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martedì 26 gennaio 2010

Attualità // Furore

Io ho bambini, ho bambini che han fame! Io lavoro per niente; per il solo mantenimento. Li vedeste, i miei bambini! Pustole in tutto il corpo, deboli che non stanno in piedi. Mi lasciate portare via un po' di frutta, di quella a terra, abbattuta dal vento, e mi date un po' di carne da fare il brodo ai miei bambini, e io non chiedo altro.
E questo, per taluno, è un bene, perché fa calar le paghe mantenendo invariati i prezzi. I grandi proprietari giubilano, e fanno stampare altre migliaia di prospettini di propaganda per attirare altre ondate di straccioni. E le paghe continuano a calare, e i prezzi restano invariati.
Così tra poco riavremo finalmente la schiavitù.
E ora i latifondisti e le società inventano un metodo nuovo. Metton su fabbriche di frutta in conserva, e quando le pesche e le pere e le susine sono mature fanno calare il prezzo della frutta fresca al di sotto del costo di produzione. Così comprano la frutta fresca a prezzo irrisorio, ma tengono alto quello della frutta in conserva, e realizzano enormi profitti. E i contadini, i contadini che non possiedono le fabbriche di frutta in conserva, perdono i loro frutteti; e i frutteti vengono assorbiti dai latifondisti e dalle banche e dalle società che possiedono le fabbriche di frutta in conserva. I contadini allora si trasferiscono in città, e in poco tempo vi esauriscono il loro credito, e perdono gli amici e s'alienano i parenti e finalmente si riducono anch'essi sulla strada. E le strade sono affollate di gente avida di lavoro, ma avida al punto da essere disposta ad assassinare pur di trovarne.
E le banche e le società si scavano la fossa con le loro mani, ma non lo sanno. I campi sono fecondi, e sulle strade circola l'umanità affamata. I granai sono pieni, e i bimbi dei poveri crescono rachitici e pieni di pustole. Le grandi società non sanno che la linea di demarcazione tra fame e furore è sottile come un capello. E il denaro che potrebbe andare in salari va in gas, in esplosivi, in fucili, in spie, in polizie e in liste nere.
Sulle strade la gente formicola in cerca di pane e lavoro, e in seno ad essa serpeggia il furore, e fermenta.

Da "Furore" di John Steinbeck, traduzione di Carlo Coardi

mercoledì 13 gennaio 2010

Furore


Un pezzettino da Furore del mitico John Steinbeck (nella bellissima edizione Bompiani del 1970).

Qui c'è Tom che parla con sua madre.
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Tom recitò: "Non costruire case troppo grandiose se non vuoi vederle crollare."
"Ho ben paura che è così, infatti. La Bibbia vero?"
"Credo, ma non ricordo bene. Faccio confusioni, da quando ho letto un libro intitolato Le conquiste di Barbara Worth."
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