, i pensieri come spazio sono la cosa più interessante da immaginare, e spostarsi un po' più in là e un po' più in là all'interno della propria nuvola di senso. C'è di tutto da tutte le parti ma se ti sposti un pochino più in là trovi dell'altro tutto capisci che in tutti quegli istanti stai rischiando di perdere addirittura altri altri e ti accorgi poi che ci sono altri altri altri ancora.
Insomma è un casino e va benissimo così, la prima gloria e conquista e vittoria è l'accettare la limitatezza, arrivare all'angolino scomodo del pensiero, l'angolo più recondito, e dirsi guarda un po', non pensavo fosse così vicino.
Dare del lei a un bambino

domenica 26 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #43

Instagram sarà la mia nuova frontiere dell'inutile, nuove frontiere del vortice posso adesso farmi distrarre da altri pixel nuovi di schermi che invece sono sempre gli stessi con immagini in movimenti tutti.
Meno male c'è una musica araba confortante di qualche preghiera strana qui nelle strade e mi sembra vada bene tutto.
La cosa intelligente del giorno ha a che fare con l'amore e con il fatto che l'amore sia per molti un problema. Non per me. Non per ora. Proprio no

sabato 25 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #42

Sviarsi. Ecco, mi svio da solo, faccio in modo di distrarmi in tutti i modi, mi creo degli eventi intorno per fare in modo che qualunque fosse l'intenzione primaria primigenia sorgiva, l'ambizione originaria come il peccato, originale, io sono pronto a creare un sistema di sovrastrutture a rimbalzo, un sistema di carrucole e perni e funi antigravitazionali, (se antigravitazionale si può dire qui in italia, se italia si può dire oggigiorno che è 25 aprile), ed ecco la mia testa comincia a girarsi dall'altra parte e il mio sguardo a girarsi dall'altra parte ancora ed ero focalizzato su qualcosa fino a poco prima ma non so cosa adesso che giro la testa da una parte e lo sguardo dall'altra parte e sono internamente schizzato altrove anche se sono qui fermo non so bene nonostante io abbia ancora attaccati tutti i miei piedi tutti qui addosso a me proprio come fosse ieri proprio come fosse oggi come fossi proprio io e lo ero, fino a poco fa lo ero lo giuro

venerdì 24 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #42

La cosa intelligente di oggi mi è venuta in mente ieri ma ieri non ero pronto a mettermi l'ì ad appuntare la cosa intelligente di ieri da scrivere qui oggi e così la cosa intelligente di oggi oggi non ce l'ho verqamente. Mi è soltanto venuta in mente l'idea di dormire in mare, proprio in mare, acqua salata, e dormire in mare pensandoci mi pare cosa sconsigliabile da fare e pertanto non è cosa intelligente né di oggi né di ieri e proprio in generale direi che non lo è.
Stavo pensando che il diario sarebeb il posto giusto dove scruivere la propri aautbiografia giorno per giorno tutto il giorno a scrivere il diario sul diario si finirebbe per scrivere solo cose relative al diario e relative a quest'uomo che sta tutto il giorno a scrivere il diario e diverrebbe quindi controproducente, si aper l'uomo che per il diario, controproducente tutta questa scrittura malsana del diario e stavamo pensando a questa autobiografia e chiamarla estenuante autobiografia estenuante e dicevamo che sarebbe stato meglio non autorizzarla: autobiografia estenuante non autorizzata

giovedì 23 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #41

Oggi ero talmente spensierato che non ho pensato assolutamente al fatto che ero spensierato e po me ne sono accorto solo a un certo punto, con un riflesso di un dito trovato attaccato alla mano mia vista di rimbalzo dal bagno su un vetro del soggiorno questo dito a me attaccato a me di mano mia e mi son detto Chi è? sembra un dito, è un mignolo o è mignolo solo in apparenza? e a chi fa capo, questo mignolo? Er così tanto spensierato che ho dovuto recuperarmi scontrarmi con il mio dito per capire che c'ero e che c'ero stato fino a quel momento. Fin troppo spensierato, mi son detto, e m'è venuta paura di aver dimenticato qualcosa.
Ed era vero, avevo dimenticato qualcosa ma per oggi credo che basta così, non voglio sapere cos'è che ho dimenticato, il saggio giapponese morto dice che se una cosa l'hai dimenticata allora vuol dire che non era importante, e infatti è morto, il saggio, non vogliamo in effetti nemmeno sapere com'è morto di cosa è morto il saggio giapponese ma vorrei in effetti sapere oggi se quelli che avevano a che fare con lui erano contenti poi di avere a che fare con lui al funerale cosa si son detti, se finalemente o se che peccato. Chissà quante cose si è dimenticato il saggio giapponese, chissà se gli volevano bene. 

mercoledì 22 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #40

Quindi consegnate ieri le forse del luogo comune del fuori luogo e del non luogo.
Poi
Per fortuna ero distratto quando è successo tutto e poi è arrivato uno e mi ha chiesto se avevo visto: hai visto? mi son detto che avevo visto e gli ho riposto che avevo visto, sì, gli ho detto, e non era vero, non avevo visto che era successo tutto perché in quel momento, quando tutto è successo, ero distratto.
Ero distratto pensavo ad altro o forse avevo soltanto, in quell'istante in cui tutto è successo (tutto succede sempre in un istante) in quell'istante avevo gli occhi chiusi per via di quel movimento quasi involontario di battito di palpebre che non mi ha permesso di vedere il tutto accadere.
Meglio così, mi son detto poi dopo, che di tutto ce ne sono tanti, ci sarà un giorno un tempo per un tutto tutto per me, il mio tutto ideale, mi ci metto sopra a dormire

martedì 21 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #39

Esatto, visto che ho passato tutto il giorno a pensare che on stavo facendo una cosa che mi piace fare, ed è una cosa importante, bella da fare, una cosa che riguarda lo scrivere, ovviamente, e visto che per tutto il giorno quella cosa da fare che riguarda i luoghi e i non l,uoghi e i fuorii luoghi e i luoghi comuni, che già di per se mi sembrerebbero argomenti qualcosa di molto interessante su cui mettersi a riflettere, ma vistoc eh stavo soltando in effetti riflettendo senza fare niente., visto che ero concentrato sulla cosa che non stavo facendo mi sono dimenticato insomma di fare quell'altra cosa che si chiama esercizio giornaliero di blog e stesura testi non pensati per vedere cosa ne viene fuori come questo.
Vorrei non sapere mai cosa sto per pwnsare, vorrei non sapere mai cosa sto per dire, vorrei non sapere mai cosa sto per scerivere, questa è la faticosissima chiave dello stupore che vo ricercando.

Oggi al telefono la cosa più interessante che ho detto è Geografia del pensiero, chissà dov'è che l'ho già letta

lunedì 20 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #38

Oggi è giorno di consegna del mondo, dei luoghi e dello spazio, dei luoghi comuni dei fuori luoghi e del non luogo per il Cotonfioc (mostra).
L'altro giorno mi sentivo come nella sala d'attesa del mondo.
L'altro giorno, poi, mi divertivo a pensare all'altro Giorgio invece che all'altro giorno.

Rimandare tutto, rifarsi ai frattali di Mandelbrot in particolare al capitolo Cascate di errori, che io, senza capire cosa volesse veramente significare, ché di frattali me ne intendo relavitamente, e con relativamente intendo relativamente poco, e che tra il bene e il male mi sento se ci penso più vicino al malissimo, e se non ci penso mi sento vicino al così così, con Mandelbrot, dicevo, con il suo Gli oggetti frattali, che leggevo le parole come fossero immagini, quandlo ho incontrato il capitolo il cui titolo è Cascate di errori ho deciso di prenderlo come linea guida per qualcosa che mi riguarda e mi guardo intorno e vedo che c'è sempre qualcosa che mi riguarda, sempre qui in prossimità di me, nonostante, come risaputo, l'inarrivabile ce lo abbiamo addosso, ok, ma c'è anche qualcosa che mi riguarda qui vicino e con le Cascate di errori di Mandelbrot ho deciso di farne manifesto di qualcosa di impreciso, e potrebbe essere questo il titolo dello stesso manifesto:
Manifesto di qualcosa d'impreciso

anche se sono raffiche, non sono cascate, ma per adesso faccio finta che sia la stessa cosa

domenica 19 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #37

Preferisco bazzicare gli sconosciuti così divento ciò che sarei se non dovessi diventare niente, non ho passati né presenti né futuri a cui pensare quando parlo con gli sconosciuti, gli dico tutto quel che so di me e resto quindi zitto, ascolto con calma e con cura, è strano sentirsi qui fermo e avvertire che in qualche modo mi mancano certi sconosciuti, non tutti gli sconosciuti, solo alcuni.
Metto in fila le cose da fare e sono contento di cominciare dalla meno impellente, la più importante è subordinata alle altre, lo diceva anche qualcuno nell'Hagakure, le cose piccole con estrema cura e attenzione le cose grandi non me ne frega niente.
Il mondo intero non ho ancora capito se è piccolo o se è grande
Pascal è già andato a dormire, io mi sveglio per sbaglio

sabato 18 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #36

Era bellissima la parola sprezzatura, questo senso di superiorità sporca, mi viene a me così la sprezzatura, superiorità immorale. (La superiorità è immorale. Come è vero che è sempre del più forte, la legge) Sì, non c'entra
Stavo pensando a tutti i pdf densissimi che ho scaricato e girato in mobi alcuni talmente densi e pregni che non si possono proprio leggere in un soffio ed ero, non c'entra, arrabbiato poi con un amico perché mi ha fatto leggere Barthelme ed erano racconti che proprio non mi arrivavano e andavo a dormire e dicevo cosa voleva dirmi Barthelme? Cosa volevano dirci quei postmoderni là? Non è sempre stato meglio Italo Calvino in ogni sua forma? Sì, non c'entra, adesso vado a vedere cos'altro ancora ho accatastato di conoscenza che non riuscirò a indagare...

venerdì 17 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #35

In questo periodo di disgregazione pulviscolare ognuno nelle proprie case inventandosi cose piccole da fare e da non fare evitare di uscire etc, mi aggrappo all'accento del Sì affermativo. Mi sembra che ci sia da tutelare la biodiversità che c'è tra il si e il sì e mi sento salvatore, mi do molta energia e senso di giustizia e alta moralità quando vedo che il sì anche nelle peggiori chat anche nelle situazioni più drastiche e bassosonanti continuo a farlo con l'accento giusto, perché è un sì affermativo, non è un si qualunque.
E mi salvo, porto a casa un'altra giornata grazie a una conversazione curata, impreziosita dalle mie velleità.

giovedì 16 aprile 2020

Usare il blog come fosse un diario praticamente vero #34

Allora, in quel periodo storico il fenomeno naturale dell'esistenza era financo noioso come fenomeno. La noia fu scoperta un giorno da uno scienziato che diceva, uff, cosa faccio oggi?
Due cose che invece pensavo: immaginare i tetti come fossero pareti, o, mettere dei tetti al posto delle pareti. Cosa succederebbe alle pareti? E ai tetti? C'è bisogno di risposta a questa domanda interiore? Intimista domanda sui tetti e le pareti? C'è bisogno?
E poi, sempre nell'ambito della pararchitettura, riflessione sui paletti della creatività. C'era bisogno di questi paletti per essere creativi? Mi dicevano, Se vuoi creare mettiti dei paletti, così poi da quei paletti riuscirai a creare, ci vogliono i paletti.. e io dicevo che ero fin troppo anarchico per potermi mettere dei paletti e infatti creavo senza paletti e senza controllo e me ne sono fregato dei paletti fino infatti a non costruire niente di solid veramente, e ad oggi mi appassiono semplicemente all'idea di avere dei tetti al posto delle pareti e già mi sembra un buon successo giornaliero, come pensiero.

mercoledì 15 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #33

La sfida personale di tutta l'umanità dovrebbe essere pensare una cosa intelligente al giorno. Volend si può poi collegare la cosa intelligente pensata quel giorno lì alla cosa intelligente pensata il giorno precedente, creare una struttura di cose intelligetni che rega da sola, questa struttura e che se ne possa fare una teoria della struttura delle cose intelligenti da poi segnare in definitiva su un nobile trattato sulla teoria della struttura delle cose intelligenti pensate tutt' antratto.
Però ad esempio una cosa intelligente che ho pensato oggi è che uno dei posti belli di casa mia è il pavimento. Credo molto in questa cosa del pavimento, uno dei posti belli di casa mia, sottovalutato per forza, il pavimento, eppure è lui che ci fa andare avanti da una parte all'altra della casa, a differenza del soffitto e i viene in mente che quando si costruisce una casa si comincia dal tetto, è vera questa cosa? L'arroganza del tetto, ecco come dovremmo chiamarla così la cosa intelligente con la struttura e teoria allegata in forma di trattato quotidiano nobile

martedì 14 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #32

E poi riconoscersi,
prima di andare a dormire, prima di svegliarsi, prima di aprire un aporta di casa o non so,, riconoscersi con un caffé se mi piace o non mi piace riconoscersi allacciandosi le scarpe e slacciandole, riconoscersi senza specchio riconoscersi chiudendo gli occhi nel buio del dentro di sé riconoscersi salutarsi farsi un inchino di nascosto.
Riconoscersi, se serve, capire cosa serve fare se ad esempio serve riconoscersi o meno, fare a meno di Sé, fare a meno di qualcosa a cominciare dal sé, riconoscersi e gettarsi via e tenere anzi undettaglio di tutto il sé riconosciuto giusto un dettaglio un frammento di unghia mangiata sputata rimasta nascosta diettro il divano del tempo. Il divano del tempo (sempre un po' scomodo, il diario del tempo).

lunedì 13 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #31?

Adesso che siamo in crisi eugenitca, crisi di qualcosa, che bella l aparola qualcosa userei solo quella ma sono qui per fare il mio quotidiano esercizio di trasporto pubblico,l nel senso che trasporto in una strana forma scoperta di pubblico, un blog, il imo trasporto nella scrittura.
E per ora qui posso solo confessare che mi sono immaginato di quella volta quella foglia che ha deciso di non cadere d'autunno e rimanere tutto l'anno attaccata all'albero, e nessuno se ne è accorto.
E poi quella volta che il giorno è arrivato un minuto in ritardo, ma un minuto è pochissimo, e anche lì nessuno se ne è accorto.
Ed è andata bene anche lì
E basta, adesso leggo Luigi Malerba, la scoperta dell'alfabeto, ed è una bella scoperta sempre, luigi, anche se non sarebbe questo il momento giusto ma mmi pare di capire che il momento è meglio che proprio uno se lo dimentichi così non  aspetta quello giusto e fa tutto quel che vuole quando gli capita quando decide che è il momento di farlo e se magari vuole aspetta un attimo e  decide che il momento di farlo è quello dopo, e quello dopo, e ancora un pochino dopo va benissimo

sabato 11 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #30

Come forma di riscaldamento, il diario, come forma di qualcosa che potrebbe servire a qualcosa. Non c'è niente di meglio di qualcosa. Qualcosa è alla base di tutto. Senza qualcosa il mondo si fermerebbe. Tutti abbiamo bisogno di qualcosa, e questo è ineluttabile. Scrivere qualcosa a forma di qualcosa, scrivere qualcosa a qualcosa di qualcosa. Qualcosa qualcosa a qualcosa di qualcosa. Se il qualcosa è quello giusto, qualcosa è meglio anche di un milione di euro, un qualcosa può essere meglio financo di un milione di qualcosa

venerdì 10 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #29

Una lista delle cose da fare una lista delle cose da non fare la lista delle cose da fare è breve, quella delle cose da non fare è molto lunga, i ci dedico ogni giorno con certa dovizia e scrupolosità la lista delle cose da non fare comprende ad esempio non mangiare automobili, non arrampicarti su sedie, non lanciare corpi umani ad esempio il tuo corpo umano nonlanciarlo, e allora le scale fai un gradino alla volta, le scale a chiocciola attento perché girano, la lista delle cose da non fare richiede molta più attenzione della lista delle csoe da fare che rimane quindi lì in secondo piano e mi dico a volte im sveglio e mi dico dai, adesso do unìocchiata alla lista della cose da fare ma poi c'è la succculenta lista delle cose da non fare che mi pare molto più interessante e mi vengono in mente ad esempio dellle ppiante, alberi abeti pini da non bruciare, tigri da non andare a salutare e così via.
Poi oggi pensavo a: Vietato pensare certe cose. E pensavo, di conseguenza? Quali cose? vietate quali cose da pensare?
E ensavo di conseguenza
Impossibile pensare certe cose: e pensavo, di conseguenza, quali cose da pensare sono impossibili? E mi son fermato subito lì che non ho più voglia di farmi venire i capogiri.
Per fortuna ultimamente non sono più interessato al discorso sui limiti, pensavo, il discorso della distruzione del linguaggio per fortuna non mi interessa più, quanta energia sprecata stando lì a cercare di distruggere il linguaggio usando il linguaggio... 

giovedì 9 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #28

e sono qui senza nemmeno aver pensato cosa starò per scrivere e la ricerca di una cosa intelligente al giorno almeno una ce la farà il nostro eroe enorme eroe così tanto grande eroe ce la farà a trovare una cosa intelligente minima,f atta di tre parote, un accostamento che sia un qb stimolante, che faccia dire, ok, oggi abbiamo trovato questo accostamento come l'altro giorno ho pensato saluto tutti quelli che si conoscono, che non è un accostamento eh, è una sostituzione di lettera, un si invece che un mi, e m'è venuto da ridere pervhé poi ho pensato a tutte le persone che si conoscono e sono tantissime, molte persone conoscono altre persone, quasi tutte, e sono arivato a pensare a quello lì poverijno che nesuno conosce, nessuno, e mi dispiace molto per lui. Mi han detto, in un documentario, che in svezia ogni tanto muore qualcuno e manco i figli se ne accorgono, che questi cadaveri rimangono negli appartamenti per mesi e il superwelfare statale svedese continua a pagare le bollette dell'elettricità e questi cadaveri si decompongono puzzano e dopo un po' il vicino sente la puzza e dice ohnno, è morto quello che abita lì a fianco a me, e chiama per telefono il ministero della morte, che c'è un ministero della morte, e vanno a prendere il cadavere, avvisano il figlio e il figlio dice sono impegnato, prendete pure voi i mobili, le cose, non posso venire al funerale, ecco, questo documentario raccontava così e io non sapevo cosa dirgli, meno male

martedì 7 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #27

Allora oggi mi sentivo un po' per antonomasia di qualcosa, essere per antonomasia, pensavo, e invece ci ho pensato ancora su e mi son sentito più che altro eufemismo, essere eufemismo, mi sento eufemismo di me stesso, pensavo, e mi sono sentito migliore, dopo che ho pensato di essere un eufemismo di me stesso. Basta poco.
Era stamattina che pensavo a queste cose e non c'è niente di meglio che mettersi lì a pensare, di mattina e senti il cervello che ha un diverso modo di stare al mondo, gli spazi del pensiero sono un po' più ampi, meno rattrappiti e pian piano abbandono l.'idea romantica del pazzo scritotre folle ubriaco che si mette di notte a scrivere aspettando l'alba sfidando il tempo e il mondo e tutto il resto.
Il mattino ha l'oro in bocca, mi viene in mente e mi viene in mente anche quella frase su qualche muro di Bologna che diceva è tutto loro quello che luccica.
E direi che per ogi basta così, tra un eufemismo e l'altro ricomponiamo le nostre vite /(o esistenze), e andiamo avanti e facciamo finta di niente (vivere facendo finta di niente, per la maggior parte del tempoo, troppo faticoso vivere pensando che si sta vivendo)

lunedì 6 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #26

Partire da qualche parte senza muoversi senza cominciare niente che paura la fissità delle cose eppure tutto scorre ma non so dove, dov'è che scorre questo tutto e dove va poi non si sa mica.
Ieri pensavamo in una mail mandata a uno dei miei best pen pal friends forse the best direi mandavamo questo messaggio del dettaglio.
Un dettaglio dell'universo, giustamente, è un dettaglio immenso, e un dettaglio è spesso insignificante, così si dice, così vengono affiancate le due parole con buona consuetudine linguistiica, il dettaglio insignificante, se c'è un dettaglio, direbbe paolo nori, è insignificante. E insomma è anche per questo che pensavamo oltre al dettaglio insignificante pensavamo anche al dettaglio dell'insignificante, trovare una granello di qualcosa di importante in un dettaglio dell'insignificante

domenica 5 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #25

Visto che niente aveva senso bisognava fare tutto.
Scrivere sul diario come non ci fosse un domani e invece lavarsi i denti come se il domani ci fosse, il diario come se non ci fosse, il dommani, lavarsi i denti come se ci fosse, il diario, il domani.
Leggere tutto non memorizzare niente opporsi alla memorizzazione dei dati prendere solo parti di senso sparpagliato da qualche parte fare in modo che niente della giornata possa prendere la forma dell'abitudine, nemmeno il diario, nemmeno iln pensiero, opporsi a ciò che si pensa per la seconda volta, di parola in parola, mai ripetere la stessa parola durante una giornata e ovviamente disattendere, fare in modo di rompere i propri schemi e darsi i paletti creativi darseli in testa in modo da non rispettare la parola coerenza e, ancor meglio, non sapere cosa significhi la parola coerenzaa.
Fare di tutto ma immobile, chiudere gli occhie  vedere di tutto, questo è forse il segreto ma è anche sicuramente un segreto che non serve a niente
Poi per il resto tutto bene 

sabato 4 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #24

Anche ieri eravamo in molti lì che stavamo per fare tutto, anche ieri.
Ci siamo disposti in riga pronti alla partenza per andare ovunque (compresa l'amazzonia) ma poi ci siamo messi lì a dire aspetta un attimo. Io ad esempio dovevo allacciarmi una scarpa bene, che era allacciata male, un altro ha deciso che prima di partire voleva tagliarsi almeno un unghia, un altro voleva prima controllare il percorso da fare nel caso ci fosse da fare un percorso, un altro sentiva di aver avuto un'idea riguardante qualcosa ma adesso non gli veniva in mente cosa e allora ci voleva pensare ancora un attimo, un altro ha pensato di averl asciato forse aperto il gas un altro diceva forse ho lasciato chiuso il gas un altro diceva forse non dovrei essere qui ma da un'altra parte dove tutto quello che sta succedendo qui sta succedendo ma in maniera diversa, una realtà parallela dove non digerisco l'aglio, ad esempio

giovedì 2 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #23

Tutto sbagliato come al solito tutto sbagliato meno male, non c'è niente di meglio di un buon errore e ogni volta che sono inciampatao apposta, che schifo. Mai fidarsi di chi inciampa apposta e poi lo fa vedere a tutti.
Nell'altro diario che tengo, meno quotidiano, mi sono accorto che ho più paura di scrivere, la penna mi fa paura, qui sul digitale buttato nel vuoto mi sento tranqiullo di praqticare il peggio, proprio perché il nessuno che leggerà sarà un nessuno meno rilevante del nessuno che sarò io mentre rileggerò il mio diario cartaceo.
Qui il diario è valanga sfrenaata mentre il diario cartaceo mi fa paura, come la montagna e come il mare, prima cosaa da imparare della montagna e del mare è averne paura, poi si possono fare le passeggiate e un bagnetto o prendere il sole sugli scogli.
Imparare la paura è cosa nobile, iparare la paura come cavalieri medievali, ci vuole un drago sutafuoco sempre, è necessario un drago sputafuoco a tal punto che, anche nell'assenza eventuale di drago sputafauoco si può immedesimarsi in tal drago assente e farsi drago e poi cefcare di sconfiggeri infilandosi in gola una eventuale spada medievale come dicevamo.
E poi cercare di abbandonare l'idea di capire qualcosa, e soprattutto abbandonare l'idea di capire tutto.
Leggere gli scritt degli altri esseri umani e sentirsi fratelli nei limiti di ciò che fin dall'inizio non si è capito. Non capire niente, tranquillamente, rimane l'obiettivo finale.