venerdì 27 luglio 2018

Dio fa il mondo e intanto pensa che potrebbe benissimo farlo diverso

In Austria il patriottismo era una materia tutta speciale. I bambini tedeschi imparavano semplicemente a disprezzare le guerre dei bambini austriaci, e s'insegnava loro che i bambini francesi sono pronipoti di libertini smidollati e scappano come lepri appena vedono un soldato tedesco della territoriale che sia fornito di una gran barba. E scambiando le parti, con qualche oopportuno mutamento, s'insegnavano le stesse cose ai bambini francesi, russi e inglesi, che si gloriavano anch'essi di numerose vittorie. Ora si sa che i bambini sono fanfaroni, amano a giocare a guardie e ladri, e son sempre pronti, ove per avventura ne faccian parte, a considerare la famiglia X che sta in via Y come la più importante del mondo. Perciò è molto facile inculcare loro il patriottismo. In Austria però la faccenda era un po' più intricata. Gli austriaci infatti avevano vinto, è vero, tutte le guerre della loro storia, ma dopo queste guerre avevano dovuto quasi sempre cedere dei territori. Ciò induce a riflettere, e Ulrich scrisse nel componimento sull'amor di patria che un vero patriota non deve ma giudicare la sua patria migliore di tutte; anzi, balenandogli un'idea che gli era parsa particolarmente bella, quantunque fosse piuttosto abbagliato dallo scintillio che consapevole del suo contenuto, aveva aggiunto a quella frase sospetta quest'altra: che probabilmente anche Dio preferisce parlare del mondo da lui creato servendosi del congiuntivo potenziale (hic dixerit quispiam...) perché Dio fa il mondo e intanto pensa che potrebbe benissimo farlo diverso. Di qeusta frasse era molto orgoglioso, ma forse non s'era espresso con sufficiente chiarezza, perché ne era nato un putiferio e per poco non l'avevano espulso dalla scuola, anche se poi non avevano preso alcun provvedimento non sapendo decidere se quell'affermazione temeraria fosse da considerarsi un'offesa alla patria oppure a Dio. Da L'uomo senza qualità, di Robert Musil, traduzione di Anita Rho

mercoledì 18 luglio 2018

Zugzwang poesia!(Lugano)

ZUGZWANG POESIA!

Terzo appuntamento della rassegna di poesia contemporanea curata e presentata da Marko Miladinovic.


ORE 19.00 circa
Aperitivo al Biblio Café TRA l'altro CON IPOETI

Nicolas Cunial (Firenze)


In collaborazione con LIPS - Lega Italiana Poetry Slam.
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Zugzwang ‹zùukzvaṅ› s. m., ted. [propr. «costrizione a muovere», comp. di Zug «mossa» e Zwang «costrizione»]. – Nel gioco degli scacchi, termine internazionale usato per indicare il fatto di dover muovere quando ciò costituisca uno svantaggio per il giocatore, in quanto ogni mossa di cui dispone altera la sua posizione in favore dell’avversario. Treccani.it


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