mercoledì 23 giugno 2021

Banano Poetry Slam - 24 giugno (GE)

Non so se poi li ho messi tutti per bene gli slam che abbiamo fatto nel frattempo, c'è stata la pandemia, c'è stato il covid19 e c'è stato anche il virus corona, insomma, però questa locandina mi piace così tanto che la metto tutto bello spavaldo, poi vado a vedere se i vecchi slam li ho poi messi tutti, chissà...


I poeti partecipantes:

1. Arsenio Bravuomo
2. Sergio Famulari
3. Paolo Gentiluomo
4. Pino Sgromo
5. Amanta Strata
6. Oltre Tre Sillabe

domenica 6 giugno 2021

POESTATE / LUGANO 2021 / ZUGZWANG POESIA! (da Marko Miladinovic, Ticino Poetry Slam)

In questo clima vibrante succede anche il 25esimo del festival di poesia POESTATE

Stasera Alice Rimbaud aka Lia Galli e Marko Miladinovic presentano il libretto delle edizioni Edizioni Bazarbookpress per il premio Poestate 2020. 

Domani tre cortometraggi di poesia con ZUGZWANG POESIA! (rassegna di poesia contemporanea orale e prestante) con il "più grande poeta e performer vivente" nonché "premio Nobel della poesia" Stefanovirgilioenea Raspini (appena uscito per quelli di Argo Libri con "Crepa Poeta!" e la grande poetessa Rosaria Lo Russo a curarne l’edizione); il poeta e oratore poliglotta
che ha letto in più stati del mondo Sergio Garau presenta il film "Οὖτις" insieme alla co-regia della poetessa austriaca Katharina Wenty  Segue improvvisazione poetica di Filippo Balestra, poeta genovese con "Parlare al futuro" che dal livello parassitario del linguaggio in cui bene o male ci troviamo di base tutti, erompe nella mistica e creazione di mondi.  

Sempre sabato ci sarà anche un poetry (non) slam, con video di Fabrizio Venerandi (Genova), Fantomars Arte Accessibile  (Bologna), Francesca Saladino (Caserta) , Giorgio Tregi Meroni (Milano), Zoe Aselli Pellegrini (Milano) Mattia Mush Villa  (Venezia), in immancabile collaborazione con LIPS - Lega Italiana Poetry Slam. 

e così moltissimi altri ospiti, che potrete seguire sul sito: 

www.poestate.ch

Vostro 

Ticino Poetry Slam

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fermo immagine da Οὖτις, 

di Sergio Garau e Katharina Wenty

domenica 30 maggio 2021

E.N.B. // SCHIO (VI) @CasaCapra

Qui a Casa Capra il battere sulla tastiera era anche un suono collezionato da un microfono laterale, e laterale era il pensiero dei presenti tagliati fuori da questa vetrina. Ognuno esposto a modo suo, chi da una parte chi dall'altra a fare insieme un viaggio, laterale anch'esso, nel pensiero visibile, leggibile.
Un grande grazie va a Saverio Bonato che ha curato tutti gli aspetti tecnici e psicofisici per organizzare la buona riuscita di questo ulteriore esperimento. Grazie, appunto :)

lunedì 17 maggio 2021

ESISTERE NON BASTA // GENOVA @GdAC Lazzaro, Piazza San Matteo


Tutt'un susseguirsi di intenzioni e involontarietà che vanno al di là delle nostre ambizioni - scrivo al plurale perché mi viene - pensavo all'immanente e allo scontro tra immortale ed effimero, pensavo all'incompletezza strutturale dell'opera d'arte, e al linguaggio che anela ma non arriva mai, che descrive senza raccogliere pienamente ciò che vuole descrivere, pensavo al grande tema dello scrivere per vedere cosa si scriverebbe e quindi alla propria interiore macchina dello stupore da tenere sempre alimentata, al gesto, pensavo, al lato fisico della scrittura, al sudore delle dita estenuate sulla tastiera e poi pensavo al social network piccolo che abbiamo creato alla Galleria Lazzaro, un social network circoscritto, limitato a pochi, un social network ultralocalizzato; pensavo che non ho smesso di fumare ma anzi ho aumentato (questo non c'entra) e poi al pubblico silenzioso fatto di corpi che diventano corpo unico, pensavo, e a questo respiro che dà ritmo, questo pubblico che interviene inconsapevolmente, inevitabilmente interviene anche soltanto respirando e creando quindi un corpo ulteriore, questo pubblico, e mi viene in mente quando prima di andare a dormire, nella notte tra il sabato e la domenica, ogni mio pensiero veniva tradotto di lettera in lettera seguendo le geografie della tastiera, questo è stato preoccupante, poi mi sono addormentato e i sogni non ricordo come sono andati  

giovedì 29 aprile 2021

Presa dal profilo fb di Serena Di Lecce


Tra l'altro Serena Di Lecce ha una libreria di soli libri di poesia, a Bari, si chiama Libreria Millelibri, andiamoci!

L'altro giorno invece mia nipote Caterina ha detto a suo fratello, che lamentava il non saper cosa volesse dire la parola "cilindro", gli ha detto che da grandi avrebbero saputo tutte le parole.
Noi grandi, lì, adulti, le abbiamo detto che non è proprio così, che forse non si possono sapere tutte le parole, e lei ci ha guardato, ha ragionato in silenzio sulla cosa, e ci è rimasta male, visibilmente male.
Succede quando ci si scontra con l'idea di infinito, che è spesso antipaticissima l'idea di infinito.
Io ero contento di avere imparato un'altra volta un altro punto di vista che impropriamente potremmo definire ingenuo. Però forse avere a che fare con le ingenuità altrui fa sì che si svelino anche le nostre.. o no? Vorrei adesso qui scrivere una cosa relativa a quando portavo alcuni amici a passeggiare sul monte di portofino, da loro mai visto, e raccontare di come il loro sguardo nuovo aiutava anche il mio sguardo a vedere in maniera nuova. Lo stesso può succedere avendo a che fare con i bambini. E insomma. Ciao

venerdì 9 aprile 2021

Uccellino Vs oseleto - Luigi Meneghello, JURA

[...] Un uccellino infatti non fa quel che fa un oseleto, il quale non fa quasi niente. L'uccellino è energico, fattivo: svolazza, loda Dio; si fa ritrarre nei libri di lettura, o in cartolina, e si può copiare a mano; sa sempre il punteggio della partita, e continua a ripeterlo, con la sua vocina astratta; quando viene la Primavera, lui l'annuncia; è utile alla società, anzi pare un po' il servitorello della Primavera, della Maestra... 

Al confronto l'oseleto è un scalzacane. Non sa niente, non sa le poesie a memoria, non entra nei dettati, nei libri, nei pensierini... Non pare che abbia alcuna funzione, non interessa alle persone istruite. Eppure tutti sanno che ha una qualità che all'altro manca: è vivo. Perché l'uccellino, con tutto il suo lustro, ha l'occhio un po' vitreo. E' un aggeggino di smalto e d'oro; sta su un ramo a gemme d'oro, e di lì si dà da fare per stupire le dame e i signori di Bisanzio, o addirittura (dicono) per tenere svegli i soldati ubriachi.

Me lo ha regalato Luca Guzzetti dicendo che mi sarebbe piaciuto. Ha proprio ragione.

martedì 9 marzo 2021

NecessAria: le voci dei poeti (di Alessio Bertallot)

Un esperimento sonoro di Alessio Bertallot, 

(qui link)

Poesie di:

Francesca Gironi, Luigi Socci, Filippo Balestra, Monica Matticoli, Lello Voce, Gaia Ginevra Giorgi, Gabriele Frasca

Musiche: 

La Monte Young - The Tortoise, His Dream and Journeys (1964)

Brian Eno - An Ending (Ascent)

Tim Hecker - Boreal Kiss Pt. 1

Alva Noto - Xerrox Voyage

Morton Feldman - Rothko Chapel 3

Richard Wagner, Hallé, Sir Mark Elder - Das Rheingold, WWV 86A, Scene 1: Prelude

sabato 6 marzo 2021

Nella Scuola L'Altro Giorno

Non so come si fa a raccontare tutto; non si puó raccontare tutto, si sa.
L'altro giorno comunque sono stato a fare una lezione di scrittura di qualcosa. Mi ci voleva proprio una bella lezione.
La cosa che ci tenevo a venire soprattutto a dire é che vorrei leggere solo le cose scritte a mano, buttarmi nelle calligrafie e capire le mani oltre alle parole. Qui sotto c'é la mano di Simone che era un ragazzo tutto vestito di nero e che ha detto 4 cose in 4 ore. Tutte cose piccole ordinate in fila un po' nascoste ma sempre interessanti.
Grazie Simone,
Ero ospite di Gianmaria, che fa Le Astronavi
Grazie Gianmaria


venerdì 5 marzo 2021

venerdì 5 febbraio 2021

Diario autosorpreso inaspettato non celebrativo 1

 Non se l'aspettava nemmeno il diario stesso di essere riaperto in un giorno di luglio quando tra l'altro luglio era ben lontano, in un giorno di giugno quando pure giugno non c'entrava niente, se non per la g di gennaio e tutto va e tutto torna e questa caparbietà questo coraggio di buttarsi in pasto al nulla, ma comunque in pasto, questa sfrenatezza innata e benaccolta, che diventa nel frattempo tra l'altro febbraio, luglio.

Eravamo qui appunto per avvisare il mondo che ci stavamo nascondendo molto bene, vieni a vedere come mi sono nascosto bene, è qui che sono, vedi? qui nascosto, dicevamo, e il mondo andava avanti piuttosto indifferente ascoltandosi un rumore proveniente ma come scomparso come forse sotto le ascelle forse o chissà da dove questo rumore di pensiero di qualcuno.

Quindi ci siamo rivolti al naufragio: dicevamo vieni qui, naufragio, vieni pure qui che sembri interessante, e il naufragio si è unito poi a noi ma nel frattempo ci eravamo girati dall'altra parte come per sbandierare la nostra incostanza.

Il prossimo elemento avrà a che fare la coda dell'occhio. La questione di vedere tutto ma soltanto con la coda dell'occhio.

venerdì 15 gennaio 2021

Cvetaeva: essere finita

 Cvetaeva: l'unico fine che ha l'opera d'arte durante la sua realizzazione è quello di essere finita, e addirittura finita non nel suo insieme, ma in ogni singola sua parte, in ogni sua molecola. Perfino l'arte come insieme cede il passo di fronte alla realizzazione di questa molecola, e, più precisamente: ogni molecola diventa quell'insieme, e il suo fine è dappertutto, onnipresente in tutta la sua estensione, e l'arte stessa, come insieme compiuto, ha in sé il proprio fine.

sabato 28 novembre 2020

Festival Internacional de poesia Ignazio Galvan, décima edición, exslamacción

In collegamento con un altro mondo e un altro tempo, in diretta con il centro del mondo, il Messico, con Sergio Garau, Eugenia Giancaspro (Antigone), Katharina Wenty e Pierluigi Mancia.
Ospiti on streaming del Festival Internacional de poesia Ignazio Galvan.
Grazie per l'invito a Jorge Contreras Herrera e Luis Manuel Pimentel di ablucionistas.com

sabato 14 novembre 2020

Arsenio Bravuomo, preservativo usato su pisello moscio

 Arsenio Bravuomo

preservativo usato su pisello moscio
la coda alla posta si dipana sott’ai portici
ricca di personaggi da film di sorrentino
drogati spaesati sconsolati persi
e la tensione si taglia a fette
quando uno entra con la prenotazione poverino
e li guardo e son contento
ti amo nel frattempo
lavoro la mattina tra gente approssimativa
a risolvere problemi semplici
a ripetere gesti meccanici
robe che mi cambiano l’umore
che mi fan diventare nero e senz’amore
siamo quel che siamo
nel frattempo ti amo
la rabbia della gente ignorante la si può no ignorare
la folla manipolata da quattro cialtroni gridoni
cavalcata da opportunisti scemi
con la vista d’un cieco stupido ma di successo
li guardiamo inorriditi sul divano strafatto
combattuti se combattere o arrenderci all’evidenza
lo sento
ti amo nel frattempo
dobbiamo uscire e ti devi cambiare
e ci metti la solità eternità
quante eternità ho vissuto
tante che mi sento un’immortale
e c’è sempre qualcosa rimasto da fare
da truccare, da metter nella borsa, da non scordare
e io che t’attendo
ti amo nel frattempo
si fa l’amore stancamente avvinghiati alle nostre voglie
distorte e mischiate a minestroni e certi cavoli
penetrati di affetto rigido e malattie ataviche
come certe estati di nostra conoscenza
con le ginocchia incrostate e bianche maniche
ti amo nel frattempo
ma se ci pensi c’è pieno di gente gentile
che ti tiene la porta che ti apre il portone
ti dà una mano ti accompagna al treno
è che noi di tutti i semafori che incontriamo
ci ricordiamo solo quelli rossi
il contrattempo
ti amo nel frattempo
sei la sveglia del mattino
sei l’urlo dispotico della sera
sei il cuscino a cui bramo e mi inchino
sei la spina dorsale a cui mi aggrappo
sei l’ubriachezza di baci e di vino
sei li mio tempo vissuto giorno per giorno
sei la linfa che mi scorre dentro
il tempo va
trascorre borioso e noioso
ne prendo gli interstizi
ti guardo sempre di sottecchi
mi curo i vizi e nel contempo
ti amo nel frattempo

giovedì 15 ottobre 2020

Marina Cvetaeva, sulla verità dei poeti

La verità dei poeti è la più invincibile, la più inafferrabile, la più indimostrabile e insieme convincente, una verità che vive in noi solo nell'istantaneo – e pesto – buio della percezione (che cosa è stato?) e che resta in noi come traccia di una luce o di una perdita (ma è veramente stato?). Una verità irresponsabile e priva di conseguenze, una verità che – Dio ci scampi! - non bisogna neanche cercare di inseguire, giacché anche per i poeti essa è senza ritorno. (La verità del poeta è un sentiero dove spesso le tracce vengono subito nascoste dal verde. Non lascerebbe tracce- e conseguenze – neanche lui, se potesse camminare dietro a se stesso). Egli non sa che dirà e spesso non sa neanche cosa dice. Non lo sa finché non lo dice e subito dopo averlo detto lo ha già dimenticato. Non è una tra le innumerevoli verità, ma uno degli aspetti di lei che si annullano a vicenda appena vengono confrontati.

Da (Il poeta e il tempo, Adelphi 1984, trad. Serena Vitale)