Tra poco andiamo a Pescara, al MicHub mi infilo a leggere dentro all' "Allestimento" Teatrale di Luciano Fabro, per No Man's Land. È da un po' che sto scrivendo un testo apposta, probabilmente, scrivendo, si chiama "Le montagne sono onde, come le unghie", probabilmente, in realtà parla della scomparizione dell'autore, e mi piace molto perché la parola scomparizione non è accettata dal correttore lì e nemmeno qui, e così appare sempre sottolineata da questa linea zig zag rossa, e nel testo ripeto molte volte la parola scomparizione, e così è tutt'un errore di zig zag di linee rosse, un errore dietro l'altro, come ci insegnava Mandelbrot, cascata di errori, e non vedo l'ora di non avere più tempo per continuare a modificare questo testo che sto scrivendo, quando non avrò più tempo potremmo considerare il testo finito, finché lo rileggo il testo cambia muta si trasforma e io gli dico ok, se non lo leggo il testo sta fermo, zitto, ma se decido di rileggerlo mi trovo a cambiarlo ancora, e ancora, comincio dalla classica virgola ed ecco che tutto il resto del testo comincia a muoversi, e io infatti volevo solo parlare della scomparizione dell'autore, e del fatto che, si vede benissimo, come anche il testo, le montagne sono onde, come le unghie
