domenica 22 febbraio 2026

Alessandro Fiori al Cinemino Ad Astra

Questo scritto voleva essere un commento al concerto di Alessandro Fiori tenutosi inusitatamente nel Cinemino ad Astra, qui a Genova, ma non ci sono riuscito a scrivere il commento, adesso poi che devo uscire:


Bisogna ricordarsele le cose, anche cercando di non ricordarsele troppo, che poi si sovraccaricano i pezzi, e anche le emozioni, stiamo sull'orlo della distanza, diceva, dicevamo, e la poesia ancora meno sappiamo cos'è, o cosa sia, c'è quel punto in cui dice: "Anche se sono un vincitore mi sento un esoscheletro vuoto di riccio di mare", e mi pare evidente che c'è in corso un processo di composizione, di parole, di immaginari, di luoghi anche detti posti. Noi ci affacciamo con tutta la faccia comprese le orecchie, soprattutto le orecchie, le mettiamo lì, abbiamo una forma di gratitudine che ci teniamo anche un po' per noi, senza timidezza e senza arroganza, molto a nostro agio, spesso passeggiando, ci facciamo delle idee e poi ce ne facciamo anche altre, è un susseguirsi, un susseguirsi dietro l'altro, 

mercoledì 18 febbraio 2026

martedì 10 febbraio 2026

Gorizia | BorGo Live Academy | Artisti Associati

Sono stato lì, a Gorizia, per Artisti Associati, BorGo Live Academy, 6 giorni 6 lezioni, in funzione di un'idea un modo di dire le cose, un modo per aggirare la parola improvvisazione, a parlare di Corrado Costa e Christophe Tarkos oltre che ad ascoltare diverse volte Empty Cage di Nanni Balestrini, e ragionare sulla manipolazione di un testo anche quando quasi quasi il testo non c'è, o se è una bozza in movimento, e parlare di auotobiografia senza biografia, e scrittura a mente, e ancora un altro modo per aggirare la parola improvvisazione, che lo diciamo da tempo, ormai, dobbiamo trovare un altra parola per avvicinarci a quel concetto lì che per ora è un concetto abbastanza quasi quasi rappresentato dalla parola improvvisazione, ma dobbiamo aggirarle quella parola lì, anche, insieme a tutte le altre

giovedì 5 febbraio 2026

CONFERENZA SULLA CONFERENZA A TRIESTE - HANGAR TEATRI


Non vedo l'ora, eppure non devo voler non vedere l'ora, devo contenermi nel mio non vedere l'ora, aspettare che la conferenza si manifesti davanti a me per come sarà fatta quella conferenza lì, quella di Trieste agli Hangar Teatri, e adesso io non vedo l'ora ma questa cosa è sbagliata, sarà per via del freddo, che mi sembra sia vitale muoversi, a tutti i costi muoversi, sarà per via che sento il bisogno di aprire la bocca e vedere cosa viene fuori se parlo, che son qui a casa aspettando l'arrivo del momento giusto, e fa freddo, e devo ancora pensare a quella una cosa intelligente da pensare al giorno - perché mi è un po' tornata in corso quella mia personale sfida di pensare una cosa intelligente al giorno, anche minimamente intelligente, mi accontento di poco e comunque poi spesso non ce la faccio a pensare in un giorno ogni giorno una cosa intelligente - e adesso vado di là anche più che altro a pensare al numero di calze da portare, nella vita, ogni persona nella vita ha un numero di calze che lo accompagnerà per tutta la vita, pensiamoci (questa delle calze non era la cosa intelligente di oggi, mi sa) Ciao

mercoledì 14 gennaio 2026

TROPPO alla Luna'STorta

Qualcuno lo sa che c'è stato un periodo in cui avevo la pretesa di farmi venire in mente una cosa intelligente al giorno, sempre, sempre pensando mentre leggevo, a volte scrivendo, a volte scrivevo e a volte pensavo, a volte pensavo scrivendo, a volte mentre leggevo pensavo e pensavo "questa me la segno", ed era come scrivere ma a mente, scrivevo a mente mentre leggevo, a volte scrivevo a mente mentre scrivevo dell'altro, a volte pensavo soltanto, o leggevo soltanto, ed ero convinto che sarebbe venuta fuori una cosa intelligente.
Una cosa intelligente al giorno. Non credo di esserci riuscito, non me lo ricordo, non è più quel periodo lì.
Ma questo sabato saremo a Torino, vengono anche Stella e Olivia, e andiamo alla Luna's ché io leggo la mia cosa ossessiva che è il Troppo - che folle idea è stata quella di Milo Miler di farmici credere. E così ci ho poi creduto, pazzesco. Grazie, Milo (ma grazie tantissimo a Ailaria e Uzzi, che hanno questo coraggio di far partire esperimenti rischiosi all'interno del loro incredibile e bellissimo spazio)

martedì 6 gennaio 2026

HO FATTO IL CAPODANNO A SPAM

Mentre adesso sono qui a pensare a questo capodanno che è stato un capodanno virtuoso, se si può dire, un capodanno anche come quasi di lavoro, di sforzo energetico collaborativo, ma che poi finisce in questa forma di sopravvivenza altissima, degenerata e raffinatissima, sguaiata e così precisa nel suo essere inaspettatamente necessaria, costruita ad arte, diciamolo, ad arte