sabato 26 dicembre 2009

International Literature Experiment (wow) # 2 - Jimmi Chen

Wow -- this time it was difficult because of some strange word as bffs and other little problem as the dried tiger penis that sometimes I tought, just for a while, they were not dried(!). But Jimmy Chen helped me with some clarificating e-mail, thank you Jimmy. I hope everything will sound good at the end. It was not simple. But the same happened for the Peter Markus short story. Probably the translator's job it's not simple! Knowing some word of english it's not enough!

È stato difficilissimo, tradurre bffs o altre piccole robe che proprio non sapevamo come fare. Jimmy Chen è di San Francisco ed è da lì che spediva le mail per aiutarci a fare 'sta cosa.

But now stop chatting, let's start the papparappà (those are the trumpets, do you understand this, anglophone people!?):

INTERNATIONAL LITERATURE EXPERIMENT (wow) # 2

- A Hollow Ball Back and Forth - di Jimmy Chen (Pallina (da ping pong) avanti e indietro)

Amy Ping voleva uccidersi, Lily Ping voleva nascere di nuovo. Tali erano le disparità della vita; non era molto comodo che girassero la Cina insieme. In Szechuan, Amy stava soffocandosi con una trippa, confermando ancor di più quel che avrebbe voluto fare alle 3:00 PM.

"Mi ucciderò quindi alle 3:00 PM" disse Amy.

"Dicono che potrebbero esserci dei Cristiani qui." Fece Lily.

Ping and Pong finirono la loro zuppa, controllarono le loro rispettive migliori amiche per sempre*, e aspettarono nervosamente. La Cina in nessun modo sembrava 'la prossima superpotenza mondiale.' Uomini in sandali pedalavano biciclette arruginite; donne legavano bambini alle loro schiene.

"Sento odore di peni di tigre essicati," disse Amy

" Questo perchè siamo sedute vicino ad un negozio che vende peni di tigre essicati," rispose Lily, che decise a quel punto che la sua amica non poteva essere salvata.

La luna sorse presto quel pomeriggio. La debole cupola del cielo tremolò due volte, e una pellicola di nuvole scorreva, assorbendo ciò che restava delle tenui ombre. Una persona in piedi non ha radici, solo ombre che aderiscono al suolo.

"Sono le 2:56 PM," disse Amy, tirando fuori le sue pillole.

"Quelli sono lassativi," avvertì Lilì.

"Cagherò fino alla mor--"

Ma prima che potesse finire, un panda sbucò e starnutì. Anche la vita era una cavità nasale irritata, sempre pronta a soffiare. L'america stava decadendo ma la China aveva ancora le allergie. Era difficile rompere gli schemi: la luna inseguiva la terra che inseguiva il sole, ancora e ancora. L'universo inseguiva se stesso, espandendosi incessantemente nel nulla.

Amy starnutì, facendo starnutire anche Lily. Era troppo caldo per sorridere. La vita sarebbe stata a posto.

----- English Version That you can find HERE. -----

Amy Ping wanted to kill herself. Lily wanted to get born again. Such were the disparities in life; that they were touringChina together was not a convenience. In Szechwan, Amy choked on some tripe, confirming all the more exactly what she wanted to do at 3:00 PM.

"I'm so going to kill myself at 3:00 PM," said Amy.

"They said there would be Christians here," said Lily.

Ping and Pong finished their soup, texted their respective bffs, and waited around nervously. China in no way resembled the 'world's next superpower.' Men in sandals rode rusty bikes; women tied babies to their backs.

"I smell dried tiger penis," said Amy.

"That's because we're sitting next to a store that sells dried tiger penis," replied Lily, who had decided at this point that her friend could not be saved.

The moon rose early that afternoon. The dim dome of the sky blinked twice, and a film of cloud rolled across, absorbing what a little pale shadows were left. A standing person has no roots, only shadows that grip the ground.

"It's 2:56 PM," said Amy, taking out her pill bottle.

"Those are laxatives," Lily warned.

"I'll shit to dea--"

But before Amy could finish, a panda came over and sneezed. Life too was an irritated sinus cavity, always about to blow. America was falling but China still had allergies. It was hard to break the rules: the moon chased the earth wich chased the sun, around and around. The universe was chasing itself, expanding relentlessly into nothingness.

Amy sneezed, causing Lily to sneeze as well. It was too hot to smile. Life would be okay.

mercoledì 23 dicembre 2009

Movimenti di Paolo su Carta

Guardate cosa fa Paolo quando muove la mano avendoci prima messo una matita dentro e un foglio di carta sotto e/o altre cose più tecniche da disegnatore. E ci ringrazia pure, è bellissimo.

martedì 22 dicembre 2009

È arrivato l'Ufficio Realtà ma forse non ci piace.

Casa Editrice Gigante si espande a vista d'olio: inauguriamo oggi l'Ufficio Realtà che ci permetterà di essere documentati a dovere quando si parla delle vie delle città e dei suoi odori, come usa fare nei romanzi di fiction che proprio fiction non è, con storici riferimenti non espliciti e testimonianze da fonti non proprio accertate ma inaspettatamente affidabili. E altri capogiri paradossali.
A fronte di ciò, uno dei nostri massimi collaboratori, Pino Insegno con la tromba, ha deciso di abbandonare la redazione centrale. Per questo chiuderemo presto l'Ufficio Realtà, tanto ci lavora uno forse poco simpatico con contratto fino al 2009.

In realtà chiuderemo l'Ufficio Realtà perchè è bello scrivere "a fronte di ciò".
Altro che Pino Insegno con la tromba.

sabato 19 dicembre 2009

La domandina al Buridda + Inseguimento scoppiettante


Comunicazione Disservizio

Domani al Buridda (domani sarà il 19 dicembre) in serata ci sarà uno spettacolo teatrale sulle carceri come segue:

LA DOMANDINA: Spettacolo essenziale sul carcere

Siamo stati nei carceri di Marassi, Ponte X e La Spezia.
E vi raccontiamo, attraverso le voci dei carcerati, che significa la detenzione.
L'immagine che emerge è ben lontana dai peggiori film e dalle migliori leggende.
Per chi interessa sapere come sia possibile che un ragazzo arrestato per qualche spinello finisca dentro in piedi ed esca da sdraiato.

con Bubi Senarega, Cristina Campanile e Fabrizio Dentini


-------------- Inseguimento scoppiettante (un inedito di Lev Tolstoj)----------------------------- (non è vero ma dai, secondo te è Tolstoj sul serio?) -------------------------

Tutta la redazione affacciata alla finestra a fumare una sigaretta. Passa una macchina velocissima. Subito dopo un'altra che la insegue. Noi tutti della redazione ci precipitiamo a inseguire a nostra volta le due macchine, per capire che cosa succede. Ognuno con il suo mezzo. Il GrandeCapoRedattore ha un motorino a due ruote. Gli altri, altri motorini . Quando raggiungiamo le due vetture velocissime chiediamo loro quale motivo le portava a fare l'inseguimento.
Rispondono che non si stavano inseguendo ma andavano entrambe di fretta nella stessa direzione. A noi questa riposta non basta: vogliamo il conflitto.
Buchiamo una gomma e suoniamo alcuni campanelli mentre scappiamo.

martedì 15 dicembre 2009

Mamet docet


Pezzetto tratto da "I tre usi del coltello: Saggi e lezioni sul cinema" di David Mamet edito da Minimum Fax e appena iniziato:

""La cattiva drammaturgia possiamo trovarla nelle chiacchiere dei politici che hanno pochissimo o nulla da dire. Essi degradano questo processo e parlano di cose soggettive e nebulose: parlano del Futuro. Parlano del Domani, parlano dello Stile Americano, della Nostra Missione, del Progresso, del Cambiamento.
Questi sono termini volti a infiammare gli animi più o meno blandamente (vogliono dire "sorgi, popolo americano", oppure "Sorgi e corri baldanzoso di qua e di là") e che fanno le veci del teatro. Sono meri segnaposti che scandiscono la progressione drammatica, e hanno una funzione simile a quella delle scene di sesso o di inseguimento nei film-spazzatura: non sono collegati a nessun problema reale e sono inseriti come intrattenimenti modulari in una storia priva di contenuto.""

venerdì 11 dicembre 2009

Robe di Robbe

Questo lo ha messo su Flickr Robbe nel lontano 16 novembre 2009 ed è troppo fico per non dedicarvi un post degno di tale nome ossia: POST
Forse non si legge bene quel che c'è scritto però posso aggirare il problema facendolo scrivere al lavapiatti di CasaEditriceGigante.

Caporedattore: Ehi lavapiatti, te la senti di entrare nel mondo dell'editoria?
Lavapiatti: E' sempre stato il mio sogno signor Caporedattore Capo Gigante.
Caporedattore: Bene allora ti detto una cosa e tu la scrivi.
Lavapiatti: Ok.
Caporedattore: Se ci pensi, il male peggiore è sempre il prossimo.
Lavapiatti: Verissimo signor Caporedattore Capo Gigante
Caporedattore: Sì ma scrivi.
Lavapiatti: Cosa?
Caporedattore: Se ci pensi, il male peggiore è sempre il prossimo
Lavapiatti: Verissimo signor Caporedattore Capo Gigante


Emile Durkheim: bello vero?
Cristina di Svezia: molto bello.

giovedì 10 dicembre 2009

International Literature Experiments (wow) #1 - Peter Markus

Here's something new: we contacted a few writers from U.S.A. and asked them if they allow us to steal one of their short stories and translate it. We're trying this new stuff.
The first one is Peter Markus (from New York), this short story is from the book "Good, Brother" edit by Calamari Press.
It's a funny story, we did our best in translation, hope everything will suond good in italian. So, here the story:

Ecco una cosa nuova: abbiamo contattato qualche scrittore dagli states uniti of america e gli abbiamo chiesto il permesso di rubare e tradurre uno dei loro racconti. Il primo racconto è di Peter Markus dal libro "Good, Brother" che tradotto in italiano sarebbe "Pozzanghere insanguinate, donne nude e se mi sposi ti cancello".
Proviamo questa nuova roba. E' divertente.

- BOY -

In paese conoscemmo quest'altro ragazzo che era fratello di nessuno-unico bambino con solo una madre un padre e nessun fratello a chiamarlo così. Quindi lo prendemmo come un fratello. Sebbene non lo chiamassimo fratello. Lo chiamavamo Ragazzo. Ragazzo era più piccolo di noi fratelli. Ragazzo era nato anni-no, secoli-dopo di noi. Eravamo giù al fiume con nostro padre pescatore il giorno in cui quest'altro fratello venne a questo mondo. Questo ragazzo. Questo fratello, ci dissero, era nato con i denti e la testa piena di capelli. Quello con cui non era nato, scoprimmo, era la lingua. La bocca di questo ragazzo era un buco nella sua faccia in cui infilava il cibo dentro. Una volta per un attimo, quasi sentimmo qualche grugnito gorgogliargli fuori. Per il resto, comunque, Ragazzo stava zitto. Qualche volta nemmeno ci accorgevamo che era vicino, in piedi a fianco a noi, i suoi piedi sballottati dentro gli stivali del padre, a mollo nel fiume, caviglie sprofondate nel fango. A volte, Ragazzo era più cane che ragazzo. Ragazzo era un cane che veniva sempre ogni volta che lo chiamavamo, per fare qualsiasi cosa gli si dicesse di fare. Nostro fratello insegnò a Ragazzo un bel po' di giochi. Insegnammo a Ragazzo a camminare sull'acqua. È vero che la prima volta affondò tentando di camminare. Gli galleggiava la faccia giù dal fiume. Ma poi tornò indietro. Indietro da noi fratelli. Bravo cane, dicemmo a Ragazzo. Gli grattammo la schiena. Gli prendemmo un osso dalla mano e lo lanciammo nel fiume. Ragazzo, gli dicevamo, diventa pesce. Ragazzo si gettava in acqua come fosse parte cane e parte pesce. Quindi Ragazzo nuotava indietro verso la riva fangosa del fiume e sbatteva a terra. Come un pesce. Questo ragazzo qui è da guardia, disse Fratello. Se lo dici tu, dissi a Fratello. Quindi gli tranciammo via la testa.

ORIGINAL VERSION IN ENGLISH FROM THIS BLOG

- BOY -

We knew this other boy in town who was brother to nobody-an only child with only a mother and a father and no brother to call his own. So we took him in as brother. We did not call him brother though. We called him Boy. Boy was littler than us brothers. Boy was born years-no, centuries-after we were born. We were down by the river with our fishing man father the day that this other brother was born into this world. This boy, this brother, we were told, was born with teeth and a full head of hair. What he was not born with, we discovered, was a tongue. This boy's mouth was a hole in his face he fed food into. Once in a while we might hear some mouthy sounds grunting out. For the most part, though, Boy was silent. Some of the time we did not even know he was near, standing close by, his feet-flopping inside his father's boots-sunk into the river, ankles deep in the river's mud. At times, Boy was more dog than he was a boy. Boy was a dog who always came whenever we called, to do whatever was told. Us brothers taught Boy more than a few tricks. We taught Boy how to walk on water. It is true that Boy drowned the first time he walked out. Boy floated face down down the river. But then he walked upriver back. Back to us brothers. Good dog, we told Boy. We scratched Boy's back. We pulled a bone out from Boy's hand and tossed it to the river. Boy, we told him. Go fish. Boy took to the water like he was part dog, part fish. Then Boy swam back to the river's muddied bank and flopped down on the shore. Like a fish. This boy here is a keeper, Brother said. If you say so, I said to Brother. And then we chopped off this boy's head.

martedì 8 dicembre 2009

Port-Royal: le nouveau videò


CasaEditriceGigante tutta, aspettava l'uscita del nuovo video per chinarsi con rispetto di fronte alla feroce legge dell'attualità e poter finalmente proclamare:

Attenzione attenzione: ecco in video l'ultima produzione Port-Royal orgoglio internazional/mondiale a seconda dei casi. Il pezzo è "The photoshopped prince" dall'ultimo disco "Dying in time".
La regia è di Sieva Diamantakos, consigliabilissima fruizione di gran canzone su ottima narrazione visiva. Crediamo pure che vi verrà da fare quella cosa su youtube per cui poi alla fine ti vedi tutti gli altri video correlati, che sono belli. E in più fottete la vischiosa legge dell'attualità. Tiè.

Eccolo

domenica 6 dicembre 2009

Calci e pugni in aria, capo.

Calci e pugni in aria, calci e pugni in aria, arriva il capo.
- Continua così ragazzo e adesso dimmi per chi è che fai questo?
- Per me stesso! Urla il ragazzo continuando a tirare calci e pugni in aria.
- Non ho sentito per chi lo fai?
- Per me stesso! Urla ancora il ragazzo.
- Più forte, per chi lo fai?
- Per me stesso capo!
- Ah, ecco. Così mi piaci ragazzo.

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Questa la pubblicità di casaditricegigante alla fiera del libro di francoforte


Siamo oltre

mercoledì 2 dicembre 2009

Il veleno del serpente


Per risparmiare inchiostro, gli addetti tecnici alle cose tecniche hanno decise di allevare un serpente velenosissimo da tenere in giro sulla moquette della redazione di CasaEditriceGigante. Ogni giorno gli addetti tecnici fanno mordere al serpente il bordo superiore di un barattolo di vetro che chiudono con del cellophane. In questo modo è possibile accumulare veleno blu o nero e farne inchiostro.

Il problema che ci siamo posti noi che non siamo esperti tecnici addetti è il seguente: per mantenere un rapporto di sicurezza con il serpente dobbiamo tenerlo sotto costante paura per farlo sentire inferiore oppure dobbiamo svelargli subito la nostra mortalità e creare così un rapporto di fiducia e stima reciproca evitando che succeda quel che è successo al nostro capo-redattore in foto?

lunedì 30 novembre 2009

Esperimento d'inattualità

SAN REMO 2009:

Ha vinto Arisa e facciamo una recensione della canzone "Sincerità":
RECENSIONE:

"Carina però dai"

E' vero, siamo un po' in ritardo ma la redazione di casaeditricegigante aveva da rifinire gli stucchi decorativi della boccia del pesce rosso che non volevano ma che poi è così simpatico che si sono tenuti. Però dovevano pur scrivere un articolo su Arisa, la vincitrice del festival di San Remo. Quindi, finito d'intonacare gli stucchi, hanno ultimato quella breve recensione sul singolo "Sincerità" imbattendosi col problema dell'attualità: Arisa e il suo strano mondo non sono più argomenti di pubblico interesse tantomeno d'interesse generale.

Ci Dispiace Arisa, begli gli occhiali.

Firmato
Ernesto CrestediGallo,
Capodirettorecapo
Responsabile punti di Sutura, di Sakura e anche Musica

sabato 28 novembre 2009

E' Cioran quindi chiedete a lui.

"Che una realtà si nasconda dietro le apparenze è, tutto sommato, possibile; che il linguaggio possa esprimerla, sarebbe ridicolo sperarlo. Perché allora farsi carico di un'opinione piuttosto che di un'altra, perché indietreggiare davanti al banale o all'inconcepibile, davanti al dovere di dire e di scrivere tutto e il contrario di tutto? Un minimo di saggezza ci obbligherebbe a sostenere tutte le tesi contemporaneamente, in un eclettismo del sorriso e della distruzione." - Emil Cioran (Sillogismi dell'amarezza - Ed. Adelphi)

"Emil Cioran una volta ha pure parlato male di Walter Zenga. E ha fatto bene." - Walter Zenga (Parare in rete: il portiere tra web, albergo e erbetta verde del campo da calcio - Edizioni Dizioni)

mercoledì 25 novembre 2009

Appunti sull'identità di Casa Editrice Gigante

Casa Editrice Gigante è fatta di lettere per lo più minuscole ma in buona parte maiuscole. Auspica l'uso di verbi elevati, come auspicare, e ottempera pure, se vuole, a volte.
Casa Editrice Gigante ha un'identità a forma di scogliera costantemente erosa dal mare. Oppure ha forme di mare che batte sugli scogli (e erode).
Casa Editrice Gigante venderebbe anche saponidetergentibrillantanti, se gli piacesse farlo. Per questo si interessa a sapere come potrebbe mai arrivare a tanto, arrivare ad apprezzare il vendere saponidetergentibrillantanti o altro.
S'interroga e s'indigna e altre cose con s'i. Ma non si fa problemi per quel che dice perchè ha fatto dell'incoerenza sua bandiera. Per questo apprezza comunque il ricevere dei soldi o buoni pasto.

domenica 22 novembre 2009

La realtà supera la fantasia

Proprio all'ultimo giro tra l'altro, sul rettilineo finale

martedì 17 novembre 2009

Una Lezione di Ionesco


Professore: Proseguiamo signorina
Allieva: Sì professore
Professore: ... In virtù della quale, in quindici minuti, lei potrà acquistare le nozioni fondamentali della filologia linguistica e comparata delle lingue neospagnole.
Allieva: Oh sì professore (e batte le mani)

Professore (con autorità): Silenzio. Chi ha mai visto.
Allieva: Scusi, professore (lentamente rimette le mani sul tavolo)
Professore: Silenzio. (Si alza passeggia per la stanza, le mani dietro la schiena; di tanto in tanto si ferma in mezzo alla stanza o accanto all'allieva e accompagna le parole con un gesto della mano; egli conciona senza troppo accalorarsi)

L'allieva lo segue con gli occhi ed incontra, a tratti, una certa difficoltà a seguirlo, in quanto essa deve voltare molto la testa; una o due volte, non di più, essa si volta completamente.

Bisogna dunque sapere, signorina che lo spagnolo è la lingua madre da cui sono nate tutte le lingue neospagnole, fra cui lo spagnolo, il latino, l'italiano, il francese, il portoghese, il rumeno, il sardo o sardanapalo, lo spagnolo e il neospagnolo, e anche, per certi aspetti, il turco stesso, benchè più vicino al greco, fatto d'altronde perfettamente logico, in quanto la Turchia è vicina ala Grecia e la Grecia è più prossima alla Turchia di quanto non lo siamo noi due: questa non è altro che la dimostrazione di una legge linguistica molto importante, secondo la quale. geografia e filologia sono sorelle gemelle. Può prendere appunti signorina.


Allieva (con voce spenta): Sì, professore.
Professore: Ciò che distingue le lingue neospagnole tra loro e i loro idiomi dagli altri gruppi linguistici, come i gruppi di lingue austriache e neoaustriache o asburgiche, come pure dai gruppi esperantista, elvetico, monegasco, svizzero, andorrano, oppure ancora i gruppi di lingue diplomatiche e tecniche, ciò che le distingue, dico, è la loro rassomiglianza impressionante, la quale fa sì che a mala pena possano essere distinte l'una dall'altra, parlo delle lingue neospagnole tra loro, le quali ad ogni modo si può pervenire a distinguere mercè i loro caratteri distintivi, prova assolutamente irrefutabile della strada della straordinaria rassomiglianza che rende incontestabile la loro origine comune, e che, al contempo, le differenzia profondamente, in virtù di quei tratti distintivi di cui ho parlato.

Allieva: Oooh. Sì professore.
Professore: Non indugiamo però sui concetti generali...
Allieva (dispiaciuta e sedotta): Oh, professore.
Professore: Queste cose han l'aria d'interessarla. Tanto meglio, tanto meglio.
Allieva: Oh, sì professore
Professore: Non si preoccupi, Signorina. Ci ritorneremo più tardi. A meno che non ci si torni mai più. Chi potrebbe dirlo?
Allieva: Oh, sì professore

venerdì 13 novembre 2009

There is a fault in reality

Questi non so chi sono ma sono proprio bravissimi.

famosissima sezione Video


CHOP CUP from :weareom: on Vimeo.



Li contatteremo attraverso uno dei nostri uffici stampa, faremo scrivere la mail dal nostro ufficio marketing e brand potability. Faremo prima un indagine accurata al sert, o ad un circolo arci. Quando avremo in pugno il potere d'acquisto dei nostri nemici gli venderemo il prodotto peggiore al prezzo massimo al quale loro potranno arrivare, fino al punto da farseli prestare, i soldini.

Però poi non ricorderemo più di chi stavamo parlando piuttosto eh? ah, il video. Proprio bello sì. Portobello no.

Una bella offesa è: faccia di bronzo.

MUMMY FREEZY LENNY GO


Quel che avrebbe dovuto essere mostrato tempo fa, è mirabile visione e opera gran registica di Jean Gueguen (in foto sotto) per Mustela Vision e con una lontana collaborazione di uno degli uomini di CasaEditriceGigante.

Tutto nacque all'incirca là sopra, come si può vedere in foto all'incirca là, l'idea dico, è nata là, là, là dove c'è la foto, cioè, là dove è stata fatta la foto rubata a uno di flickr che non sappiamo bene, un certo SthepaneD, lo linko solo per etica net altresì detta netiquette.

Ecco il Video, attenzioneattenzione MUMMY FREEZY LENNY GO.

Mummy freezy lenny go from Mustelavision on Vimeo.



Jean Gueguen è un uomo che danza su un ramo che si spezza ogni giorno

mercoledì 11 novembre 2009

Non è attualità, è bolzano credo



Ogni tanto chiudendo le due porte a vetri rimane una farfalla all'interno. Tutta la notte gira e sbatti, gira e sbatti, da vetro a vetro. E chissà il giorno dopo.

lunedì 9 novembre 2009

Bruno Laporte è morto

In realtà un po' di giorni fa, il 25 ottobre, il disegnatore canadese Bruno Laporte è morto in un incidente in parapendio. Un ignaro membro di CasaEditriceGigante ha comprato alcuni di questi albi giusto la settimana scorsa. Divertito nella lettura e incuriosito dall'autore guarda su google e scopre che è morto da poco. Si tocca le palle di ferro e ci dedica un post. Questo post.

sabato 7 novembre 2009

Jérémy Clapin e basta con 'sti video

Visto lo strepitoso successo dell'ultimo video, decidiamo di esagerare e postare anche questo, la casa editrice tutta ringrazia Enrico Massone per la preziosa segnalazione spostata di 91 centimetri.

Il video è di Jérémy Clapin, dura un po' di più di quello dell'altra volta ma cribbio, se non abbiamo tempo nemmeno di vedere una robina carina allora che ci stiamo a fare a 'sto mondo? E' purtroppo vero che se tutti avessero un blog da aggiornare e un lavoro da fare, avrebbero poco tempo da dedicare ai video proposti negli altri blog... pensiamoci.

Non importa, ecco di seguito la:
papparappà

fa
mosissima sezione Video

Skhizein (Jérémy Clapin,2008)


mercoledì 4 novembre 2009

Destra e sinistra

Stavo giusto pensando che se avessi due gambe destre comunque ci sarebbe una gamba destra e una sinistra.
Proprio un casino.
E qualcuno poi la butterebbe in politica.
Meglio quindi avere una gamba destra e una sinistra.

lunedì 2 novembre 2009

Sogliole

Questo è un pezzone fatto dal mitico robbe e noi abbiamo pensato bene di metterci una scrittarella sotto






in preda ad un'irrefrenabile voglia evolutiva, la sogliola non si considera più animale marino ma piuttosto, quadrupede terrestre a tutti gli effetti.
Con arroganza se ne sta schiacciata sul fondale aspettando il certificato di avvenuto cambio di residenza e auspicando una rapida mutazione che la porti ad avere le zampe. Nel frattempo ha spostato entrambi gli occhi sul fianco per non dover vedere quel terribile inestetismo che, a parer suo, sono le sue pinne

domenica 1 novembre 2009

Eserciti a confronto (Yessir VS Sìssignore)

Casa editrice Gigante ha investito sette milioni per la creazione di un libro sugli eserciti mondiali.
L'autore, Dott. Teullonio, è purtroppo morto in un terribile incidente con una stufa proprio come successe alla signora svizzera qui. Poveretta, doveva essere simpatica.

Comunque la prima constatazione a dimostrare la superiorità dell'esercito inglese è l'uso delle sillabe nel dire Yes Sir, contro l'italiano Sìssignore. Gli inglesi ci battono con due sillabe contro quattro, questo significa che già nell'accettare un ordine impiegano la metà del tempo che impiegherebbero i colleghi italiani.
Qui si ferma il Dott. Teullonio.

sabato 31 ottobre 2009

In questi giorni

In questi giorni il personale tutto di CasaEditriceGigante è stato coinvolto in due faccende a dir poco disdicevoli:

1 - essere licenziato
2 - pensare continuamente a quel motivetto di una canzone di cui vorrebbe ricordare il titolo. Quella canzone che fa così: para paràppa pa pa parapparappà pa pa... Non la trovano neanche su google.

in compenso si è deciso di postare e contemporaneamente inaugurare la famosissima sezione Video

questo bello sotto è "L'emploi" Di Santiago Bou Grasso (il suo blog), è un cartone animato non parlante che ha vinto migliaia di premi, più premi dei festival esistenti.




http://www.arte.tv/fr/mouvement-de-cinema/Court-circuit-le-magazine-du-court-metrage/2697848.html

martedì 27 ottobre 2009

Una parola ai furbi

Ecco l'incoraggiante inizio di un saggio del nostro Burroughs "Una parola ai furbi" raccolto nel bel libro "La scrittura creativa" edito da Sugarco Edizioni e prestatomi dal bel Paolo.
In questo caso Burroughs ha idee molto vicine a quelle di mio padre:

"""""Dopo aver tenuto un corso di Scrittura Creativa alcuni anni or sono, i miei propri poteri creativi ebbero una caduta totale [...]. Scoprii anche che l'immagine di "William Bourroghs" nelle menti dei miei studenti aveva poco a che fare con i fatti. Erano delusi perchè durante le lezioni avevo giacca e cravatta; si aspettavano di vedermi comparire nudo con un cazzo finto, credo. Insomma un'esperienza demoralizzante.
Cosa diavolo stavo veramente insegnando? "Scrittura creativa" - mio dio, cosa vuol dire? Mi sarebbe piaciuto tenerli tutti lontani dalla carriera dello scrittore. Diventa un idraulico piuttosto - mi veniva voglia di gridare - e fatti il tuo fottuto king-size frigidaire pieno di salsicce viennese, acquavite ghiacciata e acqua minerale Malvern, e guarda la tua tv a colori con i comandi a distanza e cullati in grembo un .30-.30, aspettando la stagione della caccia al cervo quando tutti i cittadini sensati se ne staranno nelle loro cantine con i sacchetti di sabbia accatastati intorno. Oppure fa' il dottore porca miseria - una volta che ti affermi come il miglior dottore del buco del culo che si possa trovare, non avrai da preoccuparti che non ci siano più buchi del culo da operare l'anno prossimo. Ma magari l'anno prossimo nessun buco del culo comprerà i miei libri..."""""

Comunque, non è che noialtri della casa editrice gigante siamo fissati con Burroughs, anzi, quando leggevamo il pasto nudo ci incazzavamo con l'autore e con 'sta tecnica del cut-up. Però, per adesso è quel che ci capita sottomano, quindi se volete lamentarvi potete pure farlo inviando una mail qui.
oh

sabato 24 ottobre 2009

Il comandante lento

Il comandante della "Super Nave Petroliera Che Affonda Spesso" era sempre l'ultimo ad abbandonare la nave non in quanto comandante bensì perché era lentissimo ad allacciarsi le scarpe negli spogliatoi dopo la partita e sua madre lo aspettava fuori arrabbiata che la nave era già quasi affondata del tutto.


In foto: il comandante che deve ancora abbottonarsi la camicia mentre è pronto a tavola e gli si sta freddando la solita minestra riscaldata.

venerdì 23 ottobre 2009

Giornalismi cose serie

Già lo si era detto, anche una casaeditricegigante come questa deve un po' badare a quel che accade intorno ad essa stessa medesima. Per questo, anche grazie all'aiuto del nostro grafico, ecco la rubrica senza periodicità:

Gi0rnalismi

Su nuovasocietà.it c'è questo articolo sul processo di Bolzaneto. è veramente un articolo serio e ben scritto dal nostro amico Fabrizio Dentini.
Effettivamente ce ne sarebbero di cose serie da pubblicare ma se uno è amico lo si pubblica ancor più volentieri o, ben venga.

giovedì 22 ottobre 2009

Lutetia e Patrizio Pinna

Oggi il nostro grande direttore di casa editrice gigante ha imparato e scoperto molte cose. Ecco di seguito un elenco:

1 - Togliere acqua da un garage pieno d'acqua con macchina dentro e acqua dentro la macchina.
2 - Scoprire con grande piacere di essere già stato a Lutetia
3 - Ancora affascinarsi per la bellezza dell'effetto elenco
5 - Ancora affascinarsi per la bellezza del non rispettare le regole (in questo caso consistente nel saltare il numero 4 dell'elenco)



Ma la cosa da dire è che domani (oggi, 22 ottobre alle ore 18)Patrizio Pinna presenterà il suo nuovo libro, The Book Of Cool, nella libreria book in the casba, in via pre 137 (a Genova, sciocchi).
In ogni caso, portate da bere.

martedì 20 ottobre 2009

Wislawa Szymborska


Un solido rappresentante di Casaeditricegigante era ben seduto al sms studio di recco (più che altro di Robbe) quando all'improvviso un libro sopraggiunge dalle sopraffine mani del sopraddetto:


- Leggiti queste che son fighe, mi dice Robbe, son da mettere nel blog.

E c'aveva ragione c'aveva. Perfette per il blog perchè divertenti, intelligenti e corte così uno non se la mena a leggere e trascrivere, leggere e trascrivere. Io pensavo fosse ok, poi ho visto il nome di questa poetessa a me sconosciuta e ho fatto un capitombolo: un nome difficilissimo da leggere e trascrivere.

Mi sono così affidato al "forse cercavi" google e copiaincolla ecco il nome della polacca poetessa (premio nobel letteratura '96, cioè) Wislawa Szymborska tradotta su quel librino adelphi giallino piccolo carino. Ma lasciamole dire quel c'ha da dire:


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ABC

Ormai non saprò più
cosa ne pensasse di me A.
Se B. fino all'ultimo non mi abbia perdonato.
Perché C. fingesse che fosse tutto a posto.
Che parte avesse D. nel silenzio di E.
Cosa si aspettasse F., sempre che si aspettasse qualcosa.
Perchè G. facesse finta, benché sapesse bene.
Cosa avesse da nascondere H.
Cosa volesse aggiungere I.
Se il fatto che io c'ero, lì accanto,
avesse un qualunque significato per J. per K. e il restante alfabeto.

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Questa poi è geniale:

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IL GIORNO DOPO-SENZA DI NOI

La mattinata si preannuncia fredda e nebbiosa.
In arrivo da ovest
nuvole cariche di pioggia.
Prevista scarsa visibilità.
Fondo stradale scivoloso.

Gradualmente, durante la giornata,
per effetto di un carico d'alta pressione da nord
sono possibili schiarite locali.
Tuttavia con vento forte e d'intensità variabile
potranno verificarsi temporali.

Nel corso della notte
rasserenamento su quasi tutto il paese,
solo a sud-est non sono escluse precipitazioni.
Temperatura in notevole diminuzione,
pressione atmosferica in aumento.

La giornata seguente si preannuncia soleggiata,
anche se a quelli che sono ancora vivi
continuerà a essere utile l'ombrello

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Brava Wislawa, poi ti pubblicheremo. E non faremo più post così lunghi ma non potevamo non scrivere "capitombolo".

lunedì 19 ottobre 2009

Perdonaci Nacci

Sempre di Jacopo Nacci questo pezzetto di libro come dicevamo poc'anzi io e la casaeditricegigante in completo... il comitato di redazione si è imbattuto in diversi passaggi belli da pubblicare solamente che troppo lunghi e la casa editrice gigante non c'ha mica voglia di mettersi lì, leggere, trascrivere, leggere, trascrivere, che poi ti girano le palle degli occhi.

Insomma, tutta questo per farvi leggere il pezzettino a seguire in ottemperanza agli articoli " il","la", e "inconsupertrafa".

Ti ricordi Lucrezia? Dicevamo con fare rivolubanale, "non ce ne frega di quello che pensano loro". Ok. Ma non l'avevamo ancora capito che ciò che ci fa secchi non è quello che loro pensano, ma quello che fanno pensare a chi ci sta intorno?

domenica 18 ottobre 2009

Foucault oggi.

La Casa Editrice Gigante ha buoni intenti divulgatori. Ad esempio si chiede come mai "Sorvegliare e punire" di Michel Foucault non sia un best seller mondiale in italia. Dopo attente analisi di mercato, eseguite da un gatto laureato in Poliestere, siamo giunti alla conclusione che effettivamente il problema consista nella copertina: vi sembra che Feltrinelli invogli a comprare questo libro?












Sicuramente no, con quei grigi tizi tutti in fila.

Per questo, visti i tempi beceri, CasaEditriceGigante ha deciso di ristampare questo grande saggio ma in una nuova veste grafica accattivante, che saprà attirare l'attenzione di tutti e che definitivamente invogli all'acquisto.
Qui di seguito la nuova copertina creata da uno dei nostri migliori grafici:

giovedì 15 ottobre 2009

Il solito produttore americano in foto


La casa editrice gigante ha ricevuto questa mattina una chiamata da un ricco produttore americano che voleva dare un sacco di soldi finanziari ma la sopraddetta Casaeditricegigante non ha riposto al telefono perchè preferiva dormire.

mercoledì 14 ottobre 2009

Quasi pubblicati

Casa Editrice Gigante stava per pubblicare l'interessante storia di uno (TIZIO1) che voleva fregare un altro (TIZIO2) adottando uno stratagemma visto in un film la sera prima in tv solo che anche quell'altro (TIZIO2) la sera prima aveva visto lo stesso film in tv quindi quello (TIZIO1) non è riuscito a fregare l'altro (TIZIO2) e quindi abbiamo ritenuto inopportuno pubblicare la storia di quello (TIZIO1) che voleva fregare l'altro (TIZIO2) visto che poi non c'è riuscito.

Ci sono due morali:

1)Non bisogna guardare lattivvù

2)Bisogna guardare film che non ha visto nessuno ed essere contenti di non aver visto un film che hanno visto tutti.

Noi ad esempio non abbiamo ancora visto Guerre Stellari.

martedì 13 ottobre 2009

Servizio Pocografico Repubblica//Inchiesta Pesa

L'amico Jerro (anche qui), mi da spunto per questo post che parla di zoo e incursioni israeliane, di asini che non si capisce se sono zebre o viceversa o se gli asini siano in sciopero e i tizi dello zoo sono quindi costretti a usare delle zebre o se addirittura un bombardamento israeliano a gennaio abbia ucciso gli ultimi asini rimasti e abbiano dovuto mettere delle zebre.

lunedì 12 ottobre 2009

Psicologi al mercato

Un'amica della casaeditricegigante, studentessa di psicologia, ha riferito durante una riunione di marketing informalaziendaleconbirra, che il 70% dei frequentatori di psicologi sono psicologi anch'essi.
E' quindi più che normale chiedersi se il 70% dei lettori di libri siano scrittori anch'essi. E sospettare che il 70% di gente a cui si buca la gomma siano gommisti.
E i muratori? Pieni di case?

sabato 10 ottobre 2009

Ramario ovvero differenza tra baffi e sopracciglia

Ramario è uno che s'incazza facile ed è enorme.
L'altro invece è un giustamente curioso.
Ramario cammina con la faccia insanguinata sulla faccia.

- Ehi Ramario.
- Dimmi, o rischi che ti ammazzo.
- Scusa. Sotto il sangue hai dei baffi strani, sono a senso unico.
- Non sono baffi. E' il sopracciglio di uno che faceva strane domande sui miei baffi. L'ho ammazzato.
- Questo non basta come prova. Sei sicuro che quelli non siano baffi a senso unico?
- Ti ho detto di no. Questo è sangue, questo è un pezzo di cuore ancor pulsante. E questi non sono baffi ma sopracciglia di uno che faceva domande continuamente.
- Ma sei proprio sicuro?

Inutile stare a spiegare la morale in una storia come questa.

E pure una comunicazione disservizio di una cosa che c'è e chissà magari pure bella:

giovedì 8 ottobre 2009

Riunione

In data approssimativa, dalle ore otto a dopo quanto basta.
RESOCONTO GENERALE DEL MARKETING EMOZIONALAZIENDALE 2006/ definito in 4 punti fondamentali:

1) Non fa così freddo per essere novembre
2) Siamo ad ottobre
3) Diffidare dalle persone che quando ti incontrano dicono "Allora?"
4) Diffidare dalle persone che in tal caso rispondono "60 minuti"

martedì 6 ottobre 2009

Cose serie + Vecchie che cadono


Mi sembra giusto che anche una casa editrice gigante si prenda delle responsabilità. Ci sono delle cose là fuori che succedono. Chiudi gli occhi tappi il naso e loro zitte finta di niente continuano a succedere. Quindi mettere un link a una cosa seria di Fabrizio Dentini credo sia scelta giusta da parte di ormai istituzione quale tale casaeditrice in tal caso noialtri, chettedevodì, sia giusto fare.

Qui invece un pezzo del bel Charms che stiamo valutando. Uomo probabilmente antipatico, da riesumare per vedere se era davvero antipatico. Certo però che se riesumassero uno per chiedergli se era antipatico quello poi è ovvio che diventa antipatico.

VECCHIE CHE CADONO


"Una vecchia, per la troppa curiosità, s’è ribaltata dalla finestra, è caduta e s’è sfracellata.
Dalla finestra s’è sporta un’altra vecchia, e ha cominciato a guardare in giù quella che si era sfracellata ma, per la troppa curiosità, s’è ribaltata anche lei dalla finestra, è caduta e s’è sfracellata.
Poi dalla finestra s’è ribaltata una terza vecchia, poi una quarta, poi una quinta.
Quando s’è ribaltata la sesta vecchia mi sono stancato di guardarle, sono andato al mercato Mal’cevskij, dove, dicevano, a un vecchio cieco avevano regalato uno scialle fatto a mano".


Lassù in alto: foto di persona antipatica che dice che non faccio un cazzo dalla mattina alla sera e produciproduciproduci.

venerdì 2 ottobre 2009

Pezzi di Nacci (Jacopo)



La foto della copertina (illustrata da Alessandro Baronciani) è piccola ma ce n'è una gigante come la nostra casa editrice qua (in realtà c'è quasi tutto il libro).

Jacopo Nacci
Ho una copia di "Tutti Carini" edito da Donzelli. L'ho comprato da poco a Ultra, il nuovissimissimo festival della letteratura di Firenze. Sono molto contento perchè è una prima edizione e credo che abbia pure preso dell'umidità in qualcuno di quei magazzini dell'oblio dove gli scaffali hanno i nomi come le vie delle città. Inoltre è un bel libro veramente, a parte l'umidità.

Nacci si fa prendere da diversi stili quindi è difficile scegliere un brano che possa dirsi rappresentativo. Qui uno bello, tra i tanti altri che avrei potuto proporre:

"Quelli che ce la fanno, siamo. Si urla qua, la sera, tra noi, da una Parete all'altra del ghetto; per chiamarci e risponderci, per sentire se ci siamo, noi che ne stiamo fuori e non apponiamo crocette. Si urla tra noi per darci coraggio, latrando come cagnacci privi di catena da una Parete all'altra del ghetto, ci si scambia messaggi in codice e poesie d'amore e peana guerrieri. La popolazione ignara a letto, dopo giornate di lavoro, e fantasmi ognuno i suoi, e mai due terzi del giorno per sé come noi, sente gli ululati, ogni notte, diffida di un linguaggio che non sa cogliere. Un buon oratore non parla mai per tutti. La casta degli oziosi recita incomprensibili sermoni. Ma poi il silenzio torna, improvviso: noi smettiamo di gracidare. Magari aspettando un'altra notte."

Bello vero?

Basta capitalismo

Non è possibile che per ogni riunione aziendale debba esserci un'azienda di mezzo.

mercoledì 30 settembre 2009

Baudelaire


Come diceva Baudelaire:

"Ehi, io non dicevo così".

In foto: Baudelaire mentre si arrampica.

lunedì 28 settembre 2009

Palazzi

Ho pensato che la casaeditricegigante è un palazzo gigante che contiene altri palazzi. E quando varchi una porta d'ingresso ti rendi conto che potrebbe essere un'uscita di sicurezza. E non capisci se per la tua sicurezza conviene stare dentro o stare fuori. Quel che è certo è che il cielo non si vede.

E qui ci vorrebbe una foto di un cielo che non si vede. Mmm. Pensarci.

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Ho trovato una foto che non si vede. Perfetto.

domenica 27 settembre 2009

Dedicato a mia madre

- Mamma, ho perso il blog.
- Il blog? E cos'è?
- Quella cosa su cui scrivo.
- Ah, te l'ho messo su un altro server. Lì mi dava fastidio.
- Ma mamma, che problemi ti dava?
- Non lo so. Sei tu che lasci sempre le cose a mezzo.

venerdì 25 settembre 2009

Caucaso Experience



giovedì 1 – venerdì 2 – sabato 3 OTTOBRE

VIA CAPO DI LUCCA 12/a

RETROSPETTIVA CAUCASO – LAND\TERRITORIO

ansuini – bianchi – bontà – brochendors bros. – corsini – cremonini – croci – di maria – gemmi – leoni – marmiroli – masi – massari – migliore – tarantino

ingresso libero

mercoledì 23 settembre 2009

In viaggio

Tutto lo staff della casaeditricegigante è adesso in viaggio verso la toscana. verso quel posto che ho messo nel post

adesso non c'è tempo per la storia dell'uomo che stava per starnutire.

lunedì 21 settembre 2009

Manganelli per tutti



Questo è il numero 83 dei cento racconti in Centuria, di Giorgio Manganelli, scrittore che stimo molto e che credo non sia ancora morto. Se passasse di qua gli direi: grande Giorgio, mi piace come scrivi. Consiglio a tutti di comprare 'sto libro. Il mio è edito da Adelphi, non so se ne esistono altre edizioni più economiche di questa (25 Euro belin).
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I due amici sono legati da una particolare forma di complicità: il primo crede di essere un maniaco sessuale, il secondo di essere affetto da mania omicida. Questa condizione, di per sé tutto fuorché noiosa, è complicata dal fatto che entrambi si giudicano degli esteti e quindi dei contemplatori della propria mania. Ne deriva che il maniaco sessuale è di una singolare castità, e il maniaco omicida di una innaturale ma elegante mitezza. Infatti, ciascuno dei due ha delegato all'altro il compito di perseguire la propria mania: per cui tocca al maniaco sessuale soddisfare la mania omicida dell'amico, e al maniaco omicida di vivere la mania sessuale del compagno.
Naturalmente il maniaco omicida nella veste di maniaco sessuale è del tutto inetto, cosa che l'amico sa perfettamente; allo stesso modo il maniaco sessuale non sarebbe capace di compiere il più modesto e ovvio degli omicidi. Pertanto, essi han deciso di farsi credito: il maniaco sessuale chiede al maniaco omicida di compiere una qualche efferatezza, ed egli acconsente; nel giro di ventiquattròre torna a rapporto, raccontando di stupri, orge, giovinette umiliate: naturalmente egli non ha fatto nulla di tutto ciò, solo l'idea gli fa orrore, e se vedesse una dama minacciata da un bruto accorrerebbe in sua difesa come un cavaliere; ma per l'affetto che lo lega all'amico, egli è disposto a fingersi abbietto delinquente; in cambio, il maniaco sessuale uno dei prossimi giorni gli descriverà minutamente un terribile e ingegnoso delitto, compiuto in circostante talmente sottili e fantasiose, oltre che improbabili, che nessun giornale ne recherà notizia, se non con anni di ritardo. In tal modo, il maniaco omicida passa alcuni giorni di perfetta letizia, e fa la carità ai poveri e offerte alla parrocchia, in ringraziamento per aver incontrato un così caro amico. In realtà, ciascuno sa che l'amico è del tutto innocente, ma si rende conto che una amicizia tra due innocenti non sarebbe adeguata dagli abissi della loro anima; pertanto essi hanno deciso, segretamente, che ciascuno dei due sarà l'anima nera dell'altro, giacché solo in questo modo essi possono coltivare una delicata, sollecita, attenta amicizia.
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Comunque Manganelli è morto. Mi dispiace. Anche a Calvino dispiacerebbe, se fosse vivo.

domenica 20 settembre 2009

Domenica

Arriva questo in Casa Editrice Gigante. Noi si faceva un brainstorming sui brainstorming.
Arriva questo, fuori piove, lui tutto bagnato. Ci dice che ha un manoscritto. Scritto non a mano. E ci dice che è molto interessante la storia di 'stoquì.
Ci dice che è un romanzo d'amore. Ci dice che è un romanzo di guerra. Ci dice che è un romanzo giallo. Ci dice che è un romanzo d'attualità. Ci dice che è un romanzo storico. Ci dice che è un romanzo d'avventura lento. Ci dice che è un romanzo legal thriller. Ci dice che un romanzo da un milione di pagine vendute. Ci dice poi altre cose relative a questo romanzo.
Ma noi non lo stavamo ascoltando perchè facevamo il brainstorming.
Peccato.
E poi oggi è domenica cazzo.

sabato 19 settembre 2009

Domenica


La Casa Editrice Gigante non ha tempo di scrivere un post di domenica... di domenica bisogna riposare, bisogna oziare perchè poi lunedì si va a lavoro e quindi non si può scrivere un post se dobbiamo oziare visto che poi lunedì bisogna andare a lavoro.

Max Stirner ne "L'unico e la sua proprietà"

"Perciò il liberalismo umanitario dice: voi volevate il lavoro; benissimo, anche noi lo vogliamo, ma lo vogliamo in misura completa. Noi non lo vogliamo per guadagnare ore d'ozio ma per trovare in esso stesso ogni soddisfazione. Noi vogliamo il lavoro perchè esso è il nostro sviluppo personale"

Se ne dicono di cazzate.
Se ne postano anche.
okok me ne vado

Che poi oggi non è domenica

venerdì 18 settembre 2009

Imbarazzo Pinochet



In questo momento sono impegnato a studiare la storia di Pinochet. L'altro giorno entra Beppe e mi dice:
- Pinochet? la conosci la storia di Pinochet?
- No ma se vuoi posso dirti qualcosa sui Wu Ming, collettivo di scrittori che probabilmente parlano anche di Pinochet.
- Ok, ma Pinochet di per sé? Non sai dirmi nulla a riguardo?
- No, mi dispiace.
- Beh, allora studia Pinochet cazzo. È giusto sapere qualcosa di Pinochet ogni tanto.
Mi dispiace. In foto Ho Chi Minh.

giovedì 17 settembre 2009

Intervista a William Burroughs.



Dopo avere citato William Seward Burroughs, non posso fare altro che intervistarlo per chiedergli cosa ne pensa della recente collaborazione con la casa editrice gigante. Mi accoglie nel suo salotto di terracotta con la pipa e un metro da sarto. Io mi comporto con grazia e disinvoltura.

- Buonasera William.
- Buonasera. C'è qualcosa che non va agente?
- Dove hai lasciato la macchina ierisera?
- Purtroppo, agente, la mia risposta sarebbe un'opinione.
- Sono tua nonna, cretino.
- Nonna! Che ci fai con una sacchetto della spesa in testa? Sei tutta bagnata!
- Fuori piove cretino dove cazzo hai lasciato la macchina?

mercoledì 16 settembre 2009

I partiti di Interzona


Dopo anni e anni di blog editing sono dunque arrivato a usare i file jolly: questo è un pezzo di Burroughs, anche lui ha scritto per la casa editrice gigante ma se glielo chiedete non se lo ricorda. Se glielo chiedete lui dice che non ha mai scritto un bel niente per nessuno, credo. Comunque è morto quindi nessun problema, non potete chiederglielo.
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I partiti di Interzona – Tratto da “Pasto Nudo” di William S. Burroughs. Trad. It. Franca Cavagnoli
Una parola adesso sui partiti di Interzona...
Risulterà subito chiaro che il Partito Liquefazionista è, a eccezione di un solo uomo, interamente composto da gonzi, senza che sia chiaro fino all’assorbimento finale chi è il gonzo di chi... I Liquefazionisti sono dediti a ogni forma di perversione, specie le pratiche sadomaso...
In generale i Liquefazionisti sanno come stanno le cose. I Trasmettitori, d’altro canto, sono tristemente famosi per lal loro ignoranza della natura e dello stato terminale della trasmissione, per i loro modi barbari e ipocritamente sicuri di sè, e per l’idrofobo timore nei confronti di ogni fatto. E’ stato solo l’intervento dei Fattualisti a impedire ai Trasmettitori di far internare Einstein e distruggenrne la teoria. Si può dire che solo pochissimi Trasmettitori sanno quel che fanno e questi Trasmettitori al vertice sono gli uomini più pericolosi e crudeli sulla faccia della terra... All’inizio le Tecniche di Trasmissione erano assai grezze. Dissolvenza. Conferenza Nazionale di Elettronica di Chicago.
I Congressisti si stanno infilando il soprabito... L’oratore parla con voce piatta da commessa:
“Prima di concludere vorrei esprimere un ammonimento... L’estensione logica della ricerca encefalografica è il biocontrollo, vale a dire il controllo del movimento fisico, dei processi mentali, delle reazioni emotive e delle impressioni apparentemente sensoriali per mezzo di segnali bioelettrici iniettati nel sistema nervoso del soggetto”.
“Sempre più spassoso!” I Congressisti escono in fila indiana sollevando nugoli di polvere.
“Poco dopo la nascita un chirurgo potrebbe installare delle connessioni nel cervello. Si potrebbe inserire un radioricevitore in miniatura in modo che i Trasmettitori controllati dallo Stato possano controllarlo a loro volta”.
La polvere si posa nell’aria senza un alito di vento di un ampio atrio vuoto – odore di ferro caldo e di vapore; un radiatore canta in lontananza... L’Oratore rimescola le note e soffia via la polvere...
“L’apparato di biocontrollo è un prototipo di controllo telepatico a senso unico. E’ possibile rendere il soggetto sensibile al trasmettitore per mezzo di farmaci o altri processi senza dover installare necessariamente un apparecchio. Alla fine i Trasmettitori useranno esclusivamente la trasmissione telepatica... Avete mai cercato di capire come funzionavano i codici Maya? Io me l’immagino così: i sacerdoti – circa l’un oer cento della popolazione – realizzavano trasmissioni telepatiche a senso unico fornendo istruzioni ai lavoratori su cosa sentire e quando... Un trasmettitore telepatico deve trasmettere sempre. Non può mai ricevere perchè se lo facesse vorrebbe dire che qualcun altro con sensazioni proprie potrebbe comprometterne la continuità. Il trasmettitore deve trasmettere sempre, ma non può ricaricarsi sempre per mezzo del contatto. Prima o poi non ha più sensazioni da trasmettere. Non si possono avere sensazioni da soli. Non da soli come lo è il Trasmettitore – e, capirete, ci può essere soltanto un Trasmettitore in un unico spazio-tempo... Alla fine lo schermo si spegne... Il trasmettitore si è trasformato in un centopiedi... Così arrivano giustamente i lavoratori, gli danno fuoco ed eleggono un nuovo Trasmettitore con il consenso di tutti... I Maya erano limitati dall’isolamento... Ora un solo Trasmettitore potrebbe controllare l’intero pianeta... Come vedete il controllo non può mai essere un mezzo per perseguire un fine pratico... Non può mai essere un mezzo per perseguire qualcosa che non sia un controllo maggiore... Come la droga...”.

martedì 15 settembre 2009

Quel che volevo dire


E' che non si possono fare i blog, anche se blog di case editrici, senza mettere un link ogni tanto.
Allora ne metto uno a casaccio, tanto per fare...:


con foto, per esplorare la multimedialità

lunedì 14 settembre 2009

Casa Editrice Gigante online sul blog

Ciao.
Sono la Casa Editrice Gigante.
Spacco i culi.
Dico anche le parolacce.
Ho venduto centinaia di migliaia di libri senza pagine e con la copertina colorata.
Quel libro è ancora sulla bocca di tutti.
E anche quell'altro.
Quando decido che un libro è un best-seller quel libro diventa un best-seller. Quando decido che Peter Sellers è una ballerina, lui diventa una ballerina. Lo fa per me.
Che ho aperto il blog della casaeditricegigante che d'ora in poi dovrò trovare un'abbreviazione.
Che ho tredici scrittori morti e altrettanti vivi che devono parlare delle loro produzioni postume.
E ho altre impellenze ancora.
Tipo un blog.
O no.
O.