sabato 11 luglio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #104

Vediamo se riesco a essere veloce come le cose veloci, rapido come le cose rapide e similitudine come alcune similitudini. Vediamo se proprio riesco come al solito a neanche accorgermi di quel che mi succede nello stesso momento in cui sto guardando le cose che mi stanno succedendo e mi accordo che è già dopo, le cose che mi stanno succedendo sono in realtà già successe.
Ieri pensavo che ogni istante che passa mi sembra una vita fa. Ogni ieri come fosse una vita fa. Lo ieri come una vita fa ma di un altro. Una vita composta di vita composta di vita che se ne va.
Mi sono guardato una conferenza di Ernesto Franco, dormivo e sono passate due ore e trenta a parlare della scrittura del saggio, come si fa il saggio, come si scrive il saggio, il saggio è arte? una certa ricerca estetica e stile di scrittura deve per forza allontanare dalla funzionalità del messaggio da portare? Poi è passato Adorno ed è passato Benjamin e si sentiva bene la conferenza e mi pare che a un certo punto dietro al muro dietro alla cattedra sia passata anche la sirena di un'ambulanza nel tempo di quella registrazione e chissà dov'è andata l'ambulanza e chissà dove sono andate ad esempio anche le parole

venerdì 10 luglio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #103

Darsi delle priorità.
Darsi delle priorità ad esempio procurarsi il senso dello sfinimento dato dall'esercizio della propria libertà.
Libertà ad esempio la si esercita anche chiudendo magari gli occhi per un attimo. Se c'è una buona consapevolezza, quella chiusura di occhi, quel battito di palpebre, quel movimento impercettibile da niente può essere esercizio della libertà.
Io esercito lo sfinimento stando rilassato stanco. Mi procuro un dolore pensandoci.
Trasformare gli oggetti, ad esempio, bisogna. Pensavo alle lenzuola e al fatto che spesso li scambio per paracadute. Per fortuna volo molto ma senza aereo.

mercoledì 8 luglio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #102

Forse parlavamo dell'inutile.

E allora poi praticamente mi ha chiesto cose ne penso e io ho risposto che non lo so.
Poi sono stato a pensare un po' e mi sono accorto in quel momento che proprio non lo so, cosa ne penso, per andare ancora oltre e accorgermi che non so cosa penso.
Spesso, non so cosa penso.
Non so cosa penso, me ne accorgo dopo e mi sorprendo, è come se penzolassi dalle mie stesse labbra quando dico quello che penso. Poi, tra l'altro: quando penso non sto attento.
Sicuramente è la sindrome di qualcosa che non so cosa. Sindrome di qualcuno sul senso del pensiero.

Parlavamo dell'inutile e dicevamo che non serviva a niente e ci abbiamo pensato ancora un po' e ci siamo messi a riparlare dell'inutile e lo abbiamo trovato molto importante.
Parlavamo dell'inutile ed era molto importante

martedì 7 luglio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #101

Come in un grande contrattempo.
Come dentro a un grande contrattempo. Il tempo c'è, perché c'è ed è lì davanti che scorre
il tempoo esplode o si gonfia e si allarga ma insomma, il tempo, con gli orologi, si vede che c'è. C'è il tempo ma rimane come oscurato da un grande contrattempo che tende a non farsi riconoscere e si confonde con il tempo.
Svegliarsi in un contrattempo e farci anche la colazione dentro o lavarsi i piedi delle mani, volendo, o le mani dei piedi, esagero, o le unghie delle unghie delle mani dei piedi della mani, addirittura.

Vivere dentro un grande contrattempo o sentirsi parte di un ingombro, ma anche, vivere in un lungo inciampoErano queste le cose che pensavo oggi nella culla della mia autoindulgenza preferita.

lunedì 6 luglio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #100

Questo gioco è iniziato come un gioco e sta continuando come un gioco, per fortuna. Adesso sono al cancelletto # numero cento e ho deciso di non dover festeggiare un bel niente a riguardo. Se mi capita di parlare di questo blog a qualcuno gli dico di andare a vedere i cancelletti attorno al 40 o al 50, lì avevo trovato un buon nuovo equilibrio tra quello che volevo dire e quel che volevo dire senza pensarci e poi ovviamente l'equilibrio nuovo oscillava tra la luna e il nonnulla e tra il tutto e il tutt'altro, elementi fondamentali di questo che sto scrivendo e che per fortuna non ha ancora un manifesto. Il manifesto era il manifesto della contraddizione, per fortuna non l'ho scritto. Era il manifesto della scrittura come scorribanda, scrittura come valanga, scrittura intercapedinale o interstiziale, scrittura per farsi male, scrittura scoscesa e ininterrotta, scrittura per non fare altro, scrittura per fare tutto.
Oggi quel che veramente ho pensato è che vado, spesso vado, volendo, ma spesso resto, e allora mi dico ok andare ovunque, è giusta la curiosità per esplorare ovunque, ma anche restare ovunque: si può restare ovunque?
Per fortuna questo esperimento è anche esperimento di una scrittura che non prevede né domande né risposte ma solo elaborazioni dati e anche poi soprattutto il famoso scrivere per vedere cosa scriverei, scrivere per leggere le conseguenze di ciò che non si sapeva, non si sa e non si saprà.

domenica 5 luglio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #99

Sempre inciampo nel tutt'altro.
E infatti poi all'improvviso, non era previsto, mi sono messo a leggere un romanzo che più che altro, ero convinto, ero convinto avesse a che fare con il tutt'altro, ero convinto, ero convinto che non c'entrasse niente e mi ci sono buttato con il fare di chi è soltanto curioso e vuole soltanto sentire il rumore o l'odore iniziale di questo romanzo, di Satantango, di László Krasznahorkai. Satantango, di László Krasznahorkai ce l'ho a casa perché Alfonso se l'è fatto arrivare via libreria qui di Genova, la Falso Demetrio, e così mi sono trovato il romanzo a casa ma senza l'idea di leggerlo fino a quando a un certo punto ho deciso che mi pareva invece il caso, per questioni che non sto a dire, e mi sono imbattuto in questi passaggi in cui mi dicevo vedi che ho fatto bene?

"e d'improvviso su un unico ramoscello d'acacia vide passare la primavera, l'estate, l'autunno e l'inverno, e gli sembrò di percepire la totalità del tempo come un inganno farsesco nella sfera immobile dell'eternità, che attraversa la discontinuità del caos creando la satanica finzione di un percorso rettilineo, spacciando tramite una falsa prospettiva l'assurdo per necessità"

sabato 4 luglio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #98

Oggi la parola chiave sarebbe stata "dismisura" se non fosse che alla dismisura c'è sottesa quest'idea di esagerazione, di eccesso. Mi son detto che allora il mio senso di dismisura è un senso sommesso di energica incertezza. La dismisura a cui faccio riferimento io è una dismisura che oscilla tra il più e il meno tendente al meno, e non corrisponde mai nemmeno a se stessa.
Tutto qui: una dismisura impalpabile e volatile e prevalentemente insufficiente. Una dismisura che perde ed è penzolante. Una dismisura in altalena e mi concentro sulla dismisura fino a confondere lo sguardo non capisco nemmeno più se oscilla lei, la dismisura, o se oscilla tutto il paesaggio intorno: il paesaggio intorno avanti e indietro e con questa dismisura, sempre lei fissa, contrariamente a quanto appena detto, una dismisura che diventa caposaldo e il paesaggio intorno è sballottato sconvolto.

venerdì 3 luglio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #97

Scrivere per vedere cosa si scriverebbe e leggere per ascoltare quel che si pensa mentre si legge.
Ieri pensavo che mi sa che ho perso la password di qualcosa ma non ricordo cosa ed è proprio una vita intera che mi sa che ho perso la password di qualcosa ma non ricordo cosa e mi dico che però poi alla fine accedo a quel che devo accedere, non viene mai fuori quale sia poi questa password dimenticata che dovrà pur servire a qualcosa ma in effetti accedo a quel che devo accedere, accedo al frigo e ai mobili in cucina, accedo al bagno e in generale accedo allo spazio, accedo all'alto se mi alzo e al basso se mi abbasso, eppure ancora sento da qualche parte, per ogni passo che faccio sento che ho perso la password, 

mercoledì 1 luglio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #96

Ieri ho saltato il diario del blog praticamente vero, questo, perché mi sono accorto a metà mattinata di avere tantissime cose da fare durante il giorno a venire e anche durante il giorno già venuto, nel senso che a metà mattinata i sono accorto di avere cose da fare a inizio mattinata.
Avrei dovuto svegliarmi presto ad esempio per correre qui a vedere cosa avrei avuto da dire.
Oggi non sono qui per riparare i danni di un giorno diaristicamente mancato, anche se rovina il progetto nell'epica e nell'etica, ma sono qui per riflettere sul fatto che mi sa che ho perso la metafisica. Lamentavo la stessa perdita anche l'estate scorsa, quando ero molto impegnato con cose da fare in cambio di stipendio semifisso.
Mi sa che ho perso la metafisica e di conseguenza la potenza dell'astrazione scende a piani bassi. Ho paura di tornare a parlare di me e di com'è successo che ho smesso di mangiarmi le unghie, vorrei invece parlare delle unghie universali del mondo di ciò che cresce nel segreto di ogni momento, di ciò che sconvolge in silenzio, parlare del fatto che tutto quello che doveva succedere adesso sta in effetti succedendo.

lunedì 29 giugno 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #95

Probabilmente ho preso una nuova brutta piega.
Anche quella vecchia era brutta, mi sa, ma questa brutta piega qua, a differenza di quella di prima, la vecchia brutta piega, questa brutta piega qua è nuova.
Non so dove mi voglia portare questa nuova brutta piega e in effetti non sapevo nemmeno dove mi volesse portar la vecchia brutta piega di prima, quindi va bene così. Non so inoltre da quanto tempo avessi preso la vecchia brutta piega; non ho fatto a tempo ad affezionarmi alla vecchia brutta piega che mi ritrovo oggi con una nuova brutta piega e mi sento pronto ad andare avanti con questa nuova brutta piega. Stavo pensando poi a quando è stata l'ultima volta che ho preso una bella piega, vado indietro negli anni, nella memoria, cerco tra i calendari e i diari il giorno in cui mi sono appuntato il momento in cui mi sono accorto di aver preso una bella piega, non me lo ricordo, forse non c'è, forse la piega è proprio solo brutta, un po' per antonomasia, un po' perché è bello dire antonomasia, chissà.

Poi è bello anche ogni tanto dire chissà. 

domenica 28 giugno 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #94

Se hai il problema che non sai cosa scrivere devi allora venire sul posto a scrivere che il tuo problema è che non sai cosa scrivere e ti rendi così conto che avere il problema di non sapere cosa scrivere non è poi così male, come problema.
Ci sono problemi di palazzi che crollano, problemi di aerei che annegano e automobili che traballano, problemi di stanchezza diarrea dissenteria cupigidià.
E il problema che non sai cosa scrivere subito lo vedi che va giù nella classifica della gravità dei problemi comuni mondiali della storia dell'umanità. L'umanità, c'è da dire, è che qualcosa che si fa da sola, normalmente l'umanità si fa da sola e viene fuori spontanea, l'umanità, mentre la storia dell'umanità, per essere storia, per essere storiografata, dev'essere scritta, e allora vediamo lievemente salire, nella classifica della gravità dei problemi comuni mondiali della storia dell'umanità, vediamo lievemente salire il problema del non saper cosa scrivere.
Pensavo alla storia dell'umanità ma solo per sbaglio, pensavo al fatto che a volte mi sento il resto dell'umanità di me stesso, e anche questo, giustamente, preferisco non sapere cosa voglia dire. 

sabato 27 giugno 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #93

Vengo qui senza sapere niente e mi sento come a ridosso; a ridosso di me stesso. Addossato, precipitato ma dal basso, appunto.
Vengo qui per portare il discorso delle arti, che è un discorso degli altri concentrato sul singolo esso stesso solo.
Poi me ne vado.
Pensavo.
Le arti e gli altri e l'immedesimazione come pratica estrema di emancipazione.
Pensare ai tutti all'interno di sé e ai tutti all'esterno. Moltiplicarsi infiniti anche per avvicinarsi all'idea di impossibile, faticosissimo, adesso non ce la faccio.

venerdì 26 giugno 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #92

Oggi vengo qui come se me ne stessi andando altrove.
Mi stavo in effetti proprio ieri chiedendo quanti sono gli altrove, mi dicevo chissà.
Mi sento qui come se stessi andando altrove, dicevo, e con qui intendo il qui del blog. Un opera d'arte fatta della voglia che ha uno di portare avanti l'opera d'arte, guardate lo sforzo dell'opera d'arte che voglia che ne ha avuto l'autore di fare parte della propria opera d'arte.
Ma io mi dissocio! dicevo anche, e questo dissociarsi non è solo questione di essere d'accordo o meno, di appoggiare o meno una questione, il mio "Io mi dissocio" è la constatazione di un processo in corso: mi guardo camminare e mi dissocio, mi guardo le mani e mi dissocio, eccomi che mi vedo in piedi di riflesso su qualche vetro di sbieco lì sempre che mi dissocio.
Lo smembramento è in corso inesorabile, la parte per il tutto e il tutto da qualche parte, chissà dov'è l'altrove, dicevo, chissà dov'è il tutto

giovedì 25 giugno 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #91

Oggi invece frastagliato.
Ma frastagliato a dire il vero non descrive niente della mia giornata, solo è la parola che oggi mi è arrivata dall'alto e sta sagomando i miei pensieri frastagliati.
Mi sento costiero di una costa frastagliata, frastagliato scogliero molto salino mi sento e multisfaccettato.
Oggi andrò a fare l'attore su un palcoscenico e sto quindi cominciando adesso a recitare, faccio finta di tutto faccio finta di niente faccio finta di recitare e vivere contemporaneamente.
Poi
Pensavo all'idea di infinito, bisogna sempre tenere a mente l'infinito, bisogna dedicarsi all'infinito e si scopre così poi in fondo che dedicarsi all'infinito è dedicare.

mercoledì 24 giugno 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #90

Fare altro mentre si sta facendo altro con la scusa che oltre all'altro si sta facendo anche ben'altro.
L'idea del diario era basata su una grande battaglia contro l'attualità, l'attualità è quel corridoio stretto e corto dove stare a dire le cose da dire che bisogna dire con le parole da usare per dire quelle cose.
C'è una serie di parole che sono lì pronte da usare per non dover stare a pensare alle parole da usare; io - con ritmi frastagliati sovrapposti- mentre parlo mi trovo anche a pensare se mi piacciono le parole che sto per dire e che nel frattempo ho già detto: mi seguo mentre mi precedo.
Procedo sprocedato, ecco, 'sprocedato', visto che non so se si può dire, mi piace dirlo.
E poi mi piace svegliarmi al mattino presto e dire buonanotte, ma anche questo adesso è fare altro, parlare d'altro, costantemente.
Buonanotte

martedì 23 giugno 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #89

Dicevamo: la verità è piena di criticità.
Lo sconcerto della verità, giustamente la verità è sconcertante, incredibile, non ci si può fare niente e anzi, mi viene da pensare che la verità non sarebbe verità se fosse facile crederci.
Come è vero tutto quello che scrivo - o perlomeno è vero che lo scrivo- e mi sembra incredibile tutto: mi sembra incredibile che stiamo sospesi ai piani alti dei palazzi, o in movimento rapidi dentro gli abitacoli delle automobili o astronauti senza problemi su per le scale mi viene da pensare e mi stupisco e poi mi dico Tranquillo, è normale.
Oggi nel momento importante del prerisveglio ho pensato all'idea di fermoimmagine dell'immaginario, che è poi è una specie di voglia di una fotografia della fantasia, non so cosa possa significare, è comunque questione di prerisveglio, il prerisveglio è uno dei miei posti preferiti dove trovo le idee migliori per i progetti inutili. Amo il mio prerisveglio, venite, vi ci invito

lunedì 22 giugno 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #88

Ero venuto qui con delle intenzioni ma poi è arrivata la parola prospiciente.
Tutto prospiciente mi sento. L'altro giorno ero zigrinato, oggi prospiciente. Ma è tutto collegato, è ovvio.
Tutta interconnesso e correlato, una storia di equilibrio mobile sospeso e totale, una concatenazione perpetua di eventi anche minimi, facciamo finta di niente ma le unghie crescono, non le vediamo ma avanzano seguendo le idee della luna e quindi le maree.
Poi comunque c'è da andare a scuola a prendere i voti e c'è da sapere che ore sono, ormai è normale, anche se io in realtà ero nato nell'anno contrario al calendario ed è stato anche quello un anno di unghie che crescevano in silenzio, impercettibili, senza dire niente a nessuno avanzavano le unghie di quell'anno e anche adesso, se si sta zitti, se ci si mette, anche adesso le si sente

domenica 21 giugno 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #87

Perdersi da fermo senza fare niente
Qualcuno dice sono il guardiano del farò, qualcun altro dice di essere capace di brancolare pure nella luce.
Io invece ero di là e m'è venuta in mente un'incombenza ma in effetti stavo anche vivendo quindi m'è venuto in mente il vivere e l'idea di Vivere in un'incombenza.

Riformulare ciò che si stava formulando: formulare e riformulare anche: riformulare nel momento stesso in cui si formula.
Seguirsi mentre si procede e precedersi anche pure.
Vivere plurali e paralleli, trini, multipli capillari sparpagliati in un ordine non stabilito su per una qualche scala a chiocciola multidimensionale.
Se si può.
E l'idea anche di vivere in differita ma lievemente in anticipo e in ritardo, una differita raddoppiata e sovrapposta dove il mentre è anche un frattempo e un frattanto e un fra un po'.

sabato 20 giugno 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #86

Arrivare qui con ben altro per la testa e dirlo forte e chiaro: avevo ben altro, per la testa, io.
Cercare un'indignazione sulla quale arrampicarsi e mostrarsi così fiero tronfio inerpicato sulla propria indignazione per ribadire a pieni polmoni davanti allo schermo con niente dietro ribadire: avevo ben altro, io, per la testa, qui.
E pensare alla libertà, all'idea di compiere ogni giorno piccoli passi avanti verso una libertà sempre più lontana, e si vede che è laggiù, la libertà, è laggiù in fondo e si allontana sempre di più come a confermare una qualche millenaria formula algebrica antiproporzionale che confonde i minimi comuni multipli e inverte l'ordine degli addendi - o degli avvicinamenti- e per ogni passo che fai la libertà si allontana di ics virgola tot passi, eppure sorrido, sorrido perché non capisco il gioco e comunque ci gioco, è il gioco che amo, il gioco che amo è un gioco di cui non conosco le regole, sempre stato così, io gioco, sì, ma se mi spieghi il gioco non ci credo, me ne vado.

venerdì 19 giugno 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #85

E in effetti era arrivato in qualche modo il momento di concentrarsi sulla descrizione del mondo. Per questo ieri sono stato tutto il giorno in casa a cercare il mondo, per poterlo descrivere, ma non lo trovavo per niente, il mondo era nascosto da qualche parte, sotto un tappeto dentro un cassetto: in un qualche angolino recondito cercavo il mondo ma il mondo non c'era più.
E poi c'è, collegata qui, la storia dell'eremita che da qualche parte, in cima alla montagna più alta del mondo, sta in silenzio e senza dire niente a nessuno tesse le storie del mondo, l'eremita in meditazione tesse e intesse e ci fa incontrare e non chiede niente in cambio, lui si occupa delle storie del mondo e sta in silenzio, in cima alla montagna più alta del mondo

(e noi qui ci chiediamo: come può, una montagna, essere più alta del mondo?)

giovedì 18 giugno 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #84

Senza che niente esista e senza fare esistere niente.
"Leggere è complicità nel processo creativo" dice la Cvetaeva riportata da Brodskij. Mentre leggo sono attivo e scrivo e mentre scrivo leggo anche, e sono vivo con l'autore che ha scritto e ricevo il tutto e filtro e elaboro attraverso il sistema dei miei piaceri, delle mie etiche ed estetiche incrociate, passeggio sulle mie credenze e le inclino e le scopro e le rinnovo a seconda delle credenze che mi trovo innanzi.
Dicevo "scrivere per vedere cosa scriverei" ma Brodksij sa quel che pensa e così, quando parla della Cvetaeva che fa dei monologhi rivolti a nessuno, o a sé stessa, è in quel momento che ci accorgiamo che il parlante equivale all'ascoltatore e Brodskij scrive: così, attraverso l'autoaudizione, il linguaggio acquista l'autocognizione.
Non so bene cosa dire a riguardo se non che posso continuare a scrivere per vedere cosa scriverei, che era la chiave poi di questo al di qua qua-
Stavo poi pensando all'interrompere, la questione dell'interrompere uno che sta parlando un grande tema della contemporaneità in cui tutti stanno sempre parlando e qualcuno non si permette di interrompere nessuno

mercoledì 17 giugno 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #83

Usare la tecnica del fare finta di niente, mimetizzarsi tra le proprie buone intenzioni e agire scaltri tra un'intenzione e l'altra.
Destreggiarsi, eseguire a comando involontariamente, tra frangente e frangente trovare tempo per dare senso al senso.
Pensavo a una sfrontatezza sfrenata. Da non confondere con la sfrenatezza sfrontata.
Pensavo allo sfracellarsi da fermi, sfracellarsi guardandosi allo specchio, sfracellarsi leggendo un romanzo o anche sfracellarsi guardando la luna di sera che se ne sta là.
Sfracellarsi ancor meglio farlo senza accorgersene, tagliarsi le unghie sfracellandosi uscire di casa sfracellandosi fare la spesa sfracellandosi attraversare la strada sfracellandosi facendo tutto e facendo tutt'altro e sfracellarsi occupandosi come al solito di quel che c'è tra il tutto e il tutt'altro sfracellarsi dondolandosi con calma su un'amaca sorridere sfracellandosi.
E anche per il blog, e questo era il motivo iniziale, quel che doveva essere fin dall'inizio, sfracellarsi vale anche per il blog: scrivere il blog sfracellandosi

martedì 16 giugno 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #82

Sto superando me stesso. Anche adesso sto superando me stesso. É da quando son nato che supero me stesso. Mi succede spesso di girarmi a un certo punto indietro e vedo me stesso, lí, affannato sudato tutto prostrato e sconfitto, vedo me stesso nel momento esatto in cui si fa superare da me stesso. Per non parlare dell'allievo che supera il maestro. Tutto un superarsi un inseguirsi. Che fatica. Mi piaceva quella storia del tizio che sta seduto lungo il fiume e visto che non ha nemici non fa niente e visto che sa cosa pensare non si annoia, no, di certo, ovviamente, e guarda il fiume e basta e passa di lí uno e gli chiede se sta aspettando il cadavere di un nemico e quello seduto gli dice sí, per accontentarlo.
E l'allievo supera il maestro e il maestro dovrebbe insegnare soprattutto a cosa fare per non superare.
Oggi leggevo da Brodskij, che citava la Cvetaeva, libro suggeritomi da Alfonso suggeritogli a sua volta da un altro grande amico, leggevo: "leggere é complicitá nel processo creativo".
Mi trovo felicemente d'accordo con questo punto di vista sulla lettura e nel mio entusiasmo non saprei chi ringraziare, se Brodksij o se la Cvetaeva o se Alfonso e se quell'amico di Alfonso. O se la casa editrice Adelphi (per il suo Brodskij 190) o Gutenberg che ha inventato la stampa o chissá chi altro dovrei ringraziare qua e lá nella storia dell'umanitá.
E allora faccio come quel signore che per non fare la figura del maleducato non salutava nessuno.

lunedì 15 giugno 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #81

Di solito mi succede che sono curioso di una cosa e allora vado a vedere la cosa e trovo che m'incuriosisce un aspetto della cosa (una cosa della cosa) e allora vado a vedere anche quell'altra cosa e finisce che anche in quell'altra cosa c'é un aspetto, una cosa, che m'incuriosisce e allora si finisce per andare sempre a vedere quella cosa legata a una cosa della cosa legata a quell'altra cosa da cui era iniziato tutto finendo che non si finisce e si dimentica qual era la cosa iniziale che ci interessava da andare a vedere all'inizio. Si finisce.
E si parlava infatti del gioco dell'eternitá, quel gioco che nel giro di una vita diventa noioso e dici va bene dai basta cosí finiamolo sto gioco.
Finiamo anche il gioco, pensavo oggi, dei passati e dei futuri, dicevo: propongo l'abolizione dei passati e dei futuri e in particolare abolizione dei passati gloriosi e abolizione dei futuri radiosi.
E i futuri luminosi? ho pensato.
Lasciamoli, mi son detto, i futuri luminosi lasciamoli a segnarci la strada da non prendere per camminare al buio tenendoci lí a fianco un futuro luminoso da guardare ogni tanto come monito da tenere conto come cosa da non fare da inserire nella lista delle cose da non fare.

domenica 14 giugno 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #80

Stavo pensando l'inevitabile e alla possibilità di almeno aggirarlo, l'inevitabile, passare intorno all'inevitabile guardandolo fisso negli occhi ma senza incontrarlo veramente. Un inevitabile relativo, sarebbe, un inevitabile fino a un certo punto.
E all'eternità, pensavo, e alle eternità, il plurale di eternità rende relativa anche l'eternità stessa. Pensavo infatti all'eternità di poco fa e mi sembra una gran bella eternità se paragonata a questa eternità di adesso. Come al solito, l'eternità del vicino è sempre la più verde.
Vabbé, adesso sono circondato dal tutt'altro, devo pensare al tutt'altro e chiudo.
Il blog/diario/valanga involontaria, continuerà con la sua frequenza di pubblicazione, la sua periodicità irregolare.

sabato 13 giugno 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #79

Ieri ho pensato a Farò mia la tua anatomia, poi mi sembrava fin troppo possessivo come pensiero libero, quindi sono andato avanti e oltre e oscillavo tra il certo e l'incerto, tra  il centro del mondo e il mondo e il qualcos'altro ancora, ed ero così tanto concentrato su me stesso e sul centro del mondo che a un certo punto ho sentito come se rischiassi di precipitare all'interno di me fino a decidere che mi sentivo in bilico sul mio ombelico.
Mi piace pensare di poter essere in bilico sul mio ombelico, è una gioia e un rischio relativo, anche perché se si cade all'interno di sé probabilmente non lo vede nessuno, si fa una brutta figura solo con sé stessi. Anche se adesso mi viene forse da pensare che le brutte figure con sé stessi sono le peggiori che si possono fare.

Troppo poco figurativo, mi dicono, allora parlerò un giorno della descrizione di un imbuto che sarà probabilmente giallo o verde. Anzi, sarà un imbuto o giallo o verde senza esserlo probabilmente.

venerdì 12 giugno 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #78

Essere qui solo per essere, essere come ambizione, essere per la presunzione di volere un posto dove essere - ogni cosa a suo posto ma il posto non è mai lo stesso.
Fare sempre tutto all'ultimo ma l'ultimo non arriva mai, bisognerebbe in effetti elaborare studiare indagare l'idea di ultimo e farla corrispondere a qualcosa che sia vicina all'imminente, altrimenti finisce che la lista delle cose da fare continua a essere minima se paragonata alla lista delle cose da non fare mai, ogni giorno, sempre con rigore e con un certo senso del dovere.
E poi pensavo al diritto allo studio, e al diritto al tutto.
Ho pensato dunque al titolo: ecco il titolo -ho pensato- ecco il titolo: il diritto al tutto.
Poi dopo ho pensato al diritto al titolo poi al titolo di studio e al suo diritto, dunque al titolo di studio e al diritto al titolo di studio e, di nuovo, il diritto al tutto.
Marta sosteneva giustamente tempo fa l'importanza del riconoscere il diritto all'infelicità.
Ieri poi leggevo Osamu Dazai che dice 'gli infelici sono sensibili all'infelicità altrui'. Ha ragione.
Il diritto all'infelicità e il diritto al tutto. Per oggi va bene così

lunedì 8 giugno 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #77

E' sempre vero che a un certo punto arriva il momento. Sempre, il momento, a un certo punto, arriva sempre e, più che altro, il omento sta sempre arrivando. Stamattina ho ordinato un caffé come se mi stessi scusando e mi sono seduto al tavolino con la faccia di chi gli hanno detto che si può. E allora penso che vivo, vivo con la faccia di chi gli han detto che si può.
Purtroppo m'era venuta in mente l'idea di un diario al contrario, a ritroso, scrivere un diario che inizi dalla fine, ma mi perplime l'idea di morire e così per ora no, continuo con il mio diario e lo rendo ogni giorno nuovo.
Un diario al giorno, cominciare ogni giorno un diario nuovo in modo da dimenticare anche ciò che si scrive, non male, l'obiettivo è non rimanere, soprassedere sul soprassedere, rimandare niente

domenica 7 giugno 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #76

Alla riunione del quartiere della Maddalena si è parlato di criticità e mi è venuto in mente che la verità è tutt'una criticità.
Nell'iperbole minima del mio pensiero mi viene in mente che la verità, nella sua completezza, è come se fosse tutta fatta di criticità. Mi viene inoltre in mente, sinceramente, che la verità, per essere onesti, è meglio non dirla, soprattutto in un blog di pubblico dominio ma nemmeno in un diario privatissimo in forma di quaderno che può leggere soltanto colui che scrive (anche perché il colui che scrive sembra essere spesso un chicchessia).
Vivere in una grande omissione.
La verità potrebbe stare nel rinunciare a scrivere poesia - o poesie- per scrivere, se si può, piccole cose belle da inviare per mail a poche persone.
La verità è sempre da un'altra parte ed è spesso in un posto fin troppo palese, non interessante.
La verità è quasi bianca, diceva uno anni fa, e più che sul biancore preferisco concentrarmi sull'idea incerta di quasi: tutta la vita quasi, quasi tutta la vita.

Poi, per riprendermi dal Bernhard di Gelo, sto leggendo, suggeritomi da M.Maraschi, Osamu Dazai. Lo sto un bel po' sottolineando, mi piace ad esempio quando dice: "Ero riuscito a evitare che mi si rispettasse"

mercoledì 3 giugno 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #75

Scrivere l'opera omnia ma dimenticare uno stuzzicadenti, pensavo, sì, alla descrizione del mondo, pensavo, e dimenticare di inserire nella descrizione del mondo la descrizione stessa.
Oppure: appena finita la descrizione del mondo, scritta per bene in un quaderno con tutti i dettagli di tutto, bisogna cominciarne subito un'altra che includa il quaderno con la descrizione appena finita di scrivere, oppure no?
L'ambizione migliore sarebbe non avere ambizione e starsene a guardare il fiume senza nemmeno avere un cadavere di un nemico da aspettare, direi, o senza nemmeno avere un fiume da guardare, o senza nemmeno guardare,

Mi viene poi inoltre in mente la possibilità di indicare il dito usando una luna, (qui però esagero)

martedì 2 giugno 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #74

I propri vicoli interiori, ognuno con i suoi.
L'esperimento della disciplina da tutte le parti, rincorrere un obiettivo che si sposta a seconda della direzione verso cui si corre, che è poi l'idea di utopia che è poi vero che l'utopia migliore comporta forse mi sa l'attenersi a una qualche disciplina
Anche l'idea di una via di fuga sta diventando eccessiva. Più che una via di fuga o piano di evacuazione ci vorrebbe un percorso una strada una direzione.
Ho finito di leggere Gelo, di Bernhard, sono contento, mi stava appesantendo come una roccia che non ti cade mai addosso ma che minaccia lì sopra. Incombe.
Mi viene in mente che ciò che incombe omette la morte, non so se ne sono sicuro.
Sno qui per decretare una fine ma non ne vedo una, il diario va di pari passo con la vita, vorrei decretare per ora la fine del diario ma è come se mi fossi affezionato.
Ieri mi sono messo ad assaggiare gli invisibili di Nanni Balestrini, e le prose brevi di Beckett, poi un saggio di Rolf Dobelli, sull'eccesso di notizie. Non so cosa continuerò a leggere ma la devo smettere con le vie di fuga e magari scrivere dell'altro

giovedì 28 maggio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #73

Oggi ho pensato allo svegliarsi e al fatto che svegliarsi equivalga un pochino al buttar via la giornata.
Svegliarsi ed è tutto già da rifare. Buona la prima ma no, non era buona, e si procede comunque bene c'è molto sole da cavalcare e buoni propositi.
Mi piaceva anche l'idea di immaginare un'altalena che oscilla tra la tristezza e la ristrettezza.
(oltre all'altalena che oscilla tra la luna e il nulla).
Eppure c'è un'euforia minima che salva tutto, un'euforia da passeggiata, basterà poco, allacciarsi le scarpe e cose di questo tipo. Come quello che dice mollo tutto e vado via, si può fare ogni giorno, mollare tutto, disarcionarsi, svincolarsi e rimanere affezionati ai propri vincoli, ai propri vicoli e augurarsi buonanotte con il giorno intorno

mercoledì 27 maggio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #72

Qui invece sto pensando alla gioia del nonnulla, ho deciso di scrivere un tot di ultimi post di questo diario che avrebbe dovuto essere una mia personale e vergognata indagine di qualcosa, su qualcosa che non si sapeva cos'era, e invece pian piano ho delineato, pian piano si delinea sempre e alla fine adesso il diario è quasi fin troppo concreto rivolto a un obiettivo un portare a casa un risultato.
E non mi piace l'idea e il modo di dire di portare a casa un risultato.
L'idea era di scrivere per vedere cosa si scriverebbe e studiare senza accorgersi che si sta studiando, e va bene così, sono tornato all'idea di avere un cataclisma in tasca, che mi piace come suona, un cataclisma in tasca, e sono tornato anche all'idea di andare a vivere in un precipizio e starci bene dentro. Di oggi poi è questa considerazione bislacca dell'avere ognuno una propria estinzione di massa, assecondare il tempo della fine, mettersi in coda uno alla volta un'estinzione di massa cadauno, dicevo in una mail alla Marta, piano piano procediamo in fila per l'estinzione di massa con il numerino c'è posto per tutti, con calma, c'è pure il tempo di stare ad aspettarla.

domenica 24 maggio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #71

E allora dicevamo: al di là dell'oggetto in sé, al di là dell'esistenza dell'oggetto, al di là del problema, -perché è un problema- dell'esistenza dell'oggetto - l'arcinota questione sull'esistenza dell'oggetto è tutta racchiusa nella famosa domanda: l'oggetto c'è o non c'è?-, bisogna innanzitutto cercare l'oggetto e predisporsi alla curiosità prima di cominciare la ricerca. La centralità del discorso, dicevamo, poggia tutto sulla curiosità, nient'altro che la curiosità. Svegliarsi e chiedersi della propria curiosità, alzarsi da letto e interrogare nuovamente la propria curiosità, lafvarsi i denti sempre pensando alla curiosità e anche fare colazione, ad esempio, sempre con l'idea della curiosità da qualche parte, che c'è; a differenza dell'oggetto? L'oggetto deve arrivare dopo e se si riesce ad alimentare la curiosità allora sì che l'oggetto lo si trova e una volta trovato, se si è alimentata per bene la curiosità rendendola insaziabile a forza di alimentazione gli diamo così tanto da mangiare a questa curiosità che si crea poi uno stomaco fittizio e ci buttiamo di tutto dentro continuiamo a buttarci di tutto dentro e crediamo di riempire riempire questo stomaco crediamo di proprio riuscire ad arivare all'idea di pieno ma ci avviciniamo soltanto, è da tutta la vita che l'essere umano non fa altro che avvicinarsi soltanto sempre un po' più in là, sempre un po' più in là e lo stomaco di questa curiosità preziosa s'espande s'espande come la curiosità stessa insaziabile dicevamo e poi in realtà il discorso all'inizio era da fare sull'oggetto che non ho capito scusate se c'è o se non c'è adesso vado a dormire che il diario l'ho iniziato tardi di un tardi di ore quasi notturne

sabato 23 maggio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #70

Dedicarsi al diario con dedizione.
Questa disciplina come piccola forma di sopravvivenza e di combattimento dell'autoindulgenza.
Ultimamente mi piace l'idea di avere un cecchino da compagnia, che ci sia ma non si veda, sempre appostato dove passo, sempre sulle alture di qualcosa questo cecchino mi segue col suo mirino se vuole procede se vuole no, io lo saluto, ci facciamo un cenno di intesa da lontano, da lontanissimo, perché è cecchino da compagnia ma non ci parliamo, non c'è bisogno di dirsi niente a parte tenere stretta questa idea potenziale di morte, questa idea di un grilletto e di un proiettile che arriva come un'idea in testa e trapassa, anzi, prima tocca - è un'idea che tocca, è un proiettile toccante-, e poi trapassa.

venerdì 22 maggio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #69

Oggi mi sono tradito lasciandomi andare a un giudizio di valore pensando alla primavera e al fatto che la primavera tortura.
La primavera tortura chi non crede nella bellezza, era questa la frase intera.
Anche in questo caso non sapevo cosa volevo pensare e ho pensato di conseguenza alle stagioni e ho pensato che primavera tortura l'inverno paura autunno/estate calura/frescura.
Una parola nuova che non c'entra adesso è invece 'pollachiura'.
Avrei dovuto  fermarmi alla primavera. Tutti dovremmo fermarci alla primavera, le stagioni stesse dovrebbero fermarsi alla primavera e a certi profumi.
Non ho finito di vedere quel video di Mercadini che dice che il Sahara fertilizza la foresta amazzonica. Il video di Mercadini l'ho chissà forse interrotto per guardare gatti che inseguono gatti e cani che hanno morsicato i bordi dei divani.
Ultimamente, poi, mi capita di dire oplà, come come gesto d'atleta, ma stare fermo, dire oplà da fermo, dire oplà e guardarsi intorno.

giovedì 21 maggio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #68

Vivere tra i trapani e vedere come ci si sta, se bene o male.
Una competizione di trapani ed esserne arbitro involontario lì in mezzo senza volerlo. Dare i voti da uno a dieci ai trapani che nemmeno si interessano all'esito della gara perché intenti a trapanare continuamente a perforare i muri e la giornata.
L'ordine del giorno era una parola: spontaneismo. Poi sono arrivati i trapani e l'ordine del giorno è diventato un'altra parola, una: gioia e paranoia.
Poi c'era la questione delle miniere, andare a scavare per l'idea di scavare e vedere cosa succede e vivere in questo arrembaggio da cercatore, nel precipizio ininterrotto di qualcosa che non necessariamente ci è dato di sapere.
Può, un precipizio, essere un posto dove stare?

mercoledì 20 maggio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #67

A un certo punto mi fermerò, certo.
Oggi cercavo un dolore nuovo, mi sono indagato il corpo speravo in qualche legamento qualcosa su cui riflettere un minimo invece niente, i miei dolori per ora sono gli stessi di ieri e hanno a che fare forse con il mouse o la tastiera del computer legata al collo legata a questa sedia a questa mano.
Mi fa male la mano o mi fa male il corpo?
Poi pensavo il troppo stroppia ma anche l'abbastanza dopo un po' è troppo.
Sarebbe meglio forse affidarsi ciecamente a ciò che non basta, abbandonarsi all'irrisorio e trovare un posto comodo anche lì dove mettersi prima a pensare quanto basta fino ad arrivare a non pensare proprio niente ed accorgersi che quello era l'obiettivo. Il niente.
Arte pervasiva, ecco cosa. Un'arte che si fa col movimento di un labbro, con il battere di un ciglio quel momento in cui si muove e l'occhio è quasi chiuso ancora aperto nessuno si accorge di niente eppure c'è un'illuminazione, un qualcosa che rimane da qualche parte e non serve a niente ma è arte.

martedì 19 maggio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #66

Troppe cose interessanti.
C'era un video di cosa succede se metti acciaio rovente in acqua fredda un video di cosa succede se metti un cane sopra a un gatto e viceversa un video di una rissa un video di molti gol belli nel gioco del calcio un video di come si imbustano velocemente molte caramelle un video di uno che serve il gelato nel cono poi ti da il cono ma non ti da il gelato poi ti da il gelato ma non ti da il cono poi ti da due coni ne prendi uno ma è vuoto poi ti da un gelato con due coni. Tutto è troppo interessante
La mia battaglia potrebbe consistere proprio nel creare contenuti non interessanti, piccoli scritti noiosi, vistosamente noiosi, degli scritti che si veda fin dall'inizio che sono noiosi -prima ancora di leggerli, scritti che facciano della noia la propria bandiera, che si veda da fuori, da lontano. Affacciarsi sul testo e notare fin da subito che non è per niente interessante quindi approfondire per capire in che modo, in che senso non è interessante. Scritti inutili, che non apportano, non si possono usare per gonfiare il dibattito in qualche modo  Questi scritti noiosi, che sono stati scritti per far girare la testa e lo sguardo e l'attenzione da un'altra parte più coinvolgente, un diario di avventura vera, altro che cose non successe. Altro che tutto, altro che tutt'altro

lunedì 18 maggio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #65

Oggi il problema dell'idea intelligente del giorno ha a che fare con l'abitudine.
Abitudini va bene averne ma bisogna far sì che siano tante: diverse abitudini al giorno, almeno tre o quattro abitudini al giorno da cambiare più o meno costantemente. Uno sfumare di ora in ora di abitudine in abitudine e far sì che si viva nell'esperimento.
Sento qua fuori uccellini pigolare, figli neonati di qualche piccione, direi. Per loro l'esperimento è appena cominciato. Vivere nell'esperimento senza nemmanco preoccuparsi dei risultati dell'esperimento. Vivere nell'esperimento e scrivere l'esperimento senza descriverlo. Qualcuno si chiama Alfonso e mi ha chiesto una volta di descrivergli, scrivendo, la differenza tra scrivere e descrivere. Non gli ho ancora risposto.
Per ora vivo nell'esperimento e nemmeno attendo

domenica 17 maggio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #64

Per fortuna che Bernhard che mi abbatte quanto basta e mi dice che soccombere e il sentirsi soccombente è naturale, davanti ai geni. Gelo, sto leggendo.
E in effetti oggi purtroppo sono poco intelligente con la mia cosa intelligente di oggi che ha a che fare con un'assonanza: questo è l'ombelico del nonno.
Un'assonanza che in parte mi diverte ed è un errore e già mi piace, adesso che l'ho scritta qui mi ci sono già affezionato e penso che mi viene in mente che gli errori palesi chiari sbandierati sono spesso più interessanti di ciò che ci saremmo aspettati.
Con un'altra citazione nobile penso "adoro i piani ben riusciti" e aggiungo "adoro i piani ben riusciti ma ancor meglio sono i piani che non sapevo di avere"
E' molto importante fare errori ma bisogna farli per davvero, non far finta di fare errori, sono importanti gli errori veri, dell'errore ci serve la sua verità, altrimenti sono errori ricreati in laboratorio certi esperimenti ripetuti e ripetuti tante volte fino a cancellare l'esperienza dell'esperimento fino a cancellare l'errore

sabato 16 maggio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #63

Sempre vissuto all'estero forse.
Anche oggi mi ci sono messo lì a pensare e pensavo alla geografia e a come mi calza la mappa, se mi sta bene o mi sta stretta addosso, la mappa, la geografia, (it fits, in english) e subito mi accorgo che mi sento italiano all'estero. Poi mi sento italiano nel mondo.
Italiano all'estero e italiano nel mondo nello stesso momento, così mi sento, e mi viene anche in mente che è naturale, lo sappiamo, la maggior parte degli italiani nel mondo è in Italia, la penisola italica, e anche molti italiani all'estero sono in italia, è normale.
L'italia nel mondo non sta mai ferma perché deriva, ed è un suo diritto, come i continenti.
Anch'io derivo molto, in italia e nel mondo e devo mi ricordo appuntarmi che non parlo italiano, è una cosa che voglio cominciare a ricordarmi il più possibile, non parlo italiano, lo capisco e mi faccio capire ma non parlo italiano e se lo parlo preferirei parlarlo da lontano.
Prendo insomma le distanze insomma dalla lingua madre e la patria non la so

venerdì 15 maggio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #62

Per quel che si può, sforzarsi il minimo per poter dire di essersi sforzati poi girarsi dall'altra parte mettersi a dormire quattordici tredici quindici ore a caso, senza cronometrare niente soprattutto senza cronometrare il dormire e abbandonarsi a tutto e pensare al detto: chi dorme si fida degli altri.
Per Sartre, si sa, l'inferno sono gli altri, mentre ieri Bernhard da Gelo leggevo trasposta quest'idea d'inferno e dice così: L'uomo è un inferno ideale per i suoi simili.
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Combattere e studiare per non perdere la spontaneità, concentrarsi affinché non si pratichi il playback in nessuna forma, non nel canto non nella conversazione e nemmeno addirittura nella scrittura. Scrivere in playback potrebbe essere grande problema non ci avevo mai pensato e invece sono qui che quello che volevo fare è anche l'idea di rompere la fissità del testo, l'illibatezza del testo distruggerla, volevamo tempo fa distruggere il linguaggio usando il linguaggio ora ci siamo affezionati al linguaggio e pensiamo almeno a distruggere il testo usando il linguaggio e anche il testo quindi distruggere il testo usando il linguaggio e il testo, perché no, come dicevamo poco fa, preservare l'involontarietà, praticare l'arte dell'involontarietà,
siamo stati impeccabili se non l'abbiamo fatto apposta

giovedì 14 maggio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #61

Mi son messo al telefono per far domanda di fondi di richiesta per qualcosa e mi hanno messo in attesa. A quel punto ho cominciato a scricchiolare, prima il collo poi le spalle e la zona addominale pure tutto si è messo a scricchiolare e mi son detto non è il momento questo per mettersi a scricchiolare è meglio forse smetterla di stare a chiedere soldi fondi per qualcosa. Ho buttato giù il telefono e infatti ho smesso di scricchiolare e mi son detto adesso chiamo quelli che mi dovrebbero dare i soldi i fondi per qualcosa. Ho ripreso il telefono e mi hanno messo in attesa e mi sembrava giusto c'era Vivaldi a suonare una delle sue stagioni e mi andava bene finché mi sono accorto che stavo scricchiolando di nuovo questa volta ginocchio tibia perone femore rotula caviglia scricchiolavo dal basso verso l'alto.
Ho messo giù il telefono e ho deciso di farmi ispirare da questo scricchiolio e mi son messo qui a riportare questi eventi che non sono successi meno male ma sappiamo che buon mestiere è riuscire a farsi ispirare da tutto anche da quello che non è successo.

mercoledì 13 maggio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #60

Sul diario ho preso appunti facendo attenzione che le cose che scrivevo non avessero niente a che fare con me, appunti sul mondo appunti su tutto e in effetti c'era sempre qualcosa, nel mondo, nel tutto, c'era sempre un dettaglio di qualcosa che poteva essere a me ricondotto, e non va bene, dicevo, non va bene, cercavo di praticare la tecnica dell'astrazione ricorrente, astrarsi dall'astrazione per allontanarsi da essa e servirsi di una successiva astrazione impiantata sulla precedente astrazione per allontanarsi ulteriormente e ulteriormente ancora ma rimane quel dettaglio, in forma sempre più microscopica, ormai appiccicato addosso ed è fatto di parole, quel dettaglio scritto nel diario, quella parola che mi rappresenta anche se ormai è da anni che cerco di non assomigliarmi

martedì 12 maggio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #59

Oggi così tanta roba non mi è successa che a ben guardare non so che farmene. Potrebbe forse definirsi insuccesso il non sapersene che fare di ciò che non è successo? O, più semplicemente, l'insuccesso è ciò che non è successo e basta? Che banalità.
L'idea del giorno riguardava il rifiutare la banalità dell'ovvio quindi l'idea che anche l'ovvio si possa approfondire e analizzare per anni di seguito l'ovvio come oggetto di studio e l'ovvio anche lo stesso soggetto studiante. L'autopercepirsi dello studiante che si dà per sccontato fin dall'inizio e dice ovvio che ci sono, son qui per studiare l'ovvio e si concentra così tanto sull'ovvio che si dimentica di esserci, lo studiante, e un'altra volta vince la banalità dell'ovvio sull'eccezionalità di ciò che c'è già e che già si sa. Anche quel che già si sa può essere eccezionale.
Quindi approfondire l'ovvio, girarsi attorno più che si può, la banalità è sempre una bugia come in fondo lo è anche l'idea di verità. Accorgersi dunque poi che la verità è vera ma l'idea che si ha di verità è sempre una bugia.

lunedì 11 maggio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #58

Lo sforzo immane che s'è fatto per venire qui senza avere pensato la cosa intelligente del giorno e dirla lo stesso e l'avevo invero pensata un pochino, e mi piace come suona un astronauta, e mi piace l'idea di come suona un astronauta e l'idea di essere astronauti per pochi essere astronauti per pochi istanti, mi piace come suona astronauti per pochi istanti. E chi sempre con la testa fra le nuvole chi astronauta per pochi istanti tra le stelle per un attimo, c'è un momento in cui nessuno dei nostri piedi del nostro corpo c'è un momento in cui nessuno di quei due tocca il suolo, e tocchiamo il cielo con un dito del piede, infatti, volendo, tocchiamo il cielo con un dito tocchiamo un cielo che ci è più comodo, un cielo a portata di mano, tocchiamo un cielo con il dito preposto a toccare il cielo e ci accorgiamo all'improvviso, al di là del tutto e al di là del dito, ci accorgiamo che noi lo tocchiamo ma lui ci stava toccando da un bel po', averci il cielo addosso, che peso, che cielo

domenica 10 maggio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #57

Preservare l'involontarietà, era questo il principio base che si sta adesso a ben guardare esaurendo affievolendo doveva essere fin dall'inizio tutto basato sull'imprevisto e sull'effetto del suono sulla parola e sull'effetto della parola sul suono e la differenza tra sono e suono anche, dovevamo indagare. Dovevamo indagare il dove andremo a finire se iniziamo e dove andremo a iniziare se finiamo. Era questo che stavamo indagando con altre persone non troppo lontane da questa abitazione.
Non fare parte di niente e non fare parte nemmeno di me, era l'obiettivo massimo di un'altra persona incontrata qui per sbaglio proprio l'altro giorno dieci minuti fa e che adesso se n'è andata per fortuna se n'è andata questa persona che aveva piacere rendersi antipatica e allora noi per farle dispetto non provavamo per lei nemmeno indifferenza. Non provare nemmeno indifferenza ci vuole uno sforzo immane.
Coltivare l'indimostrabile.
(approfondire poi l'idea di caduta libera dal basso)

sabato 9 maggio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #56

Eccomi qua con il mio diario del tutt'altro, che bello.
Stavo pensando a un'isola deserta e a cosa ti porti su un'isola deserta e pensavo a una biblioteca, sull'isola deserta mi porto una biblioteca e sono felice e arrivo sull'isola deserta con la biblioteca enorme, una delle più grandi biblioteche del globo terracqueo, immagino, però dentro alla grande biblioteca c'è un libro solo e quasi quasi son contento, così penso, penso che in questa mia cattività obbligata da isola deserta potrò godere della lettura di un libro solo che di pagina in giorno e di giorno in pagina sarà sempre diverso, questo libro, e me lo leggo e me lo godo sapendo che sarà l'unico libro di cui godere e lo apro e lo sfoglio e scopro che in tutto il libro c'è scritta una parola sola, la parola nonnulla, e ancor più felice la leggo e la rileggo e indago la parola nonnulla mentre mangio le noci di cocco e passo anni a studiare la parola nonnulla ogni volta questa parola prende significati diversi si espande e si piega a mille interpretazioni perché unica e sola parola scritta sull'isola deserta poi mi guardo bene addosso, sulle mie mutande c'è scritto uomo e mi sento uomo su isola deserta con tutto il nonnulla lì disteso su foglio tutto ancora da capire, il nonnulla, il nonnulla da approfondire ancora e ancora e non vedo l'ora di continuare a non capire

venerdì 8 maggio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #55

Forse c'è sempre stata una parola chiave che ha che fare con il concetto di inerpicarsi.
Una scrittura inerpicata come di arrampicata stile libero su terreno di pensiero che non si sa se scosceso in discesa o scosceso in salita o se addirittura forse pianeggiante ma comunque pensiero scosceso. Una scrittura dell'incombenza, inseguo, fatta con quello che capita, parole trovate cercate al buio di una cameretta nella testa a luce spenta poi accesa intermittente luce e parole trovate al fianco del letto stropicciate parole catarifrangenti forse addirittura comunque sempre parole usate molto probabilmente di seconda terza mano parole forse da lavare appena finisco qui

giovedì 7 maggio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #54

A metà strada tra il farsi pubblicità e il semplice vivere.
Esistere non basta, diceva quello, e aveva ragione e si era infilato dentro il tubo di un cavo di un ascensore per non farsi vedere da nessuno.
Preferisco sempre ciò che è nascosto e impreciso, imperfetto e incompleto e, a ciò che è, preferisco ciò che potrebbe essere.
Meno male che esiste l'inesprimibile e l'inarrivabile, meno male che esiste ciò che non si sa e, ancor meglio, ciò che non si saprà.
Ecco che cosa è veramente interessante: ciò che non si saprà.
E poi - meno male- anche oggi il diario di oggi porta dove non c'è motivo di andare.

mercoledì 6 maggio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #53

Il problema del mondo è che è interessante. Quindi nella vita mi distraggo. Il mondo è interessante ma mi distrae.
Uno dei problemi della vita è che il mondo è interessante e per questo ci distrae dalle cose da fare nella vita per il mondo. E allora bisogna essere selezionatori del sapere rendersi conto quando qualcosa sta per interessare e tirarsi indietro al momento giusto quel preciso momento giusto in cui hai capito che la cosa non ti deve interessare ulteriormente. Il problema dell'approfondimento incontrollato di tutto ciò che ci viene voglia di sapere sulle mongolfiere o i viaggi di gruppo di aborigeni o genti del New Jersey o che ne so, ci sono queste paludi di cose da sapere e ci si rischia di infangare non si riesce più ad uscire e si affonda nell'approfondimento, ci si sfracella dal ognuno nostro alto da cui partiamo ci si sfracella in questo baratro, questo abisso della conoscenza di ciò che in realtà non ci interessa.

(Occhi come canali di scolo al contrario)

martedì 5 maggio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #52

Sempre di notte viene in mente il prepensiero. Il prepensiero è quella cosa che mi viene in mente di notte e mi dico me lo segno da qualche parte e resto comunque immobile e me lo segno a mente nella mente solo che è prepensiero, impalpabile, vaporizzato senso in cui intuisco alcune parole che però sono amorfe. E, anche lì, va benissimo così. Andrebbe benissimo così se non fosse che mi viene in mente il prepensiero a volte anche di giorno e mi affrango e mi dico a cosa stavo pensando con quel tentennamento di idea di qualcosa sfuggita, un alone di senso rimasto sfocato dove c'era qualcosa da dire ci vorrebbe una pietra da tirare infrangere quel vetro al di là del quale stava il senso della parola per intero invece avevo soltanto in mano qualcosa a forma di prepensiero e mi rimane questa voglia di lanciare lontano qualccosa che non c'è ma mim slogo forse un braccio di sicuro non ci rompo un vetro.

lunedì 4 maggio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #51

E allora ero qui seduto con il resto del mondo intorno che a dire il vero mi stava un po' troppo addosso, il resto del mondo, anzi, stavo addirittura praticamente litigando con buona parte del resto del mondo, non tutto, quando per fortuna la voglia di tutt'altro m'è saltata addosso pure lei e mi sono allora infilato scaltro in un ragionamento con la scusa che era importante, mi ci sono chiuso dentro, al ragionamento, e ho detto grazie resto del mondo tu continua pure a litigare, io ho adesso devo stare dietro a questo ragionamento che è quasi come un incombenza orfana di se stessa se la lascio da sola, l'incombenza, il ragionamento, e il ragionamento era tutto concentrato sul'idea o frase arrivata non so da dove in cui si diceva di Restare tutti vicini: Restiamo tutti vicini restate tutti vicini e m'è venuto in mente subito un qualcosa riguardo al concetto di restare tutti vicini, un qualcosa che mi pare abbia a che fare con l'esclusione di qualcuno 

domenica 3 maggio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #50

Tenersi in esercizio sembra importante lo si deve fare ogni giorno muovere un braccio da una parte e l'altro braccio anche e fare tutto conmteporaneamente coordinarsi usare il corpo come se il corpo ci fosse per davvero ma invece pensavo a questa cosa del sentirsi sporadico, mi sento piuttosto sporadico in questi giorni che se sento da fuori una campana suonare ci mettto un po' a elaborare il dato mi fa hciedere aspetta cos'è che viene da fuori, cos'è? un suono? poi dico aspetta cos'è? un suono come di cosa da chiesa? poi dico asoetta cos'è?§ una campana? poi dico aspetta cos'è? un modo per ricordarmi un orario di qualcosa? poi dico aspetta cos'è e la campana aveva già smesso di suonare qualche minuto fa, voleva dirmi che era mezzogiorno ma io in quel momento mi sentivo sporadico disgregato pulviscolare (come sabbia di clessidra senza clessidra intorno) e l'orario del mezzogiorno mi sembrava appartenere a un mondo non mio, o non in quel momento lì, almeno, che era mezzogiorno

(sgranchirsi le parole)

sabato 2 maggio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #49

Son venuto qui ieri a scrivere soltanto 'intercapedine' per poi oggi provare a riuscire a dire che vorrei poter usare solo la parola intercapedine ma la struttura prevede l'uso di altre parole per poter tornare a  usare in totale libertà la parola intercapedine e ripetere intercapedine quando ci pare.
Stavo pensando di ad esempio vivere in un'intercapedine, vivere in un'intercapedine e trovare un intercapedine nell'intercapedine, infilarsi dunque nell'intercapedine appena trovato e cercare di vedere il proprio vecchio intercapedine di prima dal proprio intercapedine nuovo.
Intercapedini tra una parola e l'altra, spazi lasciati a fare spazio, il senso lasciato vuoto a dare nuovo spazio al senso, è incredibile quanto anche l'architettura possa farsi interessante se travestita da altro, mi sta interessando la geometria del senso che per non so cosa sia forse ha a che fare con idee di linee, con l'idea di uno spazio fatto di idee che ogni tanto si muovono e tangono vengono giù toccano qualcosa qualcuno poi se ne vanno

a volte ho i piedi freddi e tengo le calze in mano ma non me le metto per ore come se veramente avessi altro da fare

venerdì 1 maggio 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #48

Tutto era nato dall'idea di descrivere ciò che non mi succede durante il giorno: non ho messo la testa nel forno non ho acceso un mutuo né un muto non ho,
troppe cose durante il giorno non ho fatto ci vorrebbe un diario immenso con una pagina giornaliera grande quanto uno spazio infinito srotolabile su questo diario di ciò che non mi è successo tutto è possibile compreso un canguro compresa la famosa giraffa buttata giù dalla finestra di Bunuel.
Ho letto che dobbiamo trovare delle ragioni razionali per credere nelll'assurdo ma non ci credo, se troviamo le ragioni razionali per credere nell'assurdo io non ci credo più

giovedì 30 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #47

E allora la giornata funziona così che al mattino presto s'ha tutta la giornata davanti con il tempo e si può prendere tempo a guardare quel che è successo nel mondo e a mezzogiorno emmezzo ti accorgi che nel mondo è successa troppa roba non puoi starci dietro, al mondo, il mondo è troppo per me e per la maggiorparte delle persone anche, il mondo è troppo per quasi tutti, e alle due e trenta dico basta con il mondo cerchiamo di concentrarci su noi stessi e mi do questo plurale sospetto e mi dico anch'io contengo moltitudini e c'è questa jam session di tante voci interiori e dico ok, facciamone parlare una, ok voci, decidiamo adesso chi ha la precedenza, voci, una alla volta per favore cominciamo adesso da chi ha ad esmepio da dire quella cosa intelligente del giorno, ci sarà tra tutte le voci una che ha da dire la cosa intelligente del giorno, e Socci dice Pagliarani dice, Siamo in troppi a farmi schifo, e non riusciamo così a raccapezzarci nemmeno qui ma ce la facciamo, sì, ci raccapezziamo, qualcosa capiamo sempre ed è una forma di fallimento anche questa e oscilliamo tra una cosa intelligente al giorno e un fallimento al giorno

mercoledì 29 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #46

Mi trovo a scrivere una cosa di là che poi mi appunto e riporto dall'altra parte per poi finalmente finire da un'altra parte ancora. Come se copiassi sempre la mia stessa idea arrivata da chissà dove ieri pensavo a un ormai come misura di tempo, quanto può durare un ormai?
'Ormai è troppo presto' mi piace anche come misura del paradosso e pensavo poi all'idea di frattempo: tra un frattempo e l'altro e all'improvviso tra un frattanto.
Dal risveglio ci metto due orette a trovare la concentrazione e poi quando la trovo mi viene da fare qualcosa di diverso, oggi ho avuto la possibilità di ascoltare una radio spagnola che parlava incessantemente sparata ad altissimo volume da qualche finestra qui vicino di qualche palazzo e mi vengono in mente tantissime cose anche di me bambino, caso strano, tutto indissolubilment elegato a tutto, tutto indissolubile e mi viene in mente adesso il peso di un abisso addosso. (me lo segno qui, poi lo copio di là e finirà al di là di quel là lì)

martedì 28 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #45

Oggi s'era stabilito di non aver niente da dire né da scrivere e quindi passare di qua e riferire tutto al diario in forma di scrittura lieve, come se nessuno se ne potesse accorgere. Una lettera al minuto, una lettera alfabetica al minuto e scrivere il diario mentre si fa di tutto, un distratto e centellinato comporre fatto di scampoli pezzetti avanzati di dettagli lievi. Scrivere senza impegno, essere bravi senza impegno, esistere senza impegno, questo è l'argomento del giorno o la barba
per non avere peli sulla lingua ho deciso di farmi la barba, non c'entra ma mi accorgo che con la barba mi nascondo, mi nascondo quando mi tocco la barba, se ho la barba im tocco costantemente la barba ed è come se avessi addosso una maschera di qualcosa non di ferro non di pietra ma di pelo mascherato, come un percorso comodo per la mia mano che titilla e stuzzica e solletica e si appiglia, fa finta di niente e di nulla ma è lì a dimostrarsi nascondendosi, viene lì a dire esisto ma non fateci caso, e se ne va, poi ritorna e dice esisto ma non fateci caso, e se ne va, poi ritorna, si appiglia, e nonostaten la mano con questo suo antipatico protagonismo travestito da umiltà, tra la mano e la barba sappiamo cos'è meglio tagliare

lunedì 27 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #44

Dare del lei a un bambino è il titolo di qualcosa che non so.
Dando del lei a un bambino mi sono sentito uomo è la continuazione di quella cosa che non so.
Mi sono svegliato che ero all'angolo dei miei peisneri, i pensieri come spazio sono la cosa più interessante da immaginare, e spostarsi un po' più in là e un po' più in là all'interno della propria nuvola di senso. C'è di tutto da tutte le parti ma se ti sposti un pochino più in là trovi dell'altro tutto capisci che in tutti quegli istanti stai rischiando di perdere addirittura altri altri e ti accorgi poi che ci sono altri altri altri ancora.
Insomma è un casino e va benissimo così, la prima gloria e conquista e vittoria è l'accettare la limitatezza, arrivare all'angolino scomodo del pensiero, l'angolo più recondito, e dirsi guarda un po', non pensavo fosse così vicino.
Dare del lei a un bambino

domenica 26 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #43

Instagram sarà la mia nuova frontiere dell'inutile, nuove frontiere del vortice posso adesso farmi distrarre da altri pixel nuovi di schermi che invece sono sempre gli stessi con immagini in movimenti tutti.
Meno male c'è una musica araba confortante di qualche preghiera strana qui nelle strade e mi sembra vada bene tutto.
La cosa intelligente del giorno ha a che fare con l'amore e con il fatto che l'amore sia per molti un problema. Non per me. Non per ora. Proprio no

sabato 25 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #42

Sviarsi. Ecco, mi svio da solo, faccio in modo di distrarmi in tutti i modi, mi creo degli eventi intorno per fare in modo che qualunque fosse l'intenzione primaria primigenia sorgiva, l'ambizione originaria come il peccato, originale, io sono pronto a creare un sistema di sovrastrutture a rimbalzo, un sistema di carrucole e perni e funi antigravitazionali, (se antigravitazionale si può dire qui in italia, se italia si può dire oggigiorno che è 25 aprile), ed ecco la mia testa comincia a girarsi dall'altra parte e il mio sguardo a girarsi dall'altra parte ancora ed ero focalizzato su qualcosa fino a poco prima ma non so cosa adesso che giro la testa da una parte e lo sguardo dall'altra parte e sono internamente schizzato altrove anche se sono qui fermo non so bene nonostante io abbia ancora attaccati tutti i miei piedi tutti qui addosso a me proprio come fosse ieri proprio come fosse oggi come fossi proprio io e lo ero, fino a poco fa lo ero lo giuro

venerdì 24 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #42

La cosa intelligente di oggi mi è venuta in mente ieri ma ieri non ero pronto a mettermi l'ì ad appuntare la cosa intelligente di ieri da scrivere qui oggi e così la cosa intelligente di oggi oggi non ce l'ho verqamente. Mi è soltanto venuta in mente l'idea di dormire in mare, proprio in mare, acqua salata, e dormire in mare pensandoci mi pare cosa sconsigliabile da fare e pertanto non è cosa intelligente né di oggi né di ieri e proprio in generale direi che non lo è.
Stavo pensando che il diario sarebeb il posto giusto dove scruivere la propri aautbiografia giorno per giorno tutto il giorno a scrivere il diario sul diario si finirebbe per scrivere solo cose relative al diario e relative a quest'uomo che sta tutto il giorno a scrivere il diario e diverrebbe quindi controproducente, si aper l'uomo che per il diario, controproducente tutta questa scrittura malsana del diario e stavamo pensando a questa autobiografia e chiamarla estenuante autobiografia estenuante e dicevamo che sarebbe stato meglio non autorizzarla: autobiografia estenuante non autorizzata

giovedì 23 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #41

Oggi ero talmente spensierato che non ho pensato assolutamente al fatto che ero spensierato e po me ne sono accorto solo a un certo punto, con un riflesso di un dito trovato attaccato alla mano mia vista di rimbalzo dal bagno su un vetro del soggiorno questo dito a me attaccato a me di mano mia e mi son detto Chi è? sembra un dito, è un mignolo o è mignolo solo in apparenza? e a chi fa capo, questo mignolo? Er così tanto spensierato che ho dovuto recuperarmi scontrarmi con il mio dito per capire che c'ero e che c'ero stato fino a quel momento. Fin troppo spensierato, mi son detto, e m'è venuta paura di aver dimenticato qualcosa.
Ed era vero, avevo dimenticato qualcosa ma per oggi credo che basta così, non voglio sapere cos'è che ho dimenticato, il saggio giapponese morto dice che se una cosa l'hai dimenticata allora vuol dire che non era importante, e infatti è morto, il saggio, non vogliamo in effetti nemmeno sapere com'è morto di cosa è morto il saggio giapponese ma vorrei in effetti sapere oggi se quelli che avevano a che fare con lui erano contenti poi di avere a che fare con lui al funerale cosa si son detti, se finalemente o se che peccato. Chissà quante cose si è dimenticato il saggio giapponese, chissà se gli volevano bene. 

mercoledì 22 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #40

Quindi consegnate ieri le forse del luogo comune del fuori luogo e del non luogo.
Poi
Per fortuna ero distratto quando è successo tutto e poi è arrivato uno e mi ha chiesto se avevo visto: hai visto? mi son detto che avevo visto e gli ho riposto che avevo visto, sì, gli ho detto, e non era vero, non avevo visto che era successo tutto perché in quel momento, quando tutto è successo, ero distratto.
Ero distratto pensavo ad altro o forse avevo soltanto, in quell'istante in cui tutto è successo (tutto succede sempre in un istante) in quell'istante avevo gli occhi chiusi per via di quel movimento quasi involontario di battito di palpebre che non mi ha permesso di vedere il tutto accadere.
Meglio così, mi son detto poi dopo, che di tutto ce ne sono tanti, ci sarà un giorno un tempo per un tutto tutto per me, il mio tutto ideale, mi ci metto sopra a dormire

martedì 21 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #39

Esatto, visto che ho passato tutto il giorno a pensare che on stavo facendo una cosa che mi piace fare, ed è una cosa importante, bella da fare, una cosa che riguarda lo scrivere, ovviamente, e visto che per tutto il giorno quella cosa da fare che riguarda i luoghi e i non l,uoghi e i fuorii luoghi e i luoghi comuni, che già di per se mi sembrerebbero argomenti qualcosa di molto interessante su cui mettersi a riflettere, ma vistoc eh stavo soltando in effetti riflettendo senza fare niente., visto che ero concentrato sulla cosa che non stavo facendo mi sono dimenticato insomma di fare quell'altra cosa che si chiama esercizio giornaliero di blog e stesura testi non pensati per vedere cosa ne viene fuori come questo.
Vorrei non sapere mai cosa sto per pwnsare, vorrei non sapere mai cosa sto per dire, vorrei non sapere mai cosa sto per scerivere, questa è la faticosissima chiave dello stupore che vo ricercando.

Oggi al telefono la cosa più interessante che ho detto è Geografia del pensiero, chissà dov'è che l'ho già letta

lunedì 20 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #38

Oggi è giorno di consegna del mondo, dei luoghi e dello spazio, dei luoghi comuni dei fuori luoghi e del non luogo per il Cotonfioc (mostra).
L'altro giorno mi sentivo come nella sala d'attesa del mondo.
L'altro giorno, poi, mi divertivo a pensare all'altro Giorgio invece che all'altro giorno.

Rimandare tutto, rifarsi ai frattali di Mandelbrot in particolare al capitolo Cascate di errori, che io, senza capire cosa volesse veramente significare, ché di frattali me ne intendo relavitamente, e con relativamente intendo relativamente poco, e che tra il bene e il male mi sento se ci penso più vicino al malissimo, e se non ci penso mi sento vicino al così così, con Mandelbrot, dicevo, con il suo Gli oggetti frattali, che leggevo le parole come fossero immagini, quandlo ho incontrato il capitolo il cui titolo è Cascate di errori ho deciso di prenderlo come linea guida per qualcosa che mi riguarda e mi guardo intorno e vedo che c'è sempre qualcosa che mi riguarda, sempre qui in prossimità di me, nonostante, come risaputo, l'inarrivabile ce lo abbiamo addosso, ok, ma c'è anche qualcosa che mi riguarda qui vicino e con le Cascate di errori di Mandelbrot ho deciso di farne manifesto di qualcosa di impreciso, e potrebbe essere questo il titolo dello stesso manifesto:
Manifesto di qualcosa d'impreciso

anche se sono raffiche, non sono cascate, ma per adesso faccio finta che sia la stessa cosa

domenica 19 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #37

Preferisco bazzicare gli sconosciuti così divento ciò che sarei se non dovessi diventare niente, non ho passati né presenti né futuri a cui pensare quando parlo con gli sconosciuti, gli dico tutto quel che so di me e resto quindi zitto, ascolto con calma e con cura, è strano sentirsi qui fermo e avvertire che in qualche modo mi mancano certi sconosciuti, non tutti gli sconosciuti, solo alcuni.
Metto in fila le cose da fare e sono contento di cominciare dalla meno impellente, la più importante è subordinata alle altre, lo diceva anche qualcuno nell'Hagakure, le cose piccole con estrema cura e attenzione le cose grandi non me ne frega niente.
Il mondo intero non ho ancora capito se è piccolo o se è grande
Pascal è già andato a dormire, io mi sveglio per sbaglio

sabato 18 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #36

Era bellissima la parola sprezzatura, questo senso di superiorità sporca, mi viene a me così la sprezzatura, superiorità immorale. (La superiorità è immorale. Come è vero che è sempre del più forte, la legge) Sì, non c'entra
Stavo pensando a tutti i pdf densissimi che ho scaricato e girato in mobi alcuni talmente densi e pregni che non si possono proprio leggere in un soffio ed ero, non c'entra, arrabbiato poi con un amico perché mi ha fatto leggere Barthelme ed erano racconti che proprio non mi arrivavano e andavo a dormire e dicevo cosa voleva dirmi Barthelme? Cosa volevano dirci quei postmoderni là? Non è sempre stato meglio Italo Calvino in ogni sua forma? Sì, non c'entra, adesso vado a vedere cos'altro ancora ho accatastato di conoscenza che non riuscirò a indagare...

venerdì 17 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #35

In questo periodo di disgregazione pulviscolare ognuno nelle proprie case inventandosi cose piccole da fare e da non fare evitare di uscire etc, mi aggrappo all'accento del Sì affermativo. Mi sembra che ci sia da tutelare la biodiversità che c'è tra il si e il sì e mi sento salvatore, mi do molta energia e senso di giustizia e alta moralità quando vedo che il sì anche nelle peggiori chat anche nelle situazioni più drastiche e bassosonanti continuo a farlo con l'accento giusto, perché è un sì affermativo, non è un si qualunque.
E mi salvo, porto a casa un'altra giornata grazie a una conversazione curata, impreziosita dalle mie velleità.

giovedì 16 aprile 2020

Usare il blog come fosse un diario praticamente vero #34

Allora, in quel periodo storico il fenomeno naturale dell'esistenza era financo noioso come fenomeno. La noia fu scoperta un giorno da uno scienziato che diceva, uff, cosa faccio oggi?
Due cose che invece pensavo: immaginare i tetti come fossero pareti, o, mettere dei tetti al posto delle pareti. Cosa succederebbe alle pareti? E ai tetti? C'è bisogno di risposta a questa domanda interiore? Intimista domanda sui tetti e le pareti? C'è bisogno?
E poi, sempre nell'ambito della pararchitettura, riflessione sui paletti della creatività. C'era bisogno di questi paletti per essere creativi? Mi dicevano, Se vuoi creare mettiti dei paletti, così poi da quei paletti riuscirai a creare, ci vogliono i paletti.. e io dicevo che ero fin troppo anarchico per potermi mettere dei paletti e infatti creavo senza paletti e senza controllo e me ne sono fregato dei paletti fino infatti a non costruire niente di solid veramente, e ad oggi mi appassiono semplicemente all'idea di avere dei tetti al posto delle pareti e già mi sembra un buon successo giornaliero, come pensiero.

mercoledì 15 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #33

La sfida personale di tutta l'umanità dovrebbe essere pensare una cosa intelligente al giorno. Volend si può poi collegare la cosa intelligente pensata quel giorno lì alla cosa intelligente pensata il giorno precedente, creare una struttura di cose intelligetni che rega da sola, questa struttura e che se ne possa fare una teoria della struttura delle cose intelligenti da poi segnare in definitiva su un nobile trattato sulla teoria della struttura delle cose intelligenti pensate tutt' antratto.
Però ad esempio una cosa intelligente che ho pensato oggi è che uno dei posti belli di casa mia è il pavimento. Credo molto in questa cosa del pavimento, uno dei posti belli di casa mia, sottovalutato per forza, il pavimento, eppure è lui che ci fa andare avanti da una parte all'altra della casa, a differenza del soffitto e i viene in mente che quando si costruisce una casa si comincia dal tetto, è vera questa cosa? L'arroganza del tetto, ecco come dovremmo chiamarla così la cosa intelligente con la struttura e teoria allegata in forma di trattato quotidiano nobile

martedì 14 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #32

E poi riconoscersi,
prima di andare a dormire, prima di svegliarsi, prima di aprire un aporta di casa o non so,, riconoscersi con un caffé se mi piace o non mi piace riconoscersi allacciandosi le scarpe e slacciandole, riconoscersi senza specchio riconoscersi chiudendo gli occhi nel buio del dentro di sé riconoscersi salutarsi farsi un inchino di nascosto.
Riconoscersi, se serve, capire cosa serve fare se ad esempio serve riconoscersi o meno, fare a meno di Sé, fare a meno di qualcosa a cominciare dal sé, riconoscersi e gettarsi via e tenere anzi undettaglio di tutto il sé riconosciuto giusto un dettaglio un frammento di unghia mangiata sputata rimasta nascosta diettro il divano del tempo. Il divano del tempo (sempre un po' scomodo, il diario del tempo).

lunedì 13 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #31?

Adesso che siamo in crisi eugenitca, crisi di qualcosa, che bella l aparola qualcosa userei solo quella ma sono qui per fare il mio quotidiano esercizio di trasporto pubblico,l nel senso che trasporto in una strana forma scoperta di pubblico, un blog, il imo trasporto nella scrittura.
E per ora qui posso solo confessare che mi sono immaginato di quella volta quella foglia che ha deciso di non cadere d'autunno e rimanere tutto l'anno attaccata all'albero, e nessuno se ne è accorto.
E poi quella volta che il giorno è arrivato un minuto in ritardo, ma un minuto è pochissimo, e anche lì nessuno se ne è accorto.
Ed è andata bene anche lì
E basta, adesso leggo Luigi Malerba, la scoperta dell'alfabeto, ed è una bella scoperta sempre, luigi, anche se non sarebbe questo il momento giusto ma mmi pare di capire che il momento è meglio che proprio uno se lo dimentichi così non  aspetta quello giusto e fa tutto quel che vuole quando gli capita quando decide che è il momento di farlo e se magari vuole aspetta un attimo e  decide che il momento di farlo è quello dopo, e quello dopo, e ancora un pochino dopo va benissimo

sabato 11 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #30

Come forma di riscaldamento, il diario, come forma di qualcosa che potrebbe servire a qualcosa. Non c'è niente di meglio di qualcosa. Qualcosa è alla base di tutto. Senza qualcosa il mondo si fermerebbe. Tutti abbiamo bisogno di qualcosa, e questo è ineluttabile. Scrivere qualcosa a forma di qualcosa, scrivere qualcosa a qualcosa di qualcosa. Qualcosa qualcosa a qualcosa di qualcosa. Se il qualcosa è quello giusto, qualcosa è meglio anche di un milione di euro, un qualcosa può essere meglio financo di un milione di qualcosa

venerdì 10 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #29

Una lista delle cose da fare una lista delle cose da non fare la lista delle cose da fare è breve, quella delle cose da non fare è molto lunga, i ci dedico ogni giorno con certa dovizia e scrupolosità la lista delle cose da non fare comprende ad esempio non mangiare automobili, non arrampicarti su sedie, non lanciare corpi umani ad esempio il tuo corpo umano nonlanciarlo, e allora le scale fai un gradino alla volta, le scale a chiocciola attento perché girano, la lista delle cose da non fare richiede molta più attenzione della lista delle csoe da fare che rimane quindi lì in secondo piano e mi dico a volte im sveglio e mi dico dai, adesso do unìocchiata alla lista della cose da fare ma poi c'è la succculenta lista delle cose da non fare che mi pare molto più interessante e mi vengono in mente ad esempio dellle ppiante, alberi abeti pini da non bruciare, tigri da non andare a salutare e così via.
Poi oggi pensavo a: Vietato pensare certe cose. E pensavo, di conseguenza? Quali cose? vietate quali cose da pensare?
E ensavo di conseguenza
Impossibile pensare certe cose: e pensavo, di conseguenza, quali cose da pensare sono impossibili? E mi son fermato subito lì che non ho più voglia di farmi venire i capogiri.
Per fortuna ultimamente non sono più interessato al discorso sui limiti, pensavo, il discorso della distruzione del linguaggio per fortuna non mi interessa più, quanta energia sprecata stando lì a cercare di distruggere il linguaggio usando il linguaggio... 

giovedì 9 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #28

e sono qui senza nemmeno aver pensato cosa starò per scrivere e la ricerca di una cosa intelligente al giorno almeno una ce la farà il nostro eroe enorme eroe così tanto grande eroe ce la farà a trovare una cosa intelligente minima,f atta di tre parote, un accostamento che sia un qb stimolante, che faccia dire, ok, oggi abbiamo trovato questo accostamento come l'altro giorno ho pensato saluto tutti quelli che si conoscono, che non è un accostamento eh, è una sostituzione di lettera, un si invece che un mi, e m'è venuto da ridere pervhé poi ho pensato a tutte le persone che si conoscono e sono tantissime, molte persone conoscono altre persone, quasi tutte, e sono arivato a pensare a quello lì poverijno che nesuno conosce, nessuno, e mi dispiace molto per lui. Mi han detto, in un documentario, che in svezia ogni tanto muore qualcuno e manco i figli se ne accorgono, che questi cadaveri rimangono negli appartamenti per mesi e il superwelfare statale svedese continua a pagare le bollette dell'elettricità e questi cadaveri si decompongono puzzano e dopo un po' il vicino sente la puzza e dice ohnno, è morto quello che abita lì a fianco a me, e chiama per telefono il ministero della morte, che c'è un ministero della morte, e vanno a prendere il cadavere, avvisano il figlio e il figlio dice sono impegnato, prendete pure voi i mobili, le cose, non posso venire al funerale, ecco, questo documentario raccontava così e io non sapevo cosa dirgli, meno male

martedì 7 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #27

Allora oggi mi sentivo un po' per antonomasia di qualcosa, essere per antonomasia, pensavo, e invece ci ho pensato ancora su e mi son sentito più che altro eufemismo, essere eufemismo, mi sento eufemismo di me stesso, pensavo, e mi sono sentito migliore, dopo che ho pensato di essere un eufemismo di me stesso. Basta poco.
Era stamattina che pensavo a queste cose e non c'è niente di meglio che mettersi lì a pensare, di mattina e senti il cervello che ha un diverso modo di stare al mondo, gli spazi del pensiero sono un po' più ampi, meno rattrappiti e pian piano abbandono l.'idea romantica del pazzo scritotre folle ubriaco che si mette di notte a scrivere aspettando l'alba sfidando il tempo e il mondo e tutto il resto.
Il mattino ha l'oro in bocca, mi viene in mente e mi viene in mente anche quella frase su qualche muro di Bologna che diceva è tutto loro quello che luccica.
E direi che per ogi basta così, tra un eufemismo e l'altro ricomponiamo le nostre vite /(o esistenze), e andiamo avanti e facciamo finta di niente (vivere facendo finta di niente, per la maggior parte del tempoo, troppo faticoso vivere pensando che si sta vivendo)

lunedì 6 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #26

Partire da qualche parte senza muoversi senza cominciare niente che paura la fissità delle cose eppure tutto scorre ma non so dove, dov'è che scorre questo tutto e dove va poi non si sa mica.
Ieri pensavamo in una mail mandata a uno dei miei best pen pal friends forse the best direi mandavamo questo messaggio del dettaglio.
Un dettaglio dell'universo, giustamente, è un dettaglio immenso, e un dettaglio è spesso insignificante, così si dice, così vengono affiancate le due parole con buona consuetudine linguistiica, il dettaglio insignificante, se c'è un dettaglio, direbbe paolo nori, è insignificante. E insomma è anche per questo che pensavamo oltre al dettaglio insignificante pensavamo anche al dettaglio dell'insignificante, trovare una granello di qualcosa di importante in un dettaglio dell'insignificante

domenica 5 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #25

Visto che niente aveva senso bisognava fare tutto.
Scrivere sul diario come non ci fosse un domani e invece lavarsi i denti come se il domani ci fosse, il diario come se non ci fosse, il dommani, lavarsi i denti come se ci fosse, il diario, il domani.
Leggere tutto non memorizzare niente opporsi alla memorizzazione dei dati prendere solo parti di senso sparpagliato da qualche parte fare in modo che niente della giornata possa prendere la forma dell'abitudine, nemmeno il diario, nemmeno iln pensiero, opporsi a ciò che si pensa per la seconda volta, di parola in parola, mai ripetere la stessa parola durante una giornata e ovviamente disattendere, fare in modo di rompere i propri schemi e darsi i paletti creativi darseli in testa in modo da non rispettare la parola coerenza e, ancor meglio, non sapere cosa significhi la parola coerenzaa.
Fare di tutto ma immobile, chiudere gli occhie  vedere di tutto, questo è forse il segreto ma è anche sicuramente un segreto che non serve a niente
Poi per il resto tutto bene 

sabato 4 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #24

Anche ieri eravamo in molti lì che stavamo per fare tutto, anche ieri.
Ci siamo disposti in riga pronti alla partenza per andare ovunque (compresa l'amazzonia) ma poi ci siamo messi lì a dire aspetta un attimo. Io ad esempio dovevo allacciarmi una scarpa bene, che era allacciata male, un altro ha deciso che prima di partire voleva tagliarsi almeno un unghia, un altro voleva prima controllare il percorso da fare nel caso ci fosse da fare un percorso, un altro sentiva di aver avuto un'idea riguardante qualcosa ma adesso non gli veniva in mente cosa e allora ci voleva pensare ancora un attimo, un altro ha pensato di averl asciato forse aperto il gas un altro diceva forse ho lasciato chiuso il gas un altro diceva forse non dovrei essere qui ma da un'altra parte dove tutto quello che sta succedendo qui sta succedendo ma in maniera diversa, una realtà parallela dove non digerisco l'aglio, ad esempio

giovedì 2 aprile 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #23

Tutto sbagliato come al solito tutto sbagliato meno male, non c'è niente di meglio di un buon errore e ogni volta che sono inciampatao apposta, che schifo. Mai fidarsi di chi inciampa apposta e poi lo fa vedere a tutti.
Nell'altro diario che tengo, meno quotidiano, mi sono accorto che ho più paura di scrivere, la penna mi fa paura, qui sul digitale buttato nel vuoto mi sento tranqiullo di praqticare il peggio, proprio perché il nessuno che leggerà sarà un nessuno meno rilevante del nessuno che sarò io mentre rileggerò il mio diario cartaceo.
Qui il diario è valanga sfrenaata mentre il diario cartaceo mi fa paura, come la montagna e come il mare, prima cosaa da imparare della montagna e del mare è averne paura, poi si possono fare le passeggiate e un bagnetto o prendere il sole sugli scogli.
Imparare la paura è cosa nobile, iparare la paura come cavalieri medievali, ci vuole un drago sutafuoco sempre, è necessario un drago sputafuoco a tal punto che, anche nell'assenza eventuale di drago sputafauoco si può immedesimarsi in tal drago assente e farsi drago e poi cefcare di sconfiggeri infilandosi in gola una eventuale spada medievale come dicevamo.
E poi cercare di abbandonare l'idea di capire qualcosa, e soprattutto abbandonare l'idea di capire tutto.
Leggere gli scritt degli altri esseri umani e sentirsi fratelli nei limiti di ciò che fin dall'inizio non si è capito. Non capire niente, tranquillamente, rimane l'obiettivo finale.

martedì 31 marzo 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #21

Non vorrei spoilerare eh,
ho visto adesso la puntata sette di una serie televisiva mica mal edevo dire molto interessante ma non vorrei spoilerare non so le altre puntate com'erano, le precedenti, e quelle future nemmeno non so come sono ma la puntata sette l'ho vista, l'han vista tutti, io poi in particolare non me la ricordo ma comunque non vorrei spoilerare.

Avevo poi delle cose da dire, sempre parlando d'altro, ma il tutt'altro è sopravvenuto sul semplice altro e così mi son messo a parlare di tutt'altro perdendo di vista il semplice altro.

E stavo pensando inoltre, oltre al parlare d'altro, stavo pensando anche al pensare d'altro.
Differenza che c'è tra parlare d'altro e pensare d'altro e parlare di altro e pensare di altro

lunedì 30 marzo 2020

Usare blog come fosse diario praticamente #21

Come per la sindrome di Stendhal sovrapposta a quella di Stoccolma ci troviamo che non possiamo andare in Amazzonia, ad esempio, quando ci pare, ci troviamo chiusi nelle nostre casette, se ce le abbiamo, e qusaiquasi ci piace e ci prende la sindrome della bellezza estrema in clausura sovrapposta a quella dell'amore per il nostro rapitore, siamo chiusi in casa e fuori è bello e dentro no ma ci lasciamo affascinare dalla privazione. Parlo per noi ma so chi intendo.

Poi l'argomento su cui riflettere oggi sono i sogni degli altri mischiati ai ricordi degli altri mischiati ai ricordi di noi dentro ai sogni degli altri ma nei ricordi che abbiamo noi nei sogni nostri con gli altri. Ok?

domenica 29 marzo 2020

Usare blog come fosse diario praticamente vero #20

Non esiste non esiste lunedì per lo scrittore serio incalllito professionista coni problemi dello scrittore vero non esiste domenica non esiste lunedì non esiste nient'altro manco il tempo esiste solo se devi inviare un qualcosa a qualcuno o un appuntamento appunto dai un appuntamento ci vuole il tempo, altro che Bergson.
MA pensavo piuttosto al giro del mondo in un secondo, che palle, non si vede niente in un secondo il giro del mondo non è sufficiente a capire il ondo a capire niente neanche i sono accorto che stavo pensando a qualcosa che il giro del mondo è già finito.
Giro del mondo in un secondon è troppo poco, ci vuole almeno ancora un altro secondo come quando si dice oh, in senso di Stai calmino quando uno ti vuoole fare fretta e si dice oh, un secondo!
tre secondi almeno possono bastare per un giro del mondo vi prego, almeno tre secondi.

Quest'intervista con Mariapia Greco

Dopo Un adesso immenso, la videopoesia voluta da Alessio Bertallot e commissionata da Mercato Centrale Milano, tutto ancora in sospeso per via di 'sto virus; dopo l'esser stato coinvolto da Marco Nereo Rotelli per un suo progetto di poesia/installazioni da lui scritte e scelte e selezionate (in questo caso  derivata da Trovare l'orientamento) Mariapia Greco ha deciso di intervistarmi per portare avanti un suo canale youtube con interviste a diverse entità artistiche, se si può dire, qui c'è la ima, movimentata e fluttuante, giustamente:


sabato 28 marzo 2020

Usare blog come fosse diario praticamente vero #19

visto che non si può andare tutti i giorni in amazzonia solo per curiosare, che poi fisarsi con l'amazzonia si finisce per logorare l amazzonia si diventa turisti in un attiumo in amozzonia quando ad esempio ci sarebbe volendo ancora la patagonia da scoprire tutta ci sono delle saline, credo, in patagonia, dove il sale è gratis e tutti leccano il sale e mi vengono in mente le schiene di certe rane ma non c'entrano adesso.,
PEnsavo che a volte non mi ricordo come sono e come ero quindi pensavo soprattutto di risolvere questa cosa dandomi degli appuntamenti, degli appuntamenti con me stesso, in questi giorni di diario sconsiderat, appuntamento con me stesso tre o quattro appuntamenti al giorno 5 o 6 apuntamenti e puoi anche arrivare in ritardo che non frega niente a nessuno non è un problema se sei tu a darti l'appuntamento con te stesso arrivi piacevolmente in ritardo con mezzo sorriso, con mezzo tramonto a qualsiasi ora, non frega niente a nessuno e qualcosa s'è fatto, durante il giorno o notte che sia.

venerdì 27 marzo 2020

Usare blog come fosse diario praticamente vero #18

Ho deciso di togliere gli articoli il e un dal titolo di questi post diaristici.
Rimane così Usare blog come fosse diario praticamente vero invece che Usare il blog come fosse un diario praticamente vero 
sento che dà il senso dell'immediato dell'evitare perdite di tempo come lo stare a stabilire quale articolo è il più azzeccato se determinativo e non se il o la o lu o se altr non so.
Son giorni in cui bigogna dare molte cose si arriva alla fine della giornata che non si sa più cosa dire a chiunque e non siamo più pronti a usare le bocche le lingue proferire parole diventa faticoso finalmente.
non ho deciso se iniziare Bernhard o se iniziare quello là finlandese con nome che non ricordo sì lo ricordo benissimo si chiama Pasilinna ma con due a (o tre). Suicidi tra amici, piccoli, comincerò quessto.
Il discorso era comunque sulla polvere, mi sento polvere, mi sento pulviscolare, mi sento, lo scrivevo a Alfonso in mail e sono importanti le mail da inviare tutti i giorni e dicevo che mi sento polvere senza tempo senza clessidra intorno e mi perdo mi disperdo sono un po' mi sento pulviscolare che mi appoggio qua e là ma basta un soffio e non sono più dov'ero prima e volatilo io, volatilizzato volatilo in giro e mi appoggio e sono quasi impalpabile. Un tempo rimbalzavo e in questi giorni invece mi appoggio e volatilo

giovedì 26 marzo 2020

Usare il blog come fosse un diario praticamente vero #17

Ero qui che visto che non c'è niente da fare stavo facendo moltsime cose e ad esempio mi son mezzo deciso che scirov una cosa che deve cominciare con goodmorning genova e conquisto in questo senso il mio senso di appartenenza a un qualcosqa che è provbabilmente prima di tutto una città e poi anche una way of life in cui si dice a un certo punto goodmorning genova ed si fa una specie di discorso a una nazione e dovrei parlare mi pare del mio senso di appartenenza e del discorso sull'interindisciplinarietà e del discorso del nessuno è di dove è che son cose che mi vengono in mente in questso momento che è il momento in cui stavo facendo dell'altro, volevo scrivere anche una lettera mail a un autore che si chiama Matteo Galiazzo che in una rivista che si chiama Maltese narrazioni, di qualche anno fa, ha scritt0 un racconto che si chiama la casa di vico gattagà, che ho scoperto esser vicinissimo al posto dove sono io che è genova ma che è soprattutto via della maddalena e io ci tenevo, fino a poco tempo fa, ci tenevo a non far mai della scrittura geografica o se geografica che fosse neogeografica con mappe inventate e non luoghi che potessero essere talmente astratti da sembrare eventualmente il salotto di tutti e alla fine ad esempio adeesso la scrittura geografica la sto facendo ma preferirei ambientarmi un attimo in amazzonia, ad esempio.
che Poi ovviamente uno ci pensa un attimo e lo sa che non tutti hanno il salotto.
Cmunque stavo facendo tra le cose da non fare nella mia lista delle cose da non fare, lunghissima, stavo facendo appunto una cosa, che era al pimo punto della lista ma la lista è variegante e ogni istante cambia e adesso, mi son detto, adesso vengo lì e mi tolgo il dente velenoso del diario da fare ogni giorno con una certa costanza e senso di incompiutezza, il senso di incompiutezza è quella cosa per cui uno vive e ogni secondo si dice ok, non sono morto.
Il senso di compiutezza invece è il contrario ed è noiosissimo perché si è morti e allora ci si annoia.
uh, mi sono venutte in mente altre cose da fare che spero non passino da youtube perché sennò ci sto fino alle 24 di domani (ore)

mercoledì 25 marzo 2020

Usare il blog come fosse diario praticamente vero #16

Scrivere per vedere cosa si scrivedrebbe e cioè scrivere quel che uno mai proprio si sarebbe mai aspettato di scrivere, ma guarda un po', ma guarda un po' cosa m'è venuto in mente di scrivere. , mi dispiace, st un po' esagerando con questo diario scrivendo ste cose che manco io avrò mai voglia di rileggere ma questo è l'esperimento della disciplina, una valanga allenamento costante in uci la pigrizia gioca il ruolo fondamentale di nemico ispirante, grazie alla pigrizia combatto la pigrizia, senza pigrizia non caombatterei la mia pigrizia e allora vengo qui a combattere la mia pigrizia e per pigrizia scrivo soltnto la cosa meno importnte che mi viene in mente ma non per noia. Questo è importante, non per noi vengo qui,
stavo pensando all'informe e come preservarlo dal bisogno di dare forma a tutto. Smettiamola di dare forma a tutto, soprattutto ai concetti base, c'è stato un periodo che avevo molti concetti base di riferimento, tantissii concetti base e alla fine erano così tanti che ho dovuto sceglierne un paio ché fossero base per davvero, a discapito di altri che poverini ho dovuto surclassare a base meno, altri base meno meno. poverini alcuni concetti base che adesso sono base meno meno poverini

Non vorrei esagerare, mettere delle foto, addirittura, ma questa forse c'entra, ed è bello pensare che in realtà se si mette un forse e se si toglie la realtà: tutto forse c'entra. E così c'entra anche questo uccello che vola e passa senza l'idea di lasciare segno alcuno e ci riesce, Il guardiano di greggi (1911/12), Fernando Pessoa/Alberto Caeiro