Allora è da 4 giorni che non scrivo né leggo quasiniente,
per via della lettura che c'è stata l'11 aprile a Pescara, ho preparato un testo pensato per l'Allestimento Teatrale, di Luciano Fabro, doveva durare circa 15 minuti, e a me è piaciuto molto per com'è venuto, l'allestimento aveva già detto tutto e io sono intervenuto come con un tuffo del pensiero, gesto pirotecnico senza fuoco, funambolico senza fune, non so cosa dire.Ecco, mi sono trovato poi dopo abbastanza svuotato, interdetto dalla meraviglia, l'interdizione è una cosa interessante, quei 15 minuti a leggere dentro al cubo di specchi di Fabro mi hanno portato a parlare di scomparizione dell'autore mentre vedevo me stesso moltiplicato, c'era una contraddizione stridente e vivificante, ho amato quel momento in cui ero privatamente in mezzo a molte persone che ascoltavano la mia voce e io mi guardavo agli specchi di fronte a me, dire straniante è dire poco, e ancor ami pare ci sia da pensare a quella cosa dell'antifrasi, che ogni tanto mi viene in mente, e raccogliermi attorno a quella parola, e adesso il pensiero deve finire qua poi lo sappiamo che non finisce qua, se è pensiero veramente, che magari è chissà
(gli argomenti veri erano: interdizione, ossessione, impellenza)


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