martedì 30 maggio 2023

Credevo abitasse a... Hampstead - da Tradimenti, di Harold Pinter

Stavo appunto pensando che a volte mi piace, certe volte, sempre, mi piace sempre, leggere dei pezzi di letteratura che parlano di letteratura, e che mettono in mezzo la letteratura, e ci sia quel filo di metaletterarietà che a me non so perché piace così tanto, così tanto che mi dico Forse questa mia ossessione per la scrittura arriva solo dal fatto che mi piacciono queste storie di scrittori, ecco, mi dico, ecco, mentre ero lì che infatti sottolineavo un passaggio di Pinter, Harold, da "Tradimenti", che metto qui sotto adesso:

Entra Emma

EMMA: Salve. Che sorpresa.
JERRY: Ho preso il tè con Casey.
EMMA: Dove?
JERRY: Qui all'angolo.
EMMA: Credevo che abitasse a... Hampstead o da quelle parti.
ROBERT: Non sei aggiornata.
EMMA: Ah no?
JERRY: Ha lasciato Susannah. Vive da solo, proprio qui all'angolo.
EMMA: Oh!
ROBERT: Sta scrivendo un romanzo su un uomo che lascia la moglie e tre bambini e se ne va a vivere da solo dalla parte opposta di Londra per scrivere un romanzo su un uomo che lascia la moglie e tre bambini...
EMMA: spero sia meglio dell'ultimo
ROBERT: Dell'ultimo? Ah, l'ultimo. Ma non era quello su un uomo che viveva in una grande casa a Hampstead, con la moglie e tre bambini e sta scrivendo un romanzo su...

e già che ci sono metto qui sotto rubato da facebook un commento che forse non c'entra niente - ma in quel momento per me c'entrava molto, e comunque, in generale, le cose che non c'entrano inente sono quelle più azzeccate da stare a guardare - è un commento di Simonetti, Gianluigi, scritto su post di Policastro, Gilda, il 25 maggio se non sbaglio (sì, il 25 maggio)

GIANLUIGI SIMONETTI, commenta Gilda Policastro 25 maggio

credo bisognerebbe distinguere fra "storie" e "letteratura" (e fra narrativa e narrativa letteraria). Entrambe le cose hanno sempre destato interesse, ma è contemporanea la passione generica per le storie (nel senso merceologico, euforico e spesso anche pedagogico dello storytelling) e simmetricamente l'associazione tra storie e letteratura. Come se tutta la letteratura fosse narrativa. Mentre non tutte le storie sono letteratura, e non tutta la letteratura è fatta di storie.

(è la prima volta che pubblico un commento preso da fb, wow)

lo hanno tradotto Laura Del Bono e Elio Nissim

mercoledì 24 maggio 2023

Cosa consiglio io al resto dell'umanità

Io comunque sinceramente al resto dell'umanità consiglio di scrivere sempre, sempre nella modalità irrispettosa nei confronti del resto del'umanità consiglio di scriver eper vedere cosa si scriverebbe, ignorare il resto dell'umanità, tanto quella ci viene incontro sempre a un certopunto a un cert opunto quando apriamo il frigo o quando scontriamo con il piede l'angolino del comodino eccolo lì il resto dell'umanità che ci guarda e ci ricorda ad esempio della fame ad esempio del dolore del mondo intero, ma appunto io consiglio di scrivere per vedere cosa si scriverebbe al di là del resto delll'umanità, che infatti eccola subito qua protagonista di questo post in cui a dire il vero volevo soprattutto scrivere che consiglio di scrivere per vedere cosa si scriverebbe o che se pre caso non ce la si fa consiglio di scrivere almeno una mail ad alfonso, può fare molto bene, una mail ad alfonso può fare molto bene, ma anche a marta, anche a marta adesso le scrivo una mail

venerdì 19 maggio 2023

Louisiana Poetry Slam - 20 maggio 2023

Son sempre più belli da fare questi poetry slam, uno dietro l'altro, con sempre più senso delle cose collettive, degli andamenti sovrumani nel senso di grande superorganismo poetico anche italico, volendo, se si può dire, no, non si può dire, oppure l'altra volta pensavo all'espressione Non so se mi spiego, e mi piace pensare che non lo so, se mi spiego, forse ne faccio anche a meno soprattutto nel momento in cui mi accanisco sulla spiegazione, e quindi non lo so se mi spiego, forse non mi spiego, e lo dico subito, rendendo subito chiare le mie intenzioni, appunto: Non so se mi spiego ma intanto qualcosa dico

domenica 14 maggio 2023

Il divertimento come bisogno metafisico - Bohumil Hrabal - Ho servito il re d'Inghilterra

E poi tornavo a casa con la spesa, per tutto il viaggio riflettevo, per tutto il viaggio mi divertivo a raccontarmi di nuovo tutto ciò che avevo detto e fatto e chiesto quel giorno, se l'avevo detto e fatto in maniera giusta, e io consideravo giusto quello che mi divertiva, non che mi divertisse come i bambini o gli alcolizzati, ma come mi aveva insegnato il professore di letteratura francese, il divertimento come bisogno metafisico, che quando una persona si diverte con qualcosa, ecco, quello è l'essenziale, stupidi che non siete altro, progenie malvagia, idiota e scellerata! diceva insultandoci in quel modo per farci arrivare dove voleva lui, per far sì che divertimento per noi fosse la poesia, le cose e gli avvenimenti belli, perché la bellezza, lei ha sempre impatto e una portata che tendono al trascendente, vale a dire all'infinito e all'eterno.

La traduzione è di Giuseppe Dierna

sabato 13 maggio 2023

L'altro giorno poi a Firenze / post dopo slam con copincolla del post facebook prima dello slam ma che mi piace perché c'è Bohumil Hrabal

qui in foto mi sa che eravamo sul fil di sapere chi avrebbe vinto lo slam

Sto leggendo "Ho servito il re d'Inghilterra", di Hrabal, che ridere che fa, e che scrittura.
Ieri ero alle poste e il lavoratore allo sportello mi ha chiesto cosa stessi leggendo e se lo è segnato su un foglietto e così, che bello, siamo fuoriusciti dalla zona da lavoratore di lui funzionario funzionale che doveva servire me e io richiedente autorizzato che chiedevo servizi terziari a lui, e adesso chissà se lo leggerà, per me sì, comunque in un attimo ci siamo scambiati un minimo della nostra umanità.

Poi oggi dallo stesso libro/romanzo leggo questo passo che è un po' un classico di tante letterature e forse pensieri anche banali soprattutto nella verità inaccettabile della frase iniziale:

"All'albergo Tichota capii anche che quelli che si erano inventati che il lavoro nobilita l'uomo erano gli stessi che stavano qui tutta la notte a mangiare e a bere con delle belle signorine sulle ginocchia [...] e ogni volta, in mezzo a quell'allegria, all'improvviso uno chiedeva all'altro se non avesse bisogno di un vagone di maiali ungheresi, o magari due, o di un treno intero. E poi quell'altro a sua volta, guardando il nostro domestico che tagliava la legna, bisogna infatti dire che quei ricchi avevano spesso la sensazione che quel domestico fosse la persona più felice su questa terra, per cui guardavano trasognati quel lavoro che elogiavano senza però mai farlo, e se avessero dovuto farlo, allora sarebbero stati infelici e sarebbe stata la fine della loro felicità, e così, all'improvviso, quell'altro chiedeva, io ad Amburgo avrei una nave di pelli di vacca del Congo, sapresti mica cosa farne?"

Questo per dire che la letteratura ti viene incontro anche quando non sai bene cosa stai cercando, e domani, a Firenze, grazie ai Ripescati Dalla Piena, insieme a una folta bellezza di poete from tutt'italia, sarò ospite del Working Class Poetry Slam, e si parlerà del diritto al lavoro e di quella sfumatura neanche troppo lieve che fa mutare il lavoro in sfruttamento, e parleremo anche forse del sorvolare di certe dirigenze, di come certi movimenti di capitali, certe movimentazioni, non sembrano tenere conto delle persone che coinvolgono, e invece alcune volte sono costrette a tenere conto, ad esempio grazie alla forza e la coscienza (di classe) di un'occupazione di fabbrica come quella del Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze.
A domani, al Circolo Arci Progresso Firenze

giovedì 11 maggio 2023

L'ambiente delle riviste letterarie

L'ambiente delle riviste letterarie, dicevo, Ci sono stato dietro per un po', anzi, ne ho fatto parte, poi per un po' sentivo di non capire più alcune dinamiche, alcune redazioni erano nuove alcune erano rinnovate e non mi erano più chiare le formazioni, chi faceva parte di chi? chi ha scazzato con chi?  insomma, com'è normale, ci sono periodi in cui certi ambienti riesci a seguirli pienamente e ci sei dentro pure tu senza rendertene conto, poi giri un attimo l'angolo e non sai bene cosa stia succedendo ma senti che c'è una nuova e divertente forma di affronto e di provocazione smodata, erano quelli della nuova verde, (che non capivo nemmeno poi, la rivista Verde e basta? e la Nuova Carne invece? sembravano seri, ma chi sono poi quelli della Nuova carne? boh) comunque insomma quel che vorrei dire è che c'è stato Torino una sega, evento fiorentini in contrapposizione critica al Salone del libro di Torino, e mi faceva super ridere, li avevo menzionato anche qui, ma quel che volevo dire, senza troppi fronzoli, è che al di là dell'egoriferirsi, mi piacerebbe tantissimo essere menzionato su QUESTA COPERTINA RAFFINATA ELEGANTE PREZIOSA

Immagine catturata dal facebook di Francesco Quaranta, che anche lui conosco ma non so bene chi sia

lunedì 8 maggio 2023

WORKING CLASS POETS - Firenze - Collettivo lavoratori GKN

𝗠𝗲𝗿𝗰𝗼𝗹𝗲𝗱ì 𝟭𝟬 𝗠𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 saremo al Circolo Arci Progresso Firenze per un appuntamento poetico molto importante per noi, che vorremmo iniziare già da ora a condividere con tutt3 voi.
Nella nostra città, Firenze, è in moto dal 2021 una forza inarrestabile fatta di persone che inizialmente combattevano contro un’ingiustizia, una delle tante che fanno scricchiolare questo e tutti i Paesi, per poi accorgersi che la loro lotta avrebbe potuto trasformarsi in qualcosa di più. Innanzitutto un esempio luminoso, per tutt3 quell3 che credono di essere troppo impegnati3 e stanch3 per proseguire la lotta, che da un certo punto in poi non ne valga la pena. Ma non soltanto questo: hanno capito che il modo più efficace di cambiare le cose è educare al cambiamento, promuovere la condivisione di esperienze per aumentare la consapevolezza, in altre parole: diffondere cultura. Che è esattamente quello che noi crediamo che la poesia possa e debba fare, il motivo per cui saliamo sui palchi e facciamo ciò che facciamo. Quindi capite bene fino a che punto la loro lotta, la loro visione e la loro volontà di cambiare davvero le cose ci abbiano travolti e conquistati.
Stiamo parlando del Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze, composto da donne e uomini che dal 9 Luglio 2021 combattono per il diritto al lavoro contro chi al contrario dà peso solamente a ciò che del lavoro è profittevole, monetizzabile. Ma il lavoro sono persone. E il lavoro è anche cultura. Istanza che il Collettivo di fabbrica ha affermato con forza, organizzando il primo Festival di Letteratura working class poco tempo fa, proprio qui a Firenze.
Con questo 𝙒𝙤𝙧𝙠𝙞𝙣𝙜 𝘾𝙡𝙖𝙨𝙨 𝙋𝙤𝙚𝙩𝙧𝙮 𝙎𝙡𝙖𝙢 noi vogliamo impegnarci a mostrare con la nostra arte e quella di altr3 grand3 poet3 da tutta Italia il nostro supporto alla lotta del Collettivo di Fabbrica GKN. Parlare del lavoro con i nostri linguaggi, mostrando che la rete di energie in gioco è sempre più fitta e che la marea che questa lotta è stata in grado di smuovere, senza retrocedere, è ogni giorno più grande.
A breve altre info sulla serata e le presentazioni dell3 poet3 partecipanti, intanto segnate la data
io personalmente ho delle cose da dire sul lavoro e sono cose che vanno nella direzione di una bella ambizione che è l'abolizione del lavoro, o l'emancipazione dal lavoro, ci proverò a dirle queste cose senza sembrare ingenuotto, che a me viene facile sembrare ingenuotto, forse magari lo sono veramente, chissà, anzi per me quasi sicuramente lo sono, ingenuotto, devo ancora capire se lo faccio apposta o no, se lo faccio apposta allora mi sto antipatico, è da antipatici fare gli ingenuotti apposta, un discorso è essere ingenuotto perché lo sei, e un discorso è essere ingenuotto perché lo fai, che è poi quella cosa lì, del ci sei o ci fai? non lo so ancora, vado a capirlo nel tempo ma in generale mi accorgo, così in generale, che mi sembra sbagliato in generale fare le cose apposta, per questo mi piace la parola involontaria e l'idea di "involontarietà"
sì, sempre attorno a quest'idea qua, sto

domenica 7 maggio 2023

Roberto Bolaño - Non scrivere racconti uno alla volta - Michele Orti Manara

Michele Orti Manara

«Non scrivere racconti uno alla volta. Se uno scrive racconti uno alla volta, può, per dirla in modo onesto finire per scrivere sempre lo stesso racconto fino al giorno in cui muore.
È meglio scrivere almeno tre o cinque racconti alla volta. Se uno ha energia, anche nove o quindici alla volta.
Attenzione: la tentazione di scrivere due racconti alla volta è pericolosa proprio quanto quella di scriverne uno alla volta. E poi, cosa ancora più importante, si rischia di creare un gioco di specchi tra innamorati, una immagine doppia che produce malinconia».
Roberto Bolaño

lunedì 1 maggio 2023

Andrea Bonomi, primo maggio

Lavoro estivo, lavoro immediato, lavoro in nero, lavoro dov’è permesso urlare, lavoro a chiamata, lavoro gratuito, tanto lavoro per nulla, non andare al lavoro, ultimo giorno di lavoro, senza un posto di lavoro, agenzia del lavoro, colloquio di lavoro, lavoro precario, lavoro per obiettivi, organizzazione del lavoro, lavoro di squadra, prodotti del lavoro umano, cattiverie sul posto di lavoro, ricatto sul lavoro, sfruttamento sul lavoro, lavoro sbagliato, prendersi una pausa dal lavoro, vivere senza un lavoro, aver paura del lavoro, non trovare lavoro, lavoro in prova, lavoro part time, lavoro manuale, contratto di lavoro, divisione del lavoro, lavoro socialmente utile, lavoro in cooperativa, sorridere al lavoro, la fortuna di avere un lavoro, fondata sul lavoro, il lavoro nobilita l’uomo?

Fare e disfare è tutto un lavorare / Ecco quello che so fare. Cercare un lavoro, accettare una proposta di lavoro, cambiare città per lavoro, trasferirsi all’estero per lavoro, lavoro per chi conosce l’inglese, lavoro in Svizzera, lavoro in Germania, lavoro sulle navi, lavoro in Australia, italiani in Asia per lavoro, mondo del lavoro, lavoro digitale, lavoro flessibile, lavoro a progetto, lavoro determinato, lavoro indeterminato, lavoro dei sogni, lavoro d’oro, lavoro del momento, amore lavoro soldi salute, lavoro continuo e intenso, uscire tardi da lavoro, scopare al lavoro, pensare solo al lavoro, portarsi il lavoro a casa, sognare di dormire al lavoro, lavoro stressante, lavoro no stop, ansia per il lavoro, consumo di alcolici al lavoro, odiare il proprio lavoro, congedarsi dai propri colleghi di lavoro, fuggire dal lavoro, annunci di lavoro, cambiare lavoro, nuovo lavoro, buon lavoro!

Mercato del lavoro, opportunità di lavoro, ministro del lavoro come primo lavoro, domanda di lavoro, bisogno di lavoro, la festa del lavoro che non c’è, inventarsi un lavoro, ripensare il lavoro, psicologia del lavoro, lavoro del futuro, i robot ci ruberanno il lavoro, definizione di lavoro, il concetto di lavoro per gli antichi greci, la questione del lavoro per Marx, il tema del lavoro nel ’68, insegnare filosofia come lavoro, lavoro nei campi, lavoro notturno, lavoro autonomo, lavoro da casa, telelavoro, trasferta di lavoro, lavoro con vitto e alloggio, lavoro dal lunedì al venerdì, lavoro domenicale, lavoro d’ufficio, lavoro all’aria aperta, pausa di lavoro, imparare a eseguire bene il proprio lavoro, lavoro a provvigione, lavoro alienante, orario di entrata e uscita dal lavoro, datore di lavoro, forza-lavoro, luoghi di lavoro, lavoro in fabbrica, lavoro portuale, lavoro in cantiere, dopolavoro, infortunio sul lavoro, morire di lavoro, astensione collettiva dal lavoro, difendersi dal lavoro, abolire il lavoro, liberare il lavoro.

martedì 18 aprile 2023

DIARIO INVOLONTARIO AL LUNA'sTORTA DI TORINO

Questo venerdì venite Torino che vi invito al Luna's Torta, in San Salvario.
Il Lunas (condotto da Ailaria e Uzzi), è un posto pazzo talmente pazzo che sulla fiducia, nel 2020, ha ospitato la primissima conferenza sulla conferenza, che non era poi troppo dissimile, nel suo essere strutturalmente irreplicable, non era troppo dissimile dalle successive repliche.
A me piace l'idea di dire le poesie come fossero cose da dire, e poi dire le cose da dire come fossero poesie. Ma anche scrivere le poesie come fossero prose e le prose come fossero poesie.
Forse in generale mi piace confondermi, ma questo, come dicevo, adesso non c'entra niente, appunto.
Venite questo venerdì al reading quasi integrale dal Diario Involontario, Tic Edizioni.
Le cose che ho scritto qui sopra sono le cose che ho scritto su facebook, povero facebook lo uso solo per l'autopromozione, ma a cosa serviva il social network? a diventare amici? invece qui il blog lo uso soprattutto per la vergogna, posso coltivare il mio senso del non pudore rendermi anche piuttosto ridicolo come quando si fanno le facce strane allo specchio del bagno tanto sei solo tu che guardi, e un paio di altre persone, in questo caso del blog, che mi sta piacendo tornare a usare, che bello il blog, quest'isola deserta di un arcipelago di chissà quali altre isole che non sappiamo 

lunedì 17 aprile 2023

LINGUAGGIO PROVVISORIO - Kenneth Goldsmith

Già mi piace l'idea di provvisorio, di provvisorietà del tutto, figuriamoci del linguaggio, quel che potrei fare, per assecondare le idee di questo libro che iperstimolante, quel che dovrei fare è interagire con questo testo che ho appena trascritto (no copincolla, purtroppo) e giocare con questo e vedere cosa fa succedere l'interazione con questo testo. Interessantissimo il capitolo sui Passages di Benjamin, Appropriazione, si chiama il capitolo, dovrei adesso io trascrivere un altro pezzetto e creare un nuovo testo in interazione con questo, come dicevo prima, ma non ne ho voglia adesso... qui di sotto quel che ho trascritto per questo post, direi che va bene già così

"Nel mondo digitale di oggi, il linguaggio è diventato uno spazio provvisorio, temporaneo, senza fondamenta, semplice materiale da spalare, riconfigurare, accumulare e modellare nella forma più conveniente, per essere poi gettato via altrettanto rapidamente. Le parole sono riproducibili all'infinito e a basso costo, diventate ormai detriti che esprimono poco e significano ancora meno. Ci siamo abituati a essere costantemente disorientati dalle repliche e dallo spam. Le nozioni di autenticità e originalità sono sempre più difficili da rintracciare. Quei teorici francesi che aprirono le porte alla destabilizzazione del linguaggio non avrebbero mai potuto immaginare fino a che punto le parole oggi si rifiutino di stare ferme; conoscono solo l'irrequietezza. Le parole oggi sono bolle, mutaforma, significati vuoti che fluttuano nell'invisibilità della rete, quel grande livellatore di linguaggio, di cui ci appropriamo avidamente e in modo indiscriminato, riempiendo i nostri hard disk solo per sostituirli con altri più economici e capienti.

[...] Una bufera di linguaggio che induce all'amnesia; queste non sono parole da ricordare. La stasi è il nuovo movimento. Le parole si ritrovano in una condizione che è al contempo di obsolescenza e di presenza ubiqua, una condizione dinamica ma stabile. La ripetizione è la nuova no creatività; anziché creare noi onoriamo, adoriamo, sfruttiamo la manipolazione e il riutilizzo."

sabato 15 aprile 2023

Due appunti brevi improvvisamente (e poi altro che m'è venuto da aggiungere poi)

Due appunti brevi su due cose viste adesso ultimamente.
Uno è un discorso su una newsletter interessante, Bengala, in cui alla fine dice che tra poco con le parole non ci facciamo più niente, e ha ragione, probabilmente.
L'altro era un videino veloce di un museo appena aperto da qualche parte, museo delle idee, ai muri sono appese delle istruzioni per immaginare le opere d'arte da immaginare, sono scritte, le devi leggere e poi immaginare, così ognuno si immagina la sua, bella idea, probabilmente (l'avevo letto anche da qualche parte in Ugo Nespolo (per non morire d'arte, il titolo, mi pare fosse la collana le vele di einaudi), ma non mi era piaciuto poi molto quel libro lì, mi sembrava di sapere già quello che stavo leggendo, ultimamente ho questo problema che mi sembra di sapere già tutto e allora mi spavento guardo conferenze importanti o podcast ad esempio)
Ad esempio adesso mi vado a cercare e metto qui il link a Illuminismo Psichedelico, il podcast di Federico Di Vita sulle sostanze psicotrope e come ci si potrebbe vivere, qui con Ivan Carozzi si parla de Foucalt in California che si prende gli allucinogeni e poi ci pensa su.

giovedì 13 aprile 2023

Maraschi Mauro Diario Involontario Screenshot e centomila altre cose

Ho il computer nuovo, da più di un anno, ormai, per quanto tempo sarà nuovo questo computer che per me è nuovissimo, non lo so, e faccio delle cose trascino delle immagini da un aparte all'altra del computer, mi sembra che cominci a tentennare, questo computer nuovo, comincia a chiedermi cosa sto facendo, accusa lo sforzo, questo mio spostare l'immagine di uno screenshot fatto dal telefoo a una pagina facebook per poi venire qui a metterlo qui, su questo blog nascosto, metto lo screenshot del telefono e mi sembra sia cosa di basso gusto, ma sono così contento di inserire ancora una volta la parola chiave "Mauro Maraschi", qui sul mio blog, mi fa così piacere che sono pronto a sottoporre questo computer a un nuovo sforzo e sono pronto a rischiare e a perseverare con questa cosa del basso buon gusto per le cose di estetica internettiana, che ne avrei forse una, di estetica internettiana, ma non so bene come farla fiorire queste estetica internettiana mi piacciono le scritte fatte bene verdi accese.
Ma ero qui a parlare dello screenshotto a bassa risoluzione che piazzo qui sotto:
E poi di Mauro Maraschi, conosciuto al Pigneto in tempi non sospetti, in quel locale che si chiamava Chiccen, di Rossano Astremo, che era un locale fatto come una cucina di casa ma su piano strada, e mi è venuto in mente l'altro giorno che c'è anche da pubblicare questo issuu online uscito nel 2017 dove c'è un mio racconto che si avvicina appassionatamente all'idea di illeggibilità, la indaga, l'illeggibilità, e quasi quasi riesce anche a rappresentarla, si intitola: Ipotesi atrofizzate (esperimento di narratività esplosa) e ci rivedo tanti temi che ancora non erano a me ben presenti, ma c'erano già, i temi, sempre un filo troppo metaletterari, ah, se potessi tornare indietro leggerei solo Stephen King invece che Burroughs, maledetto Burroughs, 

Comunque poi a quanto pare vado a Torino tra poco al Luna's Torta, devo prepararmi un discorso oltre che leggere poi bene fare un reading semintegrale del Diario Involontario, e scrivere anche adesso il testo evento, me ne stavo dimenticando!

domenica 9 aprile 2023

MALGRADO LE MOSCHE - un racconto scritto bene

In un epoca in cui avevo un po' smesso di frequentare e sostenere e credere fortemente nelle riviste letterarie, mi sento ben felice di ricaderci dentro, ed è merito di MLM (d'ora in poi Malgrado Le Mosche - no scherzo è il contrario, d'ora in poi MLM, l'acronimo, che è notoriamente più corto). 
Merito di MLM, dicevamo, che im sembra frizzante, mi farebbe schifo sentirmi dire frizzante, Filippo? un ragazzo frizzante, perdonami MLM che ti ho definita frizzante ma ho ultimamente deciso che qui sopra praticamente non correggo niente, non cambio niente se scrivo bene bene se scrivo male male.
Che l'idea di poter correggere mi frena, mi bloca, il mio povero instinto creativo di flusso irragionevole si spaventa, non vuole uscire ha paura di diventare perfezionabile, eternamente perfezionabile, invece qui siamo per uscire fuori da noi con tutti i nostri errori e imprecisioni dunque già perfetti veniamo a venirvi a dire queste cose e cioè che, insieme ai racconti di Benedetta Marinelli e Matteo Quaglia c'è un racconto di Filippo Balestra, io, nel pdf di dicembre di MLM:

e le foto di Andrea Campolucci, mica male, viene da dire, mica male.

Il racconto qui è uscito un bel po' di anni fa per un'antologia che si chiama E intanto, da qualche parte nello spazio, un azzardo ben compiuto da Gorilla Sapiens Editore, anche questa una casa editrice con una storia mica da poco, con titoli mica da poco, titoli tutti azzardati diciamo, in un mondo editoriale che preferisce il riconoscibile ecco che Gorilla Sapiens ti fa una raccolta di racconti più o meno di fantascienza dal titolo E intanto, da qualche parte nello spazio e c'è questo mio racconto dentro che è un racconto scritto bene, mi pare, senza nessuna scorribanda sintattica, come piacerebbe a me di formazione, e si evolve con una storia per davvero e con una fine e pure una morale, mi pare, sì, c'è una morale, e per questo mi son detto dai facciamolo girare, questo racconto uscito nel 2015, facciamolo rigirare, e così la redazione di MLM ha chiuso un occhio, come si dice, e ha deciso di pubblicare un racconto già edito, ma edito su carta, poveretto, chiuso dentro al libro macchina pigra, e così ecco che ci viene anche da chiederci quanto possa essere letto un racconto in libro e quanto un racconto in un sito...
vabbé adesso vado a fare un'altra cosa spero importante

martedì 28 marzo 2023

Anche parlarne male - Paolo Nori - Daniele Benati - Baltica 9 - Laterza

   Dopo a un certo punto uno di voi, quello che sta guidando, dirà che lui a guidare pensa, e che la cosa che ha pensato che Sergej Esenin, il poeta russo, era bellissimo, famosissimo, fiondava a destra e a sinistra con le donne più belle e più famose della sua generazione, a meno di quarant'anni si è suicidato

   Leopardi, dirà quello che guida, era brutto, gobbo, non ha mai visto una passera neanche pitturata, di suicidarsi non ci ha pensato neanche lontanamente, dirà uno di voi quello che sta guidando per via che lui a guidare pensa.

   Ma a te Leopardi non piace? gli chiederà un altro di voi sorpreso da questa critica a Leopardi No no, dirà quello che guida, mi piace, però mi piace anche parlarne male.

A PISA - Cantiere San Bernardo - Conferenza sullA conferenzA

C'è una grafica sbagliata, c'è un errore grave proprio nel nome, questo dà molto senso a una delle mie premesse alla mia estenuante "conferenza sulla conferenza", una premessa che è una precisazione, una delle cose che dico spesso all'inizio è che quella che sto andando a tenere è una conferenza sulla conferenza, non una conferenza sulle conferenze, su come si tengono le conferenze, su cosa bisogna fare quando si fanno le conferenze, no, è una conferenza sulla conferenza su quella stessa conferenza che si sta tenendo in quel momento e in cui in quel momento si sta vivendo.
In effetti durante la conferenza ci capita anche di chiederci: si può vivere in una conferenza?, e la risposta, certamente, è: Sì, si può vivere in una conferenza (ed è quello che stiamo facendo mentre stiamo tenendo la conferenza)
Ma mettiamo qui la grafica del mese di Cantiere Sanbernardo, luogo stupendo e di accoglienza sfrenata, pure un ombrello mi sono fatto regalare già che c'ero, e già che ci sono ringrazio Marinella che era lì ad aiutarci e Chiara Portesine che ha avuto l'ardire di portarmici.
Grazie ancor


giovedì 23 marzo 2023

Videino bello da Poé, Trento

Ciao, rubo il testo qui sotto, sotto al video, dalla pagina facebook di Poè Festival, sono diventato bravissimo a rubare, in velocità copincollare. L'altro giorno ho pensato, "Hai fatto bene a non farcela", ed era la cosa importante che ho pensato quel giorno lì, che adesso non c'entra qui ma tant'è eccomi qua che ce la metto.
Ah, sarebbe semplicemente più bello ringraziare di cuore Adriano Cataldo che ha avuto la voglia e il coraggio di ospitare la conferenza sulla conferenza dentro al Poè, ma ci tengo anche a segnalare la elegante presenza di un indefesso Antonio Nazzaro, che è il signore che ha organizzato la proiezione delle video poesie e che ci ha tenuto a ribadire in particolare, tra una cosa e l'altra, sia a mezzo stampa che presentando al pubblico a voce, ma sempre en passant, sempre tra una riga e l'altra, ci ha tenuto a ribadire che la mia videopoesia (trattavasi di Trovare l'orientamento) era qualcosa di facile, con uno che cammina, a differenza delle sue molte videopoesie che erano frutto di un raffinato montaggio di cose belle e di alta qualità come si faceva una volta, e che c'è una bella differenza

Momenti di sabato scorso a Poè Festival
Ma la rassegna di eventi di Poè continua, a breve tante news
due punti
Café de la Paix Circolo Arci
Filippo Balestra
Eleonora Buselli
Francesca Fattinger
Antonio Nazzaro

mercoledì 22 marzo 2023

Dire a memoria poesie che non esistono

Allora poi ieri alla biblioteca universitaria ho aggiunto un tassello alla mia mancanza di teoria delle cose letterarie che mi vengono da dire; il tassello di ieri era relativo a due poesie che non ho mai scritto ma che sono stato capace di dire a memoria, e sono stato impeccabile nel dirle a memoria perché non le avevo mai scritte e in quel senso fino a prova contraria sono proprio sicuro di averle dette perfettamente a memoria attenendomi al testo, proprio perché il testo non c'era è stato facile attenermici.

Ecco quindi dunque ho detto a voce senza improvvisare ma senza sapere bene cosa avrei detto ho detto a voce un discorso su una bandiera che non mi fa vedere fuori dalla finestra, una bandiera che copre il paesaggio, io mi affaccio ma non vedo niente perché c'è la bandiera davanti. E poi ho raccontato la storia vera di me che ho prestato mille lire a un amico e lui ci si è comprato un carrarmato, che lo tiene in garage ma lo sapevo prima o poi l'avrebbe usato, se ti compri un carrarmato ti dispiace tenerlo lì e non farci niente.

Sì, erano per la giornata della poesia (ringrazio Alberto Nocerino per avermi invitato insieme a Piero Cademartori della casa Editrice Zona) ed era richiesto un minimo riferimento alla guerra, poi ho letto "tranne i canadesi" e poi ho letto "gentilissimo potentissimo" che mi ero dimenticato di aver scritto, l'avevo scritta apposta per una giornata sbalorditiva a Torino, eravamo ospiti dell Unione Culturale Franco Antonicelli, c'era un sacco di bella gente, anzi adesso metto pure il link al post mio medesimo di quella giornata là.

Mi sto affezionando a questo blog, è veramente diventato piccolo archivio di cose, a volte è anche strumento per altri,

domenica 19 marzo 2023

Dicevo, a Trento ma non solo - (un altro mio post facebook riepilogativo)

Non ho capito in che modo sia andata bene la "Conferenza sulla conferenza di Trento", ma sono pressoché sicuro sia andata bene. Poè Festival è un super festival itinerante nel tempo, con un programma che copre diversi mesi e, anche se con Stella Littlepoints Venturo e Olivia ci abbiamo vissuto dentro soltanto un paio di giorni, ci sembra sia passata una stagione importante e ci viene da pensare che saranno belli e forti gli altri appuntamenti lì a Trento.
Mi vengono da capire molte cose considerata la bellezza di pensiero di Adriano Cataldo e Gloria Riggio, unita alle forze della libreria due punti e del Café de la Paix Circolo Arci, e mi viene anche da dire mi trasferisco a Trento ben sapendo che alla fine poi non lo faccio, che domani a Genova con Alberto Nocerino di Genova Voci leggiamo poesie di pace alla Biblioteca Universitaria di Genova. (BUG).
Poi sabato non vedo l'ora facciamo il nostro slam di Genova Slam LaClaque Poetry Slam - Round 3 e domenica a Pisa rifaccio di slancio la CONFERENZA SULLA CONFERENZA__Filippo Balestra__@Cantiere San Bernardo ..
Ho scritto un post classicamente troppo lungo con tutte ste tag tutte ste date anche mi sembra che probabilmente dovrei cambiare stile di vita e anche stile di post dovrei cambiare lo so e volevo scrivere qui altre cose che poi ovviamente non ho scritto me ne dispiaccio molto ciao spero tutto bene nel frattempo dalle vostre altre parti ciao

mercoledì 15 marzo 2023

CIAO

RIPUBBLICO QUI, CON LA CALMA CHE CONTRADDISTINGUE LE PERSONE CALME, IL POST SFRACELLATO DI IERI SU FB E CHE PARLA SEMPRE DELLA CONFERENZA SULLA CONFERENZA OVVIAMENTE

Son qui che preparo la prossima Conferenza sulla conferenza per questo sabato a Trento, felicissimo di essere ospitato al Poè Festival.
Ma la conferenza, di base, come dicevamo, non è mai la stessa.
Irreplicabile, dicevamo, ed è una roba strutturalmente fuori controllo e il mio dovere è quello di stare attento a prepararla senza prepararla troppo. Questo è la parte difficile della Conferenza sulla conferenza, devo prepararmi e studiarla ma lasciare anche che la sua parte più involontaria venga fuori come forma di estemporaneità solo lievemente ragionata che parli di quel momento lì, su ciò che sta (ma anche che non sta) succedendo in quel momento lì.
E mi chiedo in che modo non sia comunque improvvisazione, no, mi dico, non è improvvisazione, ma cos'è? Non lo so, per farmi un'idea riascolto i video miei segreti privati delle precedenti conferenze e mi stupisco di nuovo per le cose dette e mi dico che è bello stupirsi per ciò che si dice e non si pensava di dire (ed è qui il nucleo di ciò che stavamo cercando, forse è di questo stupore, mi dico, che è fatta la poesia quando la si scrive).
Riascolto i video passando dalla prima conferenza e - da una parte per sincera gratitudine, dall'altra per sottile autocompiacimento - segnalo qui la lista dei posti in ordine cronologico che l'hanno ospitata, ognuno di questi spazi si è irresponsabilmente concesso una forma di coraggio non da poco, a cominciare dal
- Luna's Torta di Torino, alla primissima versione, !pazze!
- Banano Tsunami qui a Genova, pericolosissimo, eppure
- Sparwasser al Pigneto, Roma, già aveva assunto una forma
- Arci Bellezza in Milano, quasi come se fosse facile farla
- LuzzatiLab del Fondazione Luzzati Teatro della Tosse, lì ci tenevo proprio a fare bella figura, poi non so
il futuro è tra poco a Trento al Café de la Paix Circolo Arci (18 marzo)
e dopo a Pisa al Cantiere SanBernardo (26 marzo)
e sarà facendola che mi accorgerò in che modo e in che senso avrà senso farla

lunedì 13 marzo 2023

A Trento, al Poé

Adesso tra poco andiamo a Trento saremo ospiti di Poé, festival delle parole, e proprio di parole parlavamo, proprio di parole parleremo, siamo pronte a queste e ad altre parole ancora, in espansione costante di parola in parola parleremo ancora e ancora, appunto.

Sabato (18 marzo) mattina alle 11 saremo alla super libreria duepunti con Adriano Cataldo e Gloria Riggio a parlare del Diario Involontario edito da Tic Edizioni, parleremo del diario e di com'è che è venuto fuori, e ci saranno anche in libreria una mostra di stampe e illustrazioni di stella littlepoints venturo alla quale diamo sempre dei bacini - tra l'altro -, infinitamente.
Poi sempre sabato alla sera alle dicevamo ore 1830 saremo al café della paix a fare la conferenza sulla conferenza, e ne sono rinnovatamente molto felice, perché rinnovatamente mi spavento a pensare a cosa potrebbe succedere, chissà cosa succederà, chissà cosa dirò, spero di non fare solo media figura ma di farla almeno medio bella, di essere anche in certi sensi interessante in quel che dirò sulla conferenza sulla conferenza a proposito della conferenza sulla conferenza per circa un'oretta sempre.

Ci sono dei ringraziamenti da fare in questo caso sarebbero tantissime persone ma intanto ringrazio Adriano Cataldo Alberto Baggio, e Gloria Riggio, di Poetrento e Cecilia Passarella, di Sanbaradio
Quanto mi piacciono queste grafiche, ho scoperto che le ha fatte una ragazza che si chiama Vittoria, che conoscerò lì a Trento, sono felice.
La foto invece stavamo per non farla, eravamo alla GAM di Torino e avevo appena finito di fare quella performance che si chiama Esistere non Basta e che adesso chiamo direttamente ENB, avrei dovuto in effetti immortalare quel momento di fine di cosa fatta e c'era anche una super simpatica Carola Nicola (che ancora ringrazio, scrivo tutto questo pezzo in effetti per ringraziare Carola Nicola per la foto di cui sopra), lì alla GAM, e mi è venuto uno di quegli slanci che spesso non ho (che è anche un problema con la questione dell'immortalare, questo bisogno di immortalare, questo costante immortalare, sto diventando anche contrario alla memoria a forza di vedere tutto questo immortalare, contrario alla musica alla pace nel mondo e alla memoria, sto diventando, ma vabbé non è questo il momento di mettersi qui a rendersi antipatici come al solito, non è questo ilmomento mi dico) e insomma mi è venuto quello slancio e le ho detto Carola! facciamola, e lei ha detto ma sì ma certo no problem, e l'abbiamo fatta, e così adesso la uso tantissimo e mi vengono in mente molte cose che non ho fatto e che se fossi meno stupido e antipatico avrei fatto e invece non ho fatto e anche l'immortalare, mi dico, se fatto bene, se fatto con un certo suo senso, anche l'immortalare ha un certo suo senso 

venerdì 24 febbraio 2023

TRE GRAFICHE DI COSE FATTE IN TRE GIORNI IMPORTANTI

Ultimamente, negli ultimi dieci anni circa, uno dei miei problemi è che mi piace scrivere le cose sul quaderno, e scrivo cose che sono fatte d'altro, poi vengo qui e scrivo altre cose, e sono cose che sono qui, così tanto visibili che quasi me ne vergogno


lunedì 20 febbraio 2023

ADESSOTRAPOCO 3 presentazioni in 3 giorni TorinoMilanoPavia

Quasi come se stessimo sempre tentennando sempre come per quasi partire per andare chissàdove, in effetti eravamo già partiti, quando siamo partiti non ci siamo accorti che stavamo partendo, è un grande classico, e la partenza è costante e si ripete e si ripete come per farsi notare, per far vedere che c'è, ma noi abbiamo sempre qualcosa per la testa e spesso qualcosa da dire, da far capire, una convinzione da mettere in luce, una certezza nascosta da qualche parte da tirare fuori più che si può, noi, dopodomani, partiamo, 22 febbraio.

SEMPRE CON IL DIARIO INVOLONTARIO
CON ALFONSO MARIA PETROSINO CI FACCIAMO UN BEL GIRO

22 febbraio a Torino, Libreria Trebisonda, in San Salvario, da Malvina. 

23 febbraio a Pavia, Libreria Delfino, Ubik Pavia, da Guido. 

24 febbraio a Milano, Associazione Penelope, da Susanna.

giovedì 9 febbraio 2023

Dopo Perugia - Libreria Mannaggia

Questo è il mio dopo Perugia, che bello essere stato ospite del buonissimo Sperduti Carlo, ho anche preso dei bei libri nella sua e di Francesca Chiappalone Libreria Mannaggia, libri difficilissimi da trovare, poi allora ho fatto una foto, questa, e mi son detto ci faccio una storia instagram, ma mi sembrava piccola e che non si vedeva niente, e allora adesso per ora semplicemente la metto qui, così in qualche modo è come se l'avessi tirata fuori dal telefono, in qualche modo è come se ne avessi fatto qualcosa

Nel frattempo poi con Sperduti abbiamo deciso che tra costruire una casa e costruire una casa su una frana e costruire una casa su una frana mentre frana e costruire una frana è meglio costruire una frana.

lunedì 30 gennaio 2023

Diario Involontario a Perugia, grazie a Carlo Sperduti, Libreria Mannaggia, Biblioteca del Conte

Libreria Mannaggia,
Biblioteca del Conte
2 febbraio
Che bello, non vedo l'ora, con Carlo Sperduti, eroe del multiperso e di innumerevoli progetti che non tutti posso stare qui a dire, rendere conto, ecco, intanto, dicevo, siamo lanciatissimi verso gli orizzonti umbri, Stella mi ha detto copriti che fa freddo bevi vino rosso, sarà un reading e sarà una presentazione, vorrei che Carlo Sperduti parlasse per ore delle cose da dire attorno al libro, avvinghiolate le cose da dire sul libro, insomma, ma ci sarà anche un po' di reading, come si dice, quella parte in cui io leggo ad alta voce, ditelo per favore a chi conoscete che sta a Perugia, lo so che molti che conoscete stanno a Perugia, io non ci sto mai, ci sto pochissimo, non so voi, e non so nemmeno noi, noi chi?

mercoledì 25 gennaio 2023

LA CLAQUE POETRY SLAM ROUND PRIMO QUESTO SABATO DAIIIII

Torna, sul palco de LaClaque, il più strabiliante torneo di poetry slam della storia di Genova!
Soltanto tre regole:
➀ testi propri
➁ solo tre minuti
➂ no basi musicali, né costumi e/o oggetti di scena
☛ Chi vince lo decide il pubblico! ☚

A condurre tutto, con disordine, gli MC di Genova Slam!
In ogni serata 7 potentissimə poetə/performer.
Solo due accederanno alla finale del 22 aprile.
-
Le serate del LaClaque Poetry Slam faranno parte del campionato nazionale 2022/23 della LIPS - Lega Italiana Poetry Slam

POETS IN GARA:

Chiara Araldi
Janette Dessi
Martina Lauretta 
La Gerundia
Ugo Polli
Gianmarco Tricarico
Davide Volpe
IL CALENDARIO COMPLETO
ROUND 1 - 28 Gennaio
ROUND 2 - 25 Febbraio
ROUND 3 - 25 Marzo
FINALE - 22 Aprile
-
Ingresso: 10 euro.
Abbonamento 4 serate: 32 euro

Biglietti disponibili qui:
https://toptix1.mioticket.it/.../sala%20agora'%20claque

grafiche littlepoints...

giovedì 19 gennaio 2023

L'altro giorno a Lugano, La Straordinaria, Miladinovic, Fabiani, Balestra, Terzago

 Metto solo le foto, come lasciando presagire un qualcos altro da dire, stavo pensando anche alla questione del disattendere senza però promettere niente, senza creare aspettativa alcuna, disattendere.
Alcune foto, quelle potentissime, le ha fatte il marchese Terzago, grazie marchese

venerdì 13 gennaio 2023

A Jesi con Gironi e Socci nelle Marche tutte

Tra poco vado a Jesi, provincia di Ancona, porto le cose da leggere sempre in chiave del non si sa, del chissàcome, e dirò sempre delle cose sempre intorno a certe idee che riguardano il parlare come si scrive e lo scrivere come parlare e il dire le cose come fossero poesie e le poesie come fossero cose e pensare di non confondersi mentre ci si è già persi da un po' come se non fosse possibile essere fraintesi come se tutto fosse facile da capire compreso il parlare del parlare.
Poi ieri l'altro giorno ieri praticamente il mio amico Uccio, sempre lui, mi ha parlato di questa cosa di ciò che è autografico e di ciò che è allografico, ma non ho capito bene cosa significa, di sicuro, mi è venuto da pensare, ogni testo di cose che ho scritto, anche se il testo è quello, nel momento in cui viene letto non è più lo stesso... ma non c'entra niente, andiamo a Jesi tra poco, quello sì
Possiamo dire che questa è una locandina?! Chissà, ma intanto che bello andar laggiù

venerdì 30 dicembre 2022

La straordinaria, Lugano, con Marko Miladinovic insieme a Francesco Maria Terzago e Andrea Fabiani

L'elemento di bellezza è talmente alto e inarrivabile che non possiamo certo metterci qui a fare le descrizioni delle cose le descrizioni di quel che ci capita quando ci capita, è impossibile, diciamolo, metterci qui e stare veramente a enumerare, se si può dire, snocciolare le parole, se si può dire, concludere la descrizione il tentativo di esaurire la situazione la sensazione il come sono andate le cose, un giorno metto tutte le foto del mondo, anche se le cose belle non riusciamo a farle stare ferme immortalate e le foto del mondo, tutte, non bastano a dare un'idea di quel mondo quel modo lì

venerdì 23 dicembre 2022

Il Diario Involontario su La Lettura, del Corriere della Sera

La Lettura del Corriere della Sera, l'inserto culturale più ambìto nel mondo delle lettere italiane, dedica uno spazio al Diario Involontario e io ne sono talmente felice che quasi mi sposso, nel senso mi debilito di gioia nel leggere e rileggere le bellissime parole dedicate da Alessandro Beretta a questo piccolo librino giallo che avanza nel tempo e nello spazio e nella luce e nel buio va dritto ogni tanto si gira mi saluta e io gli dico Ciao, Diario, sei proprio Involontario.
Metto la foto qui fatta da me, le cose da dire sarebbero talmente tante che infatti mi fermo qui, mettendo una foto sotto, due foto, tre:

mercoledì 21 dicembre 2022

Su Huffington Post, grazie a Lorenzo Allegrini, insieme a Ottiero Ottieri

Una segnalazione che è un po' una recensione che è un po' una riflessione.
Centomila grazie a Lorenzo Allegrini che si era in effetti detto incuriosito da questa recente uscita Diario Involontario e che in effetti ha deciso di rendere pubblica questa sua curiosità. Ne sono felicissimo.
Felicissimo sono poi di essere in una pagina web insieme a Ottiero Ottieri, uno dei grandissimi della letteratura italiana, in questo caso nella recente pubblicazione di Interno Poesia.
A un certo punto - si vede anche qui dall'anticipazione dell'articolo - Allegrini dice che le cose che sono scritte sul Diario Involontario "dicono tutto e non dicono nulla", ed è vero, ha ragione, l'ambizione massima di quel diario è il non avere un argomento, e trattare per questo di tutto ciò che va oltre a qualsiasi argomento, sempre esagerando molto esagerando più che si può esagerando possibilmente troppo
QUI IL LINK ALL'ARTICOLO